Il titolare di una ditta individuale può donare l’azienda a un’altra persona senza venderla. La donazione è un trasferimento gratuito dell’intero complesso aziendale o di un ramo e può essere utilizzata soprattutto nel passaggio generazionale a figli o coniuge. Sul piano fiscale va distinta dalla cessione a pagamento: l’articolo 58 del TUIR prevede la continuità dei valori fiscali e stabilisce che il trasferimento gratuito dell’azienda non realizza di per sé le plusvalenze latenti.
Nel 2026 esiste inoltre una specifica esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per il trasferimento di aziende o rami a favore del coniuge o dei discendenti, purché il beneficiario prosegua l’attività d’impresa per almeno cinque anni e renda nell’atto l’impegno richiesto dalla legge.
Donazione d’azienda: risposta rapida
| Voce | Regola |
|---|---|
| Trasferimento | Gratuito, senza prezzo di vendita. |
| Plusvalenza | Non si realizza automaticamente ai sensi dell’art. 58 TUIR. |
| Valori fiscali | Il beneficiario subentra nei valori fiscalmente riconosciuti del donante. |
| Esenzione donazione | Possibile per coniuge e discendenti con i requisiti dell’art. 3, comma 4-ter, TUS. |
| Vincolo | Prosecuzione dell’attività per almeno 5 anni. |
| Forma | Va formalizzata con l’atto richiesto per il trasferimento dell’azienda. |
Cos’è la donazione dell’azienda individuale?
È il trasferimento gratuito del complesso organizzato utilizzato dall’imprenditore per esercitare l’attività. Può riguardare l’intera azienda oppure un ramo autonomo. Il beneficiario riceve beni, rapporti e organizzazione secondo quanto previsto nell’atto e nelle regole applicabili ai singoli rapporti.
Per il quadro della forma individuale vedi ditta individuale.
Donazione e cessione d’azienda sono diverse?
Sì. Nella cessione esiste un corrispettivo pagato dall’acquirente; nella donazione il trasferimento è gratuito. Questo cambia il trattamento fiscale, la struttura dell’atto e gli effetti nel patrimonio familiare. Per la vendita consulta cessione d’azienda della ditta individuale.
La donazione genera una plusvalenza per il titolare?
L’articolo 58, comma 1, del TUIR stabilisce che il trasferimento di azienda per causa di morte o per atto gratuito non costituisce realizzo di plusvalenze dell’azienda. La regola evita che la semplice gratuità faccia emergere immediatamente un reddito imponibile come se si fosse trattato di una vendita.
Quali valori fiscali assume il beneficiario?
L’azienda viene assunta ai medesimi valori fiscalmente riconosciuti che aveva presso il donante. Non si crea quindi, solo per effetto della donazione, un nuovo valore fiscale maggiorato dei beni e dell’avviamento.
La donazione è sempre esente dall’imposta di donazione?
No. La neutralità delle plusvalenze prevista dall’articolo 58 TUIR è una regola diversa dall’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni. Quest’ultima richiede specifici beneficiari e precise condizioni previste dal Testo unico sulle successioni e donazioni.
Quando si applica l’esenzione per coniuge e discendenti?
L’articolo 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990 prevede l’esenzione per i trasferimenti di aziende o rami a favore del coniuge e dei discendenti se i beneficiari proseguono l’esercizio dell’attività d’impresa per almeno cinque anni dalla data del trasferimento.
Serve una dichiarazione di impegno?
Sì. Gli aventi causa devono rendere nell’atto di donazione l’apposita dichiarazione di impegno alla continuazione dell’attività per il periodo richiesto. L’agevolazione non va applicata automaticamente senza formalizzare questa condizione.
Cosa succede se l’attività viene cessata prima di cinque anni?
Il mancato rispetto del vincolo può comportare la decadenza dall’esenzione, con recupero dell’imposta ordinaria, sanzioni e interessi secondo la disciplina vigente. Prima di una successiva vendita, cessazione o riorganizzazione bisogna quindi verificare se il quinquennio è ancora in corso.
Il beneficiario può conferire l’azienda in una società?
La prassi dell’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che il conferimento dell’azienda in una società non determina automaticamente la perdita dell’agevolazione quando la continuità richiesta dalla norma resta sostanzialmente rispettata. La struttura concreta dell’operazione va comunque verificata prima dell’atto.
