Aprire la Partita IVA come artista richiede di distinguere prima di tutto il tipo di attività artistica svolta. Con ATECO 2025 non esiste un unico codice valido per pittori, scultori, musicisti, attori, scrittori e performer: la classificazione separa le arti visive, la creazione letteraria e musicale, la recitazione e le altre arti performative.
Anche previdenza e regime fiscale possono cambiare. Un artista visivo che lavora come libero professionista può avere un inquadramento diverso da un musicista o attore che rientra nel settore dello spettacolo, oppure da chi produce e vende beni artistici con una vera organizzazione d’impresa.
Quale codice ATECO deve usare un artista
La risposta dipende dall’attività concreta. ATECO 2025 ha riorganizzato in modo più preciso le attività artistiche e non consente di trattare ogni artista come se svolgesse la stessa professione.
- 90.12.00 – Attività di creazione di arti visive: comprende, tra gli altri, artisti indipendenti come pittori, scultori, vignettisti, incisori e altre attività di creazione visuale, incluse forme digitali;
- 90.11.09 – Altre attività di creazione letteraria e composizione musicale: comprende scrittori individuali, sceneggiatori, compositori e attività assimilate;
- 90.13.00 – Altre attività di creazione artistica: comprende le attività dei coreografi;
- 90.20.01 – Attività nel campo della recitazione: comprende attori e altre attività legate alla recitazione;
- 90.20.09 – Altre attività di arti performative e rappresentazioni artistiche: comprende, tra gli altri, musicisti, danzatori, direttori d’orchestra e altri artisti dello spettacolo.
Il vecchio codice artista può essere ancora usato?
Molte guide online riportano ancora codici della precedente classificazione ATECO 2007/2022, per esempio 90.03.09 o altri codici storici associati genericamente alla creazione artistica. Dal 1° aprile 2025, però, ATECO 2025 è utilizzata operativamente per gli adempimenti amministrativi e fiscali.
Prima di aprire una nuova Partita IVA o modificare una posizione esistente è quindi necessario verificare il codice corrente nel navigatore ufficiale ISTAT, senza copiare automaticamente un codice trovato in un articolo precedente al 2025.
Partita IVA artista visivo: pittore, scultore e illustratore
Per chi crea opere di arti visive in modo indipendente, ATECO 2025 individua il codice 90.12.00. Le note ufficiali comprendono espressamente attività come pittura, scultura, vignettismo, incisione, calligrafia artistica e creazione di arti visive anche in forma digitale.
Non tutte le attività grafiche rientrano però automaticamente nelle arti visive. Un illustratore che realizza opere artistiche può avere un inquadramento diverso da chi svolge progettazione grafica commerciale o grafica web. APIVA dedica una guida specifica alla Partita IVA dell’illustratore.
Partita IVA musicista o compositore
ATECO 2025 distingue la composizione musicale dall’attività performativa. La composizione musicale rientra nella voce 90.11.09, mentre l’attività del musicista che si esibisce rientra normalmente nell’area delle arti performative, con riferimento a 90.20.09.
Chi compone, suona dal vivo, insegna musica e produce contenuti può quindi avere più attività da analizzare. La guida APIVA sulla Partita IVA del musicista approfondisce il caso specifico.
Partita IVA attore e artista dello spettacolo
Per la recitazione ATECO 2025 individua il codice 90.20.01. Le note ufficiali comprendono attività di attori, cabarettisti, compagnie teatrali e attori indipendenti che compaiono in contenuti audiovisivi.
Per musicisti, danzatori, direttori d’orchestra e altri artisti delle arti performative il riferimento è invece 90.20.09. In questi casi bisogna verificare con particolare attenzione anche la posizione previdenziale nel Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo.
Quando un artista deve aprire la Partita IVA
La Partita IVA è normalmente necessaria quando l’attività artistica autonoma è svolta con abitualità. Conta l’organizzazione stabile dell’attività, non una soglia fissa di incassi.
Vendere opere con continuità, ricevere commissioni ricorrenti, promuovere stabilmente i propri servizi, lavorare per gallerie, agenzie o clienti con una struttura professionale oppure svolgere regolarmente spettacoli e performance sono elementi che possono indicare un’attività abituale.
Il limite di 5.000 euro vale per gli artisti?
