Aprire un salone da parrucchiere significa avviare un’impresa artigiana regolamentata, non soltanto aprire una Partita IVA. Prima di firmare l’affitto bisogna verificare abilitazione e responsabile tecnico, sostenibilità del locale, impianti, budget, SCIA/SUAP, attrezzature, personale, cassa e organizzazione degli appuntamenti.
La sequenza conta: un locale bello ma non adatto agli impianti o un investimento troppo alto in arredi e postazioni può creare problemi prima ancora dell’apertura. Questa guida mette in ordine le decisioni operative; per ATECO, INPS e regime fiscale rimandiamo alla guida APIVA sulla Partita IVA del parrucchiere.
Come aprire un salone da parrucchiere: i passaggi in ordine
- verificare abilitazione professionale e responsabile tecnico;
- definire format, servizi, target e posizionamento;
- preparare business plan e capitale di sicurezza;
- scegliere e verificare il locale prima di firmare;
- progettare postazioni, lavatesta, impianti e flussi di lavoro;
- scegliere forma giuridica e aprire l’impresa;
- utilizzare il codice ATECO 2025 corretto;
- presentare la SCIA al SUAP e gli allegati richiesti;
- acquistare attrezzature, prodotti e arredi;
- organizzare personale, sicurezza e turni;
- attivare POS, cassa e gestionale;
- preparare listino, procedure e lancio commerciale;
- testare il salone prima dell’apertura al pubblico.
1. Abilitazione professionale e responsabile tecnico
L’attività di acconciatore è disciplinata dalla Legge 17 agosto 2005, n. 174. Non basta scegliere un codice ATECO: per esercitare servono i requisiti professionali previsti dalla legge e dalle regole regionali sulla formazione.
Per ogni sede in cui viene svolta l’attività deve essere designato almeno un responsabile tecnico abilitato. Può essere il titolare, un socio partecipante al lavoro, un familiare coadiuvante o un dipendente in possesso dell’abilitazione. La legge richiede che il responsabile tecnico garantisca la propria presenza durante lo svolgimento dell’attività.
È quindi possibile essere proprietari dell’impresa senza svolgere personalmente il mestiere, ma non aprire il salone operativo senza la figura tecnica richiesta.
Controlla il titolo prima di investire
L’Atlante INAPP delle professioni regolamentate riepiloga i percorsi per l’abilitazione e ricorda che la formazione è organizzata da Regioni e Province autonome. Prima di impostare l’apertura va quindi verificato che il titolo posseduto sia effettivamente abilitante.
2. Definisci format, servizi e cliente prima del locale
Un salone generalista di quartiere, un barber shop, un hair studio premium e un’attività focalizzata su colore o trattamenti tecnici richiedono spazi, personale, listini e investimenti diversi. Definire il format prima del locale evita di progettare metri quadrati e postazioni che poi non producono ricavi sufficienti.
Per ogni servizio conviene stimare durata, prezzo, consumo di prodotto, necessità di assistenza, frequenza di ritorno e saturazione della postazione. Il mix dei servizi determina il numero di lavatesta, le aree tecniche, il magazzino e il personale necessario.
3. Business plan e punto di pareggio del salone
Il business plan deve distinguere investimento iniziale, costi fissi, costi variabili e liquidità necessaria per i primi mesi. Non serve prevedere un fatturato “ideale”: bisogna capire quante ore produttive, quanti clienti e quale scontrino medio servono per coprire i costi.
Nel budget vanno separati almeno affitto e deposito, lavori e impianti, arredi, postazioni, lavatesta, attrezzature, primo stock, software, assicurazioni, pratiche, personale, marketing e capitale di sicurezza.
Per impostare ricavi, costi e scenari puoi usare la guida APIVA sul business plan per una nuova attività.
Calcola la capacità produttiva, non solo il fatturato
Un salone ha una capacità limitata dalle ore del team, dalle postazioni e dai tempi tecnici. Una previsione realistica parte da giorni di apertura, ore disponibili, tasso di occupazione, durata media dei servizi e scontrino medio. Da qui si ricava il punto di pareggio e si capisce se il canone del locale e il costo del personale sono sostenibili.
4. Come scegliere il locale prima di firmare l’affitto
Il locale deve funzionare sia commercialmente sia tecnicamente. Prima di impegnarsi è prudente far verificare destinazione e compatibilità d’uso, stato edilizio, agibilità quando rilevante, impianti, aerazione, servizi igienici, accessibilità e requisiti previsti dalla disciplina territoriale.
Per un salone sono particolarmente importanti disponibilità e distribuzione di acqua, scarichi, potenza elettrica, illuminazione, ventilazione, spazi per prodotti e materiali, area di attesa, passaggi del personale e possibilità di collocare insegna e attrezzature.
