Quando ricevi una fattura da un contribuente in regime forfettario, non devi aggiungere IVA né applicare automaticamente il reverse charge. La fattura nazionale del forfettario viene normalmente emessa senza IVA, in formato elettronico via SdI e con codice Natura N2.2. Chi la riceve deve contabilizzare correttamente il costo in base al proprio regime fiscale e contabile, senza creare un credito IVA che non esiste.
La gestione cambia soprattutto in base a chi riceve il documento: un’impresa o professionista in regime ordinario registra il costo secondo le proprie regole contabili; un altro forfettario conserva il documento ma non deduce analiticamente il costo dal reddito. Va inoltre controllato il tema della ritenuta d’acconto, perché i compensi del forfettario non sono assoggettati a ritenuta quando viene resa l’apposita dichiarazione prevista dalla legge.
Fattura ricevuta da un forfettario: cosa controllare subito
| Voce | Cosa verificare |
|---|---|
| IVA | Non deve essere esposta nella normale fattura nazionale del forfettario |
| Natura IVA | Normalmente N2.2 nel file XML |
| Ritenuta | Non applicata sui ricavi/compensi del forfettario se è resa la dichiarazione prevista |
| Bollo | Da verificare sopra 77,47 euro nelle operazioni soggette a bollo |
| SdI | La fattura elettronica arriva normalmente tramite Sistema di Interscambio |
| Costo | Si tratta secondo le regole fiscali del soggetto che riceve la fattura |
Perché la fattura del forfettario è senza IVA?
Il regime forfettario prevede un trattamento IVA particolare. Nelle normali operazioni nazionali il contribuente non addebita l’IVA al cliente e la fattura elettronica utilizza il codice Natura N2.2 – operazioni non soggette, altri casi.
L’Agenzia delle Entrate indica espressamente N2.2 anche per l’operatore in regime forfettario che emette fattura elettronica via SdI.
Chi riceve la fattura può detrarre IVA?
No, perché nella fattura del forfettario non c’è IVA addebitata da detrarre. Il destinatario non deve quindi creare artificialmente un credito IVA del 22%, del 10% o di altra aliquota.
Questo punto è indipendente dal fatto che chi riceve la fattura sia in regime ordinario e normalmente abbia diritto alla detrazione IVA: la detrazione presuppone un’imposta effettivamente addebitata o assolta secondo le regole applicabili.
La fattura del forfettario va registrata nel registro acquisti?
Per un soggetto in regime IVA ordinario o semplificato la fattura ricevuta entra nel normale flusso contabile degli acquisti. Il documento deve essere classificato correttamente come operazione senza IVA, evitando di generare un’imposta detraibile inesistente.
La modalità tecnica dipende dal software contabile utilizzato, ma il principio non cambia: il costo viene registrato e il documento resta collegato alla fattura elettronica ricevuta tramite SdI. Per il funzionamento dei registri consulta come tenere i registri IVA.
Come registrare una fattura forfettaria in contabilità ordinaria?
In contabilità ordinaria il documento viene contabilizzato come costo o acquisto secondo la sua natura economica: consulenza, software, materiale, servizio professionale, manutenzione, pubblicità o altra voce pertinente.
La contropartita finanziaria sarà il debito verso il fornitore e, al pagamento, banca o altro mezzo utilizzato. Non compare invece una normale voce “IVA a credito” perché l’imposta non è esposta in fattura.
Esempio: fattura da 1.000 euro senza IVA
Un consulente forfettario emette una fattura di 1.000 euro a una società in regime ordinario. La fattura riporta N2.2 e non espone IVA.
La società registra il costo di 1.000 euro secondo la natura della prestazione. Non registra 220 euro di IVA a credito, perché quell’IVA non è mai stata addebitata dal fornitore.
Il costo è deducibile per chi riceve la fattura?
Il fatto che il fornitore sia in regime forfettario non rende il costo automaticamente indeducibile. Per il destinatario valgono le normali regole del proprio regime fiscale: inerenza, documentazione, eventuali limiti specifici e corretta imputazione temporale.
Un’impresa o un professionista in regime ordinario può quindi dedurre il costo quando ne ricorrono i requisiti. Per i principali casi consulta spese deducibili del professionista.
Cosa cambia se chi riceve la fattura è a sua volta forfettario?
Un contribuente forfettario che riceve una fattura da un altro forfettario deve conservare il documento, ma il costo non viene dedotto analiticamente dal reddito.
Nel regime forfettario il reddito imponibile viene determinato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi, non sottraendo una per una le spese effettivamente sostenute. La fattura resta comunque importante come documento dell’attività e per il controllo finanziario.
Va applicata la ritenuta d’acconto?
La Legge 190/2014, comma 67, stabilisce che i ricavi e i compensi relativi al reddito soggetto al regime forfettario non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta.
Il forfettario deve rilasciare un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che il reddito cui le somme si riferiscono è soggetto a imposta sostitutiva. Per questo una società che riceve la fattura di un professionista forfettario non deve applicare automaticamente la ritenuta del 20% prevista per un professionista ordinario.
Il riferimento ufficiale è il comma 67 della Legge 190/2014.
Cosa fare se manca la dichiarazione sulla ritenuta?
Se il documento non chiarisce il regime applicato o manca l’indicazione necessaria, è opportuno verificare con il fornitore prima di contabilizzare e pagare la fattura. Non è corretto dedurre il regime fiscale solo dal fatto che l’IVA non sia esposta: esistono molte altre operazioni senza IVA.
