Nel 2026 una SRL può essere considerata società non operativa, o “di comodo”, se non supera il test di operatività previsto dall’articolo 30 della legge 724/1994. La disciplina non riguarda soltanto le immobiliari, ma queste sono tra i soggetti più esposti perché il test attribuisce una redditività presunta a immobili e altri beni posseduti dalla società.
Dal periodo d’imposta 2024 i coefficienti sono stati ridotti dal D.Lgs. 192/2024. Inoltre è importante non confondere la disciplina attuale con la vecchia regola delle “società in perdita sistematica”, che è stata abrogata a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.
Cos’è una società di comodo?
La disciplina serve a contrastare l’uso della forma societaria come semplice contenitore di beni senza una reale operatività economica. La legge presume un livello minimo di ricavi in relazione ad alcune attività patrimoniali della società e confronta questo valore con i ricavi e proventi effettivamente conseguiti.
Società di comodo e società non operativa sono la stessa cosa?
Nel linguaggio corrente sì: la società che non supera il test di operatività viene normalmente definita non operativa o di comodo. La verifica concreta va però eseguita sui dati fiscali e patrimoniali previsti dall’articolo 30, non sulla semplice impressione che la società “lavori poco”.
Le società in perdita sistematica esistono ancora?
No, come autonoma disciplina fiscale sono state abrogate dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022. Il decreto-legge 73/2022 ha eliminato i commi che qualificavano come di comodo le società sulla base di una sequenza pluriennale di perdite fiscali. Nel 2026 il test di non operatività resta invece pienamente rilevante.
Come funziona il test di operatività?
Si confrontano i ricavi, gli incrementi delle rimanenze e gli altri proventi rilevanti della società con un ammontare minimo presunto calcolato applicando coefficienti di legge a determinate categorie di beni. Se i ricavi effettivi rilevanti sono inferiori ai ricavi presunti e non opera una causa di esclusione o disapplicazione, la società può risultare non operativa.
Il test guarda un solo anno?
Il calcolo dei ricavi presunti utilizza valori medi secondo la disciplina prevista dall’articolo 30. Per questo non è corretto fare una verifica sommaria guardando soltanto l’ultimo canone di locazione o il fatturato dell’ultimo esercizio.
Quali coefficienti si applicano a partecipazioni e crediti finanziari?
Dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2023 il coefficiente per determinare i ricavi minimi presunti su partecipazioni, titoli e crediti finanziari interessati dalla norma è sceso al 1%, rispetto al precedente 2%.
Qual è il coefficiente per gli immobili?
Per la generalità degli immobili il coefficiente dei ricavi presunti è oggi pari al 3%. La riforma del 2024 ha dimezzato il precedente 6%, riducendo in modo significativo la soglia di ricavi richiesta alle società immobiliari.
Immobili A/10: quale percentuale si usa?
Per gli immobili classificati nella categoria catastale A/10 la percentuale per il test dei ricavi è pari al 2,5%.
Immobili abitativi acquistati recentemente
Per gli immobili a destinazione abitativa acquisiti o rivalutati nell’esercizio e nei due precedenti il coefficiente è ridotto al 2%. Anche questo valore è stato dimezzato rispetto alla disciplina precedente.
Immobili in Comuni sotto 1.000 abitanti
Per gli immobili situati in Comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti il coefficiente è pari allo 0,5%.
E le altre immobilizzazioni?
Per le altre immobilizzazioni interessate dalla disciplina resta il coefficiente del 15% per il test dei ricavi, mentre per alcune navi destinate alle attività individuate dalla normativa IVA è previsto un coefficiente specifico del 6%.
Cosa succede se la società non supera il test?
Non basta dichiarare il reddito effettivamente prodotto. La disciplina può imporre un reddito minimo presunto calcolato applicando ulteriori coefficienti ai beni posseduti. Il sistema produce quindi una tassazione minima anche quando il risultato economico dichiarato è inferiore.
Quali sono i coefficienti del reddito minimo?
Dopo la riforma, il coefficiente è dello 0,75% per partecipazioni, titoli e crediti finanziari interessati; 2,38% per gli immobili ordinari; 2% per A/10; 1,5% per gli immobili abitativi acquisiti o rivalutati nell’esercizio e nei due precedenti; 0,45% per immobili nei Comuni sotto 1.000 abitanti. Per le altre immobilizzazioni resta il 12%.
