Il quadro VQ del modello IVA 2026 serve a ricostruire il credito IVA che può riemergere quando, in anni precedenti, alcuni versamenti periodici non sono stati eseguiti nei termini e vengono poi pagati successivamente, per esempio dopo una comunicazione di irregolarità o una cartella. Non è un quadro da usare per qualsiasi ritardo IVA: interviene quando l’omesso versamento ha ridotto il credito effettivamente riconosciuto nella dichiarazione annuale e, dopo il pagamento tardivo non spontaneo, occorre determinare la quota di credito che può maturare.
Quadro VQ IVA 2026: tabella rapida
| Situazione | Trattamento |
|---|---|
| IVA periodica pagata regolarmente | Nessun quadro VQ per quel versamento |
| IVA periodica omessa in un anno precedente | Può ridurre il credito effettivo della dichiarazione di quell’anno |
| Pagamento successivo dopo avviso bonario | Può concorrere al credito maturato nel VQ |
| Pagamento successivo dopo cartella | Può concorrere al credito maturato nel VQ |
| Credito potenziale superiore al credito effettivo | La differenza va monitorata secondo le istruzioni del VQ |
| Credito maturato in colonna 8 | Confluisce nel quadro VL secondo le istruzioni del modello |
A cosa serve il quadro VQ?
Le istruzioni ufficiali del modello IVA 2026 spiegano che il quadro VQ è stato previsto per determinare il credito maturato a seguito di versamenti IVA periodici non spontanei relativi ad anni precedenti rispetto a quello oggetto della dichiarazione.
Il riferimento ufficiale è nelle istruzioni del modello IVA 2026 dell’Agenzia delle Entrate e nella pagina Modello e istruzioni IVA 2026.
Perché un omesso versamento può ridurre il credito IVA?
Se durante un anno il contribuente non versa tutta l’IVA periodica dovuta, il credito che emergerebbe considerando solo fatture e liquidazioni può non coincidere con il credito effettivamente riconosciuto nella dichiarazione annuale. Le istruzioni distinguono quindi il credito potenziale dal credito effettivamente liquidato.
Il quadro VQ serve proprio a seguire questa differenza nel tempo e a far emergere l’eventuale credito quando i versamenti omessi vengono successivamente eseguiti.
Che cos’è il credito potenziale?
Il credito potenziale è il credito che si sarebbe formato se l’IVA periodica dovuta fosse stata interamente versata entro la data di presentazione della dichiarazione annuale relativa a quell’anno.
Le istruzioni del modello IVA 2026 prevedono una specifica ricostruzione attraverso i dati del quadro VL della dichiarazione relativa all’anno interessato.
Che differenza c’è tra credito potenziale e credito effettivo?
Il credito effettivo è quello che è stato realmente liquidato nella dichiarazione annuale. Se il credito potenziale è superiore al credito effettivo, la differenza può essere collegata agli omessi versamenti periodici e deve essere monitorata secondo le regole del quadro VQ.
Quale anno si indica in colonna 1?
In colonna 1 va indicato l’anno d’imposta cui si riferisce l’IVA periodica non versata. Il VQ del modello IVA 2026 riguarda quindi versamenti omessi riferiti ad anni precedenti rispetto al 2025, anno d’imposta della dichiarazione IVA 2026.
Cosa va in colonna 2?
La colonna 2 contiene, se positiva, la differenza tra l’IVA periodica dovuta e l’IVA periodica versata per l’anno indicato in colonna 1. È uno dei dati centrali perché misura l’ammontare del versamento periodico rimasto scoperto.
Cosa va in colonna 3?
La colonna 3 contiene la differenza, se positiva, tra il credito potenziale e il credito effettivamente liquidato nella dichiarazione annuale dell’anno interessato.
Questo dato serve a capire quale parte del credito non è emersa proprio a causa degli omessi versamenti.
A cosa servono le colonne 4, 5, 6 e 7?
Le istruzioni distinguono i versamenti effettuati in momenti e con modalità differenti. In particolare vengono considerati gli importi versati in anni precedenti e quelli pagati successivamente:
- a seguito di comunicazioni di irregolarità;
- a seguito di cartelle di pagamento;
- dopo la ripresa dei versamenti sospesi per eventi eccezionali.
