I dividendi di una SRL non sono soldi che i soci possono prelevare liberamente durante l’anno. Nel 2026 la distribuzione richiede utili effettivamente conseguiti, un bilancio regolarmente approvato e una decisione dei soci sulla destinazione del risultato.
Per il socio persona fisica residente che detiene la quota fuori dall’attività d’impresa, i dividendi distribuiti sono normalmente soggetti a ritenuta del 26%. Questa tassazione va tenuta distinta dall’IRES pagata dalla società e dagli eventuali contributi INPS del socio lavoratore.
Quando una SRL può distribuire dividendi?
L’articolo 2478-bis del Codice civile prevede che la decisione dei soci che approva il bilancio decida anche sulla distribuzione degli utili. Non basta quindi che sul conto corrente ci sia liquidità: serve un utile realmente risultante da un bilancio approvato e distribuibile secondo la legge.
Utile di bilancio e cassa disponibile sono la stessa cosa?
No. Una società può avere molta liquidità ma nessun utile distribuibile, oppure avere utile contabile ma poca cassa perché il denaro è impegnato in crediti, magazzino o investimenti. La decisione sui dividendi deve quindi considerare sia il risultato di bilancio sia l’equilibrio finanziario della società.
Si può distribuire tutto l’utile?
Non sempre. Prima vanno rispettati gli accantonamenti obbligatori, le eventuali perdite pregresse e le limitazioni previste dalla legge o dallo statuto. Per le SRL con capitale inferiore a 10.000 euro esiste inoltre una regola rafforzata di accantonamento a riserva fino al raggiungimento del livello previsto dall’articolo 2463 c.c.
Cos’è la riserva legale?
La riserva legale serve a rafforzare il patrimonio della società. In via ordinaria una quota dell’utile deve essere accantonata fino al limite stabilito dal Codice civile. La parte da accantonare non può essere trattata come utile liberamente distribuibile ai soci.
Le riserve degli anni precedenti possono essere distribuite?
Dipende dalla natura della riserva. Alcune riserve sono disponibili e possono essere distribuite rispettando le condizioni previste; altre sono indisponibili o hanno vincoli specifici. Prima di deliberare una distribuzione bisogna quindi verificare la composizione del patrimonio netto e non guardare soltanto il saldo complessivo delle riserve.
Come sono tassati i dividendi al socio persona fisica?
Per una persona fisica residente che detiene la partecipazione fuori dall’esercizio d’impresa, la società applica normalmente una ritenuta a titolo d’imposta del 26% ai sensi dell’articolo 27 del DPR 600/1973. Il socio riceve quindi il dividendo al netto della ritenuta applicata dalla SRL.
Il 26% si calcola sull’utile prima o dopo l’IRES?
La ritenuta del 26% riguarda la somma effettivamente distribuita al socio, cioè utili che si trovano già nella società dopo la fiscalità societaria e gli accantonamenti applicabili. Non sostituisce quindi l’IRES del 24% pagata dalla SRL sul proprio reddito imponibile. Il quadro completo è nella guida sulle tasse della SRL.
Quando la società versa la ritenuta sui dividendi?
L’Agenzia delle Entrate prevede il versamento delle ritenute sui dividendi corrisposti nel trimestre precedente con modello F24. Nel 2026 lo scadenzario ufficiale riporta, tra le scadenze, il 16 aprile per il primo trimestre e analoghi versamenti trimestrali successivi. Il codice tributo ordinario per le ritenute sugli utili distribuiti è 1035.
Gli utili non distribuiti pagano subito il 26%?
No, non come dividendi al socio. Se l’assemblea decide di lasciare l’utile a riserva, la somma resta nel patrimonio della SRL. Il socio non può però considerarla denaro personale: potrà riceverla in futuro solo con una successiva distribuzione legittima o attraverso altri rapporti correttamente documentati.
Posso distribuire utili durante l’anno?
Non con un semplice bonifico ai soci. Gli acconti sui dividendi sono ammessi soltanto nei casi e alle condizioni specifiche previste dall’articolo 2433-bis c.c. Non rappresentano quindi una modalità ordinaria per una piccola SRL di prelevare l’utile prima dell’approvazione del bilancio.
