Le tasse di una SRL nel 2026 non si riducono alla sola IRES del 24%. Bisogna distinguere ciò che paga la società da ciò che può pagare il socio quando riceve dividendi o compensi e dagli eventuali contributi previdenziali legati al lavoro svolto nella società.
Il confronto corretto parte quindi da quattro livelli: reddito imponibile della SRL, IRAP, IVA sulle operazioni e tassazione/contribuzione delle somme che escono dalla società verso soci e amministratori. Per una visione d’insieme su struttura, costi, soci, amministrazione e bilancio consulta anche la guida completa alla SRL.
Quali tasse paga una SRL nel 2026?
Le principali sono IRES sul reddito imponibile della società, IRAP secondo le regole regionali e IVA sulle operazioni imponibili. A seconda dell’attività possono aggiungersi tributi specifici. Quando gli utili vengono distribuiti a soci persone fisiche residenti fuori dall’esercizio d’impresa, entra inoltre la ritenuta del 26% sui dividendi.
IRES 24%: su cosa si calcola?
L’IRES ordinaria è pari al 24% e si applica al reddito imponibile della società, non al fatturato. Ricavi e altri componenti positivi vengono corretti dai costi fiscalmente deducibili e dalle regole del TUIR. Una SRL che fattura 200.000 euro ma sostiene 150.000 euro di costi non paga il 24% su 200.000 euro.
Fatturato, utile e reddito imponibile sono la stessa cosa?
No. Il fatturato misura le operazioni attive; l’utile civilistico deriva dal conto economico; il reddito imponibile fiscale parte dal risultato di bilancio e applica variazioni previste dalla normativa tributaria. È per questo che calcolare le tasse della SRL moltiplicando semplicemente il fatturato per il 24% è sbagliato.
IRAP: quanto paga una SRL?
Per le società di capitali l’IRAP resta normalmente dovuta. L’aliquota ordinaria di riferimento è il 3,9%, ma le Regioni possono applicare variazioni e la base imponibile IRAP non coincide necessariamente con quella IRES. Per questo l’IRAP va calcolata separatamente e non come semplice percentuale dell’utile civilistico.
IVA: la SRL paga il 22% sul fatturato?
No. Nelle operazioni ordinarie la società addebita IVA ai clienti e detrae l’IVA sugli acquisti quando ne ricorrono i requisiti. Il versamento periodico nasce dalla differenza tra IVA a debito e IVA detraibile, con le regole specifiche applicabili all’attività. Aliquote diverse dal 22% possono riguardare determinati beni e servizi.
Una SRL può usare il regime forfettario?
No. Il regime forfettario è riservato alle persone fisiche. Una SRL resta soggetto IRES anche se ha un solo socio, capitale di un euro o ricavi inferiori a 85.000 euro. Per il confronto vedi Partita IVA forfettaria o SRL.
Dividendi al socio persona fisica: come vengono tassati?
Quando una SRL distribuisce utili a una persona fisica residente che detiene la partecipazione fuori dall’attività d’impresa, la società applica normalmente una ritenuta a titolo d’imposta del 26%. La disciplina è contenuta nell’articolo 27 del DPR 600/1973.
Questo 26% non sostituisce l’IRES già pagata dalla società: riguarda il passaggio dell’utile dalla società al socio. Ecco perché confrontare soltanto IRES 24% e IRPEF personale può essere fuorviante.
Se l’utile resta nella SRL il socio paga subito il 26%?
In generale no: la ritenuta sui dividendi interviene quando gli utili vengono distribuiti. Se l’assemblea decide di accantonarli a riserva, il denaro resta nel patrimonio della società e non diventa automaticamente disponibilità personale del socio.
Posso prelevare liberamente soldi dal conto della SRL?
No. Il conto della società non è il conto personale del socio. Ogni uscita verso soci o amministratori deve avere una causa corretta: dividendo deliberato, compenso, rimborso documentato, restituzione di finanziamento soci o altra operazione legittima. Prelievi senza titolo creano problemi contabili, fiscali e societari.
Compenso amministratore: è un dividendo?
No. Il compenso per la carica remunera l’attività dell’amministratore e segue una disciplina diversa dagli utili. Per un amministratore non coperto da altra previdenza obbligatoria, la circolare INPS 8/2026 indica per la Gestione Separata un’aliquota complessiva del 35,03%; in presenza di altra copertura previdenziale si applicano regole differenti. Vedi amministratore SRL e Partita IVA.
Il socio lavoratore paga INPS sugli utili?
