Quanto costa aprire la Partita IVA dal commercialista nel 2026? La sola attribuzione della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non prevede un’imposta di apertura. Il costo nasce dall’assistenza professionale e, per le imprese, dagli eventuali diritti camerali, bolli, PEC, firma digitale e pratiche amministrative.
Per questo bisogna distinguere subito tra libero professionista e ditta individuale. Nel primo caso la pratica fiscale può essere molto semplice; nel secondo possono essere coinvolti Registro Imprese, INPS, INAIL e SUAP. Nel nostro servizio l’apertura fiscale della Partita IVA è inclusa nei piani annuali, mentre l’apertura della ditta individuale è indicata separatamente a 180 €. I prezzi aggiornati sono nella pagina Prezzi e pacchetti.
Quanto costa aprire Partita IVA dal commercialista nel 2026?
Non esiste una tariffa obbligatoria. Il professionista può chiedere un compenso per analizzare l’attività, scegliere l’inquadramento, verificare il codice ATECO, individuare regime fiscale e previdenza e predisporre la pratica. Il costo aumenta quando l’apertura richiede più enti o autorizzazioni.
| Tipo di apertura | Cosa può essere necessario |
|---|---|
| Libero professionista | AA9/12, ATECO, regime fiscale, INPS o Cassa |
| Ditta individuale | Comunicazione Unica tramite DIRE/soluzioni abilitate, Registro Imprese, INPS, eventuale INAIL |
| Attività soggetta a SUAP | SCIA o altre pratiche amministrative |
L’Agenzia delle Entrate fa pagare l’apertura?
No. La dichiarazione di inizio attività ai fini IVA prevista dall’articolo 35 del DPR 633/1972 non comporta una tassa di attribuzione del numero di Partita IVA. Se presenti autonomamente una posizione professionale semplice, il costo amministrativo della sola apertura fiscale può quindi essere pari a zero.
Il compenso del commercialista riguarda il lavoro professionale svolto per impostare e trasmettere correttamente la posizione, non un tributo dovuto all’Agenzia.
Quanto costa aprire come libero professionista?
Per un libero professionista senza iscrizione al Registro Imprese la procedura è normalmente più lineare. Il commercialista deve però verificare attività, ATECO, regime fiscale e previdenza. Se il professionista ha una Cassa autonoma, vanno controllati anche i relativi obblighi.
Per la procedura completa consulta come aprire Partita IVA da libero professionista.
Quanto costa aprire una ditta individuale?
La ditta individuale richiede più adempimenti perché l’avvio può interessare Registro Imprese, previdenza, eventuale INAIL e SUAP. Oltre al compenso professionale possono esserci diritti camerali, imposta di bollo, PEC, firma digitale e costi comunali.
Nel nostro servizio la pratica di apertura della ditta individuale è indicata a 180 €, oltre agli eventuali importi dovuti agli enti. Per il quadro completo consulta costi della ditta individuale nel 2026.
Nel 2026 si usa ancora ComUnica?
La Comunicazione Unica come procedimento continua a esistere, ma il vecchio strumento software ComUnica non è più disponibile dal 12 febbraio 2026. Le pratiche possono essere predisposte tramite DIRE o altre soluzioni abilitate.
Questa distinzione è importante perché molte guide online usano ancora “ComUnica” per indicare sia il procedimento sia il vecchio programma. Per la procedura aggiornata consulta aprire Partita IVA online nel 2026.
SCIA e SUAP sono compresi nel prezzo?
Non necessariamente. Alcune attività commerciali, artigianali o aperte al pubblico richiedono una SCIA o altre pratiche al SUAP. Il costo può dipendere dal Comune e dalla complessità della pratica. Prima di accettare il preventivo chiedi se la gestione SUAP è inclusa o viene fatturata a parte.
Per approfondire consulta quando la SCIA non serve e la guida sulle pratiche SUAP.
PEC e firma digitale: chi le paga?
Per una ditta individuale PEC e firma digitale possono essere necessarie per le pratiche e per la gestione della posizione camerale. Sono costi diversi dall’onorario del commercialista e possono essere acquistati direttamente oppure inclusi in un servizio più ampio.
Apertura in regime forfettario: costa meno?
La pratica di attribuzione della Partita IVA non costa meno perché il regime è forfettario; può però essere più semplice da impostare rispetto a una posizione con obblighi IVA ordinari. Il commercialista deve comunque verificare requisiti e cause di esclusione, non limitarsi a selezionare il regime.
Per la gestione annuale consulta costo commercialista per il forfettario.
Il codice ATECO è compreso nella consulenza?
Dovrebbe essere chiarito nel preventivo. La scelta dell’ATECO è uno dei passaggi più importanti dell’apertura perché deve descrivere l’attività effettiva e può incidere su regime fiscale, previdenza e adempimenti. Un prezzo molto basso che comprende solo la trasmissione di un codice già scelto dal cliente non è equivalente a una consulenza completa.
