Un professionista può cedere a un terzo il credito verso un cliente, ma la cessione non rende fiscalmente irrilevante il compenso originario. Nel 2025 e nel 2026 l’Agenzia delle Entrate è intervenuta proprio su questo punto: la somma ricevuta dal cessionario conserva un collegamento con l’attività professionale e il momento di tassazione va ricostruito secondo il principio di cassa e le regole specifiche dell’operazione.
Dal punto di vista civile, la cessione del credito è disciplinata dagli articoli 1260 e seguenti del Codice civile. Il creditore può trasferire il proprio credito anche senza il consenso del debitore, salvo i limiti previsti dalla legge o dal rapporto.
Cosa significa cedere un credito professionale
Hai emesso una fattura da 10.000 euro ma il cliente non paga. Invece di attendere, puoi trasferire il credito a una società specializzata che ti corrisponde, per esempio, 8.500 euro e diventa titolare del diritto a riscuotere dal debitore.
La differenza tra valore nominale e prezzo di cessione remunera normalmente il rischio, il tempo e il servizio del cessionario. Fiscalmente, però, non basta registrare l’operazione come semplice vendita di un diritto senza verificare la natura professionale del credito originario.
Pro soluto e pro solvendo: qual è la differenza
Nella cessione pro soluto il cedente, salvo patti e garanzie specifiche, non risponde dell’insolvenza del debitore. Nella cessione pro solvendo, invece, il cedente garantisce anche la solvibilità e può dover restituire quanto ricevuto se il debitore non paga.
Questa differenza incide sul rischio economico e può incidere sulla ricostruzione fiscale del momento in cui il professionista realizza effettivamente il compenso. Il contratto va quindi letto prima di trattare il prezzo ricevuto come definitivamente acquisito.
Risposta 68/2025: il prezzo ricevuto dal cessionario resta reddito professionale
Con la risposta 68 del 7 marzo 2025, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato la cessione di un credito derivante da prestazioni professionali. Il chiarimento ha ricondotto la somma corrisposta dalla società cessionaria al reddito di lavoro autonomo del professionista, in quanto sostitutiva del credito professionale originario.
Nel caso analizzato, il cessionario che pagava il professionista aveva anche il ruolo di sostituto d’imposta e doveva applicare la ritenuta sul corrispettivo effettivamente erogato. Il caso concreto non va trasformato in una regola automatica per ogni cessionario: bisogna verificare se chi paga ha effettivamente la qualifica di sostituto.
Risposta 75/2026: la cessione non elimina il problema IVA
La risposta 75 del 10 marzo 2026 ha aggiunto un elemento importante in un caso di professionista non residente e credito ceduto. L’Agenzia ha chiarito che la cessione del credito non sposta automaticamente il momento impositivo IVA della prestazione originaria.
Nel caso esaminato il professionista aveva cessato la Partita IVA e si è posto il problema di fatturare una prestazione rimasta non pagata. L’Agenzia ha concluso, per quella fattispecie, che la posizione IVA doveva essere riaperta per adempiere correttamente agli obblighi di fatturazione. Questo conferma perché non conviene chiudere la Partita IVA lasciando compensi e prestazioni pendenti senza una verifica preventiva.
Esempio: credito di 10.000 euro ceduto a 8.500
Un consulente vanta 10.000 euro verso un cliente e cede il credito pro soluto per 8.500 euro. Il professionista riceve 8.500 euro dal cessionario. Ai fini del reddito professionale non è corretto ignorare l’incasso solo perché non proviene dal cliente originario: il prezzo ricevuto sostituisce economicamente il compenso professionale.
La corretta gestione di ritenuta, IVA e dell’eventuale differenza rispetto al valore nominale dipende dal contratto e dal regime del professionista. È quindi opportuno documentare prezzo, natura della cessione, responsabilità del cedente e momento dei pagamenti.
Factoring: non è sempre la stessa operazione
Con il factoring un intermediario può acquistare i crediti, anticiparne una parte, gestirne l’incasso e offrire servizi aggiuntivi. Alcuni contratti trasferiscono definitivamente il rischio; altri funzionano sostanzialmente come un anticipo con rivalsa sul professionista.
Per questo non basta la parola “factoring” per stabilire quando hai percepito il reddito. Bisogna capire se la somma ricevuta è un prezzo definitivo di cessione oppure un’anticipazione destinata a essere conguagliata o restituita.
Cessione del credito e regime forfettario
Anche nel forfettario conta il principio di cassa. Se il prezzo della cessione rappresenta il provento sostitutivo del credito professionale, va valutato tra i componenti positivi del periodo in cui viene effettivamente percepito. La cessione non è uno strumento per trasformare un compenso professionale in una somma estranea al reddito dell’attività.
Prima di includere o escludere importi dalla soglia del regime, verifica però il contratto concreto e la natura della somma. Per il quadro generale vedi principio di cassa del professionista.
Quando può convenire cedere il credito
- quando serve liquidità immediata;
- quando il debitore paga con tempi molto lunghi;
- quando il costo del recupero diretto è elevato;
- quando vuoi trasferire il rischio di insolvenza con una cessione pro soluto;
- quando il factoring comprende servizi di gestione crediti utili all’attività.
Il prezzo più basso rispetto alla fattura è il costo economico dell’operazione. Va confrontato con tempi di incasso, rischio e costi legali del recupero. Per le alternative consulta recupero di una fattura non pagata e credito inesigibile del professionista.
Documenti da conservare
- contratto di cessione o factoring;
- fattura e contratto con il cliente originario;
- comunicazione della cessione al debitore;
- prova dell’importo ricevuto dal cessionario;
- eventuale Certificazione Unica e ritenuta;
- prospetti di conguaglio del factor;
- documentazione sull’eventuale successivo pagamento del debitore.
Domande frequenti
Il prezzo della cessione è reddito professionale?
La risposta 68/2025 ha qualificato come reddito di lavoro autonomo la somma corrisposta al professionista dal cessionario in sostituzione del credito professionale.
Con la cessione non devo più preoccuparmi dell’IVA?
No. La risposta 75/2026 mostra che la cessione del credito non elimina automaticamente gli obblighi IVA collegati alla prestazione originaria.
Factoring pro solvendo e pro soluto sono equivalenti?
No. Nel pro solvendo resta una responsabilità del cedente per l’insolvenza; nel pro soluto il rischio viene trasferito nei limiti pattuiti.