La fattura elettronica a un privato senza Partita IVA deve essere trasmessa al Sistema di Interscambio quando l’operazione deve essere documentata con fattura. Il cliente viene identificato come consumatore finale attraverso il codice fiscale e non attraverso una Partita IVA.
Chi è il privato consumatore finale?
È la persona fisica che acquista un bene o un servizio fuori dall’esercizio di impresa, arte o professione. Anche un soggetto che possiede una Partita IVA può acquistare come privato: in quel caso, se l’acquisto è personale, la fattura deve essere intestata al consumatore e non alla sua attività.
La fattura al privato è elettronica?
Sì. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che gli operatori IVA che emettono fattura verso un consumatore finale devono trasmettere il documento elettronico al Sistema di Interscambio anche quando consegnano al cliente una copia leggibile.
La procedura è spiegata nella guida dell’Agenzia delle Entrate per i consumatori finali.
Quali dati servono per intestare la fattura?
Per un consumatore finale residente in Italia servono i dati anagrafici necessari e il codice fiscale. La Partita IVA non deve essere inventata o inserita se il cliente sta acquistando come privato.
Che codice destinatario si usa per un privato?
Per il consumatore finale si utilizza il codice destinatario convenzionale 0000000. Il documento viene comunque trasmesso allo SdI; il cliente può consultare le fatture ricevute attraverso i servizi dell’Agenzia delle Entrate.
Per capire la differenza tra indirizzo telematico, PEC e codici convenzionali consulta codice destinatario e Partita IVA.
Bisogna consegnare anche una copia al cliente?
Il fatto che la fattura venga trasmessa allo SdI non elimina l’utilità di consegnare al consumatore una copia leggibile, per esempio in PDF o su carta. La copia serve al cliente per conoscere immediatamente il contenuto del documento, mentre il file fiscalmente trasmesso resta quello inviato attraverso il Sistema di Interscambio.
Il privato può vedere la fattura nel sito dell’Agenzia?
Sì. Il consumatore finale può utilizzare i servizi online dell’Agenzia delle Entrate per consultare le fatture elettroniche ricevute secondo le modalità previste. La fattura non deve quindi essere considerata “persa” soltanto perché il cliente non dispone di un codice destinatario personale.
Quando si deve emettere una fattura a un privato?
Il fatto che il cliente sia un consumatore non significa che ogni vendita debba sempre essere documentata con fattura. L’obbligo dipende dal tipo di operazione e dalle regole fiscali applicabili. Quando però la fattura viene richiesta o è obbligatoria, deve essere emessa correttamente con i dati del consumatore.
Come funziona per un contribuente forfettario?
Il forfettario segue le regole di fatturazione elettronica applicabili al proprio regime e, quando fattura a un consumatore finale, identifica il cliente con il codice fiscale. Restano poi da gestire correttamente le indicazioni proprie del regime, compresa l’assenza dell’IVA nei casi ordinari e l’eventuale bollo.
Per l’imposta di bollo consulta bollo sulla fattura del forfettario.
E se il cliente ha una Partita IVA ma compra per uso personale?
Bisogna distinguere la qualità nella quale viene effettuato l’acquisto. Se il cliente compra fuori dalla propria attività professionale o d’impresa, il documento deve riflettere l’acquisto come consumatore. Non è corretto usare automaticamente la Partita IVA del cliente soltanto perché esiste.
Cosa succede se il codice fiscale è sbagliato?
Un errore nei dati identificativi può creare problemi nella corretta attribuzione del documento. Prima dell’invio è quindi opportuno verificare il codice fiscale e gli altri dati anagrafici comunicati dal cliente. Se la fattura già trasmessa contiene un errore, bisogna valutare la correzione con gli strumenti fiscali appropriati.
Fattura a privato e scontrino sono la stessa cosa?
No. Fattura e documento commerciale sono documenti diversi e rispondono a regole differenti. Un esercente che certifica normalmente i corrispettivi può trovarsi a emettere una fattura quando la normativa o la richiesta del cliente lo richiede.
Checklist per la fattura a un consumatore finale
- verifica che il cliente stia acquistando come privato;
- acquisisci correttamente nome, cognome e codice fiscale;
- non inserire una Partita IVA se l’acquisto è personale;
- usa il codice destinatario convenzionale previsto;
- compila imponibile, IVA o natura dell’operazione correttamente;
- verifica eventuale bollo;
- trasmetti la fattura allo SdI;
- consegna al cliente una copia leggibile;
- controlla l’esito della trasmissione.
Domande frequenti
Un privato senza Partita IVA può ricevere una fattura elettronica?
Sì. Il documento viene trasmesso allo SdI e il cliente è identificato tramite codice fiscale.
Il privato deve avere un codice destinatario?
No. Per il consumatore finale si utilizza il codice convenzionale previsto dalle specifiche tecniche.
Devo dare al cliente anche il PDF?
È utile consegnare una copia leggibile del documento, fermo restando che la fattura fiscale è quella trasmessa elettronicamente.