Il canone di un locale utilizzato esclusivamente come studio professionale è un costo dell’attività da valutare secondo le regole del reddito di lavoro autonomo. Il trattamento è diverso da quello dell’abitazione utilizzata promiscuamente come casa e studio: nel primo caso conta la reale destinazione professionale del locale e la documentazione del rapporto di locazione; nel secondo opera la disciplina specifica dell’uso promiscuo.
Quando l’affitto dello studio è un costo professionale?
Il principio generale dell’articolo 54 del TUIR considera le spese sostenute nell’esercizio dell’attività professionale, salvo le regole speciali previste per singole categorie di costo. Un ufficio o studio realmente destinato all’attività ha quindi un collegamento diretto con la produzione del reddito professionale.
La fonte generale è l’articolo 54 del TUIR su Normattiva.
Studio esclusivamente professionale o uso promiscuo?
La prima verifica riguarda l’utilizzo dell’immobile. Un locale preso in affitto esclusivamente come ufficio o studio non va trattato come l’abitazione nella quale viene ricavata anche una stanza di lavoro.
Per l’abitazione utilizzata anche per l’attività consulta studio in casa e Partita IVA.
Serve un contratto registrato?
La locazione deve essere documentata secondo la disciplina applicabile al contratto. Il professionista deve conservare il contratto, le ricevute o quietanze dei pagamenti e la documentazione degli eventuali oneri accessori.
Un semplice bonifico con causale “affitto” non sostituisce un rapporto locativo correttamente formalizzato quando la legge richiede la registrazione del contratto.
Canone, condominio e oneri accessori
Oltre al canone possono essere a carico del conduttore spese condominiali, pulizia, riscaldamento centralizzato o altri oneri previsti dal contratto. Per ciascuna voce bisogna verificare che il costo sia effettivamente sostenuto dal professionista, documentato e riferibile allo studio.
Non tutto ciò che compare nel rapporto con il proprietario ha la stessa natura fiscale: canone, deposito cauzionale, rimborso spese e lavori eseguiti sull’immobile devono essere distinti.
Il deposito cauzionale è una spesa deducibile?
Un deposito cauzionale destinato a essere restituito al termine del contratto non rappresenta, al momento del versamento, un normale costo definitivo di locazione. È una somma data a garanzia e va distinta dal canone effettivamente maturato.
Se in seguito il deposito viene trattenuto dal locatore per una ragione specifica, il trattamento dipenderà dalla natura dell’importo divenuto definitivamente a carico del professionista.
Utenze dello studio
Energia elettrica, connessione internet, riscaldamento e altri servizi utilizzati nello studio vanno analizzati come costi distinti dal canone. Se l’utenza è esclusivamente professionale il collegamento con l’attività è più diretto; in presenza di uso personale o condiviso occorre invece ricostruire correttamente la quota riferibile all’attività.
IVA sul canone di locazione
La presenza o meno dell’IVA sul canone dipende dal tipo di immobile, dal soggetto locatore e dalla disciplina IVA applicabile alla locazione. Non è quindi corretto affermare che qualsiasi affitto di studio abbia sempre IVA o sia sempre esente.
Se il canone viene fatturato con IVA, la possibilità di detrarla è una verifica distinta dalla deduzione del costo e dipende dalle regole IVA del professionista e dall’utilizzo del locale.
Per la distinzione consulta deducibile, detraibile e IVA detraibile.
Studio condiviso tra professionisti
Più professionisti possono condividere lo stesso immobile e i relativi servizi. In questo caso è fondamentale documentare chi è intestatario del contratto, come vengono ripartite le spese e quali somme vengono riaddebitate agli altri utilizzatori.
Il nuovo articolo 54 del TUIR esclude dal reddito di lavoro autonomo, alle condizioni previste, il riaddebito ad altri soggetti delle spese sostenute per l’uso comune degli immobili utilizzati anche promiscuamente per l’attività e dei servizi connessi. Il riaddebito va però ricostruito in modo analitico e coerente con la spesa comune.
Coworking e studio tradizionale sono la stessa cosa?
Non necessariamente. Un contratto di coworking può includere, oltre allo spazio, servizi di segreteria, sale riunioni, connessione, pulizia, domiciliazione e altri servizi. La fattura può quindi rappresentare una prestazione complessa e non una semplice locazione immobiliare.
Prima di contabilizzare il costo bisogna leggere il contratto e identificare ciò che viene realmente acquistato.
Lavori e migliorie sullo studio in affitto
Spese per lavori, arredi fissi o migliorie su un immobile di terzi non vanno trattate automaticamente come un mese di affitto. Se producono utilità per più periodi o modificano stabilmente il locale, può essere necessario applicare una disciplina diversa dal normale costo corrente.
La qualificazione dipende dal tipo di intervento, dal contratto e da chi resta proprietario delle opere al termine della locazione.
Affitto dello studio nel regime forfettario
Nel regime forfettario il canone dello studio non viene sottratto analiticamente dal reddito imponibile. Il reddito fiscale deriva dal coefficiente di redditività applicato ai ricavi o compensi, con la deduzione dei contributi previdenziali secondo la disciplina del regime.
Un affitto elevato può quindi incidere molto sulla convenienza economica del forfettario pur non riducendo direttamente la base imponibile. È uno dei costi da considerare quando si confronta il forfettario con l’ordinario.
Consulta uscita dal forfettario e passaggio all’ordinario.
Affitto e domicilio fiscale
Avere uno studio in locazione non significa automaticamente trasferire la residenza anagrafica o il domicilio fiscale personale. Sede dell’attività, luogo di esercizio e domicilio fiscale sono concetti distinti.
Consulta domicilio fiscale e Partita IVA.
Cambio studio e variazione della Partita IVA
Se l’indirizzo dello studio è tra i dati comunicati per la posizione IVA, il trasferimento può richiedere una dichiarazione di variazione. Per imprese iscritte al Registro Imprese devono essere coordinati anche gli adempimenti camerali.
Consulta variazione Partita IVA.
Checklist affitto studio
- verifica che il locale sia realmente utilizzato nell’attività;
- conserva contratto registrato e documenti di pagamento;
- distingui canone, deposito cauzionale e oneri accessori;
- documenta utenze e servizi;
- verifica separatamente l’IVA;
- se condividi lo studio, formalizza il criterio di riparto;
- non trattare un coworking complesso come semplice affitto senza leggere il contratto;
- nel forfettario non sottrarre analiticamente il canone;
- comunica l’eventuale variazione dell’indirizzo quando dovuta.