Per ricavare l’imponibile da un importo lordo devi prima capire cosa contiene quel lordo. Se è semplicemente un prezzo IVA inclusa al 22%, la formula è imponibile = lordo / 1,22. Se invece il totale comprende rivalsa previdenziale, contributo di Cassa, bollo o ritenuta, il calcolo cambia e una divisione unica può essere sbagliata.
La base IVA è disciplinata dall’articolo 13 del DPR 633/1972. Prima di applicare una formula è quindi necessario ricostruire quali somme concorrono al corrispettivo imponibile. La parola “lordo”, usata in preventivi e accordi commerciali, non ha da sola un significato fiscale univoco.
Prima domanda: che cosa significa “lordo” nel tuo caso?
- prezzo IVA inclusa: imponibile + IVA;
- totale documento: può includere IVA, Cassa, rivalsa, bollo e altre voci;
- netto da bonificare: può essere già ridotto dalla ritenuta;
- lordo fiscale: può riferirsi al compenso prima di imposte e contributi.
Queste quattro grandezze possono essere tutte diverse. Per questo non esiste una formula valida se non conosci la composizione dell’importo di partenza.
Caso 1: lordo significa prezzo IVA inclusa
Se un prezzo finale di 1.220 euro comprende IVA al 22%, non devi sottrarre semplicemente il 22% da 1.220. Devi dividere il totale per 1,22.
- 1.220 / 1,22 = 1.000 € imponibile;
- 1.220 − 1.000 = 220 € IVA.
Sottrarre il 22% dal lordo darebbe 951,60 euro, risultato errato perché l’IVA è il 22% dell’imponibile, non del totale già comprensivo d’imposta.
Formule per IVA 22%, 10%, 5% e 4%
| Aliquota | Divisore | Formula |
|---|---|---|
| 22% | 1,22 | lordo / 1,22 |
| 10% | 1,10 | lordo / 1,10 |
| 5% | 1,05 | lordo / 1,05 |
| 4% | 1,04 | lordo / 1,04 |
Queste formule funzionano quando il lordo contiene una sola aliquota IVA e non altre componenti. Se la fattura ha righe con aliquote differenti, devi conoscere la ripartizione degli importi e scorporare ogni gruppo separatamente.
Caso 2: lordo con rivalsa INPS 4% e IVA
Se il professionista parte da un compenso e aggiunge rivalsa INPS 4%, la rivalsa concorre normalmente alla base IVA. Se conosci soltanto il totale finale devi rimuovere prima l’IVA e poi risalire al compenso originario.
Esempio: totale 1.268,80 euro, IVA 22%, rivalsa 4%. Primo passaggio: 1.268,80 / 1,22 = 1.040 euro di base IVA. Secondo passaggio: 1.040 / 1,04 = 1.000 euro di compenso iniziale.
Caso 3: presenza della ritenuta d’acconto
La ritenuta non funziona come uno sconto sull’imponibile. È una somma che il sostituto d’imposta trattiene dal pagamento e versa per conto del professionista. Se conosci soltanto il bonifico ricevuto, non puoi risalire correttamente all’imponibile con una semplice divisione senza sapere aliquota e base della ritenuta.
Esempio: ricevere 1.068,80 euro sul conto non significa che quella sia la base imponibile. Il documento potrebbe avere compenso 1.000, rivalsa 40, IVA 228,80 e ritenuta 200 euro. Il bonifico è un valore “netto da pagare”, non il lordo fiscale della fattura.
Devi ricostruire il totale fattura, l’IVA e la ritenuta separatamente.
Caso 4: contributo integrativo di Cassa
Avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti e altri professionisti iscritti a Casse possono addebitare contributi integrativi con percentuali e regole diverse. Non devi usare automaticamente la formula della rivalsa INPS del 4%.
