NASpI e Partita IVA nel 2026 sono compatibili, ma per continuare a ricevere l’indennità bisogna rispettare i limiti di reddito e comunicare correttamente all’INPS l’attività autonoma. Aprire la Partita IVA, quindi, non significa automaticamente perdere la disoccupazione.
Le conseguenze cambiano però in base al reddito previsto e alla scelta tra mantenere la NASpI mensile oppure richiederne l’anticipazione per avviare l’attività.
Si può aprire la Partita IVA mentre si prende la NASpI?
Sì. Chi percepisce la NASpI può iniziare un’attività autonoma o d’impresa e aprire la Partita IVA senza perdere automaticamente l’indennità.
Per mantenere la NASpI mensile bisogna però verificare il reddito che si prevede di ottenere dall’attività e comunicarlo all’INPS nei termini previsti.
Qual è il limite di reddito per NASpI e Partita IVA nel 2026?
La scheda ufficiale INPS sulla NASpI indica per il lavoro autonomo un reddito annuo di 5.500 euro come limite collegato alla conservazione della prestazione ridotta.
Se il reddito previsto rientra nel limite applicabile, la NASpI non viene normalmente pagata per intero: l’indennità viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo interessato.
Attenzione: alcune pagine FAQ INPS meno aggiornate riportano ancora il precedente valore di 4.800 euro. Prima di prendere una decisione è quindi opportuno fare riferimento alla disciplina e alle istruzioni INPS vigenti al momento della comunicazione.
Entro quando bisogna comunicare la Partita IVA all’INPS?
Chi inizia un’attività autonoma durante la NASpI deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo presunto. La comunicazione può essere effettuata tramite il servizio NASpI-COM.
Se l’attività autonoma era già in essere alla data di cessazione del rapporto di lavoro, deve essere dichiarata nella domanda di NASpI indicando il reddito annuo previsto, anche quando è pari a zero. In alternativa, l’INPS consente di comunicare il reddito tramite NASpI-COM entro un mese dall’invio della domanda. Per chi svolge attività autonoma, la dichiarazione del reddito annuale presunto deve inoltre essere rinnovata ogni anno.
NASpI e Partita IVA con reddito zero: cosa succede?
Avere una Partita IVA attiva non significa necessariamente produrre reddito. Se il reddito previsto è pari a zero, il dato deve comunque essere comunicato all’INPS.
È quindi importante distinguere la semplice titolarità della Partita IVA dal reddito effettivamente prodotto dall’attività.
Cos’è la NASpI anticipata per chi apre Partita IVA?
Chi ha diritto alla NASpI e decide di avviare un’attività autonoma o un’impresa individuale può valutare anche la NASpI anticipata.
In questo caso non si continua semplicemente a ricevere l’indennità mese per mese: si utilizza la prestazione come incentivo per avviare l’attività.
L’anticipazione può essere richiesta anche per sviluppare a tempo pieno e in modo autonomo un’attività autonoma già iniziata prima della cessazione del rapporto di lavoro che ha dato diritto alla NASpI. In questo caso la domanda di anticipazione deve essere presentata entro 30 giorni dalla domanda di NASpI.
Come viene pagata la NASpI anticipata nel 2026?
Dal 1° gennaio 2026 è cambiato il sistema di pagamento dell’anticipazione NASpI, come chiarito dall’INPS nelle nuove regole sull’autoimprenditorialità.
- 70% dell’importo complessivo viene corrisposto nella prima rata;
- il restante 30% viene corrisposto al termine del periodo teorico della NASpI e comunque non oltre sei mesi dalla domanda, dopo le verifiche previste dall’INPS.
Non si tratta quindi più, per le domande dal 2026, del pagamento immediato dell’intera NASpI residua in un’unica soluzione.
Quando conviene mantenere la NASpI mensile?
La NASpI mensile può essere più adatta quando l’attività parte gradualmente e il reddito autonomo previsto rimane nei limiti compatibili con la prestazione.
In questo caso bisogna però considerare la riduzione dell’indennità e rispettare gli obblighi di comunicazione all’INPS.
Quando può essere utile chiedere la NASpI anticipata?
L’anticipazione può essere interessante quando si vuole trasformare la disoccupazione in una risorsa finanziaria per avviare concretamente l’attività: attrezzature, software, locale, promozione o altre spese iniziali.
La scelta deve però essere valutata prima della domanda. Se il beneficiario si rioccupa con un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta l’anticipazione, resta fermo l’obbligo di restituire per intero l’anticipazione NASpI ottenuta. Con le regole 2026, quando la rioccupazione interviene nel periodo di verifica previsto per la seconda rata, il 30% residuo non viene erogato e deve essere restituito anche il 70% già percepito. Fa eccezione il rapporto di lavoro instaurato con la cooperativa della quale il beneficiario ha sottoscritto la quota di capitale sociale per cui ha richiesto l’anticipazione.
Partita IVA in regime forfettario e NASpI sono compatibili?
Sì, il fatto di scegliere il regime forfettario non rende di per sé incompatibile la Partita IVA con la NASpI.
Bisogna però verificare separatamente sia le condizioni previste per la NASpI sia i requisiti per poter applicare il regime forfettario. Sono due discipline diverse.
Cosa controllare prima di aprire Partita IVA con la NASpI
- quanto reddito prevedi di ottenere dall’attività;
- quando inizierà effettivamente l’attività;
- se vuoi mantenere la NASpI mensile o chiedere l’anticipazione;
- quale gestione previdenziale dovrai utilizzare;
- quale regime fiscale puoi applicare;
- quali comunicazioni devono essere inviate all’INPS.
Se stai ancora valutando l’apertura, puoi partire dalla nostra guida su cosa verificare prima di aprire la Partita IVA oppure approfondire Partita IVA e lavoro dipendente.
Domande frequenti su NASpI e Partita IVA
Aprire la Partita IVA fa perdere subito la NASpI?
No. La sola apertura della Partita IVA non determina automaticamente la perdita della NASpI. Vanno verificati reddito previsto, comunicazioni e condizioni previste dall’INPS.
Devo comunicare all’INPS anche un reddito previsto pari a zero?
Sì. L’INPS richiede la comunicazione del reddito presunto anche quando è pari a zero nei casi previsti.
La NASpI anticipata viene pagata tutta subito nel 2026?
No. Per le domande soggette alle nuove regole 2026 l’anticipazione viene erogata in due rate: 70% e successivo 30%.