Il tema previdenziale è distinto dalla distribuzione dei dividendi. Per i soci lavoratori iscritti alle Gestioni Artigiani o Commercianti, l’INPS chiarisce che la base imponibile comprende anche la quota del reddito d’impresa della SRL attribuita al socio in proporzione alla partecipazione, indipendentemente dall’effettiva distribuzione degli utili. Approfondisci nella guida dedicata ai contributi Artigiani e Commercianti.
Socio di solo capitale: paga automaticamente INPS?
No. Il possesso di quote da solo non equivale all’attività lavorativa abituale e prevalente che fonda l’iscrizione Artigiani o Commercianti. Il ruolo concreto del socio va quindi verificato separatamente dalla sua percentuale di partecipazione.
I costi della SRL riducono le tasse?
I costi inerenti e fiscalmente deducibili concorrono alla determinazione del reddito imponibile secondo le regole del TUIR. Non significa però che ogni uscita bancaria sia deducibile. Multe, costi personali, spese non documentate o componenti soggetti a limiti seguono regole specifiche.
Le perdite fiscali possono essere utilizzate negli anni successivi?
Il TUIR consente il riporto delle perdite dei soggetti IRES secondo condizioni e limiti specifici. Questo può ridurre il reddito imponibile di esercizi successivi, ma non cancella i costi amministrativi della società né eventuali altri tributi dovuti.
Una SRL senza utile paga zero tasse?
Può non avere IRES sul reddito se non emerge imponibile positivo, ma non significa costo fiscale e amministrativo zero. Possono restare IRAP secondo la base applicabile, IVA, imposte indirette, diritto camerale, tassa libri sociali e costi di gestione. Vedi costi annuali SRL.
Esempio: utile di 50.000 euro interamente reinvestito
Se la società ha 50.000 euro di reddito imponibile IRES, il 24% corrisponde a 12.000 euro prima di considerare altre imposte e variazioni. Se l’utile netto resta nella società, non si applica in quel momento la ritenuta del 26% sui dividendi al socio. Il denaro però resta della SRL, non diventa patrimonio personale liberamente prelevabile.
Esempio: utile distribuito al socio
Quando, dopo le imposte societarie e gli accantonamenti, l’assemblea delibera una distribuzione, la quota destinata al socio persona fisica può subire la ritenuta del 26%. Il carico complessivo va quindi valutato considerando sia il livello societario sia quello del socio.
Perché la SRL non conviene automaticamente sopra una certa cifra?
Perché incidono margine, reinvestimenti, ruolo dei soci, INPS, rischi, costi amministrativi e modalità con cui il socio riceve valore dalla società. Non esiste una soglia di fatturato che trasformi automaticamente la SRL nella scelta fiscalmente migliore. Vedi quando passare da ditta individuale a SRL.
Tabella delle principali imposte
| Voce | Chi la paga | Regola base |
|---|---|---|
| IRES | SRL | 24% sul reddito imponibile |
| IRAP | SRL | Aliquota ordinaria di riferimento 3,9%, con regole regionali |
| IVA | SRL come soggetto passivo | Liquidazioni su IVA a debito e detraibile |
| Dividendi | Socio persona fisica | Normalmente ritenuta 26% |
| INPS | Soggetto obbligato | Dipende da lavoro svolto e inquadramento |
Checklist prima di stimare le tasse della SRL
- stima ricavi e costi fiscalmente rilevanti;
- calcola reddito imponibile IRES;
- determina separatamente la base IRAP;
- verifica IVA e periodicità;
- decidi se gli utili resteranno in società o saranno distribuiti;
- inquadria soci lavoratori e amministratori;
- considera perdite pregresse, crediti e acconti;
- separa sempre imposte societarie da imposte personali.
Per l’IRES il riferimento è il TUIR; per la ritenuta sui dividendi l’articolo 27 del DPR 600/1973. Le aliquote previdenziali 2026 sono riepilogate nelle circolari INPS n. 8 e n. 14 del 2026.
Domande frequenti
Quanto paga di tasse una SRL nel 2026?
Dipende dal reddito imponibile, dall’IRAP, dall’IVA e da come vengono remunerati soci e amministratori. L’IRES ordinaria è al 24%.
Gli utili lasciati in società pagano il 26%?
Non come dividendi al socio finché non vengono distribuiti. Restano però utili della società dopo la fiscalità societaria.
Il socio non lavoratore paga INPS?
Il semplice possesso della quota non genera automaticamente l’iscrizione Artigiani o Commercianti; conta l’attività lavorativa concreta.
Una SRL può pagare solo il 24%?
No. Il 24% è l’IRES ordinaria; possono aggiungersi IRAP, IVA, ritenute sui dividendi e contributi previdenziali secondo il caso.