Non bisogna quindi sommare qualsiasi F24 tardivo senza ricostruire quando e perché il pagamento è stato effettuato.
Come si calcola il credito maturato in colonna 8?
La colonna 8 rappresenta il credito che matura per effetto dei versamenti indicati nelle colonne precedenti. Le istruzioni prevedono un calcolo specifico che confronta i versamenti successivi con la differenza ancora non recuperata tra IVA omessa e credito potenziale.
Il risultato non può essere negativo: se i pagamenti effettuati non sono ancora sufficienti a ricostituire credito, la colonna 8 resta pari a zero.
Dove finisce il credito maturato?
Per i soggetti ordinari il credito indicato nella colonna 8 dei righi VQ confluisce nel quadro VL secondo le istruzioni del modello IVA 2026. In particolare, la somma rilevante viene riportata nel rigo VL12 nei casi previsti.
Per il quadro generale consulta dichiarazione IVA annuale 2026.
Avviso bonario e quadro VQ
Se l’IVA periodica omessa viene successivamente versata a seguito di una comunicazione di irregolarità, l’importo può assumere rilievo nel VQ. È necessario distinguere il tributo effettivamente pagato da sanzioni e interessi e ricostruire correttamente l’anno cui il versamento si riferisce.
Per il procedimento consulta avviso bonario e comunicazione di irregolarità.
Cartella di pagamento e quadro VQ
La stessa logica vale quando il versamento avviene dopo la notifica di una cartella. Il quadro separa espressamente questi pagamenti da quelli effettuati a seguito di comunicazione di irregolarità.
Quadro VQ e ravvedimento operoso sono la stessa cosa?
No. Il ravvedimento serve a regolarizzare spontaneamente una violazione prima che intervengano determinati atti o controlli; il quadro VQ serve invece a ricostruire l’effetto sul credito IVA di versamenti periodici omessi e poi pagati secondo le fattispecie previste dalle istruzioni.
Per la disciplina generale consulta ravvedimento operoso 2026.
Quadro VQ e credito IVA annuale
Il credito che riemerge attraverso il VQ entra nella determinazione complessiva dell’IVA annuale e va poi gestito secondo le normali regole di riporto, compensazione o rimborso.
Per le modalità di utilizzo consulta credito IVA: compensazione e rimborso.
Esempio semplificato
Un contribuente aveva 20.000 euro di IVA periodica dovuta in un anno precedente e ne aveva versati 15.000. Il mancato versamento di 5.000 euro aveva ridotto il credito effettivo rispetto a quello potenziale.
In un anno successivo versa 3.000 euro dopo una comunicazione di irregolarità. Questo pagamento non significa automaticamente che maturino 3.000 euro di credito: bisogna applicare la formula del quadro VQ e verificare quanta parte della differenza tra credito potenziale e credito effettivo resta ancora da assorbire.
Cosa succede se non compilo il VQ quando dovuto?
Il rischio principale è non far emergere correttamente il credito maturato a seguito dei versamenti successivi oppure creare incoerenze tra annualità, quadro VL e dati dei pagamenti effettuati. Prima dell’invio della dichiarazione è quindi necessario riconciliare le annualità interessate.
Errori frequenti
- usare il VQ per qualsiasi versamento IVA tardivo;
- confondere credito potenziale e credito effettivo;
- indicare l’anno del pagamento anziché l’anno cui si riferisce l’IVA omessa;
- sommare sanzioni e interessi al tributo ai fini del credito;
- confondere avviso bonario, cartella e ravvedimento;
- dimenticare il collegamento con il quadro VL;
- non verificare le dichiarazioni IVA degli anni precedenti.
Checklist quadro VQ 2026
- individua l’anno dell’IVA periodica omessa;
- ricostruisci IVA dovuta e IVA effettivamente versata;
- calcola la differenza tra credito potenziale e credito effettivo;
- raccogli i pagamenti eseguiti dopo avviso bonario o cartella;
- distingui tributo, sanzioni e interessi;
- compila correttamente le colonne del VQ;
- verifica il credito maturato in colonna 8;
- riconcilia il risultato con il quadro VL;
- conserva F24, comunicazioni e cartelle relative agli anni interessati.