I requisiti dei locali possono variare per Regione e Comune. Per questo il contratto andrebbe firmato solo dopo una verifica tecnica e amministrativa coerente con il progetto reale del salone.
5. Postazioni, lavatesta e impianti: progetta il flusso di lavoro
Il numero massimo di poltrone non coincide necessariamente con il numero economicamente sensato. Ogni postazione genera costi di arredo e spazio e produce ricavi solo quando viene effettivamente utilizzata.
La disposizione dovrebbe ridurre movimenti inutili tra reception, area lavaggio, postazioni, area colore, magazzino e cassa. I lavori sugli impianti vanno progettati prima dell’acquisto degli arredi, soprattutto per lavatesta, prese, illuminazione e apparecchiature elettriche.
Una prova pratica della pianta del locale con clienti e operatori simulati aiuta a individuare colli di bottiglia prima di eseguire lavori costosi.
6. Impresa, Partita IVA e codice ATECO 2025
L’attività di parrucchiere viene normalmente esercitata come impresa e, quando ricorrono i requisiti, come impresa artigiana. Apertura fiscale, Registro delle Imprese, posizione previdenziale e adempimenti amministrativi devono quindi essere coordinati.
Con la classificazione ATECO 2025 il riferimento è 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri. Le note ufficiali ISTAT comprendono lavaggio, taglio, messa in piega, tintura, colorazione, ondulazione, stiratura, hairstyling, rasatura e rifinitura della barba.
Il vecchio 96.02.01 apparteneva alla classificazione precedente e non va usato automaticamente per una nuova apertura. Per il percorso fiscale e previdenziale completo consulta la guida sulla Partita IVA del parrucchiere e quella su ComUnica e apertura della ditta individuale.
7. SCIA al SUAP e requisiti territoriali
L’INAPP indica che l’impresa avvia l’attività di acconciatore tramite SCIA al Comune competente, che verifica il possesso dei requisiti professionali. Operativamente la pratica viene gestita attraverso il SUAP secondo modulistica e procedure territoriali.
La SCIA non sostituisce i requisiti sostanziali: abilitazione, responsabile tecnico, locale e impianti devono essere realmente conformi a quanto richiesto. Gli allegati possono cambiare in funzione di Regione, Comune e caratteristiche del locale.
Per il funzionamento generale del procedimento puoi consultare la guida APIVA sulle pratiche SUAP e SCIA.
8. Attrezzature, prodotti e fornitori
Dopo aver definito servizi e layout si può costruire la dotazione. Le voci tipiche comprendono postazioni, specchi, poltrone, lavatesta, phon, piastre, ferri, tosatrici, forbici, carrelli, sterilizzazione e pulizia, biancheria, arredi, prodotti tecnici e materiali di consumo.
Con i fornitori conviene confrontare non solo il prezzo unitario ma anche minimi d’ordine, tempi di consegna, formazione, assistenza, resi, condizioni di pagamento e vincoli di esclusiva. Uno stock eccessivo immobilizza liquidità; uno stock troppo ridotto crea interruzioni del servizio.
Vendita di prodotti nel salone
La disciplina dell’acconciatore consente la vendita o cessione alla clientela di prodotti cosmetici, parrucche e beni accessori inerenti ai trattamenti. Se però la vendita diventa un’attività commerciale autonoma o prevalente, va verificata separatamente la corretta classificazione e gli eventuali ulteriori adempimenti.
9. Personale, turni e sicurezza
Quando il salone impiega dipendenti, l’organizzazione deve tenere insieme capacità produttiva, presenza del responsabile tecnico, picchi di domanda e obblighi di sicurezza. Un team sovradimensionato pesa sui costi fissi; uno troppo piccolo genera attese e appuntamenti persi.
Prima dell’apertura vanno pianificati inquadramento del personale, comunicazioni di assunzione, formazione sicurezza, DVR quando previsto, primo soccorso e antincendio nei casi applicabili, procedure di pulizia e utilizzo dei prodotti.
La guida APIVA su come assumere un dipendente riepiloga gli adempimenti principali.
10. Agenda, POS, cassa e gestionale
Un salone vive di appuntamenti e utilizzo delle ore disponibili. Il gestionale dovrebbe aiutare a misurare occupazione delle postazioni, no-show, frequenza di ritorno, incassi, prodotti venduti e produttività per operatore o servizio.
Prima del primo cliente è utile testare prenotazione, reminder, incasso, POS, documento commerciale o fattura, annulli, rimborsi, buoni, pacchetti e chiusura giornaliera. Per la parte fiscale puoi usare la guida APIVA sui corrispettivi telematici, registratore telematico e POS.