Il controllo serve soprattutto quando il destinatario è un sostituto d’imposta che, in condizioni ordinarie, dovrebbe operare una ritenuta.
Il forfettario che riceve una fattura deve operare ritenute?
La Legge 190/2014 prevede inoltre che i contribuenti forfettari, salvo specifiche eccezioni previste dalla norma, non siano tenuti a operare le ordinarie ritenute alla fonte sui pagamenti effettuati.
Questo è un tema diverso dalla fattura emessa dal forfettario: riguarda il caso in cui sia il contribuente forfettario a pagare un altro soggetto.
Come funziona il bollo sulla fattura del forfettario?
Le fatture elettroniche senza IVA possono essere soggette all’imposta di bollo quando ricorrono le condizioni previste. L’Agenzia delle Entrate controlla, tra l’altro, le fatture con importi superiori a 77,47 euro e codici Natura compatibili, tra cui N2.2.
Nel file XML il cedente o prestatore indica l’assolvimento del bollo. Se l’importo viene addebitato economicamente al cliente, il destinatario lo troverà nel totale da pagare, ma non deve trasformarlo in IVA detraibile.
Per la disciplina generale consulta la guida dell’Agenzia delle Entrate sull’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.
Una fattura forfettaria ricevuta via SdI è valida?
Sì. Il forfettario emette normalmente fattura elettronica attraverso il Sistema di Interscambio e il destinatario la riceve nel proprio canale telematico o nell’area Fatture e Corrispettivi.
Il PDF eventualmente inviato via email è una copia di cortesia: il documento fiscale elettronico è il file XML transitato correttamente tramite SdI.
Quali dati controllare nel file XML?
- dati del fornitore;
- Partita IVA e codice fiscale;
- numero e data della fattura;
- descrizione della prestazione o del bene;
- importo;
- codice Natura N2.2 quando applicabile;
- eventuale indicazione del bollo;
- assenza di IVA addebitata;
- eventuale dichiarazione relativa alla ritenuta.
La fattura del forfettario genera reverse charge?
No, non per il semplice fatto che il fornitore sia forfettario. Una normale fattura nazionale emessa da un forfettario con N2.2 non richiede al cliente di integrare l’IVA come se si trattasse automaticamente di reverse charge.
Il reverse charge si applica solo quando una specifica norma lo prevede per la natura dell’operazione. Per i casi reali consulta reverse charge IVA.
Fattura da forfettario estero o acquisto estero: attenzione
Il regime forfettario è un regime fiscale italiano. Se il fornitore è stabilito all’estero non bisogna applicare automaticamente le stesse regole di una fattura nazionale di un forfettario italiano.
Per servizi o beni acquistati da soggetti UE o extra-UE possono entrare in gioco reverse charge, TD17, TD18, TD19, VIES o importazione doganale. Consulta operazioni estere e TD17/TD18/TD19.
Come registrare il pagamento nella prima nota?
Se viene utilizzata una prima nota, il pagamento va collegato alla fattura ricevuta indicando data, fornitore, importo, mezzo di pagamento e causale. Se il bollo è stato addebitato, il totale pagato deve riconciliarsi con l’importo complessivo della fattura.
Per il flusso operativo consulta prima nota Partita IVA.
Errori frequenti quando si riceve una fattura da un forfettario
- calcolare IVA a credito su una fattura che non espone IVA;
- applicare automaticamente una ritenuta del 20%;
- trattare N2.2 come se fosse un’aliquota IVA;
- applicare reverse charge solo perché la fattura è senza IVA;
- non verificare la dichiarazione relativa alla ritenuta;
- confondere il bollo con l’IVA;
- ritenere il costo indeducibile solo perché il fornitore è forfettario;
- per un destinatario forfettario, dedurre analiticamente il costo come se fosse in ordinario;
- archiviare soltanto il PDF di cortesia senza considerare il documento XML.
Checklist per registrare una fattura ricevuta da un forfettario
- verifica l’identità del fornitore;
- controlla che la fattura sia arrivata tramite SdI;
- verifica N2.2 quando applicabile;
- controlla che non sia stata addebitata IVA ordinaria;
- verifica la dichiarazione di non assoggettamento a ritenuta;
- controlla l’eventuale bollo;
- classifica il costo secondo la sua natura;
- non generare IVA a credito;
- applica le regole di deducibilità del tuo regime;
- riconcilia il pagamento con fattura e prima nota.
Domande frequenti sulla fattura ricevuta da un forfettario
Una società può dedurre il costo della fattura di un forfettario?
Sì, se il costo rispetta le normali condizioni fiscali applicabili alla società. Il regime del fornitore non rende di per sé il costo indeducibile.
La società può detrarre il 22% di IVA?
No. Se la fattura del forfettario non espone IVA, non esiste un’imposta addebitata da portare in detrazione.
Va fatta la ritenuta del 20%?
No sui compensi soggetti al regime forfettario quando il fornitore rende la dichiarazione prevista dal comma 67 della Legge 190/2014.
N2.2 significa reverse charge?
No. N2.2 indica un’operazione non soggetta IVA in altri casi; il reverse charge richiede un presupposto normativo specifico.
Se chi riceve la fattura è forfettario, può dedurre il costo?
Non analiticamente. Nel forfettario il reddito viene determinato tramite coefficiente di redditività e non sottraendo le singole spese effettive.