Il regime forfettario per blogger può essere applicato se rispetti i requisiti generali del regime, ma tasse e contributi dipendono dal codice ATECO effettivamente corretto per la tua attività. Con ATECO 2025 non tutti i blogger hanno lo stesso inquadramento: 90.11.02 vale per blogger indipendenti pubblicati da terzi, mentre chi pubblica direttamente propri testi e fotografie può ricadere in 58.19.00 e chi produce vlog in 59.11.00.
Prima di calcolare il forfettario bisogna quindi risolvere l’inquadramento ATECO. Per il quadro completo vedi codice ATECO blogger.
Quando un blogger può usare il regime forfettario
Il blogger può accedere al regime forfettario se rientra nei limiti previsti dalla normativa e non presenta cause di esclusione. Vanno verificati ricavi, spese per personale e collaboratori, partecipazioni societarie, rapporti con datori di lavoro ed eventuali altre condizioni personali.
L’attività digitale non ha un regime agevolato speciale: valgono le regole generali del forfettario. Il vantaggio dipende quindi dal tipo di attività, dal coefficiente e dai costi reali sostenuti.
Coefficiente 67% con ATECO 90.11.02
Per il codice 90.11.02 – Attività di blogger indipendenti il coefficiente di redditività viene normalmente ricondotto al gruppo delle altre attività economiche, con coefficiente del 67%.
Con 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario iniziale è quindi 20.100 euro. Da questo importo si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati e sul reddito residuo si applica l’imposta sostitutiva.
Se usi un altro ATECO cambia anche il coefficiente
Il blogger che svolge influencer marketing, pubblicazione editoriale o produzione video può utilizzare codici differenti. Cambiando il codice può cambiare anche il coefficiente di redditività e quindi la base imponibile del forfettario.
Per questo non è corretto applicare automaticamente il 67% o il 78% a chiunque guadagni con un blog. Prima si qualifica l’attività e poi si calcolano tasse e contributi.
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
L’imposta sostitutiva ordinaria del forfettario è del 15%. Può scendere al 5% per il periodo agevolato previsto dalla legge quando si tratta realmente di una nuova attività e sono soddisfatte tutte le condizioni richieste.
Aprire oggi una nuova Partita IVA non significa automaticamente avere diritto al 5%: va verificata l’eventuale prosecuzione di attività precedenti e ogni altra condizione prevista.
Esempio con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 67%
Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente del 67%, il reddito forfettario è 20.100 euro. I contributi previdenziali obbligatori versati riducono la base su cui applicare l’imposta sostitutiva.
La cifra finale da pagare dipende dalla gestione INPS effettiva, dall’aliquota previdenziale applicabile e dal diritto o meno all’imposta sostitutiva del 5%. Per questo non esiste un unico “tax rate del blogger” valido per tutti.
INPS: Gestione Separata, Commercianti o FPLS?
L’INPS ha chiarito con la circolare n. 44/2025 che creator digitali, influencer, blogger e figure assimilabili possono ricadere in gestioni previdenziali diverse in base al modo concreto in cui svolgono l’attività.
Una prestazione personale professionale può essere ricondotta alla Gestione Separata; un’attività organizzata in forma d’impresa può portare alla Gestione Commercianti; alcune prestazioni artistiche o promozionali possono ricadere nel Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo.
Il riferimento ufficiale è la pagina INPS sui content creator.
Il forfettario non decide la gestione INPS
Scegliere il regime forfettario non significa scegliere automaticamente la Gestione Separata. Regime fiscale e previdenza sono due livelli distinti: il primo riguarda come determini e tassi il reddito, il secondo come versi i contributi.
È quindi possibile avere lo stesso regime fiscale con inquadramenti previdenziali diversi, a seconda della natura dell’attività.
AdSense, affiliazioni e sponsorizzazioni nel forfettario
Google AdSense, network pubblicitari, affiliazioni Amazon e sponsorizzazioni possono generare ricavi con modalità differenti. Nel forfettario i costi non vengono dedotti analiticamente: il reddito è determinato con il coefficiente associato all’attività.
Le commissioni di piattaforme, software, hosting, collaboratori o attrezzature non riducono una per una il reddito imponibile. Questo va considerato quando i costi reali sono elevati rispetto alla quota forfettariamente riconosciuta.
Clienti e piattaforme estere
Il regime forfettario semplifica la tassazione, ma non elimina gli adempimenti IVA sulle operazioni con l’estero. Se ricevi compensi da soggetti UE o extra-UE o acquisti servizi da piattaforme estere, possono entrare in gioco VIES, reverse charge, integrazioni e altre regole.
Prima di emettere fatture bisogna identificare correttamente chi è il cliente fiscale: piattaforma, azienda sponsor, network pubblicitario o soggetto che acquista direttamente il servizio.
Quando il forfettario può non convenire al blogger
Il forfettario può essere meno conveniente quando l’attività ha costi elevati e strutturali: collaboratori, advertising, produzione video, attrezzature, software, hosting, studio, agenzie o altri investimenti importanti.
Nel regime ordinario o semplificato i costi possono avere un trattamento analitico diverso e l’IVA sugli acquisti può essere detraibile. La convenienza va quindi verificata con numeri reali.
Primo anno: saldo e acconti
Nel primo periodo di attività può sembrare di non pagare imposte perché il versamento dell’imposta sostitutiva arriva con la dichiarazione successiva. In quel momento, però, possono sommarsi saldo dell’anno precedente e acconti per l’anno in corso.
È quindi utile accantonare una parte degli incassi fin dall’inizio, tenendo separati importi destinati a imposte e contributi.
Fatturazione elettronica
Il blogger in forfettario è soggetto alle regole correnti sulla fatturazione elettronica. La fattura deve essere coerente con il cliente, il tipo di prestazione, il Paese della controparte e il regime applicato.
Un compenso per un articolo commissionato da una società italiana, una sponsorizzazione estera e un ricavo da piattaforma non sono necessariamente operazioni identiche dal punto di vista documentale.
Quanto costa la gestione
Su AperturaPartitaIVA la gestione annuale del regime forfettario è indicata a 369 € l’anno e comprende commercialista dedicato, app per gestione e fatture, dichiarazione dei redditi e F24.
Se l’attività richiede anche l’apertura di una ditta individuale o pratiche ulteriori, i costi vanno distinti. I prezzi aggiornati sono disponibili nella pagina prezzi e pacchetti.
Checklist prima di scegliere il forfettario
- definisci il modello di monetizzazione;
- scegli l’ATECO corretto;
- verifica il coefficiente collegato al codice;
- controlla requisiti e cause di esclusione del forfettario;
- determina la gestione INPS corretta;
- stima i costi reali dell’attività;
- verifica piattaforme e clienti esteri;
- accantona imposte e contributi fin dal primo anno.
Domande frequenti
Qual è il coefficiente forfettario del blogger?
Dipende dall’ATECO. Per 90.11.02 il coefficiente viene normalmente ricondotto al 67%; altri codici possono avere coefficienti diversi.
Il blogger paga sempre la Gestione Separata?
No. L’INPS distingue in base al modello concreto: professione personale, impresa organizzata o prestazione artistica/promozionale.
Il blogger forfettario può dedurre hosting e software?
Non analiticamente. I costi sono riconosciuti tramite il coefficiente di redditività, salvo i contributi previdenziali obbligatori deducibili secondo le regole fiscali.
AdSense è compatibile con il forfettario?
Può esserlo, ma va verificato l’inquadramento dell’attività e la gestione delle operazioni con la controparte estera.