Aprire la Partita IVA da videomaker richiede prima di capire quale servizio viene realmente venduto: riprendere matrimoni ed eventi, produrre video commerciali e audiovisivi oppure occuparsi soltanto di montaggio e post-produzione non porta necessariamente allo stesso codice ATECO. Nel 2026 la classificazione ATECO distingue espressamente queste attività.
Per questo non esiste un unico inquadramento valido per qualsiasi videomaker. Nei casi più comuni possono diventare rilevanti 74.20.19, 59.11.00 oppure 59.12.00, con una conseguenza importante anche nel regime forfettario: il coefficiente può essere 78% oppure 67% a seconda dell’attività realmente esercitata.
Quando un videomaker deve aprire la Partita IVA?
Quando l’attività viene svolta abitualmente e professionalmente, la Partita IVA rappresenta il normale inquadramento fiscale. Questo vale anche per chi inizia con pochi clienti o realizza video soltanto in alcuni periodi dell’anno, se l’attività viene comunque organizzata e proposta stabilmente sul mercato.
Il limite di 5.000 euro non è una soglia generale sotto la quale un’attività abituale possa essere esercitata senza Partita IVA. Prima dell’apertura bisogna valutare continuità, modalità con cui vengono cercati i clienti e organizzazione concreta del lavoro.
Qual è il codice ATECO del videomaker nel 2026?
Non esiste un solo codice valido per tutti. Le note ufficiali ISTAT ATECO 2025 distinguono almeno le riprese video di eventi, la produzione audiovisiva e le attività autonome di post-produzione.
La scelta deve quindi partire dalla prestazione principale venduta al cliente. La nostra guida su come scegliere il codice ATECO spiega perché il nome commerciale della professione non è sufficiente.
Videomaker di matrimoni ed eventi: ATECO 74.20.19
ATECO 74.20.19 – Altre attività fotografiche specializzate comprende espressamente le riprese video di eventi, tra cui matrimoni, riunioni e attività simili.
È quindi un riferimento particolarmente importante per il videomaker che lavora prevalentemente su commissione realizzando servizi video di matrimoni, cerimonie ed eventi. Il codice appartiene alla stessa area in cui rientrano diverse attività fotografiche specializzate.
Fotografo e videomaker possono avere lo stesso ATECO?
In alcuni casi sì. Il codice 74.20.19 comprende sia determinate attività fotografiche specializzate sia le riprese video di eventi. Un professionista che realizza fotografie e video per matrimoni o eventi può quindi avere prestazioni ricondotte alla stessa sottocategoria.
Questo non significa però che ogni videomaker sia un fotografo ai fini ATECO. Chi produce video pubblicitari, contenuti audiovisivi o altre produzioni video può rientrare invece nella divisione 59. Il confine è approfondito anche nella guida sulla Partita IVA del fotografo.
Quando il videomaker usa ATECO 59.11.00?
59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e programmi televisivi comprende la produzione di film, video e programmi audiovisivi e televisivi.
Le note ISTAT comprendono espressamente anche la produzione di filmati pubblicitari e di contenuti video e audiovisivi. È quindi un riferimento da valutare quando il servizio principale non è la semplice ripresa di un evento, ma la vera produzione di un prodotto video.
Video pubblicitari e video per aziende: quale ATECO?
Quando il videomaker realizza per aziende veri prodotti audiovisivi, spot o filmati commerciali, 59.11.00 può essere più coerente di 74.20.19. Conta la natura sostanziale del servizio e non semplicemente il fatto che venga utilizzata una videocamera.
Una ripresa documentativa di un evento aziendale e la produzione completa di un video pubblicitario sono attività vicine sul piano tecnico, ma ATECO 2025 permette di distinguerle.
Videomaker e content creator usano lo stesso ATECO?
