Una LIPE omessa, tardiva, incompleta o errata nel 2026 può essere regolarizzata, ma bisogna distinguere la sanzione relativa alla comunicazione dall’eventuale sanzione per IVA non versata. Per la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA la sanzione base va da 500 a 2.000 euro ed è ridotta alla metà se la trasmissione o la correzione avviene entro i 15 giorni successivi alla scadenza. Su questa sanzione può poi operare il ravvedimento, con le riduzioni vigenti per le violazioni commesse nel 2026.
LIPE omessa o errata: tabella rapida
| Situazione | Regola generale |
|---|---|
| LIPE omessa o errata | Sanzione da 500 a 2.000 euro |
| Invio/correzione entro 15 giorni | Sanzione base dimezzata: da 250 a 1.000 euro |
| Regolarizzazione entro 90 giorni | Ravvedimento a 1/9 del minimo applicabile |
| Regolarizzazione oltre 90 giorni ma entro il termine della dichiarazione relativa all’anno della violazione | Ravvedimento a 1/8 del minimo |
| Regolarizzazione oltre il termine della dichiarazione | Ravvedimento a 1/7 del minimo, finché non intervengono le successive fasi procedimentali previste dalla norma |
| Errore scoperto prima della dichiarazione IVA annuale | Inviare LIPE omessa/correttiva e versare la sanzione ridotta |
| Errore corretto direttamente nella dichiarazione IVA | Correzione tramite quadro VH, senza nuovo invio della LIPE interessata, con pagamento della sanzione |
Qual è la sanzione per una LIPE omessa nel 2026?
La disciplina sanzionatoria vigente nel 2026 è contenuta nell’articolo 11 del D.Lgs. 471/1997.
Per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA il comma 2-ter prevede una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro. Se la comunicazione viene trasmessa correttamente entro 15 giorni dalla scadenza, oppure nello stesso termine vengono corretti i dati già inviati, la sanzione è ridotta alla metà.
Entro 15 giorni quanto si paga con il ravvedimento?
Entro i primi 15 giorni il minimo della sanzione viene prima dimezzato da 500 a 250 euro. Poiché la regolarizzazione avviene anche entro 90 giorni, la riduzione del ravvedimento è pari a 1/9 del minimo.
Il calcolo sul minimo è quindi 250 ÷ 9 = 27,78 euro. Questo importo riguarda la sanzione per la LIPE e presuppone che il ravvedimento sia ancora utilizzabile. Eventuali imposte IVA non versate seguono una regolarizzazione distinta.
Dal 16° al 90° giorno quanto si paga?
Dopo il quindicesimo giorno non opera più il dimezzamento speciale della sanzione LIPE. Il minimo torna quindi a 500 euro. Se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore, il ravvedimento riduce la sanzione a 1/9.
Il minimo ravveduto è quindi 500 ÷ 9 = 55,56 euro.
Dopo 90 giorni vale ancora il vecchio schema “entro due anni”?
Per una violazione commessa nel 2026 è importante utilizzare il testo del ravvedimento applicabile dopo la riforma sanzionatoria. Non è corretto riprodurre automaticamente tabelle costruite sulla precedente sequenza temporale.
L’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 vigente nel 2026 prevede, per gli errori e le omissioni, 1/9 entro 90 giorni, 1/8 se si regolarizza entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione e 1/7 oltre tale termine, prima delle successive fasi procedimentali specificamente disciplinate.
Quanto vale 1/8 del minimo LIPE?
Se la regolarizzazione avviene oltre i 90 giorni ma entro il termine della dichiarazione relativa all’anno della violazione, il minimo di 500 euro ridotto a 1/8 produce una sanzione di 62,50 euro.
Per una LIPE relativa al 2026 il termine dichiarativo da prendere a riferimento è quello della dichiarazione IVA relativa al 2026, presentata nel 2027. Prima del pagamento va comunque verificato il momento esatto della violazione e l’assenza di cause che impediscano o modifichino il ravvedimento.
E oltre il termine della dichiarazione?
Nello schema vigente per le violazioni 2026, oltre il termine della dichiarazione relativa all’anno della violazione la riduzione ordinaria passa a 1/7 del minimo, cioè 71,43 euro su una sanzione minima di 500 euro, finché non intervengono gli eventi procedimentali che fanno scattare riduzioni diverse.
Per questo una tabella di ravvedimento deve essere letta insieme allo stato concreto della posizione: non conta solo quanti mesi sono trascorsi.
Se mi accorgo dell’errore prima della dichiarazione IVA annuale cosa faccio?
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito con la Risoluzione 104/E del 28 luglio 2017 che, se la regolarizzazione avviene prima della presentazione della dichiarazione IVA annuale, occorre inviare la comunicazione LIPE inizialmente omessa, incompleta o errata e versare la relativa sanzione, eventualmente ridotta con ravvedimento.
In pratica, se l’errore viene scoperto durante l’anno, la strada ordinaria è trasmettere la LIPE corretta invece di aspettare la dichiarazione annuale.
Posso correggere una LIPE direttamente con il quadro VH?
