Aprire un centro estetico non significa soltanto aprire una Partita IVA. Prima dell’inaugurazione bisogna verificare qualificazione professionale e responsabile tecnico, definire i servizi, scegliere un locale idoneo, costruire un budget realistico, predisporre SCIA/SUAP, acquistare attrezzature ammesse, organizzare personale, sicurezza, cassa e procedure operative.
Nel settore beauty l’ordine delle decisioni è decisivo: firmare un affitto o comprare macchinari prima di aver verificato requisiti professionali, locale e trattamenti realmente consentiti può bloccare il progetto quando una parte importante dell’investimento è già stata sostenuta.
Come aprire un centro estetico: i passaggi in ordine
- verificare qualifica professionale e responsabile tecnico;
- definire i servizi che il centro offrirà;
- validare target, prezzi e concorrenza locale;
- preparare business plan e fabbisogno finanziario;
- individuare e verificare il locale;
- scegliere forma giuridica e aprire l’impresa;
- individuare il codice ATECO corretto;
- presentare la SCIA al SUAP e gli allegati richiesti;
- verificare requisiti igienico-sanitari e regole locali;
- scegliere apparecchiature e prodotti ammessi;
- organizzare eventuale personale e sicurezza;
- attivare POS, registratore telematico e gestionale;
- preparare listino, procedure, marketing e apertura.
Gli aspetti fiscali e previdenziali sono approfonditi separatamente nella guida APIVA sulla Partita IVA dell’estetista. Qui il focus è il percorso concreto di avvio del centro.
1. Qualifica professionale e responsabile tecnico
L’attività di estetista è regolamentata dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1. Per ogni sede nella quale vengono svolti trattamenti estetici deve essere designato almeno un responsabile tecnico in possesso della qualificazione professionale.
Il responsabile tecnico può essere il titolare, un socio che partecipa al lavoro, un familiare coadiuvante o un dipendente qualificato. La legge richiede che garantisca la propria presenza durante lo svolgimento dell’attività estetica.
Questo significa che si può essere proprietari dell’impresa senza essere personalmente estetisti, ma non si può aprire un centro operativo privo della figura tecnica qualificata richiesta per quella sede.
I percorsi di qualificazione sono disciplinati dalla legge nazionale e concretamente organizzati dalle Regioni. Prima di pianificare l’apertura è quindi necessario verificare il proprio titolo e le regole regionali applicabili.
2. Decidi prima quali trattamenti offrirai
Il progetto del centro deve partire dall’elenco reale dei servizi, non dal catalogo dei macchinari. Un centro dedicato a estetica di base, manicure, epilazione, viso e corpo ha esigenze molto diverse da una struttura che vuole puntare su tecnologie avanzate o trucco permanente.
Per ogni trattamento è utile verificare:
- se rientra nell’attività di estetista;
- se richiede una specifica qualifica o formazione secondo le regole regionali;
- quale apparecchiatura può essere utilizzata;
- quali requisiti igienici richiede;
- tempo medio di esecuzione;
- materiali di consumo;
- prezzo sostenibile sul mercato locale;
- margine e frequenza di riacquisto del cliente.
La Legge 1/1990 esclude dall’attività di estetista le prestazioni con finalità specificamente ed esclusivamente terapeutiche. È quindi importante non costruire il listino su trattamenti che sconfinano nell’ambito sanitario.
3. Business plan, cabine e punto di pareggio
Il centro estetico concentra molti costi prima dell’apertura: cauzione del locale, lavori, impianti, arredi, cabine, apparecchiature, prodotti, software, assicurazioni, pratiche e promozione iniziale.
Il business plan dovrebbe separare almeno:
- investimento iniziale;
- costi fissi mensili;
- costo dei prodotti consumati per trattamento;
- canoni o rate di apparecchiature;
- personale;
- marketing;
- numero di cabine effettivamente utilizzabili;
- tempo medio per servizio;
- tasso di occupazione necessario;
- capitale di sicurezza per i primi mesi.
Il punto da calcolare è il break-even: quanti trattamenti e quale scontrino medio servono ogni mese per coprire affitto, personale, contributi, utenze, software, leasing, prodotti e altri costi fissi.
Per strutturare i numeri puoi usare la guida APIVA sul business plan per una nuova attività.
4. Come scegliere il locale prima di firmare
Il locale non va scelto soltanto per estetica e posizione commerciale. Prima di assumere un impegno definitivo bisogna verificare che possa ospitare concretamente l’attività prevista.
I controlli tipici riguardano:
- compatibilità urbanistica e destinazione d’uso;
- agibilità e stato edilizio;
- impianti elettrico e idraulico;
- aerazione e illuminazione;
- servizi igienici;
- superfici e spazi di lavoro;
- accessibilità secondo le regole applicabili;
- zone per pulizia, disinfezione e deposito;
- eventuali requisiti locali o regionali aggiuntivi;
- possibilità di installare insegna e apparecchiature previste.
