Aprire la Partita IVA da illustratore richiede di capire prima che tipo di attività creativa viene realmente svolta. Nel 2026 l’illustratore che realizza immagini, illustrazioni editoriali, pubblicitarie o di comunicazione per clienti può utilizzare come riferimento ATECO 74.12.09, mentre l’attività di creazione artistica autonoma può ricadere in 90.12.00.
La distinzione non è soltanto formale: nel regime forfettario il primo caso ha normalmente un coefficiente di redditività del 78%, mentre le attività della divisione 90 ricadono nel coefficiente del 67%. Per questo non conviene scegliere il codice soltanto perché online viene associato genericamente alla parola “illustratore”.
Quando un illustratore deve aprire la Partita IVA?
Quando l’attività viene svolta abitualmente e professionalmente, la Partita IVA è il normale inquadramento fiscale. Questo vale anche se inizialmente i clienti sono pochi o i compensi non sono elevati.
Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che permetta sempre di lavorare senza Partita IVA: bisogna distinguere una collaborazione davvero sporadica da un’attività creativa proposta stabilmente a editori, agenzie, aziende, studi o clienti privati.
Qual è il codice ATECO dell’illustratore nel 2026?
Per l’illustratore che svolge servizi di progettazione grafica e comunicazione visiva il riferimento principale è 74.12.09 – Altre attività di progettazione grafica e di comunicazione visiva.
Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 comprendono espressamente in questa sottocategoria le attività di illustratori, disegnatori grafici e grafici pubblicitari, oltre alla progettazione della comunicazione visiva.
Quali lavori rientrano in ATECO 74.12.09?
Il codice è particolarmente coerente quando il professionista realizza illustrazioni come servizio per un committente: editoria, pubblicità, campagne, packaging, materiali di comunicazione, brand, contenuti didattici e altri progetti visivi.
ATECO 2025 comprende inoltre l’illustrazione didattica di contesti complessi e astratti e numerose attività di progettazione della comunicazione. L’elemento centrale è quindi la prestazione professionale di progettazione e comunicazione visiva.
Il vecchio codice 74.10.29 è ancora quello dell’illustratore?
No. Il vecchio 74.10.29 – Altre attività dei disegnatori grafici apparteneva alla precedente classificazione ed è ancora presente in molte guide online.
Con ATECO 2025 il riferimento corrispondente da verificare per l’illustratore commerciale è 74.12.09. In una nuova apertura non conviene quindi utilizzare automaticamente il vecchio codice.
Illustratore e grafico hanno lo stesso ATECO?
Possono utilizzare lo stesso codice quando entrambi lavorano nell’ambito della progettazione grafica e della comunicazione visiva. ATECO 74.12.09 cita infatti espressamente sia illustratori sia disegnatori grafici e grafici pubblicitari.
Questo non significa però che le due professioni siano identiche. Il grafico può occuparsi soprattutto di identità visiva, impaginazione, campagne e materiali di comunicazione, mentre l’illustratore produce prevalentemente immagini e disegni. Il confronto è approfondito nella guida sulla Partita IVA del grafico.
Illustratore e web designer hanno lo stesso codice ATECO?
Non necessariamente. ATECO 2025 prevede 74.12.01 per la grafica di pagine web, mentre 74.12.09 riguarda le altre attività di progettazione grafica e comunicazione visiva, compresa l’illustrazione.
Chi svolge stabilmente entrambe le attività può dover valutare più codici. Per il lavoro specifico sul web è disponibile la guida sulla Partita IVA del web designer.
Quando può essere corretto ATECO 90.12.00?
90.12.00 – Attività di creazione di arti visive riguarda la creazione e produzione di opere di arti visive. Le note ISTAT riportano tra gli esempi le attività di artisti indipendenti come scultori, pittori e vignettisti o fumettisti.
Questo codice può quindi diventare rilevante quando il centro dell’attività è la creazione artistica autonoma di opere visive, anziché la prestazione di progettazione grafica o illustrazione commerciale commissionata da un cliente.
Illustratore e artista visuale sono la stessa attività?
Non sempre. Un illustratore può lavorare principalmente su brief di editori, agenzie e aziende e realizzare immagini destinate a una precisa funzione comunicativa. Un artista visuale può invece creare opere autonome che vengono successivamente esposte, cedute o commercializzate.
La tecnica utilizzata può essere identica, ma la funzione economica della prestazione è diversa. È proprio questa differenza che può orientare la scelta tra 74.12.09 e 90.12.00.
Quale ATECO può usare un fumettista o vignettista?