Si può donare l’azienda a più figli?
Sì, ma la prosecuzione con più beneficiari richiede di decidere quale forma assumerà l’attività dopo il trasferimento. Una ditta individuale non può avere più titolari; i beneficiari che vogliono continuare insieme possono dover organizzare l’impresa in forma societaria.
Donazione e patto di famiglia sono la stessa cosa?
No. Il patto di famiglia è un contratto successorio tipico che coinvolge anche gli altri legittimari attuali e serve a organizzare il passaggio generazionale con regole specifiche. La semplice donazione d’azienda segue invece la disciplina generale della donazione e del trasferimento aziendale.
Cosa succede a dipendenti e contratti?
Il trasferimento gratuito dell’azienda non riguarda soltanto i beni. Vanno verificati dipendenti, locazioni, forniture, leasing, crediti, debiti e autorizzazioni, applicando le regole previste per il trasferimento dell’azienda e per i singoli rapporti.
Cosa succede ai debiti?
La donazione non deve essere progettata come se cancellasse le passività. È necessario ricostruire debiti fiscali, previdenziali, bancari e commerciali e verificare quali obblighi restano al donante e quali effetti produce il trasferimento nei confronti del beneficiario e dei creditori.
Per il quadro della responsabilità vedi debiti della ditta individuale.
Licenze e autorizzazioni passano al beneficiario?
Non automaticamente in ogni settore. Può essere necessario presentare un subingresso al SUAP, dimostrare requisiti professionali o aggiornare autorizzazioni sanitarie, commerciali o artigiane. Il trasferimento civilistico dell’azienda non sostituisce queste verifiche.
Cosa succede alla Partita IVA del donante?
Se la donazione riguarda l’unica azienda e il titolare cessa ogni attività, bisogna coordinare la cessazione della sua posizione con l’apertura o variazione della posizione del beneficiario. La Partita IVA personale del donante non viene semplicemente “passata” al nuovo imprenditore.
Esempio: padre dona il negozio alla figlia
Un commerciante individuale dona alla figlia l’intera azienda con merci, arredi, avviamento e rapporti operativi. Se la figlia prosegue l’impresa per almeno cinque anni e vengono rispettati tutti i requisiti dell’articolo 3, comma 4-ter, il passaggio può beneficiare dell’esenzione dall’imposta di donazione; ai fini delle imposte sui redditi opera inoltre la continuità dei valori prevista dall’articolo 58 TUIR.
Checklist prima di donare l’azienda
- definire cosa comprende esattamente l’azienda;
- ricostruire valori fiscali dei beni;
- inventariare crediti e debiti;
- verificare dipendenti e contratti;
- controllare licenze e autorizzazioni;
- individuare beneficiario o beneficiari;
- verificare l’esenzione per coniuge o discendenti;
- formalizzare l’impegno quinquennale se richiesto;
- coordinare Registro Imprese, Partita IVA, INPS e INAIL;
- valutare gli effetti successori complessivi sulla famiglia.
I riferimenti fiscali centrali sono l’articolo 58 del TUIR e l’articolo 3, comma 4-ter, del Testo unico sulle successioni e donazioni, consultabili su Normattiva e nella banca dati ufficiale Documentazione Economica e Finanziaria del MEF.
Domande frequenti
Si può donare una ditta individuale?
Si può donare l’azienda esercitata dalla ditta individuale, trasferendo gratuitamente il complesso aziendale.
La donazione genera plusvalenza?
Il trasferimento gratuito dell’azienda non realizza plusvalenze ai sensi dell’articolo 58 TUIR.
È sempre esente dall’imposta di donazione?
No. L’esenzione per aziende richiede beneficiari e condizioni specifiche.
Quanto deve continuare l’attività il beneficiario?
Almeno cinque anni per beneficiare dell’esenzione prevista dall’articolo 3, comma 4-ter, quando applicabile.
Si può donare a più figli?
Sì, ma se proseguono insieme bisogna scegliere una forma organizzativa compatibile con più titolari.
La Partita IVA del genitore passa al figlio?
No. Le posizioni fiscali vanno regolarizzate in relazione alla cessazione e alla prosecuzione dell’attività.