Aprire la Partita IVA nel 2026 significa definire correttamente attività e inquadramento, scegliere il codice ATECO, verificare regime fiscale e previdenza e presentare la pratica prevista. Per un libero professionista la procedura è generalmente più semplice; per artigiani e commercianti possono essere necessari anche Registro Imprese, INPS, INAIL, SCIA o SUAP.
Non esiste quindi una procedura identica per tutti. Un consulente freelance, un artigiano e un commerciante possono avere adempimenti, contributi e costi molto diversi. In questa guida trovi il percorso completo per arrivare all’apertura senza impostare male la posizione fin dall’inizio.
- Definisci attività e inquadramento: professionista, artigiano, commerciante o altra attività d’impresa.
- Scegli il codice ATECO coerente con l’attività effettivamente svolta.
- Verifica il regime fiscale applicabile alla tua situazione.
- Individua la previdenza: Gestione Separata, Artigiani/Commercianti o cassa professionale.
- Presenta la pratica di apertura e gli eventuali ulteriori adempimenti richiesti.
Quando bisogna aprire la Partita IVA?
La Partita IVA serve quando un’attività economica viene esercitata in modo abituale e professionale. Non esiste una regola generale secondo cui sotto 5.000 euro sia sempre possibile lavorare senza Partita IVA: il punto decisivo è soprattutto il carattere abituale dell’attività.
Se stai ancora valutando il momento corretto, verifica chi può aprire Partita IVA e approfondisci quando aprire Partita IVA e il confronto tra Partita IVA e prestazione occasionale.
La valutazione cambia anche in alcune situazioni personali: se lavori già come dipendente, sei un dipendente pubblico, uno studente, un pensionato o percepisci la NASpI, prima dell’apertura vanno verificate regole e compatibilità specifiche. Se hai meno di 35 anni, verifica anche le agevolazioni e gli incentivi per aprire Partita IVA under 35.
Libero professionista o ditta individuale: cosa cambia?
È una delle prime decisioni da prendere perché influenza procedura, previdenza e costi. Non si sceglie liberamente l’inquadramento più conveniente: bisogna partire dall’attività realmente svolta.
| Libero professionista | Ditta individuale | |
|---|---|---|
| Attività tipica | Prestazioni professionali e intellettuali | Attività commerciali o artigianali |
| Apertura | Agenzia Entrate | Comunicazione Unica / Registro Imprese |
| Previdenza | Gestione Separata o cassa professionale | Gestione Artigiani o Commercianti, secondo il caso |
| Camera di Commercio | Normalmente no | Normalmente sì |
| SUAP / SCIA | Solo se richiesto dall’attività | Può essere necessario |
Per approfondire: libero professionista o ditta individuale.
Come scegliere il codice ATECO corretto?
Il codice ATECO identifica l’attività economica esercitata. Dal 2025 la classificazione di riferimento è ATECO 2025.
Il codice deve descrivere ciò che fai realmente. Può incidere sull’inquadramento dell’attività e, nel regime forfettario, sul coefficiente di redditività utilizzato per determinare il reddito imponibile.
Consulta la guida su come scegliere il codice ATECO. Se svolgi più attività puoi anche verificare come aggiungere un secondo codice ATECO.
Regime forfettario o ordinario: quale scegliere?
Il regime fiscale determina come vengono calcolate le imposte e come viene gestita l’IVA. Il regime forfettario può essere utilizzato solo quando sono rispettati tutti i requisiti previsti dalla legge.
| Regime forfettario | Regime ordinario | |
|---|---|---|
| Limite principale | 85.000 € di ricavi/compensi | Nessun limite equivalente |
| Imposta | 15% o 5% se spettante | IRPEF secondo le regole ordinarie |
| Costi effettivi | Non dedotti analiticamente | Deducibili quando fiscalmente ammessi |
| IVA ordinaria in fattura | No, secondo le regole del regime | Sì, salvo eccezioni |
Prima di scegliere leggi regime forfettario o ordinario e i requisiti del regime forfettario 2026.
Quali contributi previdenziali si pagano?
La previdenza dipende dall’attività. Un professionista senza cassa è normalmente iscritto alla Gestione Separata INPS; professionisti ordinistici possono avere una propria cassa; artigiani e commercianti seguono le rispettive Gestioni INPS.
| Inquadramento | Previdenza tipica |
|---|---|
| Professionista senza cassa | Gestione Separata INPS |
| Professionista con cassa | Cassa professionale |
| Artigiano | Gestione Artigiani INPS |
| Commerciante | Gestione Commercianti INPS |
Per scegliere correttamente consulta INPS e Partita IVA e cassa professionale o Gestione Separata.
