Se un’impresa risulta “inattiva” in visura perché è stata iscritta al Registro Imprese prima dell’effettivo avvio, per iniziare a lavorare bisogna comunicare l’inizio dell’attività al Registro Imprese/REA e completare gli eventuali adempimenti collegati. Nel 2026 la pratica si prepara normalmente tramite DIRE o altro software abilitato alla Comunicazione Unica; la SCIA al SUAP serve solo quando l’attività concreta la richiede.
Il punto decisivo è distinguere tre situazioni: impresa iscritta ma inattiva, impresa che ha sospeso un’attività già avviata e impresa cessata. Le pratiche non sono le stesse. Inoltre lo stato camerale dell’impresa e lo stato della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate sono informazioni diverse e vanno controllate separatamente.
Cosa significa “impresa inattiva” in visura?
Un’impresa può essere iscritta al Registro Imprese prima di avere iniziato materialmente l’attività economica. In questo caso la visura può riportarla come inattiva: l’impresa esiste giuridicamente ed è iscritta, ma non ha ancora denunciato l’effettivo inizio dell’attività esercitata.
La Camera di Commercio di Trento, ad esempio, chiarisce che dopo la successiva comunicazione di inizio attività viene tolta la dicitura “INATTIVA” e viene attribuito il codice ATECO coerente con l’attività dichiarata al Registro Imprese.
Impresa inattiva, sospesa e cessata: le differenze
| Stato | Significato pratico |
|---|---|
| Inattiva | Impresa iscritta ma attività economica non ancora iniziata |
| Sospesa | Attività già iniziata che viene temporaneamente interrotta, quando la sospensione è ammessa |
| Cessata | Attività terminata; può richiedere anche cancellazione dal Registro Imprese |
Questa distinzione evita un errore frequente: “attivare” un’impresa inattiva non significa riaprire una Partita IVA chiusa. Se la posizione fiscale è stata cessata, bisogna verificare una nuova apertura. Se invece la Partita IVA è ancora attiva e manca soltanto l’inizio attività camerale, la pratica è diversa.
Prima verifica: la Partita IVA è ancora attiva?
Prima di preparare la pratica, controlla lo stato della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e confrontalo con la visura camerale. Una visura con impresa inattiva non dimostra da sola che la Partita IVA sia cessata.
Se la Partita IVA risulta attiva, puoi concentrarti sulla comunicazione di inizio dell’attività e sugli enti coinvolti. Se invece risulta cessata, non basta cambiare lo stato della visura: va verificata la nuova apertura fiscale. Vedi anche come verificare se una Partita IVA è attiva.
Come comunicare l’inizio attività nel 2026
La comunicazione passa attraverso il sistema della Comunicazione Unica. Nel 2026, però, il vecchio strumento software ComUnica non è più disponibile: dal 12 febbraio 2026 il Registro Imprese indica come canale operativo DIRE oppure soluzioni di mercato compatibili.
La pagina ufficiale Strumenti del Registro Imprese specifica che DIRE consente di compilare e inviare pratiche di Comunicazione Unica e sostituisce i precedenti strumenti operativi.
Quale data di inizio attività indicare?
La data deve corrispondere all’inizio effettivo dell’attività economica. È importante perché può incidere su iscrizioni previdenziali, obblighi amministrativi e decorrenza degli adempimenti.
Le Camere di Commercio distinguono il caso dell’impresa costituita con immediato avvio da quello dell’impresa già iscritta come inattiva. Per quest’ultima la denuncia di inizio attività viene presentata successivamente all’iscrizione; eventuali regole sulla decorrenza e sui termini vanno verificate con la Camera competente e in relazione alla pratica concreta.
Serve sempre una SCIA al SUAP?
No. Questo è un punto su cui conviene essere precisi. La SCIA è necessaria soltanto per le attività per le quali la normativa prevede una segnalazione al SUAP. Altre attività possono essere libere; altre ancora richiedono un’autorizzazione preventiva o ulteriori requisiti.
Per esempio, commercio, somministrazione, alcuni laboratori e molte attività rivolte al pubblico possono richiedere una pratica SUAP, ma la procedura varia in base al settore e al Comune. Prima dell’avvio verifica la guida su SCIA e pratiche SUAP.
SCIA contestuale alla Comunicazione Unica
Dal 26 febbraio 2026 il Registro Imprese documenta anche il servizio di integrazione applicativa per la SCIA contestuale alla Comunicazione Unica. Questo permette, nei casi supportati, di coordinare meglio la pratica camerale con la segnalazione al SUAP.
Non significa però che qualsiasi impresa inattiva debba presentare una SCIA: prima bisogna verificare se l’attività esercitata rientra tra quelle soggette a segnalazione o ad altro titolo abilitativo.
Codice ATECO: deve corrispondere all’attività realmente iniziata
Quando l’impresa diventa operativa, il codice ATECO deve essere coerente con l’attività effettivamente esercitata. Se l’attività che inizi è diversa da quella programmata al momento dell’iscrizione come inattiva, la pratica deve rappresentare correttamente la nuova situazione.
Nel 2026 il riferimento è ATECO 2025. Se devi aggiungere o cambiare attività, verifica anche variazione della Partita IVA e aggiungere un codice ATECO.
Quando parte l’INPS?
L’avvio effettivo può far nascere l’obbligo previdenziale collegato all’attività. Per un artigiano o commerciante bisogna verificare l’iscrizione alla relativa gestione INPS e la decorrenza contributiva. Non è corretto presumere che l’iscrizione camerale inattiva abbia già prodotto automaticamente la stessa contribuzione prevista per l’attività esercitata.