La maggiorazione IRES è ancora del 10,5%?
Sì. Per le società di capitali non operative continua a rilevare la maggiorazione IRES del 10,5% nei casi previsti. L’Agenzia delle Entrate indica ancora nel calendario fiscale 2026 i versamenti relativi a saldo 2025 e acconto 2026 della maggiorazione.
Quindi l’IRES totale diventa semplicemente 34,5%?
La maggiorazione si aggiunge all’IRES ordinaria secondo la disciplina applicabile, ma il calcolo complessivo va eseguito sulla base imponibile corretta e considerando reddito minimo e altre regole. Non conviene usare una moltiplicazione semplificata sul fatturato.
Ci sono effetti anche sull’IVA?
La disciplina delle società non operative può produrre limitazioni anche sull’utilizzo del credito IVA. Per una società che accumula crediti IVA significativi il test di operatività va quindi controllato prima di pianificare compensazioni o rimborsi.
Una SRL immobiliare è automaticamente di comodo?
No. Possedere immobili non significa automaticamente essere non operativi. Una SRL immobiliare deve eseguire il test e verificare le eventuali cause di esclusione o disapplicazione in base ai propri numeri reali.
Una SRL senza fatturato è automaticamente di comodo?
No. Zero fatturato e non operatività non sono sinonimi. La società deve verificare beni rilevanti, ricavi presunti e cause di esclusione. Una società senza attività può tuttavia essere più esposta al test se possiede beni che generano una soglia di ricavi presunti. Vedi SRL inattiva o senza fatturato.
Si può disapplicare la disciplina?
La normativa prevede cause di esclusione e situazioni che possono consentire la disapplicazione. Inoltre la presunzione di non operatività può essere contrastata dimostrando situazioni oggettive che hanno impedito il raggiungimento dei ricavi minimi. Non è sufficiente però dichiarare genericamente che il mercato è andato male: servono elementi concreti e documentabili.
Quali prove possono essere rilevanti?
Dipende dall’attività. Possono essere rilevanti vincoli amministrativi, impossibilità oggettive di utilizzo dei beni, condizioni straordinarie di mercato, lavori che impediscono la messa a reddito o altri fatti indipendenti dalla volontà della società. La documentazione va costruita sul caso concreto.
Esempio: immobiliare che non raggiunge i ricavi presunti
Una SRL possiede immobili per un valore rilevante ma consegue canoni molto bassi. Il commercialista calcola i ricavi minimi applicando i coefficienti aggiornati e confronta il risultato con i ricavi effettivi. Se il test non viene superato, prima di applicare il reddito minimo occorre verificare esclusioni e situazioni oggettive documentabili.
Esempio: società che possiede solo un immobile inutilizzabile
Una società possiede un immobile che non può essere locato per un vincolo oggettivo e documentato. Il mancato raggiungimento dei ricavi presunti non va letto nello stesso modo di una società che sceglie semplicemente di lasciare inutilizzato un bene disponibile. La possibilità di disapplicazione dipende dalla prova della situazione concreta.
Checklist test società di comodo
- individua tutti i beni rilevanti;
- applica i coefficienti aggiornati dal 2024;
- calcola correttamente i ricavi presunti;
- confrontali con i ricavi e proventi effettivi rilevanti;
- verifica cause di esclusione;
- analizza eventuali situazioni oggettive di disapplicazione;
- se la società è non operativa, calcola il reddito minimo;
- considera maggiorazione IRES 10,5% e limitazioni IVA;
- conserva la documentazione a supporto delle verifiche.
Domande frequenti
Una società in perdita è automaticamente di comodo?
No. La vecchia disciplina delle società in perdita sistematica è stata abrogata dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022.
Qual è il coefficiente ordinario sugli immobili nel 2026?
Per il test dei ricavi presunti, il coefficiente ordinario degli immobili è 3%, con percentuali ridotte per alcune categorie.
Quanto è la maggiorazione IRES?
La maggiorazione prevista per le società di capitali non operative è del 10,5% nei casi applicabili.
Si può contestare l’esito del test?
La disciplina prevede cause di esclusione e possibilità di dimostrare situazioni oggettive che hanno impedito di raggiungere la soglia di operatività.
Il riferimento normativo è l’articolo 30 della legge 724/1994, come modificato dal D.Lgs. 192/2024.