I requisiti strutturali e igienico-sanitari non sono completamente uniformi su tutto il territorio. Regione, Comune e autorità sanitaria territoriale possono prevedere modulistica e prescrizioni specifiche. Per questo il locale dovrebbe essere verificato da un tecnico prima della firma definitiva o almeno prima di lavori e acquisti importanti.
5. Apparecchiature estetiche: non tutto ciò che si vende si può usare
La Legge 1/1990 consente l’utilizzo degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico previsti dalla disciplina di settore. Le caratteristiche tecnico-dinamiche e le modalità di esercizio sono state aggiornate anche dal D.M. 15 ottobre 2015, n. 206.
Prima di acquistare una tecnologia bisogna quindi verificare non solo prezzo e marketing del fornitore, ma anche:
- che l’apparecchiatura rientri tra quelle utilizzabili dall’estetista;
- scheda tecnica e conformità;
- modalità d’uso previste;
- formazione necessaria;
- manutenzione;
- potenza e requisiti dell’impianto;
- spazio e sicurezza della cabina;
- costo dei consumabili.
Il centro estetico non è uno studio di medicina estetica: prestazioni riservate al medico o con finalità terapeutica restano fuori dal perimetro dell’attività di estetista.
6. Impresa, Partita IVA e ATECO 2025
L’attività viene normalmente organizzata come impresa artigiana quando ricorrono i relativi requisiti. L’apertura deve coordinare Partita IVA, Registro Imprese, Albo delle imprese artigiane quando applicabile, INPS e adempimenti amministrativi locali.
Con ATECO 2025 il vecchio codice 96.02.02 non è più il riferimento per una nuova apertura. Le note ufficiali ISTAT distinguono:
- 96.22.09 – altri servizi di cura della bellezza e altri trattamenti di bellezza n.c.a.;
- 96.22.01 – servizi di manicure e pedicure.
Il codice deve seguire i servizi effettivamente svolti e l’attività prevalente. Un centro che integra vendita strutturata di cosmetici o altre attività autonome può dover valutare ulteriori classificazioni.
7. SCIA al SUAP e requisiti territoriali
L’avvio del centro estetico passa attraverso la SCIA al SUAP del Comune competente, accompagnata dagli allegati richiesti dal territorio.
La SCIA non sostituisce il possesso dei requisiti sostanziali. Qualifica, responsabile tecnico, locale, impianti e rispetto delle prescrizioni igienico-sanitarie devono esistere realmente e possono essere oggetto di controllo.
La documentazione può comprendere, a seconda del territorio, dichiarazioni sul responsabile tecnico, planimetria, conformità dei locali e impianti, documentazione sanitaria o ulteriori allegati previsti dalla disciplina regionale e comunale.
Per il funzionamento generale puoi consultare la guida APIVA sulle pratiche SUAP e SCIA.
8. Arredi, cabine, prodotti e fornitori
Solo dopo avere definito servizi e verificato il locale ha senso acquistare arredi e attrezzature. Il numero di cabine deve essere coerente con metratura, personale e domanda attesa: cabine inutilizzate significano capitale immobilizzato senza ricavi.
Le principali voci possono includere:
- reception e area attesa;
- lettini e carrelli;
- arredi tecnici;
- lavabi e punti acqua dove necessari;
- sterilizzazione, pulizia e disinfezione;
- biancheria e monouso;
- prodotti cosmetici;
- apparecchiature autorizzate;
- software agenda e gestionale;
- POS e sistema di cassa.
Con i fornitori bisogna valutare condizioni di pagamento, minimi d’ordine, formazione, assistenza tecnica, manutenzione, disponibilità dei ricambi e vincoli collegati a noleggio o leasing.
9. Personale, presenza del responsabile tecnico e sicurezza
Se il centro impiega personale, i turni devono essere progettati tenendo conto sia delle esigenze commerciali sia della presenza del responsabile tecnico durante lo svolgimento delle attività estetiche.
Prima dell’apertura vanno pianificati:
- contratto collettivo applicabile;
- UNILAV;
- INPS e INAIL;
- formazione sicurezza;
- DVR quando previsto;
- primo soccorso e antincendio nei casi applicabili;
- procedure di pulizia e disinfezione;
- gestione prodotti e apparecchiature;
- privacy e dati dei clienti.
La guida APIVA su come assumere un dipendente riepiloga gli adempimenti principali.
10. Cassa, POS, appuntamenti e controllo operativo
Un centro estetico lavora su agenda, tempi di cabina e capacità produttiva. Il gestionale non serve soltanto per prendere appuntamenti: dovrebbe aiutare a misurare occupazione, no-show, pacchetti, incassi, prodotti venduti e produttività per servizio.
Prima del primo cliente è opportuno testare:
- prenotazione;
- conferma e reminder;
- incasso;
- POS;
- documento commerciale o fattura;
- annullo e rimborso;
- vendita di pacchetti;
- gestione gift card;
- chiusura giornaliera.
