Pensione di reversibilità e Partita IVA sono compatibili: aprire o mantenere un’attività autonoma non determina automaticamente la perdita della pensione ai superstiti. Il reddito prodotto può però incidere sull’importo della prestazione quando vengono superati i limiti previsti dalla normativa.
Nel 2026 bisogna quindi distinguere tra il diritto a svolgere un’attività con Partita IVA e gli effetti che il nuovo reddito può avere sulla pensione di reversibilità. Per alcune fasce di reddito l’assegno rimane interamente cumulabile; oltre determinate soglie può essere ridotto del 25%, 40% o 50%.
Chi prende la pensione di reversibilità può aprire Partita IVA?
Sì. Non esiste un divieto generale che impedisca al titolare di una pensione di reversibilità di iniziare un’attività professionale o d’impresa.
L’apertura della Partita IVA non comporta quindi, da sola, la cessazione della pensione. Bisogna però controllare il reddito complessivamente rilevante ai fini della disciplina sul cumulo, perché il reddito prodotto dall’attività può determinare una riduzione della prestazione.
Per il quadro generale delle pensioni consulta anche Pensionato e Partita IVA 2026.
Pensione di reversibilità e pensione indiretta sono la stessa cosa?
Entrambe fanno parte delle pensioni ai superstiti, ma nascono in situazioni differenti.
- pensione di reversibilità: deriva dal decesso di una persona che era già pensionata;
- pensione indiretta: può spettare in caso di decesso di un assicurato che non era ancora pensionato ma possedeva i requisiti contributivi previsti.
La disciplina del cumulo con gli altri redditi riguarda le pensioni ai superstiti secondo le condizioni previste dalla legge.
Quanto spetta di pensione di reversibilità?
L’importo di partenza dipende dalla composizione dei superstiti aventi diritto.
| Superstiti | Quota della pensione |
|---|---|
| Coniuge solo | 60% |
| Coniuge e un figlio | 80% |
| Coniuge e due o più figli | 100% |
L’INPS prevede percentuali specifiche anche quando gli aventi diritto sono soltanto figli, genitori, fratelli o sorelle.
Queste percentuali determinano l’importo iniziale della pensione ai superstiti. Un eventuale reddito personale del beneficiario può successivamente far entrare in gioco le regole di cumulabilità.
Quali sono i limiti di reddito della reversibilità nel 2026?
I limiti dipendono dal trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.
Per il 2026 l’INPS ha fissato il trattamento minimo in 611,85 euro mensili, pari a 7.954,05 euro annui.
Applicando le soglie della Tabella F della Legge 335/1995, nel 2026 si ottengono i seguenti limiti.
| Reddito rilevante 2026 | Riduzione pensione |
|---|---|
| Fino a 23.862,15 € | Nessuna |
| Oltre 23.862,15 € e fino a 31.816,20 € | 25% |
| Oltre 31.816,20 € e fino a 39.770,25 € | 40% |
| Oltre 39.770,25 € | 50% |
La Partita IVA fa perdere automaticamente la reversibilità?
No. È uno degli equivoci più frequenti.
Non è l’esistenza della Partita IVA a determinare il taglio, ma il reddito del beneficiario rilevante secondo le regole della pensione ai superstiti.
Una persona può quindi essere titolare di Partita IVA senza subire alcuna riduzione se i redditi considerati restano entro la prima soglia applicabile.
Quale reddito della Partita IVA conta per la reversibilità?
Il riferimento non è semplicemente il fatturato o la somma delle fatture emesse.
L’INPS considera tra i redditi rilevanti anche quelli derivanti da lavoro autonomo, attività professionale e impresa. Nelle istruzioni previdenziali sui redditi l’Istituto precisa inoltre che il reddito da lavoro autonomo deve essere dichiarato ai fini previdenziali indipendentemente dalle modalità con cui viene rappresentato fiscalmente.
Per questo non bisogna confrontare le soglie della reversibilità direttamente con il volume delle fatture senza prima determinare il reddito effettivamente rilevante.
Il regime forfettario evita i limiti della pensione di reversibilità?
No. Non è corretto concludere che il reddito di un’attività in regime forfettario sia automaticamente irrilevante soltanto perché il regime applica un’imposta sostitutiva.
Le istruzioni INPS richiedono di considerare e dichiarare i redditi da lavoro autonomo, professionale e d’impresa ai fini delle prestazioni collegate al reddito secondo le specifiche regole previdenziali.
Il regime fiscale e la disciplina pensionistica devono quindi essere analizzati separatamente. Per verificare l’accesso al regime agevolato consulta requisiti del regime forfettario 2026.
Quali redditi vengono considerati dall’INPS?
Per la disciplina del cumulo della pensione ai superstiti l’INPS ha chiarito che rilevano i redditi previsti dalla normativa previdenziale, compresi quelli da lavoro autonomo, professionale e d’impresa.
La disciplina storica della Tabella F fa riferimento ai redditi assoggettabili all’IRPEF al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, mentre le successive istruzioni RED dell’INPS richiedono specificamente la comunicazione di diverse categorie reddituali rilevanti ai fini previdenziali.
