Per aprire la Partita IVA come regista nel 2026 il riferimento ATECO 2025 è 90.39.01 – Attività nel campo della regia. La nuova classificazione distingue in modo esplicito la regia dalla produzione cinematografica e audiovisiva, che appartiene invece all’area 59.1.
Questo è il primo punto da chiarire perché molte guide online riportano ancora codici precedenti o assimilano il regista alla società di produzione. Il professionista che dirige opere cinematografiche, teatrali o audiovisive deve invece classificarsi in base alla propria attività reale e verificare separatamente previdenza, regime fiscale ed eventuali attività ulteriori.
Qual è il codice ATECO del regista nel 2026
ATECO 2025 individua il codice 90.39.01 – Attività nel campo della regia. Le note esplicative ISTAT includono espressamente le attività dei registi cinematografici e teatrali, oltre a drammaturghi, promotori cinematografici e creatori di programmi cinematografici e teatrali.
È quindi il codice da verificare quando il lavoro consiste principalmente nella direzione artistica e realizzativa dell’opera e non nella produzione organizzata dell’intero progetto audiovisivo.
Perché 59.11.00 non è il codice del regista
Il codice 59.11.00 identifica la produzione cinematografica, di video e programmi televisivi. È un’attività diversa dalla regia. Un professionista può certamente essere anche produttore, ma in quel caso bisogna capire se svolge due attività distinte e se occorre un codice secondario.
ATECO 2025 ha reso questa separazione molto più chiara: la regia è collocata nella sezione 90, mentre la produzione audiovisiva resta nella sezione 59.
Regista cinematografico, teatrale e televisivo: stesso ATECO?
Il codice 90.39.01 comprende la regia cinematografica e teatrale. Per attività televisive e audiovisive va sempre verificata la natura reale della prestazione: se il professionista dirige l’opera, la regia resta il nucleo dell’attività; se organizza e finanzia la produzione, può entrare in gioco anche la classificazione della produzione audiovisiva.
Il criterio non è il mezzo su cui l’opera viene distribuita, ma ciò che il professionista fa concretamente nel progetto.
Quando un regista deve aprire la Partita IVA
La Partita IVA è normalmente necessaria quando l’attività di regia viene svolta in modo abituale. Non esiste una soglia generale di 5.000 euro che consenta di evitare l’apertura se il lavoro è organizzato e continuativo.
Incarichi ricorrenti, collaborazione stabile con produzioni, promozione professionale, presenza continuativa sul mercato e organizzazione dell’attività sono tutti elementi che possono indicare abitualità.
Il regista può lavorare senza Partita IVA?
Solo quando si tratta di un’attività realmente occasionale e non abituale. Un singolo incarico isolato non è la stessa cosa di una professione esercitata con continuità.
Se l’attività viene proposta stabilmente a più committenti o ripetuta nel tempo, l’uso della prestazione occasionale diventa difficilmente coerente con la realtà economica del rapporto.
Regista libero professionista o impresa
Il regista che presta personalmente la propria attività creativa e professionale opera normalmente come lavoratore autonomo. Una società o struttura che produce opere audiovisive, assume personale, sostiene costi di produzione e organizza mezzi e risorse svolge invece un’attività diversa.
Per questo non bisogna confondere il professionista con la casa di produzione. La forma giuridica e gli adempimenti dipendono da ciò che viene realmente organizzato e fatturato.
Regista e Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo
La previdenza è uno degli aspetti più importanti. L’INPS include i registi tra le categorie del Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS), insieme ad altri lavoratori tecnici e artistici dello spettacolo.
Questo significa che non è corretto presumere automaticamente l’iscrizione alla Gestione Separata solo perché il professionista ha una Partita IVA. Va verificato il rapporto concreto, la categoria professionale e la disciplina FPLS applicabile.
Il vecchio ENPALS esiste ancora?
No. L’ENPALS è stato soppresso e le funzioni previdenziali sono confluite nell’INPS. Oggi il riferimento è il Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo.
Nella pratica il termine “ex ENPALS” viene ancora usato informalmente, ma la gestione è INPS.
Regista e regime forfettario
Il regime forfettario può essere applicato dal regista persona fisica quando ricorrono tutti i requisiti previsti dalla legge. La soglia ordinaria è 85.000 euro di ricavi o compensi dell’anno precedente.
Bisogna inoltre verificare le cause di esclusione, eventuali rapporti con datori o ex datori di lavoro, partecipazioni societarie e tutte le altre condizioni previste dalla disciplina.
Coefficiente di redditività del regista
Nel regime forfettario il reddito imponibile non coincide con i costi effettivi sostenuti. Per le attività che rientrano nel gruppo residuale delle altre attività economiche si applica il coefficiente previsto dalla disciplina del forfettario.
Prima di applicarlo è però essenziale verificare che il codice ATECO utilizzato corrisponda davvero all’attività prevalente, soprattutto se il regista svolge anche produzione, sceneggiatura, montaggio o altri servizi.
Regista che fa anche produzione
Se il professionista dirige l’opera ma svolge anche una vera attività di produzione audiovisiva, bisogna distinguere le due funzioni. La produzione rientra nell’area ATECO 59.1, mentre la regia è 90.39.01.