ATECO 2025 cita espressamente vignettisti e fumettisti tra gli esempi della sottocategoria 90.12.00 dedicata alla creazione di arti visive.
Bisogna comunque considerare il lavoro concreto. Un professionista che realizza prevalentemente illustrazioni commerciali su commissione può avere un’attività diversa dall’autore che crea autonomamente opere di arte visiva o fumetti.
Un illustratore può avere più codici ATECO?
Sì. Se vengono esercitate stabilmente attività differenti, la stessa Partita IVA può comprendere più codici ATECO, indicando quello prevalente e gli eventuali codici secondari.
Non è però utile aggiungere codici soltanto “per sicurezza” quando l’attività non viene realmente svolta. La procedura è spiegata nella guida su come aggiungere un codice ATECO.
Qual è il coefficiente di redditività dell’illustratore?
Per l’attività di progettazione grafica e comunicazione visiva riconducibile alla divisione 74, quindi anche per 74.12.09, il coefficiente utilizzato nel regime forfettario è 78%.
Con 10.000 euro di compensi, il reddito forfettario iniziale è quindi pari a 7.800 euro, prima della deduzione dei contributi previdenziali deducibili.
Qual è il coefficiente per l’artista visuale con ATECO 90.12.00?
Le attività della divisione 90 rientrano invece nel gruppo delle altre attività economiche con coefficiente del 67%.
Per questo un illustratore non dovrebbe scegliere il coefficiente prima di aver definito correttamente la natura dell’attività e il relativo ATECO. Il decreto legislativo 81/2025 mantiene nel periodo transitorio i coefficienti collegati alla classificazione precedente mediante le corrispondenze con ATECO 2025.
Se svolgo entrambe le attività quale coefficiente uso?
Quando vengono realmente esercitate più attività con coefficienti differenti, i ricavi devono essere correttamente ricondotti alle rispettive attività per determinare il reddito forfettario.
Non è quindi prudente applicare indistintamente il 78% o il 67% a tutti i compensi senza avere prima definito correttamente le attività esercitate.
L’illustratore può usare il regime forfettario?
Sì, quando possiede tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. Il tipo di attività creativa non impedisce di per sé l’accesso al regime.
Devono essere verificati ricavi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni, rapporti con datori o ex datori e le altre condizioni spiegate nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Quante tasse paga un illustratore forfettario?
Con ATECO 74.12.09 e coefficiente del 78%, 10.000 euro di compensi determinano inizialmente 7.800 euro di reddito forfettario. Da questa base vengono dedotti i contributi previdenziali deducibili e sul risultato si applica l’imposta sostitutiva.
L’aliquota ordinaria dell’imposta sostitutiva è 15%; quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività può essere applicabile il 5%.
Dove paga i contributi INPS un illustratore freelance?
Quando l’illustratore esercita una vera attività professionale personale, non ha una Cassa previdenziale obbligatoria e ricorrono i relativi presupposti, l’inquadramento normalmente rilevante è la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 stabilisce per i professionisti non assicurati presso un’altra forma di previdenza obbligatoria un’aliquota complessiva del 26,07%.
Cosa cambia se l’illustratore è pensionato o ha un’altra previdenza?
Per il professionista titolare di pensione o già assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria che resta tenuto alla Gestione Separata, nel 2026 l’aliquota è 24%.
Non bisogna quindi applicare automaticamente il 26,07% senza conoscere la posizione previdenziale individuale.
L’illustratore deve iscriversi come artigiano?
Non automaticamente. Il fatto di creare personalmente un’illustrazione non basta da solo per concludere che l’attività debba essere iscritta alla Gestione Artigiani.
Bisogna distinguere una prestazione creativa e intellettuale svolta come libera professione da una vera attività organizzata di produzione o impresa. La valutazione dipende da come viene esercitata concretamente l’attività, non dal solo ATECO.
Illustratore: libero professionista o ditta individuale?
Un illustratore che vende prevalentemente la propria prestazione creativa a clienti può normalmente presentare le caratteristiche del libero professionista. La situazione cambia se il modello economico è organizzato principalmente come produzione o commercio di beni.
Per approfondire i criteri è disponibile la guida libero professionista o ditta individuale.
Vendere stampe e merchandising cambia l’inquadramento?
Può cambiarlo. Realizzare un’illustrazione per un cliente e vendere stabilmente stampe, magliette, poster o altri prodotti sono attività economicamente differenti.
Se la vendita di beni diventa una vera attività abituale, bisogna verificare anche gli eventuali codici di commercio, produzione e gli adempimenti dell’impresa. Non è corretto utilizzare 74.12.09 come codice universale per qualsiasi ricavo collegato ai propri disegni.
