Non esiste una lista di codici ATECO che, da sola, decide automaticamente l’iscrizione alla Gestione Artigiani INPS. Il codice ATECO descrive l’attività economica; per essere artigiano devono ricorrere anche i requisiti previsti per l’impresa artigiana e per la partecipazione personale del titolare al lavoro.
Nel 2026 la verifica corretta è quindi: che cosa produci o quale servizio svolgi, come partecipi personalmente all’attività, se l’impresa rientra nella disciplina artigiana e quali ulteriori adempimenti sono richiesti da Camera di Commercio, INPS, INAIL e SUAP.
Quali codici ATECO rientrano nella Gestione Artigiani?
Molti codici relativi a produzione, riparazione, installazione, lavorazioni manuali e prestazioni di servizi possono essere esercitati in forma artigiana. Ma l’ATECO non è sufficiente: bisogna verificare i requisiti soggettivi e organizzativi dell’impresa.
La pagina ufficiale Iscrizione Gestione Artigiani INPS indica che l’imprenditore artigiano svolge personalmente l’attività con lavoro proprio, in modo abituale e prevalente, assumendo la responsabilità dell’impresa e rispettando i limiti dimensionali previsti dalla disciplina artigiana.
Il codice ATECO basta per essere considerato artigiano?
No. Due soggetti possono utilizzare codici appartenenti allo stesso settore ma avere un inquadramento diverso se cambia il modo concreto in cui l’attività viene esercitata. Conta soprattutto il ruolo personale del titolare nel processo produttivo o nella prestazione del servizio.
Quali requisiti deve avere l’imprenditore artigiano?
- esercitare personalmente l’attività come titolare;
- prestare il proprio lavoro anche manuale in modo abituale e prevalente;
- assumere responsabilità, oneri e rischi della gestione;
- rispettare i limiti dimensionali dell’impresa artigiana;
- possedere eventuali requisiti professionali richiesti dalla specifica attività.
L’iscrizione previdenziale non nasce quindi dalla semplice scelta di una parola come “artigiano” nella pratica: deve essere coerente con la realtà dell’impresa.
Produzione manuale e vendita: Artigiani o Commercianti?
Se produci personalmente i beni che vendi, la vendita dei prodotti della tua attività può essere accessoria all’impresa artigiana. Se invece acquisti beni da terzi per rivenderli senza una prevalente attività produttiva propria, il profilo è tipicamente commerciale.
È uno dei motivi per cui un e-commerce non è automaticamente “Gestione Commercianti”: prima bisogna capire se il titolare è produttore artigiano oppure rivenditore.
E-commerce di prodotti fatti a mano: quale gestione INPS?
Un soggetto che realizza personalmente gioielli, ceramiche, abbigliamento, oggetti in legno o altri prodotti e li vende online può essere inquadrato come impresa artigiana se ricorrono i requisiti. Il sito o marketplace è soltanto il canale di vendita.
Se invece il titolare si limita a rivendere prodotti acquistati, va verificata la Gestione Commercianti. Consulta anche codice ATECO e Gestione Commercianti.
Quali attività sono tipicamente artigiane?
- elettricisti e installatori;
- idraulici e manutentori;
- falegnami e lavorazioni del legno;
- sarti e laboratori di produzione;
- parrucchieri ed estetisti quando ricorrono i requisiti;
- meccanici, carrozzieri e riparatori;
- produzioni alimentari artigianali;
- molte attività di fabbricazione e trasformazione.
La lista è solo esemplificativa: ogni attività va verificata con il codice ATECO corretto e con la disciplina specifica.
Quanto si paga alla Gestione Artigiani nel 2026?
Per il 2026 il minimale di reddito è 18.808 euro. Il contributo minimo annuo dell’artigiano è circa 4.521,36 euro. Sul reddito eccedente il minimale si applica l’aliquota del 24% nel primo scaglione contributivo.
L’INPS ricorda che il contributo minimo è dovuto anche se il reddito effettivo risulta inferiore al minimale o negativo. Per questo l’inquadramento artigiano ha conseguenze economiche molto diverse dalla Gestione Separata.
Base contributiva: il minimale non coincide con il fatturato
Il minimale di 18.808 euro è un parametro previdenziale, non la soglia di ricavi sotto la quale un artigiano non paga contributi. Per calcolare correttamente il dovuto bisogna distinguere fatturato, reddito d’impresa e base contributiva. Nel forfettario, per esempio, il reddito fiscale viene determinato applicando agli incassi il coefficiente previsto per l’attività.
Con zero fatturato l’artigiano paga comunque INPS?
Se la posizione previdenziale resta attiva, il contributo sul minimale può essere dovuto anche in assenza di reddito, salvo agevolazioni o casi particolari. Prima di aprire mesi prima dell’avvio effettivo conviene quindi valutare con attenzione la data di inizio dell’attività.
Forfettario e riduzione contributiva del 35%
Gli artigiani in regime forfettario possono, quando rispettano le condizioni previste, richiedere la riduzione del 35% dei contributi. Non è uno sconto automatico sulla sola base del codice ATECO e non coincide con l’imposta sostitutiva del forfettario.