Non necessariamente, anche se possono incontrarsi nel codice 59.11.00. ATECO 2025 include nella produzione video anche le attività dei video content creator, ma il modello economico di chi crea e pubblica contenuti propri può essere diverso da quello del videomaker che realizza produzioni commissionate da clienti.
Per questo il confronto va fatto sul servizio reale e sulle fonti di ricavo. Il tema è approfondito nella guida sulla Partita IVA del content creator.
Videomaker e YouTuber sono la stessa attività?
No. Un videomaker normalmente realizza un servizio o un prodotto audiovisivo per un committente, mentre uno YouTuber può produrre e pubblicare contenuti propri monetizzandoli attraverso piattaforme, pubblicità, sponsorizzazioni o altre fonti di ricavo.
Entrambi possono incontrare 59.11.00 in determinati casi, ma l’inquadramento complessivo non deve essere dedotto dal solo fatto che entrambi producano video. Per il secondo modello è disponibile la guida sulla Partita IVA dello YouTuber.
Montaggio video e post-produzione: quando si usa ATECO 59.12.00?
ATECO 59.12.00 – Attività di post-produzione cinematografica, di video e programmi televisivi comprende le attività svolte dopo la produzione del materiale video.
Tra gli esempi ufficiali ISTAT rientrano montaggio, titolazione, sottotitolazione, realizzazione dei titoli di coda, conversione in formati adatti allo streaming e doppiaggio.
Chi fa solo video editing deve usare 59.12.00?
Quando il servizio autonomamente venduto consiste prevalentemente nel montaggio e nella post-produzione di materiale realizzato da altri, 59.12.00 è il codice specifico da valutare.
È diverso il caso del videomaker che realizza un servizio completo per un matrimonio o un evento e consegna anche il video montato: la presenza del montaggio come fase accessoria non trasforma necessariamente tutta la prestazione in post-produzione autonoma.
Riprese e montaggio possono stare nella stessa Partita IVA?
Sì. Una Partita IVA può avere più codici ATECO quando vengono esercitate realmente attività differenti. Se un professionista vende separatamente sia servizi di ripresa sia servizi autonomi di post-produzione, può essere necessario indicare più codici e individuare quello prevalente.
Non serve invece aggiungere codici per ogni singola fase tecnica se si tratta soltanto di attività accessorie comprese nel servizio principale. La procedura è spiegata nella guida su come aggiungere un codice ATECO.
Qual è il coefficiente di redditività del videomaker?
Il videomaker non ha un unico coefficiente forfettario. Il valore dipende dal codice ATECO effettivamente applicabile.
- 74.20.19 → coefficiente 78%;
- 59.11.00 → coefficiente 67%;
- 59.12.00 → coefficiente 67%.
La differenza deriva dai gruppi di attività previsti dall’allegato dei coefficienti del regime forfettario. Il decreto legislativo 81/2025 pubblicato in Gazzetta Ufficiale mantiene transitoriamente i coefficienti collegati alla precedente classificazione attraverso il raccordo con ATECO 2025.
Perché 74.20.19 ha il 78% e 59.11.00 il 67%?
Nell’allegato utilizzato dal regime forfettario, le attività professionali della divisione 74 rientrano nel gruppo con coefficiente del 78%, mentre la divisione 59 rientra nelle altre attività economiche con coefficiente del 67%.
È quindi sbagliato prendere il coefficiente da una guida generica sul “videomaker” senza verificare prima il codice ATECO corretto. Il funzionamento generale è spiegato nella guida sul coefficiente di redditività.
Quante tasse paga un videomaker forfettario?
Il reddito forfettario cambia in base al coefficiente. Con 10.000 euro di compensi, un’attività con coefficiente del 78% determina inizialmente 7.800 euro di reddito forfettario; con coefficiente del 67%, la base iniziale è invece di 6.700 euro.
Da questa base vengono dedotti i contributi previdenziali deducibili e sull’importo risultante si applica l’imposta sostitutiva prevista per il contribuente: normalmente 15%, oppure 5% quando sono rispettate le condizioni previste per una nuova attività.