Il socio unico può distribuire dividendi a se stesso?
Sì, ma deve rispettare le stesse regole societarie. Anche nella SRL unipersonale il patrimonio della società è distinto da quello del socio unico e la decisione sulla distribuzione deve essere correttamente formalizzata e contabilizzata.
Dividendo e compenso amministratore sono la stessa cosa?
No. Il dividendo remunera la partecipazione al capitale e dipende dalla presenza di utili distribuibili. Il compenso amministratore remunera l’incarico gestorio e può essere corrisposto anche in un esercizio senza utili se correttamente deliberato. Fiscalità e previdenza sono diverse.
I dividendi sono deducibili per la SRL?
No. La distribuzione dell’utile non è un costo sostenuto per produrre il reddito della società: è la destinazione di un risultato già maturato. Per questo il dividendo non riduce il reddito imponibile IRES dell’esercizio come potrebbe fare un costo fiscalmente deducibile.
Il dividendo genera contributi INPS?
Per il socio puramente di capitale il dividendo non crea da solo l’iscrizione Artigiani o Commercianti. Per il socio lavoratore, però, la base previdenziale segue le regole INPS sulla quota di reddito d’impresa della SRL e non coincide semplicemente con il dividendo effettivamente incassato. Sul punto, compreso il contenzioso 2026 sugli utili non distribuiti, vedi socio lavoratore SRL e INPS.
Dividendi e finanziamenti soci non vanno confusi
Il rimborso di un vero finanziamento effettuato dal socio alla società è la restituzione di un debito della SRL e segue una disciplina diversa. Non richiede la presenza di utili distribuibili, anche se può essere soggetto alle regole di postergazione dell’articolo 2467 c.c. quando ricorrono i presupposti. Approfondisci nella guida sui finanziamenti soci.
Esempio: 40.000 euro di utile e 20.000 distribuiti
Una SRL chiude con un utile netto disponibile di 40.000 euro e i soci deliberano di distribuirne 20.000, lasciando il resto a riserva. La ritenuta sui dividendi riguarda i 20.000 euro distribuiti, non la quota lasciata nella società. Se il socio beneficiario è una persona fisica soggetta alla ritenuta del 26%, riceverà il netto dopo il prelievo applicato dalla società.
Esempio: utile presente ma perdite pregresse
Se l’esercizio corrente genera utile ma il patrimonio netto è ancora condizionato da perdite pregresse, non basta guardare il risultato positivo dell’anno. Prima della distribuzione bisogna verificare se quelle perdite impediscono o limitano la possibilità di destinare somme ai soci.
Come si documenta una distribuzione?
La decisione dei soci deve risultare dai documenti societari e la contabilità deve rilevare correttamente il debito verso i soci e il pagamento. La società applica e versa le ritenute dovute. Il bonifico è soltanto l’ultimo passaggio operativo e non sostituisce la decisione societaria.
Checklist prima di distribuire utili
- verifica il bilancio approvato;
- controlla perdite e riserve obbligatorie;
- determina l’utile realmente distribuibile;
- formalizza la decisione dei soci;
- verifica la posizione fiscale del percettore;
- calcola la ritenuta corretta;
- registra il debito e il pagamento;
- versa la ritenuta con F24 nei termini previsti.
Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate conferma per il 2026 il versamento trimestrale delle ritenute sui dividendi e il codice tributo 1035.
Domande frequenti
Quanto sono tassati i dividendi di una SRL?
Per la persona fisica residente che detiene la quota fuori dall’attività d’impresa, normalmente la ritenuta è del 26%.
Posso prendere utili ogni mese?
Non come normale prelievo personale. La distribuzione segue bilancio, decisione dei soci e le specifiche regole civilistiche.
Gli utili lasciati in SRL pagano il 26%?
Non come dividendi finché non vengono distribuiti al socio.
I dividendi fanno pagare INPS?
Non automaticamente al socio di capitale; per il socio lavoratore valgono regole previdenziali specifiche che non coincidono con il dividendo incassato.