La LIPE è la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA che i soggetti passivi interessati trasmettono all’Agenzia delle Entrate. Nel 2026 le scadenze di invio sono il 1° giugno per il primo trimestre, il 30 settembre per il secondo, il 30 novembre per il terzo e, per il quarto trimestre 2026, il 1° marzo 2027, salvo proroghe. La LIPE non coincide con il versamento dell’IVA: comunica i dati delle liquidazioni già effettuate.
Che cos’è la LIPE e a cosa serve?
LIPE è l’acronimo comunemente usato per la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA prevista dall’articolo 21-bis del decreto-legge 78/2010. L’adempimento permette all’Agenzia delle Entrate di ricevere i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni IVA effettuate nel corso dell’anno.
La comunicazione non sostituisce né la liquidazione IVA né il relativo versamento e non coincide con la dichiarazione IVA annuale. Sono adempimenti collegati ma distinti.
Chi deve presentare la LIPE?
In generale, devono trasmettere la LIPE i soggetti passivi IVA tenuti alle liquidazioni periodiche dell’imposta. Rientrano quindi, a seconda del regime applicato, imprese, professionisti, lavoratori autonomi, società ed enti soggetti agli ordinari obblighi IVA.
L’obbligo riguarda sia chi liquida l’IVA mensilmente sia chi la liquida trimestralmente. La periodicità della liquidazione non cambia il fatto che la comunicazione riepiloghi i dati per trimestre.
Chi è esonerato dalla LIPE?
Sono esonerati i soggetti non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, purché nel corso dell’anno non vengano meno le condizioni di esonero. È quindi necessario verificare il regime effettivamente applicato e le operazioni svolte nel periodo.
L’esonero non va interpretato come assenza assoluta di obblighi IVA: alcune operazioni particolari possono generare adempimenti specifici anche per contribuenti normalmente esclusi dalle liquidazioni ordinarie.
Il regime forfettario deve presentare la LIPE?
Il contribuente in regime forfettario è normalmente esonerato dalle ordinarie liquidazioni periodiche IVA e, di conseguenza, dalla LIPE. Restano però separati gli eventuali obblighi IVA che possono derivare da operazioni particolari, per esempio alcune operazioni con l’estero o soggette a reverse charge.
Per questo la risposta va data sulla posizione concreta: il semplice possesso di una Partita IVA non significa automaticamente essere obbligati alla LIPE.
Quali dati contiene la LIPE?
La comunicazione riepiloga i dati contabili delle liquidazioni del trimestre. Tra gli elementi rilevanti rientrano le operazioni attive e passive, l’IVA esigibile, l’IVA detratta, l’eventuale credito del periodo precedente, gli altri crediti utilizzabili e il risultato a debito o a credito.
I dati devono essere coerenti con fatture, registri IVA, liquidazioni, versamenti e contabilità. Prima dell’invio è quindi utile riconciliare le informazioni con i registri IVA e con gli F24 già presentati.
Scadenze LIPE 2026: calendario completo
La regola generale prevede la trasmissione entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ciascun trimestre, con la scadenza specifica del secondo trimestre fissata al 30 settembre. Quando il termine cade in un giorno festivo, si applica lo slittamento al primo giorno lavorativo successivo.
| Periodo | Scadenza LIPE |
|---|---|
| 1° trimestre 2026 | 1° giugno 2026 |
| 2° trimestre 2026 | 30 settembre 2026 |
| 3° trimestre 2026 | 30 novembre 2026 |
| 4° trimestre 2026 | 1° marzo 2027 |
Per il primo trimestre l’Agenzia delle Entrate ha indicato il 1° giugno 2026, perché il termine ordinario del 31 maggio cadeva di domenica. Per il secondo trimestre lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate indica il 30 settembre 2026.
Perché la LIPE del primo trimestre 2026 scade il 1° giugno?
Il termine ordinario è il 31 maggio, ma nel 2026 cade di domenica. Lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate fissa quindi la scadenza al 1° giugno 2026.
Questa distinzione è importante perché non basta memorizzare la regola generale: ogni anno va verificato il calendario effettivo.
Quando scade la LIPE del secondo trimestre 2026?
La LIPE relativa ad aprile, maggio e giugno 2026 scade il 30 settembre 2026. È il termine più vicino alla data di aggiornamento di questa guida e va distinto dal versamento dell’IVA del trimestre, che segue un calendario diverso.
Quando scade la LIPE del terzo trimestre 2026?
Per il terzo trimestre 2026, relativo ai mesi di luglio, agosto e settembre, il termine è il 30 novembre 2026. Prima dell’invio è opportuno verificare che i dati delle liquidazioni mensili o trimestrali siano già stati riconciliati con le registrazioni contabili e i versamenti.
Quando scade la LIPE del quarto trimestre 2026?
Il termine ordinario per comunicare i dati del quarto trimestre cade a fine febbraio dell’anno successivo. Poiché il 28 febbraio 2027 cade di domenica, la scadenza operativa è il 1° marzo 2027, salvo eventuali proroghe o modifiche normative.
Per il quarto trimestre esiste inoltre una modalità alternativa collegata alla dichiarazione IVA annuale, da valutare secondo le istruzioni del modello applicabile.
LIPE e dichiarazione IVA: come funziona il quarto trimestre?