Iscrizione all’Albo Imprese Artigiane: quando serve?
L’INPS indica che l’imprenditore artigiano presenta la pratica tramite Comunicazione Unica e che l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane va effettuata secondo le regole applicabili. In linea generale la domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività artigiana.
Le modalità concrete possono dipendere anche dalla disciplina regionale e dalla Camera di Commercio competente. Approfondisci in Albo Imprese Artigiane e Partita IVA.
Collaboratori familiari e dipendenti: cosa cambia?
L’impresa artigiana può operare con collaboratori familiari e, nei limiti previsti dalla disciplina, con dipendenti. I familiari che lavorano nell’impresa con abitualità e prevalenza possono essere soggetti a iscrizione previdenziale. La presenza di personale non elimina automaticamente la qualifica artigiana del titolare, ma vanno rispettati i limiti dimensionali applicabili.
L’INAIL è sempre collegato all’attività artigiana?
Molte attività artigiane comportano anche obblighi assicurativi INAIL per il titolare, i collaboratori o i lavoratori esposti ai rischi assicurati. Non bisogna però decidere la posizione INAIL soltanto dal codice ATECO: vanno verificate le lavorazioni effettive e i soggetti coinvolti.
Artigiani e Gestione Separata possono coesistere?
Sì, in presenza di attività distinte può accadere. Se svolgi una professione autonoma soggetta a Gestione Separata e contemporaneamente un’attività artigiana con i relativi requisiti, non è corretto usare sempre la “prevalenza” tra le due come metodo per eliminare una gestione.
L’INPS ha chiarito che, nella contemporanea attività professionale e imprenditoriale, per l’iscrizione Artigiani/Commercianti vanno verificati abitualità e professionalità della prestazione e gli altri requisiti del settore. Vedi codice ATECO e Gestione Separata.
Attività mista: produzione propria e rivendita di beni di terzi
Un caso delicato è l’impresa che produce una parte dei beni e ne rivende altri acquistati da terzi. Non è sufficiente scegliere l’inquadramento in base alla voce che sembra più conveniente: bisogna verificare quale attività viene realmente svolta, il peso della produzione artigiana e gli eventuali obblighi commerciali aggiuntivi.
In questi casi è particolarmente importante mantenere coerenti ATECO, attività prevalente, iscrizione camerale e previdenza.
Esempio: grafico professionista che apre un laboratorio di stampa
Un grafico lavora inizialmente come professionista e versa alla Gestione Separata. Successivamente acquista macchinari e apre un laboratorio nel quale produce materialmente stampe e prodotti. La seconda attività può avere natura artigiana e richiedere un inquadramento distinto.
Esempio: creator che produce oggetti artigianali
Un creator fattura sponsorizzazioni come professionista e, parallelamente, produce a mano oggetti destinati alla vendita. Non basta usare un unico codice “creator”: bisogna distinguere attività professionale e produzione artigiana, verificando ATECO, Camera di Commercio e previdenza.
Codice ATECO sbagliato: posso aver pagato la gestione errata?
Sì. Se un’attività realmente artigiana è stata aperta come semplice professione, possono emergere iscrizioni e contributi da riallineare. Viceversa, un’attività realmente professionale non deve essere trasformata in impresa artigiana soltanto per un ATECO scelto male.
Consulta codice ATECO sbagliato.
Tabella: Artigiani, Commercianti o Gestione Separata?
| Attività | Verifica principale |
|---|---|
| Consulenza personale senza Cassa | Gestione Separata |
| Produzione manuale propria | Gestione Artigiani |
| Riparazione/lavorazione artigiana | Gestione Artigiani |
| Rivendita di prodotti acquistati | Gestione Commercianti |
| Professione + produzione distinta | Possibile doppia gestione |
Checklist prima dell’iscrizione
- descrivi la lavorazione reale;
- individua il codice ATECO 2025 corretto;
- verifica se produci, trasformi o ripari personalmente;
- controlla i requisiti dell’impresa artigiana;
- verifica Albo e Registro Imprese;
- controlla eventuale INAIL e SUAP;
- calcola contributi minimi e percentuali;
- verifica altre attività professionali o commerciali.
Domande frequenti
Esiste una lista ufficiale di codici ATECO Gestione Artigiani?
Non una lista che sostituisca i requisiti dell’impresa artigiana. Il codice identifica l’attività, ma l’iscrizione dipende anche da come il titolare vi partecipa personalmente.
Se vendo online ciò che produco sono commerciante?
Non necessariamente. Se produci personalmente i beni e l’attività rispetta i requisiti artigiani, la vendita può essere collegata all’impresa artigiana.
Con zero reddito pago il minimo INPS Artigiani?
Se la posizione è attiva, il minimale contributivo è normalmente dovuto anche con reddito inferiore al minimo o negativo, salvo agevolazioni e casi particolari.
Posso essere artigiano e professionista insieme?
Sì, se svolgi realmente due attività distinte. Gli obblighi previdenziali vanno verificati separatamente.