Gli ISA 2026 riguardano imprese e professionisti che nel 2025 hanno svolto in modo prevalente un’attività per la quale è stato approvato un Indice sintetico di affidabilità fiscale. I contribuenti in regime forfettario non applicano gli ISA.
Il modello ISA è parte della dichiarazione Redditi 2026 e produce un punteggio da 1 a 10. Un punteggio alto può dare accesso a benefici premiali; un risultato basso non genera automaticamente una maggiore imposta, ma può incidere sulle strategie di controllo dell’Amministrazione finanziaria.
Che cosa sono gli ISA e a cosa servono
Gli Indici sintetici di affidabilità fiscale hanno sostituito gli studi di settore. Utilizzano dati contabili, strutturali e informazioni precalcolate dell’Agenzia delle Entrate per valutare l’affidabilità fiscale del contribuente su una scala da 1 a 10.
Il risultato deriva da indicatori di affidabilità e di anomalia. Non è quindi un semplice rapporto tra fatturato e costi: il software considera numerose variabili dell’attività e la sua storia fiscale.
Chi deve presentare il modello ISA 2026
In linea generale devono presentarlo i titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo che esercitano prevalentemente un’attività per la quale è stato approvato lo specifico ISA e che non rientrano in una causa di esclusione.
Il codice dell’attività prevalente è quindi importante: quando esistono più attività bisogna verificare quale produce il maggior ammontare di ricavi o compensi e se le attività secondarie sono comprese nello stesso indice.
Forfettari: niente ISA
Chi applica il regime forfettario non è tenuto all’applicazione degli ISA. È una distinzione importante perché molte guide fiscali descrivono punteggi, adeguamenti e benefici che riguardano invece contribuenti in contabilità ordinaria o semplificata.
Dal 2025 i forfettari sono anche esclusi dal Concordato preventivo biennale. Per confrontare i due sistemi vedi Concordato preventivo biennale 2026-2027.
Principali cause di esclusione
Tra le cause generali previste dalla disciplina rientrano l’inizio o la cessazione dell’attività nel periodo d’imposta, il superamento del limite di ricavi o compensi previsto dalla norma, pari in via generale a 5.164.569 euro, e il periodo di non normale svolgimento dell’attività.
Esistono inoltre cause specifiche definite dai decreti e dalle istruzioni annuali. In alcuni casi il contribuente è escluso dal calcolo dell’indice ma deve comunque trasmettere il modello ISA: per questo non basta barrare una causa di esclusione senza leggere le istruzioni applicabili.
Punteggio ISA da 1 a 10: come leggerlo
Più il punteggio è alto, maggiore è l’affidabilità fiscale riconosciuta dal sistema. Un risultato basso può derivare da incoerenze, anomalie contabili, dati precalcolati non allineati o caratteristiche economiche dell’attività.
Prima di aggiungere volontariamente componenti positivi per aumentare il punteggio è opportuno verificare se esistono errori nei dati dichiarati. L’adeguamento genera infatti maggiori imposte e, quando previsto, IVA: non dovrebbe essere usato automaticamente come metodo per “comprare” un voto più alto.
Benefici premiali nel 2026
Con il provvedimento n. 123160 del 22 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate ha confermato, a partire dal periodo d’imposta 2025, il sistema dei benefici premiali. Le soglie più rilevanti partono dai punteggi 8 e 9, anche considerando in determinati casi la media semplice tra due annualità.
Tra i vantaggi possono rientrare esoneri dal visto di conformità per compensazioni, rimborsi IVA senza garanzia entro specifici limiti, riduzione dei termini di accertamento ed esclusione da alcune forme di accertamento basate su presunzioni. Il beneficio concreto dipende dal punteggio ottenuto e dalla singola misura.
Punteggio basso: cosa succede davvero
Un ISA basso non determina automaticamente una rettifica del reddito né un’imposta aggiuntiva. L’Agenzia ha però confermato per il 2025 e gli anni successivi il livello di affidabilità pari o inferiore a 6 come elemento utilizzabile nelle strategie di controllo basate sul rischio.
Questo rende importante spiegare anomalie reali e correggere dati inesatti, senza modificare artificiosamente valori economici corretti solo per inseguire il punteggio.
ISA e Concordato preventivo biennale
Gli ISA hanno un ruolo anche nell’accesso e nella costruzione della proposta di Concordato preventivo biennale. Per il CPB 2026-2027 possono aderire i soggetti ISA che soddisfano i requisiti; il livello di affidabilità può incidere sulla graduazione della proposta.
Questo non significa che un punteggio basso obblighi ad aderire o che un punteggio alto renda automaticamente conveniente il concordato. Sono due valutazioni collegate ma distinte.
Checklist prima dell’invio
- verifica se la tua attività prevalente ha un ISA approvato;
- controlla eventuali cause di esclusione;
- acquisisci i dati precalcolati dell’Agenzia;
- confronta i dati ISA con la dichiarazione e la contabilità;
- analizza le anomalie prima di effettuare adeguamenti;
- verifica i benefici premiali ottenibili;
- se valuti il CPB, esamina separatamente la proposta 2026-2027.
La Circolare Agenzia delle Entrate 4/E del 6 luglio 2026 riepiloga le regole ISA applicabili al periodo d’imposta 2025.
Domande frequenti
Un forfettario deve compilare gli ISA 2026?
No. I contribuenti forfettari non applicano gli ISA.
Un punteggio ISA basso aumenta automaticamente le tasse?
No. Può però incidere sull’analisi del rischio e non consente di ottenere i benefici premiali riservati ai punteggi più elevati.
Con ISA 9 ci sono vantaggi?
Sì, possono spettare benefici premiali su visti, rimborsi e controlli entro le condizioni previste dal provvedimento annuale.
ISA e CPB sono la stessa cosa?
No. Gli ISA misurano l’affidabilità fiscale; il CPB è un accordo facoltativo sulla base imponibile futura riservato ai soggetti ammessi.