No, non esiste una regola generale secondo cui un artista può lavorare senza Partita IVA fino a 5.000 euro. Questa cifra viene spesso confusa con soglie contributive previste in contesti specifici, ma non sostituisce il criterio fiscale dell’abitualità.
Un artista che svolge un’attività organizzata e continuativa può quindi dover aprire la Partita IVA anche con compensi inferiori, mentre un’attività realmente episodica va valutata separatamente.
Artista libero professionista o artigiano
La distinzione dipende da come viene svolta l’attività. L’artista che crea personalmente opere originali valorizzando soprattutto il proprio apporto intellettuale e creativo può operare come libero professionista. Se invece l’attività assume carattere produttivo, seriale o artigianale, può emergere un’organizzazione d’impresa.
Per esempio, produrre opere uniche non è la stessa cosa che realizzare in modo organizzato una linea di oggetti o prodotti destinati alla vendita. In quest’ultimo caso possono entrare in gioco Registro Imprese, Camera di Commercio, Gestione Artigiani e altri adempimenti.
L’artista può usare il regime forfettario?
Sì, se è una persona fisica e rispetta tutti i requisiti previsti dalla disciplina del regime forfettario. La soglia ordinaria di ricavi o compensi dell’anno precedente è pari a 85.000 euro.
Non è però corretto associare un unico coefficiente di redditività alla parola “artista”: il coefficiente dipende dall’attività e dal codice ATECO applicabile. Un pittore, un musicista e un’attività artigianale possono quindi avere regole differenti.
Come si calcolano tasse e contributi
Nel regime forfettario il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività collegato all’attività. Da questa base si sottraggono i contributi previdenziali deducibili secondo le regole fiscali e si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% quando ricorrono le condizioni previste per una nuova attività.
Nel regime ordinario, invece, la tassazione segue le regole IRPEF e consente la deduzione dei costi inerenti secondo la disciplina applicabile. Per un artista con costi elevati di materiali, studio, attrezzature o produzione il confronto tra regimi può essere particolarmente importante.
Quale INPS paga un artista
Non esiste una risposta unica. Il libero professionista senza una specifica tutela previdenziale diversa può rientrare nella Gestione Separata INPS. Nel 2026 l’INPS ha confermato le aliquote previste per i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata.
Per gli artisti dello spettacolo, invece, va verificata l’iscrizione al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS). L’INPS include tra i destinatari del fondo diverse categorie di lavoratori artistici e dello spettacolo, anche autonomi.
Artisti dello spettacolo e FPLS
Attori, musicisti, danzatori e altre figure dello spettacolo possono rientrare nel Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo. In questi casi la previdenza non va trattata come una normale iscrizione alla Gestione Separata solo perché il lavoratore ha una Partita IVA.
L’inquadramento deve considerare la categoria professionale, il tipo di prestazione e il rapporto con il committente. L’INPS mantiene un’area dedicata ai lavoratori dello spettacolo e alle relative prestazioni.
Vendita delle proprie opere: professionista o commerciante?
La vendita di opere create personalmente non trasforma automaticamente un artista in commerciante. Bisogna però distinguere la cessione dell’opera realizzata nell’ambito della propria attività artistica dalla gestione organizzata di un’attività commerciale separata.
Se, oltre alle proprie opere, vengono acquistati e rivenduti beni di terzi oppure si gestisce una vera attività commerciale, può servire un codice ATECO ulteriore e un diverso inquadramento previdenziale e camerale.
Vendere opere online con Partita IVA
Un artista può vendere le proprie opere tramite sito personale, marketplace o piattaforme specializzate. La vendita online non modifica automaticamente il codice dell’attività artistica, ma può generare obblighi ulteriori se assume caratteristiche di commercio elettronico autonomo.
Vanno inoltre verificati fatturazione, eventuali vendite a clienti esteri, IVA e regole della piattaforma. Il canale utilizzato per trovare clienti o vendere opere non sostituisce l’analisi dell’attività economica effettiva.
Artista digitale e NFT: quale inquadramento
ATECO 2025 include espressamente anche la creazione di arti visive in forme digitali nella categoria 90.12.00. Questo rende più chiaro l’inquadramento dell’artista digitale che crea opere visuali originali.