Prima di ricavare l’imponibile verifica se il contributo entra nella base IVA e quale percentuale applica la Cassa. Anche la base della ritenuta può seguire regole specifiche: il tipo di professionista è quindi un dato necessario.
Caso 5: bollo e spese anticipate
Un bollo addebitato e le somme anticipate ex articolo 15 possono far sì che il totale da pagare non sia un semplice imponibile moltiplicato per 1,22. Se il totale contiene somme fuori base IVA, devi separarle prima dello scorporo.
Per esempio, se il totale include 100 euro di anticipazioni escluse dall’IVA, non devi dividere anche quei 100 euro per 1,22. Prima separi le somme escluse e poi scorpori l’IVA dalla sola parte imponibile. Vedi spese ex articolo 15.
Se conosci solo l’IVA: formula inversa
Fiscozen presidia anche una query separata: “come calcolare l’imponibile avendo solo l’IVA”. In questo caso la formula non è lo scorporo dal totale. Devi usare imponibile = IVA × 100 / aliquota, oppure IVA / aliquota in forma decimale.
Esempio: IVA 40 euro al 22%. Imponibile = 40 × 100 / 22 = 181,82 euro. Totale = 221,82 euro. Se invece hai il totale 221,82 euro, allora usi 221,82 / 1,22.
Preventivo “tutto compreso”: chiarisci cosa deve restare a tuo carico
Se concordi con il cliente un prezzo “1.000 euro tutto compreso”, devi chiarire prima se la cifra include IVA, contributo di Cassa, rivalsa e bollo. In mancanza di chiarezza rischi di scoprire che il compenso professionale effettivo è inferiore a quanto immaginavi.
Per esempio, 1.000 euro IVA compresa al 22% corrispondono a 819,67 euro di imponibile; se devi poi considerare anche un contributo previdenziale incluso nello stesso tetto, il compenso di partenza può scendere ulteriormente. Nel preventivo conviene indicare sempre “compenso + IVA + contributi se dovuti” oppure definire espressamente il prezzo onnicomprensivo.
Forfettario: attenzione alla parola “lordo”
Una fattura forfettaria interna normalmente non contiene IVA da scorporare. Se dici “1.000 euro lordi” devi chiarire se intendi il compenso richiesto al cliente, il totale con bollo o rivalsa, oppure il ricavo prima di imposta sostitutiva e contributi.
Il reddito imponibile fiscale è un calcolo diverso dal valore della fattura. Vedi reddito annuo della Partita IVA.
Esempi rapidi e verifica inversa
| Lordo | Aliquota | Imponibile | IVA |
|---|---|---|---|
| 122 € | 22% | 100 € | 22 € |
| 550 € | 10% | 500 € | 50 € |
| 1.050 € | 5% | 1.000 € | 50 € |
| 1.040 € | 4% | 1.000 € | 40 € |
Per verificare il calcolo, moltiplica l’imponibile ottenuto per 1,22, 1,10, 1,05 o 1,04. Devi tornare al lordo di partenza, salvo differenze di centesimi dovute agli arrotondamenti.
Quando la formula semplice non funziona
- più aliquote IVA nella stessa fattura;
- operazioni esenti/non imponibili insieme a operazioni imponibili;
- rivalse o contributi previdenziali;
- ritenuta d’acconto;
- bollo;
- anticipazioni articolo 15;
- importi in valuta estera.
In questi casi ricostruisci le singole componenti invece di applicare un unico divisore al totale.
Domande frequenti
Per togliere IVA 22% basta sottrarre il 22%?
No. Devi dividere il lordo per 1,22 e calcolare l’IVA come differenza.
Posso ricavare l’imponibile dal bonifico ricevuto?
Non sempre. Se c’è ritenuta d’acconto il bonifico è un netto finanziario e servono le altre voci della fattura.
Nel forfettario devo scorporare l’IVA?
Nelle normali operazioni interne del forfettario l’IVA non viene addebitata, quindi non c’è IVA da scorporare dal compenso.