I dati del quarto trimestre possono essere comunicati attraverso il quadro VP della dichiarazione IVA annuale se la dichiarazione viene presentata entro il termine anticipato previsto per questa scelta. In caso contrario resta l’invio della comunicazione periodica con le modalità ordinarie.
La scelta deve essere gestita con attenzione perché anticipare la dichiarazione annuale significa avere già disponibili e riconciliati i dati dell’intero periodo d’imposta.
LIPE e versamento IVA sono la stessa scadenza?
No. La LIPE è una comunicazione, mentre il pagamento dell’IVA avviene secondo le scadenze previste per i contribuenti mensili o trimestrali. L’articolo 21-bis mantiene espressamente fermi gli ordinari termini di versamento.
È quindi possibile che l’IVA sia già stata versata quando viene trasmessa la LIPE. Per il pagamento consulta la guida al modello F24.
Come si invia la LIPE?
La trasmissione avviene esclusivamente in via telematica. Il contribuente può inviare direttamente la comunicazione utilizzando i servizi telematici disponibili oppure affidarsi a un intermediario abilitato.
Dopo l’invio è importante conservare la ricevuta telematica, perché documenta l’esito della trasmissione. Un file predisposto correttamente ma non trasmesso o scartato dal sistema non equivale a una comunicazione validamente presentata.
Si può correggere una LIPE già inviata?
Sì. Se l’errore viene individuato prima della dichiarazione annuale, in genere è possibile trasmettere una nuova comunicazione corretta relativa allo stesso periodo. La nuova trasmissione sostituisce i dati precedentemente comunicati.
Se invece l’errore viene rilevato in sede di dichiarazione annuale, possono diventare rilevanti le modalità di correzione previste dal modello IVA, incluso il quadro VH nei casi in cui occorra integrare o correggere dati delle LIPE già trasmesse.
Che cos’è il quadro VH e quando entra in gioco?
Il quadro VH della dichiarazione IVA non è un riepilogo da compilare automaticamente ogni anno. Assume rilievo quando occorre inviare, integrare o correggere dati omessi, incompleti o errati delle comunicazioni periodiche relative al periodo d’imposta.
Per evitare duplicazioni, prima di compilarlo è necessario verificare se i dati LIPE risultano già corretti e coerenti con la dichiarazione annuale.
Cosa succede se la LIPE è omessa, incompleta o errata?
L’omessa, incompleta o infedele comunicazione è soggetta a sanzione. La disciplina prevede una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro, ridotta se la trasmissione corretta viene effettuata entro i termini previsti dalla norma.
Quando l’errore viene scoperto spontaneamente, va valutata anche la possibilità di regolarizzazione tramite ravvedimento operoso. Importi e modalità dipendono dal momento della correzione e dalla violazione concreta.
Errori frequenti nella comunicazione LIPE
- confondere la scadenza della LIPE con quella del versamento IVA;
- omettere una comunicazione perché il trimestre chiude a credito;
- riportare dati non coerenti con registri e liquidazioni;
- non considerare correttamente crediti o debiti provenienti dal periodo precedente;
- dimenticare che mensili e trimestrali confluiscono comunque nella comunicazione trimestrale;
- non controllare l’esito telematico dopo l’invio;
- rinviare la correzione fino alla dichiarazione annuale senza verificare la procedura più adatta.
Esempio pratico di controllo prima dell’invio
Un professionista in regime ordinario liquida l’IVA mensilmente. Prima della LIPE del secondo trimestre 2026 verifica aprile, maggio e giugno: confronta fatture emesse e ricevute con i registri, controlla IVA esigibile e detraibile, verifica eventuali crediti riportati, confronta i risultati con gli F24 e infine prepara la comunicazione da inviare entro il 30 settembre 2026.
Se emerge una differenza, conviene individuarne la causa prima della trasmissione anziché limitarsi a riportare un dato non riconciliato.
Checklist LIPE 2026
- verifica se sei effettivamente obbligato alla comunicazione;
- controlla il trimestre e la periodicità IVA;
- riconcilia fatture attive e passive;
- verifica registri IVA e liquidazioni del periodo;
- controlla crediti, debiti e riporti precedenti;
- confronta i dati con gli F24 già presentati;
- verifica la scadenza annuale effettiva;
- trasmetti telematicamente la comunicazione;
- controlla la ricevuta e l’eventuale scarto;
- correggi tempestivamente eventuali errori.
Domande frequenti sulla LIPE
La LIPE va inviata anche se il trimestre è a credito?
Sì, se il soggetto è obbligato alla comunicazione. Il fatto che la liquidazione chiuda a credito non elimina di per sé l’obbligo di trasmettere i dati.
La LIPE va inviata anche se non c’è IVA da pagare?
Sì, quando sussiste l’obbligo. La comunicazione e il versamento sono distinti: l’assenza di un importo da pagare non comporta automaticamente l’esonero.
Il forfettario deve inviare la LIPE?
Normalmente no, perché il regime forfettario non prevede le ordinarie liquidazioni periodiche IVA. Vanno però valutate separatamente le operazioni particolari che possono generare specifici obblighi IVA.
Posso correggere una LIPE nella dichiarazione IVA annuale?
In alcuni casi sì. Se occorre integrare o correggere dati delle comunicazioni periodiche, il quadro VH della dichiarazione IVA può assumere rilievo secondo le istruzioni del modello applicabile. Quando l’errore viene scoperto prima, può invece essere preferibile trasmettere una nuova LIPE corretta.