Ricevere denaro tramite GoFundMe non significa automaticamente avere un ricavo da Partita IVA, ma neppure rende ogni somma una donazione fiscalmente irrilevante. Nel 2026 la qualificazione dipende dal motivo della raccolta, dal rapporto con chi versa e dall’eventuale collegamento con un’attività professionale o d’impresa.
La distinzione fondamentale è tra un vero regalo personale, una raccolta benefica, un finanziamento per sostenere un’attività e una somma versata in cambio di beni, servizi o vantaggi.
GoFundMe: una piattaforma, non una categoria fiscale
GoFundMe consente di raccogliere fondi per esigenze personali, progetti, emergenze, iniziative collettive e altre finalità. La piattaforma non decide come il denaro debba essere tassato in Italia.
Lo stesso accredito può quindi avere natura diversa a seconda della causa: 5.000 euro raccolti per spese mediche personali non sono la stessa cosa di 5.000 euro ottenuti per finanziare la produzione di un corso online venduto dalla propria attività.
Regalo personale e raccolta fondi senza controprestazione
Se amici, parenti o altre persone versano somme per liberalità, senza ricevere beni, servizi o vantaggi economici, la raccolta può avere natura di regalo o liberalità. GoFundMe stessa precisa che le raccolte personali sono generalmente considerate regali personali e non equivalgono automaticamente a donazioni fiscalmente deducibili per chi versa.
La qualificazione va però verificata sul caso concreto, soprattutto per importi elevati, raccolte ripetute o situazioni in cui il beneficiario esercita un’attività economica collegata alla campagna.
Raccolta fondi collegata alla Partita IVA
Se il professionista o l’impresa usa GoFundMe per finanziare un progetto della propria attività, bisogna capire che cosa riceve il sostenitore. Se il versamento rappresenta in sostanza un anticipo, un pagamento, una quota per accedere a un servizio o un corrispettivo collegato all’attività, può diventare ricavo o compenso.
Non basta chiamare la campagna “donazione”. Il fisco guarda alla causa economica del pagamento: una somma versata in cambio di un prodotto futuro resta molto più vicina a una vendita o a un anticipo che a una liberalità pura.
Reward crowdfunding: se c’è una ricompensa cambia il trattamento
Nel reward crowdfunding il sostenitore riceve un prodotto, un servizio, un accesso anticipato o un’altra ricompensa. Questa struttura è diversa dalla raccolta personale senza controprestazione e può generare obblighi fiscali dell’attività.
Se stai finanziando un prodotto offrendo copie, consulenze, biglietti o servizi a chi versa, devi valutare fatturazione, momento del ricavo, IVA e regime fiscale. Per il crowdfunding con ricompense puoi confrontare anche Kickstarter e Partita IVA.
Regime forfettario: quando i fondi entrano negli 85.000 euro
Nel regime forfettario entrano nel limite di 85.000 euro i ricavi e compensi dell’attività. Una liberalità personale autentica non diventa fatturato solo perché arriva sullo stesso conto; un pagamento collegato alla prestazione professionale o alla vendita dell’impresa, invece, deve essere trattato coerentemente con l’attività.
Per questo è utile separare le raccolte personali dagli incassi professionali e conservare pagina della campagna, descrizione, eventuali condizioni e documenti che dimostrano la finalità. Per il limite vedi 85.000 e 100.000 euro nel forfettario.
Commissioni GoFundMe: non confondere netto e importo raccolto
GoFundMe indica per l’Italia una tariffa di transazione sulle donazioni. Se la raccolta è collegata all’attività economica, il fatto che la piattaforma accrediti un importo netto dopo le commissioni non significa automaticamente che il ricavo fiscale coincida con il solo payout.
Nel regime forfettario, inoltre, i costi e le commissioni non vengono dedotti analiticamente dal reddito. La documentazione della piattaforma resta comunque necessaria per riconciliare importi lordi, fee e accrediti.
Fattura sì o no?
Una vera liberalità senza controprestazione non richiede una fattura come se fosse un servizio professionale. Se invece il versamento remunera una prestazione o rappresenta il prezzo di un bene o un anticipo, vanno applicate le normali regole di fatturazione o certificazione del corrispettivo.
Il documento deve riflettere ciò che è realmente accaduto, non il nome scelto nella pagina della raccolta.
Esempi pratici
Raccolta personale per un’emergenza familiare. Nessun prodotto o servizio viene promesso: la situazione è molto diversa da un incasso professionale e va documentata come tale.
Fotografo che raccoglie fondi per pubblicare un libro e promette una copia ai sostenitori. La presenza della ricompensa avvicina il versamento a un corrispettivo e richiede una verifica fiscale dell’attività.
Freelance che riceve contributi senza ricompensa per sostenere un progetto gratuito. Serve analizzare se i versamenti sono liberalità pure oppure contributi direttamente collegati all’attività professionale.
Checklist prima di aprire una raccolta
- scrivi chiaramente la finalità della raccolta;
- stabilisci se esiste una ricompensa o controprestazione;
- distingui raccolta personale e progetto professionale;
- separa quando possibile i flussi finanziari;
- conserva pagina, condizioni e rendiconti GoFundMe;
- se la somma è collegata all’attività, verifica fattura e soglia forfettaria;
- non trattare automaticamente ogni versamento come donazione esente.
GoFundMe chiarisce nelle proprie informazioni fiscali per i donatori che le raccolte personali non equivalgono automaticamente a donazioni deducibili fiscalmente.
Domande frequenti
I soldi ricevuti su GoFundMe sono sempre esenti?
No. Dipende dalla causa del versamento e dal collegamento con un’attività economica.
Una raccolta personale richiede Partita IVA?
Non per il solo fatto di ricevere liberalità personali. Se la raccolta remunera un’attività abituale, il quadro cambia.
Se prometto un prodotto ai sostenitori è ancora una donazione?
La presenza di una ricompensa può trasformare economicamente il versamento in un corrispettivo o anticipo.
Nel forfettario conta il netto accreditato da GoFundMe?
Se si tratta di ricavi dell’attività, il payout netto dopo le commissioni non coincide automaticamente con il ricavo fiscale.