La nota di debito serve ad aumentare l’imponibile o l’imposta di una fattura già emessa quando, dopo l’invio, emerge un importo ulteriore da addebitare al cliente. Nella fatturazione elettronica il documento ordinario utilizzato per questa variazione in aumento è il tipo documento TD05; per la nota di debito semplificata è previsto il TD09.
Cos’è una nota di debito?
È una nota di variazione in aumento. Si utilizza quando una fattura precedente deve essere rettificata aumentando il corrispettivo, l’imponibile oppure l’IVA dovuta.
La base normativa è l’articolo 26 del DPR 633/1972, mentre la compilazione elettronica è descritta dalla Guida dell’Agenzia delle Entrate alla fatturazione elettronica.
Quando si usa il TD05?
L’Agenzia indica il TD05 per la nota di debito ordinaria, cioè per una variazione in aumento rispetto a una fattura precedentemente trasmessa. Il documento deve riportare imponibile e imposta oppure la natura dell’operazione quando l’IVA non si applica.
Qual è la differenza tra TD05 e TD09?
Entrambi rappresentano una variazione in aumento, ma il TD09 è la nota di debito semplificata. La scelta dipende dal tipo di documento che si sta emettendo e dai requisiti previsti per la fattura semplificata.
Quando serve una nota di debito nella pratica?
Può essere necessaria, per esempio, quando:
- è stato fatturato un compenso inferiore a quello effettivamente dovuto;
- è stata applicata un’aliquota o un’imposta inferiore rispetto a quella corretta;
- dopo la fattura emerge una voce contrattuale ulteriore da addebitare;
- occorre rettificare in aumento una precedente nota o fattura;
- un errore ha ridotto indebitamente imponibile o imposta.
Non deve invece essere utilizzata come semplice duplicato della fattura originaria.
Nota di debito e nota di credito sono opposte?
Sì, nella funzione generale. La nota di debito aumenta quanto fatturato in precedenza; la nota di credito normalmente riduce o storna un importo già fatturato quando ricorrono i presupposti della variazione in diminuzione.
Per il caso inverso consulta nota di credito e correzione della fattura.
Bisogna collegare la nota alla fattura originaria?
Sì. La guida dell’Agenzia indica di riportare gli estremi della fattura precedentemente trasmessa da rettificare nel blocco dedicato ai dati delle fatture collegate. Questo permette di ricostruire il rapporto tra documento originario e variazione.
Come si compila una nota di debito TD05?
Nel file elettronico devono essere indicati:
- dati del cedente o prestatore;
- dati del cliente;
- tipo documento TD05;
- imponibile aggiuntivo;
- IVA dovuta oppure natura dell’operazione;
- riferimento alla fattura che viene rettificata;
- eventuali dati contrattuali o descrittivi necessari.
Il documento viene quindi trasmesso allo SdI come una normale fattura elettronica.
La nota di debito ha una propria numerazione?
Il documento deve essere identificato in modo univoco e coerente con il sistema di numerazione utilizzato dal contribuente. La soluzione concreta può essere una numerazione unica insieme alle fatture oppure una serie dedicata, purché l’organizzazione documentale sia coerente e consenta di ricostruire la sequenza dei documenti.
Come si registra la nota di debito?
L’Agenzia indica che il cedente o prestatore annota la nota di debito nel registro delle fatture emesse nei termini previsti. Il cliente registra invece il documento nel registro degli acquisti ai fini dell’eventuale detrazione, nei limiti consentiti.
Per la contabilità consulta registri IVA: fatture emesse e acquisti.
Cosa cambia se la fattura originaria era senza IVA?
La nota deve seguire il trattamento fiscale corretto della variazione. Se l’operazione non prevede IVA, nel documento deve essere indicata la natura appropriata. Non bisogna aggiungere IVA soltanto perché si sta emettendo un TD05.
Un forfettario può emettere una nota di debito?
Sì. Se un contribuente forfettario deve aumentare il compenso indicato in una fattura precedente può emettere il documento di variazione appropriato. La nota seguirà però le regole fiscali del regime: normalmente non esporrà IVA sulle operazioni che restano soggette al regime forfettario.
Bisogna inoltre verificare l’eventuale bollo e il corretto trattamento del nuovo importo ai fini del principio di cassa.
Consulta principio di cassa e fatture nel forfettario.
La nota di debito sostituisce la fattura sbagliata?
Non necessariamente. La fattura originaria rimane nella sequenza documentale e la nota di debito ne modifica in aumento gli effetti. La corretta tecnica di rettifica dipende dal tipo di errore: alcuni errori possono richiedere una nota di credito e una nuova fattura, altri una variazione in aumento.
Cosa succede se sbaglio la nota di debito?
Anche la nota di debito è un documento fiscale. Se contiene un errore bisogna valutare la rettifica corretta senza cancellare semplicemente il file già trasmesso allo SdI. A seconda del caso può servire una nota di variazione successiva o un nuovo documento collegato.
Esempio pratico
Un professionista emette una fattura di 1.000 euro ma, in base al contratto, il compenso corretto era 1.200 euro. Se l’operazione deve essere rettificata in aumento di 200 euro, può essere emessa una nota di debito per l’importo aggiuntivo, applicando lo stesso trattamento fiscale corretto dell’operazione e collegando la nota alla fattura originaria.
Checklist prima di inviare un TD05
- verifica che la correzione sia effettivamente in aumento;
- individua la fattura originaria;
- calcola la differenza di imponibile;
- verifica IVA o natura dell’operazione;
- inserisci gli estremi della fattura collegata;
- controlla eventuale bollo;
- usa il tipo documento TD05;
- trasmetti allo SdI;
- controlla la ricevuta;
- registra il documento nei registri applicabili.
Domande frequenti
TD05 aumenta o diminuisce una fattura?
Il TD05 è una nota di debito e serve a effettuare una variazione in aumento.
Per ridurre una fattura uso TD05?
No. Una variazione in diminuzione viene normalmente gestita con una nota di credito, quando ne ricorrono i presupposti.
Il forfettario può usare TD05?
Sì, quando deve rettificare in aumento una precedente fattura, applicando però le regole fiscali proprie del regime.