Il commercialista deve verificare anche l’INPS?
Sì, quando l’attività richiede un inquadramento previdenziale. Un professionista senza Cassa può essere soggetto alla Gestione Separata; artigiani e commercianti seguono le rispettive Gestioni; i professionisti ordinistici possono avere Casse autonome. Un errore previdenziale può costare molto più della pratica di apertura.
Consulta la guida su INPS e Partita IVA.
Quali documenti preparare prima dell’apertura?
Preparare i dati prima della consulenza riduce errori e tempi. Per una posizione individuale servono almeno documento di identità, codice fiscale, descrizione precisa dell’attività, data prevista di inizio e informazioni necessarie a valutare regime fiscale e previdenza. Per una ditta possono aggiungersi sede, PEC, firma digitale e dati richiesti dalle pratiche camerali o comunali.
Se l’attività è regolamentata, il commercialista deve sapere in anticipo quali titoli, iscrizioni o autorizzazioni possiedi. Consulta anche documenti per aprire Partita IVA.
Quanto tempo serve al commercialista per aprire?
Una posizione professionale semplice può essere predisposta rapidamente quando attività e dati sono già definiti. Per una ditta i tempi possono dipendere dalla pratica camerale, dalle iscrizioni previdenziali e dagli eventuali adempimenti SUAP. Non bisogna quindi confondere il tempo per ottenere il numero di Partita IVA con quello necessario per poter iniziare concretamente un’attività soggetta ad autorizzazioni.
Per approfondire consulta quanto tempo ci vuole per aprire Partita IVA.
Attività regolamentate: perché la pratica può costare di più?
Alcune attività richiedono Albo, abilitazione, requisiti professionali, SCIA o altre verifiche. In questi casi il lavoro non consiste soltanto nella compilazione fiscale: bisogna coordinare l’apertura con i requisiti necessari a esercitare legittimamente l’attività.
Un preventivo più alto può quindi essere giustificato quando il professionista deve gestire più enti o verificare una disciplina specifica.
Esempio: consulente freelance
Un consulente senza Albo, con clienti italiani e attività chiaramente professionale, può avere un’apertura relativamente semplice: AA9/12, ATECO, scelta del regime e Gestione Separata. Se aderisce anche alla gestione annuale, il costo di apertura può essere incluso nel canone.
Esempio: negozio con locale
Un negozio richiede invece una ditta individuale, pratica al Registro Imprese, previdenza, eventuale SCIA commerciale e altri adempimenti collegati al locale. In questo caso il costo complessivo di avvio è inevitabilmente diverso da quello di un freelance.
Aprire da soli o tramite commercialista?
Per una posizione professionale semplice è possibile presentare autonomamente il modello previsto. La convenienza del commercialista dipende dal valore della consulenza: se hai dubbi su ATECO, forfettario, previdenza, attività regolamentata o impresa, l’assistenza iniziale può evitare errori costosi.
Per il confronto consulta Partita IVA senza commercialista.
Apertura inclusa nella gestione annuale: conviene?
Può essere conveniente se hai già deciso di affidare la gestione annuale allo stesso professionista. In questo modo chi apre la posizione conosce l’inquadramento e continuerà a seguirne dichiarazione e scadenze. Verifica però durata del contratto, servizi inclusi ed eventuali costi di recesso.
Esistono tariffe obbligatorie?
No. Il compenso professionale deve essere concordato. L’articolo 9 del decreto-legge 1/2012 disciplina l’informazione sul compenso e ha eliminato le tariffe professionali obbligatorie.
Checklist del preventivo di apertura
- analisi dell’attività;
- scelta ATECO;
- regime fiscale;
- INPS o Cassa;
- modello AA9/12 o pratica d’impresa;
- Registro Imprese;
- eventuale INAIL;
- SCIA/SUAP;
- PEC e firma digitale;
- costi vivi e compenso professionale separati.
Domande frequenti
Quanto prende un commercialista per aprire Partita IVA?
Non esiste un prezzo obbligatorio. Il compenso dipende da attività e pratiche necessarie; l’apertura di una ditta è normalmente più complessa di quella di un professionista.
Aprire Partita IVA all’Agenzia delle Entrate costa?
No, la sola attribuzione fiscale non prevede una tassa di apertura.
Per una ditta devo pagare anche altri costi?
Sì, possono esserci diritti camerali, bollo, PEC, firma digitale e costi SUAP oltre al compenso professionale.
Nel nostro servizio l’apertura è inclusa?
L’apertura fiscale della Partita IVA è inclusa nei piani annuali; la pratica di apertura della ditta individuale è indicata separatamente.