Il saldo IVA annuale è l’importo che emerge dalla dichiarazione IVA quando l’imposta dovuta per l’anno precedente supera crediti e versamenti già effettuati. Per il 2026 il termine ordinario di versamento del saldo relativo al 2025 è il 16 marzo 2026, con modello F24 e codice tributo 6099.
Quando si paga il saldo IVA nel 2026?
Lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate fissa al 16 marzo 2026 il versamento, in unica soluzione o come prima rata, del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale.
La fonte ufficiale è lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate per il saldo IVA 2026.
Quale codice tributo si usa?
Il saldo IVA annuale si versa con modello F24 utilizzando il codice tributo 6099, indicando l’anno d’imposta a cui il saldo si riferisce secondo le istruzioni del modello.
Per il funzionamento del modello consulta F24 e Partita IVA.
Il saldo IVA può essere rateizzato?
Sì. Il contribuente può versare il saldo in unica soluzione oppure suddividerlo in rate secondo le regole previste per il versamento dell’IVA annuale.
Quando si sceglie la rateazione, le rate successive alla prima sono maggiorate degli interessi previsti. Le percentuali effettive dipendono dal calendario e dalla rata utilizzata, quindi devono essere verificate sullo scadenzario ufficiale dell’anno.
Si può pagare il saldo IVA a giugno?
Sì. La normativa consente di differire il saldo IVA ai termini previsti per i versamenti delle imposte sui redditi, applicando la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo.
Nel 2026 lo scadenzario dell’Agenzia prevede al 30 giugno il versamento del saldo IVA 2025 maggiorato dello 0,40% per mese o frazione di mese per il periodo compreso tra il 16 marzo e il 30 giugno.
Si può pagare dopo il 30 giugno?
Quando la disciplina dei versamenti delle imposte sui redditi consente il pagamento successivo con un’ulteriore maggiorazione, anche il saldo IVA differito può seguire quel calendario alle condizioni previste.
Nel 2026 è quindi essenziale controllare la scadenza applicabile al proprio contribuente, anche perché alcuni soggetti ISA possono beneficiare di differimenti specifici stabiliti dalla legge.
Saldo IVA e soggetti ISA
Nel 2026 i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono approvati gli ISA e che rispettano i requisiti previsti beneficiano del differimento dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni secondo la disposizione annuale applicabile.
Non bisogna però applicare il differimento soltanto perché esiste un codice ISA: occorre verificare requisiti, ricavi o compensi e la norma specifica dell’anno. Consulta ISA 2026 e Partita IVA.
Chi non paga il saldo IVA?
Non paga un saldo IVA chi non risulta debitore dalla dichiarazione annuale. Inoltre i contribuenti che applicano regimi che comportano l’esonero dagli ordinari adempimenti IVA, come il regime forfettario per le operazioni ordinarie, non determinano il saldo IVA annuale nello stesso modo dei contribuenti IVA ordinari.
Il forfettario può comunque essere debitore IVA per operazioni specifiche, ad esempio reverse charge o acquisti esteri, ma questi versamenti non vanno confusi con il saldo IVA annuale ordinario.
Saldo IVA e dichiarazione annuale
Il saldo deriva dalla dichiarazione IVA annuale, che riepiloga operazioni attive e passive, liquidazioni, versamenti, crediti e altri dati del periodo d’imposta.
Per la dichiarazione consulta Dichiarazione IVA annuale 2026.
Saldo IVA e liquidazioni periodiche
Le liquidazioni mensili o trimestrali e le LIPE concorrono alla ricostruzione della posizione IVA dell’anno. Il saldo annuale non sostituisce i versamenti periodici: rappresenta il risultato finale della dichiarazione dopo aver considerato quanto dovuto e quanto già versato.
Consulta liquidazione IVA mensile o trimestrale e LIPE 2026.
E se dalla dichiarazione emerge un credito IVA?
Se il risultato della dichiarazione è a credito, non c’è un saldo IVA da versare. Il credito può essere riportato, utilizzato in compensazione o chiesto a rimborso quando ricorrono le condizioni previste.
Per le alternative consulta credito IVA, compensazione e rimborso.
Cosa succede se pago in ritardo?
Se il saldo viene pagato dopo il termine applicabile senza utilizzare correttamente le possibilità di differimento o rateazione, occorre verificare sanzioni e interessi e valutare il ravvedimento operoso.
Consulta ravvedimento operoso 2026.
Checklist saldo IVA 2026
- chiudi le liquidazioni IVA dell’anno;
- riconcilia LIPE e registri IVA;
- compila la dichiarazione IVA annuale;
- verifica se emerge debito o credito;
- se c’è debito, controlla il codice 6099;
- scegli tra pagamento il 16 marzo, rateazione o differimento ammesso;
- applica correttamente maggiorazioni e interessi;
- trasmetti l’F24 con modalità telematica;
- conserva ricevuta e prospetto di calcolo.