Il Bonus mamme 2026 spetta anche alle lavoratrici autonome con Partita IVA, comprese le iscritte alla Gestione Separata e alle Casse professionali, quando sono rispettati i requisiti previsti. Per il 2026 l’importo è pari a 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro annui, con reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro.
La misura è distinta dall’indennità di maternità e dall’Assegno unico. Al 4 settembre 2026 l’INPS ha confermato importo, platea e natura del beneficio, ma non risultano ancora pubblicate istruzioni operative definitive 2026 con termini e modalità dettagliate della nuova domanda. Per questo non è corretto riutilizzare automaticamente le scadenze della misura 2025. Per un ulteriore sostegno collegato alla nascita, consulta anche il Bonus nuovi nati 2026 con Partita IVA.
Bonus mamme 2026: tabella rapida
| Elemento | Regola 2026 |
|---|---|
| Importo | 60 euro per ogni mese spettante |
| Massimo annuo | 720 euro |
| Reddito da lavoro | Non superiore a 40.000 euro annui |
| Lavoratrici autonome | Incluse |
| Gestione Separata | Inclusa |
| Casse professionali | Incluse |
| Due figli | Fino al mese del compimento del 10° anno del secondo figlio |
| Tre o più figli | Fino al mese del compimento del 18° anno del figlio più piccolo, con regole di coordinamento previste |
| ISEE | Il bonus non rileva ai fini ISEE |
| Tassazione | Somma non imponibile |
| Erogazione | Prevista in unica soluzione a dicembre 2026 |
Chi ha Partita IVA può ricevere il Bonus mamme 2026?
Sì. La legge di Bilancio 2026 e l’INPS includono espressamente le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese la Gestione Separata e le Casse professionali.
Possono quindi rientrare nella misura, se soddisfano gli altri requisiti, libere professioniste, artigiane, commercianti e professioniste iscritte a una Cassa previdenziale. Il solo possesso della Partita IVA non basta: deve esistere un’attività di lavoro autonoma rilevante nei mesi per i quali viene riconosciuto il beneficio.
Quanto vale il Bonus mamme nel 2026?
Per il 2026 il beneficio è pari a 60 euro per ogni mese o frazione di mese in cui risultano soddisfatte le condizioni previste, fino a un massimo di 720 euro per l’intero anno.
L’importo è superiore ai 40 euro mensili previsti per il 2025. Non bisogna quindi utilizzare i vecchi importi quando si valuta il diritto riferito al 2026.
Qual è il limite di reddito?
La lavoratrice deve avere un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Il limite riguarda il reddito da lavoro rilevante secondo la disciplina della misura, non il semplice fatturato della Partita IVA.
Per una lavoratrice autonoma è quindi importante distinguere incassi, reddito fiscale dell’attività e reddito considerato ai fini del bonus. Nel regime forfettario, per esempio, il fatturato non coincide automaticamente con il reddito fiscale.
Quanti figli bisogna avere?
La misura riguarda le madri lavoratrici con almeno due figli. Con due figli, il beneficio è riconosciuto fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni.
Per le madri con tre o più figli il limite anagrafico sale fino al mese del compimento del 18° anno del figlio più piccolo, con specifiche regole di coordinamento quando esiste anche un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
Una professionista in Gestione Separata è inclusa?
Sì. L’INPS indica espressamente tra le lavoratrici autonome ammesse anche le iscritte alla Gestione Separata INPS.
Questo rende il bonus particolarmente rilevante per freelance e libere professioniste senza Cassa professionale obbligatoria.
Sono incluse anche le professioniste con Cassa?
Sì. La platea comprende anche le lavoratrici autonome iscritte alle Casse professionali obbligatorie. Non bisogna quindi applicare la misura soltanto alle iscritte INPS.
Per capire quale previdenza si applica alla professione consulta Cassa professionale o Gestione Separata.
Il Bonus mamme è tassato?
No. L’INPS ha chiarito che la somma è non imponibile ai fini fiscali e contributivi. Il bonus non deve quindi essere sommato ai compensi della Partita IVA come se fosse un ricavo professionale.
Il Bonus mamme incide sull’ISEE?