Illustratore che vende online: serve un altro ATECO?
Dipende da ciò che viene venduto. Consegnare digitalmente al cliente un’illustrazione realizzata su commissione resta una prestazione creativa; vendere sistematicamente prodotti fisici o altri beni attraverso un e-commerce può configurare invece un’attività ulteriore.
La presenza di un sito o di un marketplace non determina da sola l’ATECO: bisogna guardare alla natura del ricavo.
Illustratore dipendente e Partita IVA possono coesistere?
Sì, in molti casi lavoro dipendente e attività autonoma di illustratore possono coesistere. Bisogna però verificare contratto, eventuali incompatibilità e, se si utilizza il regime forfettario, le specifiche cause ostative.
Il tema è approfondito nella guida su Partita IVA e lavoro dipendente.
Illustratore con clienti esteri: cosa cambia?
L’illustratore può lavorare per editori, agenzie e aziende italiane o estere. La presenza di un cliente straniero non cambia automaticamente il codice ATECO, ma può modificare le regole IVA applicabili alla fattura.
Quando i clienti UE o extra-UE diventano abituali conviene configurare correttamente fatturazione e territorialità prima di emettere i documenti.
L’illustratore deve emettere fattura elettronica?
Il titolare di Partita IVA deve fatturare le prestazioni secondo le regole applicabili alla propria posizione. Quando è prevista la fatturazione elettronica, il documento viene trasmesso tramite Sistema di Interscambio.
La procedura pratica è spiegata nella guida sulla fatturazione elettronica per Partita IVA.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da illustratore?
I costi dipendono da regime fiscale, reddito, previdenza e forma concreta dell’attività. Per un libero professionista in Gestione Separata incidono principalmente imposte, contributi, gestione fiscale e strumenti utilizzati per lavorare.
Una panoramica è disponibile nella guida sui costi della Partita IVA per un libero professionista.
Checklist prima di aprire Partita IVA come illustratore
- Definire se si vende una prestazione di illustrazione commerciale o si creano opere artistiche autonome.
- Verificare 74.12.09 oppure 90.12.00 sulla base dell’attività reale.
- Non utilizzare automaticamente il vecchio 74.10.29.
- Valutare eventuali codici secondari soltanto per attività realmente svolte.
- Applicare il coefficiente corretto: 78% oppure 67%.
- Verificare se l’attività è professionale oppure realmente organizzata come impresa.
- Determinare correttamente la posizione previdenziale.
- Separare l’eventuale vendita stabile di beni dalla prestazione creativa.
- Impostare correttamente la fatturazione italiana ed estera.
Quali sono gli errori più comuni dell’illustratore?
- utilizzare ancora automaticamente il vecchio ATECO 74.10.29;
- pensare che ogni illustratore debba sempre utilizzare 74.12.09;
- confondere illustrazione commerciale e creazione autonoma di arte visiva;
- applicare il coefficiente del 78% anche a un’attività realmente classificata nella divisione 90;
- considerare automaticamente artigiano chi crea personalmente le illustrazioni;
- usare un solo ATECO anche quando esiste una vera attività commerciale separata;
- applicare sempre INPS 26,07% senza verificare altra previdenza o pensione;
- pensare che sotto 5.000 euro la Partita IVA non possa mai essere necessaria.
Domande frequenti sulla Partita IVA dell’illustratore
Qual è l’ATECO dell’illustratore nel 2026?
Per l’illustrazione commerciale e la comunicazione visiva il riferimento principale è 74.12.09.
Un fumettista usa sempre 74.12.09?
No. ATECO 90.12.00 cita espressamente vignettisti e fumettisti nell’ambito della creazione di arti visive; va valutata la natura concreta del lavoro.
Qual è il coefficiente forfettario?
È 78% per la divisione 74 e 67% per la divisione 90.
L’illustratore deve iscriversi alla Gestione Artigiani?
Non automaticamente. Bisogna verificare se viene esercitata una libera professione creativa oppure una vera attività organizzata d’impresa.
Posso vendere anche stampe?
Sì, ma una vendita abituale di prodotti può costituire un’attività ulteriore da classificare e gestire separatamente.
Aprire la Partita IVA da illustratore nel 2026
La scelta corretta parte dalla natura del lavoro venduto: illustrazione commerciale, progettazione grafica, arte visiva autonoma e vendita di prodotti non sono necessariamente la stessa attività.
Una volta definiti servizio, ATECO, coefficiente, forma professionale o imprenditoriale e previdenza, la Partita IVA può essere impostata correttamente fin dall’inizio. Le altre attività sono raccolte nell’hub Professioni e attività.