Per le operazioni soggette alla certificazione dei corrispettivi va predisposta correttamente la gestione del registratore telematico. La parte fiscale è approfondita nella guida APIVA sui corrispettivi telematici e POS.
11. Quanto costa aprire un centro estetico?
Non esiste una cifra nazionale valida per tutti. Il budget cambia in base a città, metratura, lavori, numero di cabine, fascia di mercato e soprattutto tecnologie acquistate.
Conviene separare almeno sei blocchi:
- locale: deposito, agenzia, lavori e impianti;
- arredi: reception, cabine, lettini e illuminazione;
- apparecchiature: acquisto, leasing o noleggio;
- prodotti: primo stock e materiali di consumo;
- avvio: tecnici, pratiche, assicurazioni, software e consulenze;
- cassa iniziale: liquidità per sostenere i primi mesi.
Il rischio principale è sovrainvestire in macchinari prima di avere clienti sufficienti. È spesso più prudente progettare una dotazione iniziale coerente con i trattamenti a maggiore domanda e ampliare le tecnologie quando il centro raggiunge un livello di utilizzo stabile.
Per valutare fonti di capitale puoi consultare anche la guida APIVA sui finanziamenti per ditta individuale.
12. Come preparare apertura e lancio commerciale
Il centro dovrebbe arrivare all’inaugurazione con processi già testati. Offerte di lancio molto aggressive possono generare appuntamenti ma anche attirare clienti poco fedeli o rendere difficile riportare i prezzi a livelli sostenibili.
Prima dell’apertura conviene preparare:
- listino semplice e leggibile;
- durata reale di ogni trattamento;
- politica cancellazioni e no-show;
- eventuali pacchetti;
- schede cliente e consensi dove necessari;
- procedure di pulizia;
- materiale fotografico e Google Business Profile;
- sito o pagina informativa;
- campagna locale di lancio;
- programma di richiamo dei clienti.
Il marketing iniziale dovrebbe essere collegato alla capacità reale delle cabine: riempire l’agenda oltre la capacità del team può danneggiare servizio e reputazione proprio nelle prime settimane.
13. Cronoprogramma degli ultimi 90 giorni
90-60 giorni prima
Verifica qualifica e responsabile tecnico, definisci servizi, business plan e shortlist dei locali. Fai controllare l’immobile e raccogli preventivi per lavori, arredi e attrezzature.
60-30 giorni prima
Definisci impresa, ATECO, SCIA/SUAP, documentazione del locale, fornitori, apparecchiature, assicurazioni e personale.
30-15 giorni prima
Allestisci le cabine, installa attrezzature, attiva gestionale, POS e cassa, forma il personale e prepara procedure operative e listino.
Ultime due settimane
Simula una giornata completa: apertura, appuntamento, trattamento, pulizia cabina, pagamento, documento commerciale, riordino prodotti e chiusura. Correggi i problemi prima di accogliere i clienti.
Checklist finale prima di aprire
- qualifica e responsabile tecnico verificati;
- servizi ammessi e listino definiti;
- business plan sostenibile;
- locale verificato;
- impresa e Partita IVA attive;
- ATECO aggiornato;
- SCIA/SUAP presentata con allegati richiesti;
- requisiti igienico-sanitari verificati;
- apparecchiature conformi al perimetro dell’estetista;
- assicurazioni e sicurezza predisposte;
- personale e responsabile tecnico organizzati;
- gestionale, POS e cassa testati;
- prodotti e fornitori pronti;
- piano di lancio attivo.
Domande frequenti su come aprire un centro estetico
Posso aprire un centro estetico senza essere estetista?
Puoi essere titolare dell’impresa anche senza possedere personalmente la qualificazione, ma per ogni sede deve essere designato un responsabile tecnico qualificato che garantisca la propria presenza durante l’attività estetica.
Serve la SCIA?
Sì. L’avvio dell’attività richiede normalmente la SCIA al SUAP competente, con gli allegati previsti dalla normativa regionale e locale.
Serve un’autorizzazione ASL separata?
Non esiste una risposta unica nazionale per ogni territorio. Requisiti igienico-sanitari, documentazione e controlli vengono gestiti secondo disciplina regionale e locale, spesso attraverso il procedimento SUAP. Va verificata la procedura concreta del Comune e dell’autorità sanitaria competente.
Qual è il codice ATECO del centro estetico?
Con ATECO 2025 il riferimento principale per gli altri trattamenti di bellezza è 96.22.09; manicure e pedicure hanno il codice specifico 96.22.01.
Posso usare qualsiasi macchinario estetico?
No. Le apparecchiature utilizzabili dall’estetista devono rientrare nel perimetro consentito dalla disciplina di settore e vanno usate secondo le caratteristiche e modalità previste.
Quanto tempo serve per aprire?
Dipende soprattutto da qualifica, stato del locale, lavori e adempimenti territoriali. Il progetto va pianificato prima di firmare contratti e ordinare apparecchiature, evitando stime standard uguali per tutti.