Se entrambe le attività sono abituali e autonome può essere necessario utilizzare più codici ATECO, indicando quella prevalente e le secondarie.
Regista che fa anche sceneggiatura
La sceneggiatura è distinta dalla regia. ATECO 2025 colloca la creazione letteraria e le attività di sceneggiatura in un’area diversa rispetto alla direzione artistica dell’opera.
Se la scrittura è un’attività accessoria alla regia non è detto che serva automaticamente un secondo codice. Se invece viene venduta stabilmente come servizio autonomo, va valutata una classificazione aggiuntiva.
Regista e montaggio video
Il montaggio e la post-produzione sono attività differenti dalla regia. Un regista che svolge occasionalmente anche il montaggio di un proprio progetto non è nella stessa situazione di chi vende stabilmente servizi di post-produzione a terzi.
Quando le due attività hanno autonomia economica, è opportuno verificare se occorre un secondo codice ATECO. APIVA approfondisce il mondo audiovisivo anche nella guida sulla Partita IVA del videomaker.
Regista pubblicitario e videoclip
La regia di spot, videoclip e contenuti promozionali resta una prestazione di regia quando il professionista dirige l’opera. Se invece il soggetto vende al cliente l’intera produzione del contenuto, organizzando troupe, mezzi e post-produzione, l’inquadramento può cambiare.
La fattura e il contratto dovrebbero descrivere in modo coerente ciò che viene realmente fornito.
Fattura del regista: cosa indicare
La fattura deve descrivere la prestazione svolta: regia cinematografica, teatrale, audiovisiva, spot, videoclip o altra attività coerente. Il trattamento IVA dipende dal regime fiscale e dalla natura del rapporto.
Se il professionista lavora con committenti esteri, bisogna inoltre verificare territorialità IVA, eventuale VIES e corretta fatturazione internazionale.
Regista con clienti esteri
Un regista italiano può lavorare per produzioni UE o extra-UE. In questi casi il trattamento della fattura dipende dalla natura del committente e dalle regole territoriali IVA.
La presenza di una Partita IVA italiana non impedisce di lavorare all’estero, ma richiede una gestione corretta di fatture, valuta, VIES e documentazione contrattuale.
Costi tipici di un regista freelance
- attrezzatura personale e software;
- computer, monitor e archiviazione;
- software di pre-produzione e collaborazione;
- trasferte e sopralluoghi;
- formazione professionale;
- commercialista e fatturazione;
- assicurazioni professionali, quando opportune;
- eventuali collaborazioni o servizi esterni.
Nel regime forfettario questi costi non vengono dedotti analiticamente: per attività con spese molto elevate conviene confrontare il risultato con il regime ordinario.
Quanto costa aprire la Partita IVA da regista
L’attribuzione della Partita IVA come libero professionista non comporta di per sé un costo dell’Agenzia delle Entrate. I costi effettivi dipendono da assistenza fiscale, software, previdenza, assicurazioni e organizzazione dell’attività.
Se invece il progetto viene organizzato come impresa o società di produzione, i costi e gli adempimenti possono essere molto diversi.
Come aprire la Partita IVA da regista
- definire se l’attività prevalente è davvero la regia;
- utilizzare ATECO 2025 90.39.01 quando coerente;
- valutare eventuali attività secondarie come produzione o sceneggiatura;
- scegliere il regime fiscale;
- aprire la posizione IVA;
- verificare l’inquadramento FPLS con INPS;
- attivare la fatturazione elettronica;
- gestire correttamente clienti italiani ed esteri;
- impostare contratti coerenti con le prestazioni fatturate.
Errori frequenti
- usare automaticamente 59.11.00 perché si lavora nel cinema;
- confondere regia e produzione audiovisiva;
- ignorare ATECO 2025 90.39.01;
- presumere la Gestione Separata senza verificare il FPLS;
- non distinguere sceneggiatura, montaggio e produzione;
- usare la prestazione occasionale per un’attività ormai abituale;
- scegliere il forfettario senza valutare i costi reali della professione;
- non formalizzare ruolo e compenso nel contratto.
Domande frequenti sulla Partita IVA del regista
Qual è il codice ATECO del regista nel 2026?
ATECO 2025 indica 90.39.01 – Attività nel campo della regia.
Il codice 59.11.00 è ancora corretto per il regista?
È il codice della produzione cinematografica, video e televisiva, non della regia in senso stretto.
Il regista può usare il regime forfettario?
Sì, se rispetta tutti i requisiti previsti dalla legge.
Il regista paga la Gestione Separata?
Non automaticamente. I registi rientrano tra le categorie da verificare nel Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo.
Se fa anche produzione deve avere un altro ATECO?
Può essere necessario se la produzione è una vera attività autonoma e abituale distinta dalla regia.
Partita IVA regista: il punto chiave
Nel 2026 la regola principale è non usare più automaticamente i vecchi inquadramenti: regia = ATECO 90.39.01, mentre la produzione audiovisiva appartiene a un’attività diversa. Dopo il codice va verificata soprattutto la previdenza FPLS e l’eventuale presenza di attività secondarie.
Fonti ufficiali: ISTAT — ATECO 2025, struttura e note esplicative; INPS — Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo; INPS — servizi per i lavoratori dello spettacolo.