La Partita IVA del travel designer va impostata distinguendo la consulenza e progettazione del viaggio dall’attività di agenzia di viaggi. Con ATECO 2025 il codice 79.90.04 riguarda le altre attività di assistenza turistica. La scelta deve comunque essere verificata sulla prestazione realmente svolta.
Partita IVA travel designer: risposta rapida
- attività abituale: verifica apertura Partita IVA;
- ATECO 2025: 79.90.04 per altre attività di assistenza turistica;
- previdenza: possibile Gestione Separata se professionista senza altra Cassa;
- forfettario: solo con requisiti;
- vendita o intermediazione di servizi turistici: verifica inquadramento specifico.
Quando serve la Partita IVA?
Se offri stabilmente consulenze di viaggio, itinerari personalizzati, promozione e servizi continuativi, l’attività va valutata come professionale abituale.
Travel designer e agenzia di viaggi
La consulenza e progettazione non coincide automaticamente con l’attività di agenzia. Prima dell’avvio bisogna stabilire chi vende il viaggio, chi incassa e chi stipula i contratti.
ATECO 2025
ATECO 2025 non contiene una voce chiamata travel designer. Il 79.90.04 riguarda altre attività di assistenza turistica; il codice effettivo deve essere coerente con il servizio svolto.
Previdenza e regime fiscale
Un travel designer professionista senza altra Cassa può rientrare nella Gestione Separata INPS. Il regime forfettario è possibile solo se sono rispettati i requisiti.
Costi e fatturazione
Vanno considerati gestione contabile, contributi, imposte, fatturazione e strumenti professionali. La fattura deve distinguere il compenso di consulenza da eventuali servizi turistici venduti o intermediati.
Clienti esteri
Per clienti esteri bisogna verificare territorialità IVA, B2B/B2C, VIES e gli adempimenti applicabili.
Come aprire
- definisci il servizio;
- verifica consulenza o vendita/intermediazione;
- scegli ATECO;
- verifica previdenza e regime;
- organizza fatturazione e documentazione.
Domande frequenti
Quale ATECO usa un travel designer?
ATECO 2025 non contiene una voce denominata travel designer. Il 79.90.04 riguarda altre attività di assistenza turistica.
Può usare il forfettario?
Può essere possibile se opera come professionista e possiede i requisiti.
È uguale a un’agenzia di viaggi?
No. Consulenza e progettazione devono essere distinte dalla vendita o intermediazione turistica.
Paga INPS?
Come professionista senza altra Cassa può rientrare nella Gestione Separata.
Serve la SCIA?
Dipende dal modello operativo e dagli eventuali adempimenti turistici applicabili.
Che cosa fa davvero un travel designer?
Il travel designer lavora sulla progettazione dell’esperienza di viaggio. Può raccogliere esigenze, budget e preferenze del cliente, studiare destinazioni, costruire un itinerario personalizzato e fornire indicazioni pratiche. Il contenuto concreto del servizio è però fondamentale per l’inquadramento.
Se il professionista si limita alla consulenza e il cliente acquista autonomamente i servizi dai fornitori, il modello è diverso da quello nel quale il professionista vende o intermedia direttamente trasporti, soggiorni o pacchetti.
Travel designer e consulente di viaggio
Le due espressioni possono essere utilizzate per descrivere attività molto simili, ma non costituiscono da sole una categoria fiscale. Prima di aprire la Partita IVA bisogna descrivere il servizio in termini concreti: consulenza, progettazione, assistenza, intermediazione o vendita.
Questa distinzione è importante anche per scegliere il codice ATECO e per evitare di confondere il compenso professionale con il prezzo dei servizi turistici acquistati dal cliente.
Il travel designer può lavorare solo online?
Sì. Il servizio può essere organizzato tramite sito, videochiamate, email, social network o altri strumenti digitali. La modalità online non determina da sola il codice ATECO né trasforma una consulenza in un’attività di agenzia.
Il cliente paga il travel designer o il fornitore?
È una delle domande più importanti da chiarire nel modello operativo. Se il cliente paga un compenso al travel designer per la consulenza e acquista separatamente hotel, trasporti e altri servizi, la struttura è diversa dal caso in cui il travel designer incassa direttamente il prezzo dei servizi turistici.
Prima di iniziare conviene quindi definire contratti, flussi di pagamento, fatture e responsabilità verso il cliente.
Travel designer e pacchetto turistico
Quando vengono combinati più servizi turistici in un’unica offerta venduta al viaggiatore, la qualificazione dell’attività diventa particolarmente importante. Non bisogna utilizzare automaticamente l’inquadramento del consulente se il modello concreto è quello di organizzazione o vendita di pacchetti.
Quale ATECO scegliere nel 2026?
Il codice 79.90.04 è la voce ATECO 2025 relativa alle altre attività di assistenza turistica e comprende servizi di assistenza ai visitatori e informazioni turistiche. ISTAT distingue questa voce da guide, accompagnatori, agenzie di viaggio e tour operator.
Il fatto che FidoCommercialista utilizzi 74.99.99 per il travel designer mostra perché non conviene copiare una guida precedente: prima va confrontata la descrizione della prestazione con la classificazione ATECO 2025 vigente.
Serve la Camera di Commercio?
Se l’attività resta una libera professione di consulenza, l’inquadramento può essere diverso da quello di una ditta o agenzia di viaggi. Se invece il modello operativo diventa commerciale, bisogna verificare Registro Imprese, ComUnica e gli altri adempimenti collegati.
