Aprire un glamping nel 2026 significa avviare una vera attività ricettiva, non una semplice locazione turistica. ATECO 2025 dedica per la prima volta una sottocategoria specifica a villaggi turistici e alloggi glamping: 55.30.02.
La classificazione fiscale è però solo il primo passo. Un glamping combina ospitalità all’aria aperta, strutture di pernottamento fornite dal gestore e servizi agli ospiti; per questo deve rispettare anche la disciplina regionale delle strutture ricettive e le regole comunali, urbanistiche e di sicurezza applicabili.
ATECO 55.30.02: cosa comprende davvero
Le note ufficiali ISTAT classificano nel codice 55.30.02 – Villaggi turistici e alloggi glamping i villaggi turistici all’aria aperta e gli alloggi glamping, cioè campeggi di lusso nei quali le strutture di pernottamento sono fornite dal gestore.
La distinzione è importante: il campeggio tradizionale in cui il cliente porta la propria tenda o mezzo ricade nel 55.30.01; il glamping con tende, lodge o altre strutture predisposte dall’impresa rientra invece nel 55.30.02. Il riferimento è la classificazione ATECO 2025 di ISTAT.
Glamping, campeggio e casa vacanze non sono la stessa attività
Il glamping appartiene al gruppo delle aree di campeggio e villaggi turistici all’aria aperta. Una casa vacanze, invece, utilizza unità immobiliari o appartamenti ed è classificata nel 55.20.42. Una locazione turistica resta ancora diversa, perché consiste essenzialmente nella concessione di un immobile senza organizzazione ricettiva.
Scegliere il codice corretto richiede quindi di guardare alla struttura effettivamente offerta: piazzole, tende già montate, lodge, servizi comuni, reception, ristorazione e organizzazione dell’area.
Regime forfettario: coefficiente 40%
Un glamping gestito da una persona fisica come impresa individuale può accedere al regime forfettario se rispetta tutti i requisiti. Le attività di alloggio e ristorazione applicano normalmente un coefficiente di redditività del 40%.
Con 70.000 euro di ricavi, quindi, il reddito forfettario lordo è 28.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori. Costi per tende, strutture, pulizie, manutenzione, portali e utenze non vengono dedotti analiticamente: sono assorbiti dal coefficiente.
Il forfettario va comunque confrontato con l’entità reale degli investimenti, perché il glamping può richiedere costi iniziali molto elevati. Consulta anche forfettario o ordinario: quale scegliere.
Registro Imprese e INPS
Il glamping è un’attività d’impresa. Oltre alla Partita IVA vanno quindi verificati iscrizione al Registro Imprese, Comunicazione Unica e posizione previdenziale del titolare. L’inquadramento INPS dipende dalla forma e dal ruolo concretamente svolto, ma per l’impresa ricettiva individuale la Gestione Commercianti è il riferimento da valutare.
La contribuzione minima può incidere molto nei primi anni e va considerata prima di scegliere il regime fiscale. Per una panoramica vedi INPS e Partita IVA.
Autorizzazioni regionali, urbanistica e SCIA
Non esiste una procedura nazionale unica per aprire un glamping. Le strutture ricettive all’aria aperta sono disciplinate dalle Regioni, che stabiliscono classificazioni, requisiti minimi, dotazioni, superfici, servizi e procedure amministrative.
Prima di acquistare tende o lodge è quindi essenziale verificare destinazione urbanistica dell’area, titoli edilizi delle strutture, requisiti igienico-sanitari, prevenzione incendi quando applicabile, accessibilità e procedura SUAP. La SCIA fiscale o commerciale non sana una struttura installata in un’area non idonea.
CIN, Alloggiati Web e imposta di soggiorno
Come struttura turistico-ricettiva, il glamping deve gestire il Codice Identificativo Nazionale e gli eventuali codici regionali. Il CIN va esposto e riportato negli annunci, ma non sostituisce le autorizzazioni regionali o comunali.
Restano inoltre gli obblighi di comunicazione degli ospiti alla Questura, i flussi statistici e l’imposta di soggiorno nei Comuni che la applicano. Le FAQ nazionali sul CIN sono disponibili sul sito del Ministero del Turismo.
Ristorazione, esperienze e attività aggiuntive
Molti glamping offrono colazione, ristorante, noleggio attrezzature, escursioni o esperienze. Questi servizi non devono essere considerati automaticamente inclusi nel solo ATECO dell’alloggio.
Se diventano attività autonome o rilevanti, possono richiedere ulteriori codici ATECO, autorizzazioni, requisiti professionali o differenti trattamenti IVA. La progettazione dell’attività deve quindi partire dall’intero modello di ricavo, non soltanto dal pernottamento.
Esempio pratico
Un imprenditore installa dieci lodge arredati su un’area autorizzata e offre reception, pulizia, colazione e prenotazione online. La struttura non è un semplice campeggio con piazzole: l’alloggio è fornito dal gestore e il codice 55.30.02 è il riferimento da verificare. Se la gestione resta individuale e ricorrono i requisiti, il forfettario al 40% può essere valutato insieme all’ordinario.
Checklist prima di aprire un glamping
- verifica il codice ATECO 55.30.02;
- controlla la legge regionale sulle strutture all’aria aperta;
- verifica destinazione urbanistica e titoli delle strutture;
- apri Partita IVA e Registro Imprese;
- analizza INPS e costi contributivi;
- confronta forfettario 40% e regime ordinario;
- presenta SCIA o autorizzazioni richieste;
- ottieni CIN e gestisci Alloggiati Web;
- separa eventuali attività di ristorazione ed esperienze.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO del glamping nel 2026?
ATECO 2025 prevede il codice 55.30.02 per villaggi turistici e alloggi glamping.
Glamping e campeggio hanno lo stesso codice?
No. Il campeggio con piazzole per strutture portate dal cliente è distinto dal glamping che fornisce direttamente gli alloggi.
Un glamping può essere forfettario?
Può esserlo se è impresa individuale e rispetta tutti i requisiti; il coefficiente delle attività di alloggio è normalmente 40%.
Basta possedere un terreno per aprire?
No. Urbanistica, normativa regionale, titoli delle strutture e autorizzazioni vanno verificati prima dell’investimento.