Sì. Se la regolarizzazione avviene direttamente nella dichiarazione IVA annuale, i dati omessi, incompleti o errati possono essere inviati, integrati o corretti attraverso il quadro VH. In questo caso l’Agenzia chiarisce che viene meno l’obbligo di presentare separatamente la LIPE originariamente omessa o errata. Per i quadri e gli adempimenti del modello consulta la guida alla dichiarazione IVA annuale.
Resta però dovuta la sanzione per la violazione LIPE, eventualmente ridotta con ravvedimento.
Nel quadro VH devo indicare solo il trimestre sbagliato?
No. Quando il quadro VH viene utilizzato per correggere o integrare LIPE, le istruzioni richiedono di indicare tutti i dati previsti dal quadro, compresi quelli relativi ai periodi che non devono essere modificati. La compilazione non consiste quindi nel riportare soltanto il singolo saldo errato.
E se ho già presentato la dichiarazione IVA senza correggere la LIPE?
La Risoluzione 104/E distingue anche questo caso. Se la dichiarazione annuale è già stata trasmessa senza sanare l’omissione o l’errore, può essere necessario presentare una dichiarazione IVA integrativa e regolarizzare sia la violazione dichiarativa sia quella relativa alla LIPE, applicando le sanzioni e le riduzioni concretamente dovute.
È una situazione diversa dalla semplice LIPE tardiva corretta prima della dichiarazione annuale e richiede una ricostruzione più attenta.
Quale codice tributo si usa per la sanzione LIPE?
Per il versamento della sanzione tramite modello F24 viene utilizzato il codice tributo 8911, destinato alle sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie relative, tra l’altro, all’IVA.
Per la struttura del pagamento consulta modello F24 e Partita IVA.
LIPE tardiva e IVA pagata in ritardo sono la stessa violazione?
No. La LIPE è una comunicazione. Il pagamento dell’IVA periodica è un adempimento distinto. È quindi possibile avere una LIPE trasmessa in ritardo ma IVA versata correttamente, oppure una LIPE corretta accompagnata da un versamento IVA tardivo.
Se anche l’IVA è stata pagata in ritardo, bisogna calcolare separatamente la regolarizzazione dell’omesso o tardivo versamento, con relativa sanzione e interessi. Consulta ravvedimento operoso per Partita IVA.
Una LIPE a zero omessa è senza sanzione?
No. Se il contribuente era tenuto alla comunicazione, l’assenza di un debito IVA non elimina l’obbligo di invio. La sanzione riguarda l’omissione o l’errore nella comunicazione e non dipende dal fatto che dal periodo emerga necessariamente un importo da pagare.
Il forfettario deve preoccuparsi delle LIPE?
Il contribuente in regime forfettario è normalmente esonerato dalle ordinarie liquidazioni periodiche IVA e dalla relativa comunicazione LIPE. Restano però possibili obblighi IVA specifici per determinate operazioni, che non trasformano automaticamente il contribuente in soggetto tenuto alle LIPE ordinarie.
Per obblighi, scadenze e soggetti interessati consulta LIPE 2026: scadenze e comunicazione delle liquidazioni IVA.
Esempio: LIPE corretta 10 giorni dopo la scadenza
Un professionista tenuto alla LIPE si accorge dieci giorni dopo la scadenza di non aver trasmesso la comunicazione. Presenta la LIPE entro il quindicesimo giorno e utilizza il ravvedimento. Il minimo della sanzione è dimezzato a 250 euro e, applicando 1/9, l’importo della sanzione è 27,78 euro.
Esempio: errore scoperto dopo quattro mesi
La LIPE è stata inviata, ma un saldo è errato e l’errore viene scoperto oltre 90 giorni dalla violazione, prima del termine della dichiarazione relativa all’anno. Il contribuente deve correggere i dati secondo la modalità applicabile e, se ricorrono i requisiti del ravvedimento, il minimo di 500 euro è ridotto a 1/8, cioè 62,50 euro.
Errori frequenti da evitare
- confondere la sanzione LIPE con quella per IVA non versata;
- applicare sempre 500 euro senza verificare i primi 15 giorni;
- utilizzare nel 2026 tabelle di ravvedimento costruite sulla disciplina precedente;
- pagare la sanzione senza trasmettere la LIPE quando la correzione avviene prima della dichiarazione annuale;
- compilare il quadro VH indicando soltanto il periodo errato;
- pensare che una LIPE con saldo zero non sia obbligatoria;
- attendere la dichiarazione annuale quando l’errore può essere corretto subito;
- ignorare un eventuale tardivo versamento IVA collegato alla stessa liquidazione.
Checklist per regolarizzare una LIPE
- identifica la scadenza originaria;
- verifica se la LIPE è omessa, tardiva o errata;
- conta i giorni trascorsi;
- controlla se sei ancora entro i primi 15 giorni;
- individua la riduzione del ravvedimento applicabile;
- se sei prima della dichiarazione IVA, invia la LIPE omessa o correttiva;
- se correggi con la dichiarazione annuale, verifica il quadro VH;
- versa la sanzione con il codice tributo corretto;
- controlla separatamente l’eventuale IVA non versata;
- conserva ricevute telematiche e F24.