Serve la SCIA?
Non bisogna rispondere con un sì o un no valido per ogni travel designer. La necessità dipende dal modello di attività e dagli eventuali adempimenti turistici regionali e comunali. Una consulenza professionale non va automaticamente assimilata a un’agenzia di viaggi.
Come scegliere il regime fiscale?
Il regime forfettario può essere valutato per il professionista che possiede i requisiti. Prima di sceglierlo bisogna però definire l’attività e verificare che non si stia svolgendo un’attività soggetta a una disciplina fiscale diversa.
Per il confronto generale puoi consultare i requisiti del regime forfettario.
Come calcolare tasse e contributi?
La simulazione parte dai compensi previsti, dal codice ATECO e dal regime fiscale. Nel forfettario il reddito imponibile non coincide con l’utile contabile: viene determinato applicando il coefficiente previsto e considerando le deduzioni previdenziali ammesse.
Per una prima simulazione puoi utilizzare il calcolo tasse Partita IVA.
Fatturazione del compenso di consulenza
Se il cliente paga il travel designer per progettazione e consulenza, la fattura deve documentare quel compenso. Se invece il professionista addebita anche servizi turistici o opera come intermediario, bisogna verificare la disciplina applicabile a quelle somme.
Per la gestione generale della fattura consulta fattura elettronica Partita IVA.
Travel designer: come definire il compenso
Il compenso può essere stabilito per singola consulenza, per progettazione di un itinerario, per pacchetto di ore oppure per un servizio continuativo. È utile indicare chiaramente cosa comprende la prestazione: ricerca delle destinazioni, progettazione dell’itinerario, assistenza prima della partenza e eventuali revisioni.
Separare il compenso professionale dal prezzo di hotel, trasporti, escursioni e altri servizi aiuta a rendere più chiaro il rapporto con il cliente.
Travel designer e fornitori turistici
Il rapporto con hotel, tour operator, compagnie di trasporto e altri fornitori deve essere definito con attenzione. Se il travel designer riceve commissioni, provvigioni o altri compensi dal fornitore, bisogna verificare la natura del rapporto e la corretta documentazione.
Non bisogna confondere il semplice rapporto commerciale con un mandato di vendita o intermediazione: conta ciò che viene effettivamente svolto.
Travel designer e commissioni
Una commissione ricevuta da un fornitore può avere un trattamento diverso dal compenso pagato direttamente dal cliente. Prima di impostare il modello economico è quindi utile verificare chi remunera il professionista, per quale servizio e con quale documento.
Travel designer e clienti privati
Con clienti privati bisogna prestare attenzione alle condizioni del servizio, ai pagamenti, alle cancellazioni e alle informazioni fornite prima dell’incarico. Se il professionista non vende il viaggio ma soltanto consulenza, il contratto dovrebbe rendere questa distinzione comprensibile.
Travel designer e clienti business
Con aziende e altri soggetti passivi il rapporto può riguardare consulenza, organizzazione di trasferte o progettazione di viaggi aziendali. Per i clienti esteri diventano importanti territorialità IVA e verifica della posizione del committente.
Quando serve una verifica specialistica?
È opportuno chiedere una verifica prima dell’apertura quando il modello comprende prenotazioni per conto del cliente, incasso del prezzo dei servizi, pacchetti personalizzati, commissioni da fornitori o collaborazione con agenzie di viaggio. Sono proprio questi elementi che possono spostare l’attività dalla semplice consulenza verso un diverso inquadramento.
Fonti da controllare per il travel designer
Per il codice ATECO è opportuno partire dalla classificazione ufficiale ISTAT ATECO 2025. Per la parte fiscale e previdenziale vanno controllate Agenzia delle Entrate e INPS; per gli aspetti turistici bisogna inoltre verificare la normativa nazionale e regionale applicabile al modello di attività.
Travel designer: cosa non deve essere confuso con il prezzo del viaggio
Il compenso del professionista e il prezzo pagato al fornitore non sono necessariamente la stessa cosa. Se il cliente acquista direttamente hotel, voli o altri servizi e paga il travel designer per la consulenza, il modello economico è diverso da quello nel quale il professionista vende il servizio turistico al cliente.
Questa distinzione va mantenuta anche nella documentazione commerciale e nella fatturazione.
Come impostare il sito di un travel designer
Il sito dovrebbe spiegare chiaramente se il servizio consiste in consulenza e progettazione oppure comprende prenotazione, intermediazione o vendita. È utile indicare cosa comprende il compenso, come vengono gestite modifiche e cancellazioni e chi conclude il contratto relativo ai servizi turistici.
Travel designer: prima di aprire la Partita IVA
La verifica preventiva è particolarmente importante perché la stessa denominazione professionale può nascondere modelli di attività differenti. Definire prima servizi, flussi di pagamento, rapporti con fornitori e responsabilità permette di scegliere con maggiore precisione codice ATECO, previdenza e regime fiscale.
Travel designer: contratto e condizioni del servizio
Le condizioni dovrebbero indicare con precisione oggetto della consulenza, tempi, numero di revisioni, compenso, modalità di pagamento e responsabilità. Se il travel designer non vende direttamente il viaggio, è utile specificare che la prenotazione e il contratto dei singoli servizi restano tra cliente e fornitore quando questo è il modello effettivo.