No. Per il 2026 la misura è espressamente indicata come non rilevante ai fini ISEE.
Questo aspetto va distinto dall’effetto che il reddito della Partita IVA può invece avere sull’indicatore del nucleo. Per approfondire consulta ISEE e Partita IVA 2026.
Quando viene pagato il Bonus mamme 2026?
La disciplina 2026 prevede che le mensilità spettanti vengano corrisposte in unica soluzione a dicembre 2026. L’importo annuo può quindi arrivare a 720 euro quando spettano tutte le mensilità considerate dalla misura.
Come si presenta la domanda nel 2026?
Il bonus è erogato dall’INPS su domanda. Tuttavia, al 4 settembre 2026, nelle fonti ufficiali consultate non risultano ancora pubblicate istruzioni operative definitive 2026 che stabiliscano in modo completo termini e procedura della nuova domanda.
È quindi prudente attendere il messaggio o la circolare INPS dedicata alla misura 2026 prima di utilizzare scadenze o schermate riferite alla domanda 2025. Il Portale della Famiglia INPS include già il Nuovo Bonus mamme tra le prestazioni integrate.
Posso usare la procedura 2025 per chiedere il bonus 2026?
Non va dato per scontato. La procedura 2025 riguardava una misura da 40 euro mensili e aveva scadenze proprie. Nel 2026 importo e disciplina sono cambiati e la domanda deve essere presentata secondo le istruzioni che l’INPS renderà operative per il nuovo anno.
Bonus mamme e maternità con Partita IVA sono la stessa cosa?
No. Il Bonus mamme è un’integrazione al reddito legata alla condizione di madre lavoratrice e ai requisiti previsti dalla misura. L’indennità di maternità è invece una prestazione previdenziale collegata alla gestione di appartenenza e al periodo di maternità.
Per importi, requisiti e durata della tutela previdenziale consulta maternità e Partita IVA 2026.
Bonus mamme e Assegno unico sono cumulabili?
Sono prestazioni diverse. L’Assegno unico è collegato ai figli e all’ISEE del nucleo, mentre il Bonus mamme 2026 è un’integrazione al reddito della madre lavoratrice con un proprio limite di reddito da lavoro.
Per la prestazione familiare consulta Assegno unico e Partita IVA 2026.
Esempio: freelance con due figli
Una professionista in Gestione Separata ha due figli, il secondo ha 6 anni e il suo reddito da lavoro 2026 è pari a 28.000 euro. Se l’attività autonoma e gli altri requisiti risultano presenti per tutti i mesi considerati, il bonus può arrivare fino a 720 euro annui.
Esempio: professionista con tre figli
Una professionista iscritta a una Cassa ha tre figli e il più piccolo ha 12 anni. Il requisito anagrafico può essere rispettato fino al mese del compimento del 18° anno del figlio più piccolo. Devono comunque essere verificati reddito da lavoro, attività svolta nei mesi interessati e le eventuali regole di coordinamento con rapporti di lavoro dipendente.
Errori frequenti
- pensare che il bonus sia riservato alle lavoratrici dipendenti;
- confondere 40 euro del 2025 con 60 euro del 2026;
- usare il fatturato come se coincidesse sempre con il reddito rilevante;
- escludere Gestione Separata o Casse professionali;
- considerare il bonus imponibile o rilevante ai fini ISEE;
- riutilizzare automaticamente scadenze e procedura della domanda 2025;
- confondere Bonus mamme, maternità e Assegno unico.
Checklist Bonus mamme 2026 per Partita IVA
- verifica di avere almeno due figli;
- controlla l’età dei figli rilevante per la misura;
- verifica il reddito da lavoro 2026 rispetto al limite di 40.000 euro;
- individua la gestione previdenziale obbligatoria;
- ricostruisci i mesi di effettiva attività autonoma;
- verifica eventuali rapporti di lavoro dipendente;
- non confondere il bonus con l’indennità di maternità;
- controlla le istruzioni INPS 2026 appena pubblicate;
- presenta la domanda attraverso il canale che sarà indicato dall’Istituto;
- conserva la documentazione utile a dimostrare i requisiti.