Il videomaker può usare il regime forfettario?
Sì, quando possiede tutti i requisiti previsti e non ricade in una causa di esclusione. L’attività di videomaker non impedisce di per sé l’accesso al regime.
Devono però essere controllati ricavi, eventuale lavoro dipendente, partecipazioni, rapporti con datori o ex datori e tutte le altre condizioni illustrate nella guida sui requisiti del regime forfettario.
Il videomaker è libero professionista o ditta individuale?
Non si può stabilire dal solo nome della professione o dal solo codice ATECO. Un videomaker che vende prevalentemente la propria prestazione personale può presentare caratteristiche di lavoro autonomo professionale; un’attività organizzata con struttura produttiva, personale, mezzi e organizzazione d’impresa può richiedere un diverso inquadramento.
La distinzione incide anche sugli adempimenti e sulla previdenza. Prima di aprire è quindi utile confrontare i criteri spiegati nella guida libero professionista o ditta individuale.
Il videomaker deve iscriversi alla Camera di Commercio?
Non automaticamente. La sola definizione di videomaker non basta per stabilire l’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese. Occorre verificare se l’attività viene esercitata come libera professione oppure con una vera organizzazione imprenditoriale.
Quando ricorrono le caratteristiche dell’impresa individuale, apertura e iscrizioni devono essere gestite con la procedura corretta; il Registro Imprese descrive gli adempimenti generali dell’impresa individuale.
Dove paga i contributi INPS un videomaker freelance?
La previdenza non si determina automaticamente dal codice ATECO. Quando l’attività viene esercitata come vera libera professione personale, senza una Cassa previdenziale obbligatoria e in presenza dei relativi presupposti, il riferimento è normalmente la Gestione Separata INPS.
La circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 indica per i professionisti senza altra previdenza obbligatoria un’aliquota complessiva del 26,07%.
Cosa cambia se il videomaker è pensionato o ha un’altra previdenza?
Per il professionista titolare di pensione o già assicurato presso un’altra forma di previdenza obbligatoria che resta soggetto alla Gestione Separata, nel 2026 l’aliquota è 24%.
Non bisogna quindi applicare il 26,07% automaticamente a qualsiasi videomaker senza conoscere la situazione previdenziale personale.
Quando possono entrare in gioco Artigiani o Commercianti?
Se il modello concreto non è più quello della prestazione professionale personale ma assume caratteristiche imprenditoriali, la posizione deve essere valutata anche rispetto al Registro delle Imprese e alle gestioni previdenziali degli imprenditori.
Non è corretto però iscrivere automaticamente ogni videomaker alla Gestione Artigiani o Commercianti soltanto sulla base del codice ATECO. Per comprendere il diverso sistema contributivo è disponibile la guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Videomaker dipendente e Partita IVA possono coesistere?
Sì, in molti casi lavoro dipendente e attività di videomaker con Partita IVA possono coesistere. Devono però essere controllati il contratto di lavoro, eventuali incompatibilità o obblighi di esclusiva e, se si vuole utilizzare il forfettario, le relative cause ostative.
Il tema è particolarmente delicato quando il principale cliente dell’attività autonoma è l’attuale o un precedente datore di lavoro. Approfondiamo il caso nella guida su Partita IVA e lavoro dipendente.
Videomaker con drone: cambia il codice ATECO?
L’utilizzo di un drone è uno strumento tecnico e non determina da solo il codice ATECO. Bisogna capire quale servizio viene venduto: fotografia aerea, riprese video di eventi, produzione audiovisiva o altra prestazione.
ATECO 2025 prevede anche una specifica sottocategoria per attività fotografiche aeree e subacquee, ma non deve essere aggiunta automaticamente soltanto perché durante una produzione viene utilizzato un drone.
Videomaker con clienti esteri: cosa cambia?