11. Quanto costa aprire un salone da parrucchiere?
Non esiste un costo nazionale valido per tutti: città, superficie, stato del locale, numero di postazioni, lavori e posizionamento possono cambiare radicalmente l’investimento. È più utile costruire un preventivo per blocchi che copiare una cifra standard.
- locale: deposito, eventuale agenzia, canone e lavori;
- impianti: idraulico, elettrico, illuminazione e adeguamenti;
- arredi: reception, attesa, specchi, poltrone, lavatesta e magazzino;
- attrezzature: phon, piastre, ferri, tosatrici e strumenti professionali;
- prodotti: colore, trattamenti, detergenza e primo stock retail;
- avvio: tecnici, pratiche, assicurazioni, software e consulenze;
- personale: costo del team e formazione iniziale;
- liquidità: riserva per sostenere i primi mesi.
Il rischio più comune è spendere quasi tutto nel locale e negli arredi lasciando poca cassa per personale, fornitori e marketing. Il business plan dovrebbe quindi prevedere anche un margine di sicurezza, non solo il costo dell’inaugurazione.
Per valutare fonti di capitale puoi consultare anche la guida APIVA sui finanziamenti per una ditta individuale.
12. Listino, marketing e lancio del salone
Il listino deve essere costruito sui tempi reali e sui costi dei servizi, non soltanto sui prezzi dei concorrenti. Un trattamento lungo con consumo elevato di prodotto deve generare un margine coerente con le ore occupate e con il costo dell’operatore.
Prima dell’apertura conviene predisporre Google Business Profile, sito o pagina informativa, immagini del salone, sistema di prenotazione, politica per cancellazioni e no-show, piano per recensioni e iniziative di lancio locali.
Promozioni molto aggressive possono riempire l’agenda senza creare clientela redditizia. È preferibile misurare da subito tasso di ritorno, scontrino medio e quota di clienti che prenota già il successivo appuntamento.
13. Cronoprogramma operativo degli ultimi 90 giorni
90-60 giorni prima
Verifica abilitazione e responsabile tecnico, definisci format e servizi, prepara il business plan, seleziona i locali e fai eseguire le verifiche tecniche prima di firmare.
60-30 giorni prima
Definisci impresa e ATECO, avvia le pratiche amministrative, progetta impianti e layout, ordina arredi e attrezzature e seleziona i fornitori.
30-15 giorni prima
Completa allestimento, software, POS e cassa, organizza magazzino e personale, prepara listino, procedure operative e piano di lancio.
Ultime due settimane
Simula una giornata completa: apertura, accoglienza, lavaggio, servizio, pulizia postazione, incasso, riordino e chiusura. Verifica tempi reali e correggi i colli di bottiglia prima di aprire al pubblico.
Checklist finale prima dell’apertura
- abilitazione e responsabile tecnico verificati;
- format, servizi e listino definiti;
- business plan e capitale di sicurezza disponibili;
- locale e impianti verificati;
- impresa e Partita IVA attive;
- ATECO 96.21.00 impostato correttamente;
- SCIA/SUAP e allegati gestiti;
- postazioni, lavatesta e attrezzature installati;
- prodotti e fornitori pronti;
- personale e turni organizzati;
- sicurezza e procedure operative predisposte;
- gestionale, POS e cassa testati;
- marketing e prenotazioni attivi.
Domande frequenti su come aprire un salone da parrucchiere
Posso aprire un salone senza essere parrucchiere?
Puoi essere titolare dell’impresa anche senza svolgere personalmente l’attività, ma per ogni sede deve essere designato un responsabile tecnico in possesso dell’abilitazione professionale prevista dalla legge.
Serve la SCIA?
Sì. L’avvio dell’attività di acconciatore richiede la SCIA al Comune competente, normalmente gestita attraverso il SUAP con la modulistica e gli allegati previsti dal territorio.
Qual è il codice ATECO del parrucchiere?
Con ATECO 2025 il codice è 96.21.00 – Servizi di parrucchieri e barbieri. Il vecchio 96.02.01 appartiene alla classificazione precedente.
Parrucchiere e barbiere hanno codici diversi?
No. ATECO 2025 ricomprende entrambi nel 96.21.00 e la disciplina professionale utilizza la figura dell’acconciatore.
Quanto tempo serve per aprire?
Dipende soprattutto dal possesso dell’abilitazione, dallo stato del locale, dai lavori e dalla procedura territoriale. Un cronoprogramma di 60-90 giorni è utile per organizzare il progetto, ma non sostituisce i tempi effettivi delle pratiche e dei lavori.
Conviene prima firmare il locale o presentare la SCIA?
Prima di assumere un impegno definitivo sul locale conviene verificarne compatibilità tecnica e amministrativa con l’attività. La SCIA arriva nel percorso di avvio, ma firmare senza verifiche preliminari può esporre a lavori imprevisti o a un locale non adatto.