Il tipo di gestione dipende dall’attività concreta e dai requisiti effettivi, non dal solo codice ATECO.
Quando entra in gioco l’INAIL?
Se l’attività rientra tra quelle soggette ad assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, l’avvio deve essere coordinato anche con l’INAIL. Questo è particolarmente rilevante per attività artigiane, laboratori e situazioni con lavorazioni soggette a rischio assicurato.
La guida INAIL e Partita IVA spiega quando l’assicurazione è necessaria e quando non lo è.
Fatturazione elettronica e corrispettivi: da quando attivarli?
Dal momento in cui l’attività inizia realmente, devi essere pronto a documentare correttamente vendite e prestazioni. Per le fatture elettroniche serve un sistema di emissione e ricezione coerente con lo SdI; per le attività al dettaglio soggette ai corrispettivi telematici devono essere predisposti gli strumenti previsti prima di effettuare le operazioni.
Non tutte le imprese hanno gli stessi obblighi: il registratore telematico riguarda le attività e le operazioni soggette alla disciplina dei corrispettivi, non qualsiasi impresa solo perché diventa attiva.
E se opero con clienti o fornitori UE?
Se l’impresa effettuerà operazioni intracomunitarie, va verificata anche la posizione VIES e la corretta gestione IVA delle operazioni UE. L’avvio camerale non sostituisce automaticamente gli adempimenti fiscali richiesti per l’estero.
Domicilio digitale e PEC
Prima di inviare la pratica verifica che il domicilio digitale dell’impresa sia valido e correttamente iscritto. La PEC viene utilizzata per comunicazioni ufficiali e per gli esiti delle pratiche, quindi deve essere funzionante quando l’impresa passa dallo stato inattivo a quello operativo.
Quanto costa attivare un’impresa inattiva?
Non esiste un costo unico nazionale per tutti i casi. La Camera di Commercio di Torino indica, per esempio, che la denuncia di inizio attività di un’impresa inattiva può avere un trattamento specifico nei diritti di segreteria; la Camera della Romagna segnala casi in cui la pratica è esente da diritti e bollo quando l’attività iniziata coincide esattamente con quella già denunciata come prevalente.
Possono però aggiungersi costi o diritti se la pratica comprende variazioni, SUAP, autorizzazioni o altri adempimenti. Va quindi verificato il tariffario della Camera e del Comune competenti, evitando di applicare un importo unico a tutte le imprese.
Esempio: ditta iscritta inattiva che apre un negozio
Una persona ha già costituito la ditta e ottenuto la Partita IVA, ma non aveva ancora aperto il locale. Quando il negozio è pronto, deve denunciare l’effettivo inizio dell’attività al Registro Imprese, verificare la pratica SUAP richiesta per il commercio, controllare la Gestione Commercianti INPS e predisporre fatturazione o corrispettivi secondo le operazioni svolte.
Esempio: impresa inattiva che cambia attività prima di partire
Se l’impresa era stata iscritta con l’intenzione di svolgere un’attività ma, prima dell’avvio, decide di esercitarne un’altra, non basta comunicare genericamente “inizio attività”. Bisogna rendere coerenti attività dichiarata, ATECO, eventuale SCIA, previdenza e altri requisiti con ciò che verrà realmente svolto.
Errori da evitare
- confondere impresa inattiva con Partita IVA cessata;
- iniziare materialmente l’attività senza aver presentato le pratiche richieste;
- presentare una SCIA quando non serve o, peggio, ometterla quando è obbligatoria;
- usare un ATECO non coerente con l’attività reale;
- dimenticare INPS o INAIL;
- fare affidamento sul vecchio software ComUnica invece di DIRE o altro strumento abilitato;
- non controllare la visura dopo l’evasione della pratica;
- presumere che tutti i costi camerali siano uguali in ogni caso.
Checklist per passare da inattiva ad attiva
- scarica una visura aggiornata;
- verifica separatamente lo stato della Partita IVA;
- definisci la data effettiva di inizio attività;
- controlla ATECO e attività realmente esercitata;
- predisponi la pratica tramite DIRE o software abilitato;
- verifica se serve SCIA o altra autorizzazione SUAP;
- controlla INPS e INAIL;
- verifica PEC e domicilio digitale;
- predisponi fatturazione elettronica e, se necessario, corrispettivi;
- controlla la visura dopo l’evasione e verifica che l’impresa risulti attiva.
Domande frequenti
Un’impresa inattiva ha già la Partita IVA?
Può averla già attiva, ma va verificato il caso concreto. Stato camerale e stato della Partita IVA non sono la stessa cosa.
Per attivare un’impresa inattiva serve sempre la SCIA?
No. La SCIA serve solo per le attività soggette a questo adempimento; altre possono essere libere o richiedere autorizzazioni diverse.
Nel 2026 devo usare il vecchio software ComUnica?
No. Dal 12 febbraio 2026 il vecchio strumento ComUnica non è più disponibile; il Registro Imprese indica DIRE o soluzioni di mercato abilitate.
Posso cambiare ATECO mentre comunico l’inizio attività?
Se l’attività effettiva è diversa da quella precedentemente indicata, la pratica deve essere resa coerente con ciò che inizi realmente a svolgere, verificando anche gli altri adempimenti collegati.
Come verifico che l’impresa sia diventata attiva?
Dopo l’evasione della pratica scarica una nuova visura e controlla stato, attività esercitata, ATECO e gli altri dati aggiornati.