Se però l’attività comprende anche sviluppo software, progettazione grafica commerciale, marketplace, vendita di servizi digitali o altre attività autonome, può essere necessario valutare codici ulteriori. Anche NFT e altri strumenti digitali richiedono una valutazione fiscale specifica che non dipende soltanto dall’ATECO.
Artista che svolge più attività
È frequente che un artista svolga più attività: un musicista può comporre, esibirsi e insegnare; un illustratore può creare opere, fare grafica commerciale e vendere prodotti; un attore può recitare e svolgere formazione.
In questi casi bisogna individuare l’attività prevalente e valutare eventuali codici secondari. Non conviene scegliere un solo codice generico sperando che copra automaticamente ogni prestazione.
Come aprire la Partita IVA da artista
- descrivere con precisione l’attività artistica svolta;
- individuare il codice ATECO 2025 corretto;
- verificare se l’attività è professionale, dello spettacolo o d’impresa;
- scegliere il regime fiscale applicabile;
- aprire la posizione IVA con la procedura prevista;
- verificare Gestione Separata, FPLS o altra gestione previdenziale;
- attivare la fatturazione elettronica;
- valutare eventuali codici secondari se si svolgono più attività;
- verificare obblighi ulteriori per vendita online, estero o attività commerciali.
Quanto costa aprire come artista
Per un libero professionista l’attribuzione della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non comporta di per sé un costo amministrativo. Possono però esserci costi per consulenza fiscale, software di fatturazione, PEC, eventuale iscrizione previdenziale, assicurazioni e strumenti necessari all’attività.
Se l’attività è organizzata come impresa, possono aggiungersi Camera di Commercio, diritti, bolli, eventuale SCIA e altri costi collegati alla forma concreta dell’attività.
Errori frequenti nell’apertura della Partita IVA artista
- usare un vecchio codice ATECO 2022 senza verificare ATECO 2025;
- trattare ogni artista come se avesse lo stesso codice;
- confondere arti visive, recitazione, musica e attività artigianali;
- presumere che tutti gli artisti paghino la Gestione Separata;
- ignorare il FPLS per attività dello spettacolo;
- scegliere il regime forfettario senza valutare i costi reali dell’attività;
- non dichiarare una seconda attività diventata stabile;
- confondere vendita delle proprie opere e attività commerciale autonoma.
Checklist prima di aprire
- che tipo di artista sei: visivo, performer, musicista, attore, scrittore, coreografo?
- crei opere originali o produci/vendi beni in modo organizzato?
- quale codice ATECO 2025 descrive realmente l’attività?
- hai una seconda attività autonoma?
- sei professionista, impresa o lavoratore dello spettacolo?
- quale previdenza si applica?
- il forfettario è compatibile e conveniente?
- vendi online o all’estero?
- fatture, contratti e attività dichiarata sono coerenti?
Domande frequenti sulla Partita IVA artista
Qual è il codice ATECO per un artista?
Dipende dall’attività. Per le arti visive ATECO 2025 indica 90.12.00; recitazione, musica, danza, composizione e altre attività artistiche hanno codici differenti.
Un pittore usa 90.12.00?
Sì. Le note ATECO 2025 includono espressamente i pittori e altri artisti visivi indipendenti nel codice 90.12.00.
Un musicista usa lo stesso codice di un pittore?
No. ATECO 2025 distingue la composizione musicale dalle arti performative; il codice va scelto in base all’attività svolta.
Un artista può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta i requisiti previsti. Il coefficiente di redditività dipende però dall’attività e dall’ATECO applicabile.
Quale INPS paga un artista?
Dipende dal tipo di attività: può rilevare la Gestione Separata, il Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo oppure, in caso di impresa, una gestione artigiani o commercianti.
Partita IVA artista: da dove partire
La sequenza corretta è attività artistica reale → ATECO 2025 → professionista, spettacolo o impresa → previdenza → regime fiscale → fatturazione. È soprattutto il primo passaggio a evitare errori: “artista” è un termine troppo ampio per scegliere automaticamente codice ATECO e INPS.
Fonti ufficiali: ISTAT — ATECO 2025 e aggiornamenti; ISTAT — struttura e note esplicative ATECO 2025; INPS — Gestione Separata liberi professionisti; INPS — servizi per i lavoratori dello spettacolo.