Un videomaker può lavorare per clienti italiani, UE o extra-UE. Le regole di fatturazione dipendono dal luogo del cliente, dalla sua qualifica come soggetto passivo o privato e dalla natura della prestazione.
La provenienza estera del pagamento non modifica da sola il codice ATECO, ma richiede una corretta gestione IVA e della fatturazione internazionale.
Il videomaker deve emettere fattura elettronica?
Il titolare di Partita IVA deve emettere le fatture secondo le regole applicabili alla propria posizione fiscale. Quando è prevista fattura elettronica, il documento viene trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio.
La procedura pratica è spiegata nella guida sulla fatturazione elettronica per Partita IVA.
Quanto costa mantenere la Partita IVA da videomaker?
I costi dipendono dal regime fiscale, dal reddito, dall’inquadramento previdenziale e dall’organizzazione del lavoro. A imposte e contributi possono aggiungersi commercialista, attrezzatura, software, assicurazioni, archiviazione e altri strumenti necessari alla produzione.
La distinzione tra libera professione e impresa può incidere molto sui costi complessivi. Per il caso professionale è utile la guida sui costi della Partita IVA da libero professionista.
Checklist prima di aprire Partita IVA come videomaker
- Definire il servizio principale venduto ai clienti.
- Distinguere riprese di eventi, produzione video e post-produzione.
- Verificare se 74.20.19, 59.11.00 o 59.12.00 descrive l’attività prevalente.
- Valutare eventuali codici ATECO secondari solo se le attività sono realmente svolte.
- Controllare se l’attività è professionale o organizzata come impresa.
- Verificare il coefficiente forfettario corretto: 78% o 67%.
- Determinare la posizione INPS sulla forma concreta dell’attività.
- Controllare eventuale lavoro dipendente o altra previdenza.
- Impostare correttamente fatturazione italiana ed estera.
Quali sono gli errori più comuni del videomaker?
- pensare che esista un unico ATECO valido per tutti i videomaker;
- usare 74.20.19 anche quando l’attività principale è produzione audiovisiva;
- usare 59.11.00 per un’attività autonoma costituita soltanto da post-produzione;
- confondere il montaggio accessorio di un servizio con l’attività autonoma di post-produzione;
- applicare sempre il coefficiente del 78% senza verificare il codice;
- applicare sempre il 67% a un videomaker di eventi con 74.20.19;
- dedurre automaticamente l’iscrizione INPS dal solo codice ATECO;
- pensare che sotto 5.000 euro la Partita IVA non serva mai.
Domande frequenti sulla Partita IVA del videomaker
Qual è l’ATECO di un videomaker di matrimoni?
ATECO 74.20.19 comprende espressamente le riprese video di eventi, tra cui matrimoni.
Qual è l’ATECO per produrre video aziendali o pubblicitari?
Quando l’attività è una vera produzione audiovisiva, va valutato 59.11.00.
Quale codice usa chi fa soltanto montaggio video?
Per una vera attività autonoma di post-produzione il riferimento specifico è 59.12.00.
Qual è il coefficiente forfettario?
È 78% per 74.20.19 e 67% per le attività della divisione 59 qui esaminate.
Il videomaker deve iscriversi per forza alla Camera di Commercio?
No. Dipende dalla natura professionale o imprenditoriale dell’attività concreta.
Aprire la Partita IVA da videomaker nel 2026
Il passaggio decisivo è capire che cosa acquista realmente il cliente. Riprese di eventi, produzione audiovisiva e post-produzione sono attività vicine sul piano tecnico, ma ATECO 2025 le distingue e anche il coefficiente forfettario può cambiare.
Una volta definiti servizio prevalente, ATECO, forma professionale o imprenditoriale, regime fiscale e previdenza, l’apertura può essere impostata correttamente fin dal primo giorno. Le altre attività sono raccolte nell’hub Professioni e attività.