Quali documenti servono per aprire Partita IVA?
Prima della pratica bisogna avere almeno i dati anagrafici, la descrizione precisa dell’attività, il codice ATECO, la data di inizio e le informazioni necessarie per individuare regime fiscale e previdenza.
Per alcune imprese servono inoltre PEC, firma digitale, dati della sede ed eventuali informazioni necessarie per Registro Imprese, INPS, INAIL o SUAP.
Vedi l’elenco completo dei documenti per aprire Partita IVA.
Come aprire la Partita IVA nel 2026: procedura passo passo
La procedura cambia in base all’inquadramento.
- Libero professionista: dichiarazione di inizio attività tramite modello AA9/12 secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, con successivo inquadramento previdenziale.
- Ditta individuale: procedura coordinata tramite Comunicazione Unica con Registro Imprese e gli altri enti coinvolti. Dal 12 febbraio 2026 il precedente strumento ComUnica non è più disponibile e la trasmissione delle pratiche può avvenire tramite DIRE o altre soluzioni abilitate.
- Attività soggette a SCIA o autorizzazioni: devono essere gestiti anche gli adempimenti presso il SUAP competente.
Approfondisci il modello AA9/12, la procedura per aprire come libero professionista oppure quella per aprire una ditta individuale.
Quanto costa aprire Partita IVA?
Per molti liberi professionisti l’attribuzione della Partita IVA non comporta un costo amministrativo se la pratica viene presentata direttamente. Una ditta individuale può invece avere diritti camerali, PEC, firma digitale, eventuali costi SUAP e altri adempimenti.
I costi più importanti sono spesso quelli successivi all’apertura: contributi, tasse e gestione contabile.
Consulta quanto costa aprire Partita IVA e quanto costa mantenerla.
Quanto tempo ci vuole per aprire Partita IVA?
Una posizione professionale semplice può essere aperta rapidamente. Per un’impresa i tempi possono aumentare quando sono necessari Registro Imprese, INPS, INAIL, SCIA, SUAP o altre autorizzazioni. Per una posizione professionale senza ulteriori adempimenti, dopo l’apertura si può normalmente iniziare a fatturare; per un’impresa, invece, l’avvio effettivo dell’attività può dipendere dal completamento degli adempimenti previsti.
Il vero modo per ridurre i tempi è definire correttamente prima attività, ATECO e adempimenti. Leggi quanto tempo ci vuole per aprire Partita IVA.
Cosa bisogna fare dopo l’apertura?
Ottenere il numero di Partita IVA è solo l’inizio. Bisogna poi impostare fatturazione elettronica, previdenza, conservazione dei documenti, scadenze fiscali e accantonamento di tasse e contributi.
Consulta la guida su cosa fare dopo aver aperto la Partita IVA e quella sulla fatturazione elettronica.
Quali errori evitare quando si apre Partita IVA?
- scegliere il codice ATECO solo in base alla tassazione;
- confondere professionista e impresa individuale;
- scegliere il forfettario senza verificare tutti i requisiti;
- ignorare il costo dei contributi previdenziali;
- aprire troppo presto senza valutare i costi fissi;
- dimenticare SCIA, SUAP o altri adempimenti richiesti dall’attività;
- considerare tutti gli incassi come denaro disponibile senza accantonare tasse e contributi.
Domande frequenti sull’apertura della Partita IVA
Aprire la Partita IVA è gratis?
L’attribuzione della Partita IVA da parte dell’Agenzia delle Entrate non prevede un costo. Possono però esserci costi collegati al tipo di attività e agli adempimenti necessari, come Registro Imprese, diritti camerali, PEC, firma digitale, eventuali pratiche SUAP o assistenza professionale. Per approfondire, consulta la guida su quanto costa aprire la Partita IVA.
Posso aprire Partita IVA senza commercialista?
Sì, in alcuni casi è possibile presentare autonomamente la dichiarazione. Il punto più delicato non è però ottenere il numero di Partita IVA, ma impostare correttamente ATECO, regime fiscale, previdenza ed eventuali pratiche aggiuntive.
Serve fatturare almeno 5.000 euro?
No. La soglia di 5.000 euro non determina in generale l’obbligo di apertura della Partita IVA. Conta soprattutto se l’attività viene esercitata in modo abituale.
Posso aprire Partita IVA mentre lavoro come dipendente?
Sì, in molti casi. Devono però essere verificati contratto, eventuale concorrenza con il datore di lavoro e requisiti fiscali. Per il pubblico impiego valgono regole specifiche.
Il regime forfettario è automatico?
No. Può essere applicato soltanto quando sono rispettati requisiti e condizioni previsti dalla normativa.