Per questo, quando sono presenti più tipi di reddito, il valore da confrontare con le soglie non deve essere ricostruito semplicemente sommando il fatturato della Partita IVA alla pensione.
Quali redditi sono esclusi dal calcolo?
Tra gli importi che l’INPS ha indicato come esclusi dal reddito utilizzato per la riduzione della pensione ai superstiti rientrano:
- la stessa pensione ai superstiti sulla quale dovrebbe essere applicata la riduzione;
- il reddito della casa di abitazione;
- i trattamenti di fine rapporto e le relative anticipazioni;
- le competenze arretrate assoggettate a tassazione separata.
Quando il beneficiario possiede più redditi o prestazioni è quindi necessario ricostruire la situazione secondo le specifiche regole INPS.
La riduzione può essere superiore al reddito aggiuntivo?
No.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 162/2022, ha dichiarato illegittimo il meccanismo nella parte in cui poteva produrre una riduzione della pensione superiore all’ammontare dei redditi aggiuntivi del beneficiario.
L’INPS ha quindi chiarito che la decurtazione effettiva non può superare la concorrenza dei redditi percepiti dal beneficiario, ferma restando l’applicazione delle altre regole di salvaguardia.
Con figli minori, studenti o inabili valgono gli stessi tagli?
No, quando ricorrono le condizioni indicate dall’INPS.
L’Istituto precisa che i limiti di cumulabilità della Tabella F non si applicano quando il beneficiario fa parte di un nucleo familiare nel quale siano presenti figli minori, studenti o inabili individuati secondo la disciplina dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.
La composizione dei superstiti deve quindi essere verificata prima di applicare automaticamente le percentuali di riduzione.
Cosa succede se il reddito della Partita IVA diminuisce?
La riduzione non rappresenta necessariamente un taglio definitivo della pensione per tutti gli anni successivi.
Il trattamento viene collegato ai redditi rilevanti del beneficiario. Se negli anni successivi il reddito cambia e si colloca in una fascia diversa, anche l’applicazione della riduzione deve essere verificata nuovamente sulla base dei dati reddituali pertinenti.
Se chiudo la Partita IVA recupero la pensione intera?
La semplice chiusura formale della Partita IVA non è l’unico elemento da considerare: ciò che rileva è il venir meno o la variazione del reddito che aveva determinato la riduzione.
Quando il reddito aggiuntivo diminuisce o cessa, la pensione deve essere rideterminata secondo la nuova situazione reddituale e le procedure INPS applicabili.
Se stai valutando una cessazione consulta anche Partita IVA senza fatturare prima di confondere l’assenza di ricavi con la chiusura della posizione.
Quali contributi INPS paga chi apre Partita IVA e prende la reversibilità?
La pensione di reversibilità non determina da sola quale contribuzione previdenziale si applica alla nuova attività.
Bisogna stabilire se l’attività comporta:
- iscrizione alla Gestione Separata;
- iscrizione alla Gestione Artigiani;
- iscrizione alla Gestione Commercianti;
- iscrizione a una Cassa professionale.
Per individuare la posizione corretta consulta INPS e Partita IVA.
Cosa controllare prima di aprire Partita IVA se prendi la reversibilità?
- tipo esatto di pensione ai superstiti percepita;
- composizione dei superstiti aventi diritto;
- eventuale presenza di figli minori, studenti o inabili;
- redditi personali già esistenti;
- reddito atteso dalla nuova attività autonoma;
- corretto valore da confrontare con le soglie previdenziali;
- fascia di riduzione eventualmente applicabile;
- regime fiscale della Partita IVA;
- gestione previdenziale collegata all’attività;
- obblighi di comunicazione reddituale richiesti dall’INPS.
Fonti ufficiali sulla pensione di reversibilità
- INPS – Pensione ai superstiti indiretta e di reversibilità;
- INPS – Circolare n. 153 del 19 dicembre 2025, valori pensionistici 2026;
- INPS – Circolare n. 108 del 22 dicembre 2023, cumulo pensioni ai superstiti;
- INPS – Circolare n. 185 del 18 novembre 2015;
- INPS – Circolare n. 195 del 30 novembre 2015, rilevanza previdenziale dei redditi.
Domande frequenti su reversibilità e Partita IVA
Posso aprire Partita IVA se prendo la reversibilità?
Sì. L’apertura non fa perdere automaticamente la pensione, ma il reddito prodotto può incidere sull’importo quando vengono superati i limiti previsti.
Qual è il primo limite di reddito nel 2026?
Nel 2026 fino a 23.862,15 euro di reddito rilevante non si applica la riduzione prevista dalla Tabella F.
Quanto viene ridotta la reversibilità?
Le percentuali previste sono del 25%, 40% o 50% in funzione della fascia di reddito rilevante raggiunta dal beneficiario.
Conta il fatturato della Partita IVA?
Non direttamente. Bisogna determinare il reddito rilevante secondo le regole previdenziali, non confrontare automaticamente il totale delle fatture con le soglie della reversibilità.
Il reddito forfettario può incidere sulla reversibilità?
Sì, non deve essere considerato automaticamente irrilevante. L’INPS richiede di valutare i redditi da lavoro autonomo e professionale secondo le specifiche regole previdenziali, indipendentemente dalla modalità fiscale con cui vengono dichiarati.