Smart&Start Italia nel 2026 finanzia la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico in tutta Italia. Le regole operative pubblicate da Invitalia prevedono un finanziamento a tasso zero che copre l’80% delle spese ammissibili, elevabile al 90% in specifici casi, per piani d’impresa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.
Per le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, Invitalia prevede inoltre che il 30% del finanziamento ricevuto non debba essere restituito. Nel settembre 2026 bisogna però considerare anche il nuovo decreto ministeriale del 13 luglio 2026, pubblicato dal MIMIT sul proprio sito il 2 settembre e destinato ad aggiornare la disciplina della misura.
Smart&Start Italia è attivo nel 2026?
Sì. Smart&Start Italia è una misura nazionale gestita da Invitalia e promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sostiene startup innovative in tutte le Regioni italiane e funziona con procedura a sportello.
La scheda ufficiale aggiornata è Smart&Start Italia su Invitalia.
Chi può presentare domanda?
Secondo le attuali indicazioni operative Invitalia possono presentare domanda:
- startup innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese;
- team di persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa in Italia;
- cittadini stranieri in possesso dello Startup Visa, nei casi previsti;
- imprese estere che si impegnano ad aprire almeno una sede operativa in Italia.
Smart&Start non finanzia quindi una normale Partita IVA individuale soltanto perché utilizza tecnologia: il progetto deve rientrare nella disciplina della startup innovativa.
Si può fare domanda prima di costituire la startup?
Sì. Possono candidarsi anche persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa. Il MIMIT indica che, in caso di ammissione, la società deve essere costituita entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione.
È quindi possibile sottoporre il progetto alla valutazione senza aver già completato la costituzione della società, purché dopo l’ammissione vengano rispettati termini e requisiti richiesti.
Quanto finanzia Smart&Start Italia?
Le attuali pagine operative Invitalia prevedono un finanziamento a tasso zero e senza garanzie pari all’80% delle spese ammissibili.
La percentuale può salire al 90% quando la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani sotto i 36 anni oppure quando ricorrono le specifiche condizioni previste per la presenza nella compagine di un dottore di ricerca o titolo equivalente con esperienza stabile all’estero.
| Situazione | Copertura operativa indicata da Invitalia |
|---|---|
| Startup ordinaria | 80% a tasso zero |
| Startup interamente femminile e/o giovani under 36, o specifico requisito ricerca | 90% a tasso zero |
Quanto deve essere grande il piano d’impresa?
Smart&Start finanzia piani d’impresa con spese ammissibili comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.
Questo significa che l’incentivo è pensato per progetti strutturati. Un’idea che richiede soltanto poche migliaia di euro per avviare un’attività tradizionale non rientra nel perimetro economico della misura.
Quando il finanziamento sale dal 80% al 90%?
La maggiorazione al 90% è più selettiva di una generica “agevolazione giovani”. Invitalia richiede, tra i casi previsti, che la startup sia interamente costituita da donne e/o da giovani sotto i 36 anni.
Un singolo socio fuori dai requisiti può quindi far venir meno questa specifica maggiorazione. È un controllo diverso dalle regole di maggioranza previste da altri incentivi come ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero.
Come funziona il fondo perduto per le startup del Mezzogiorno?
Le regole operative oggi pubblicate da Invitalia prevedono che le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possano ricevere un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo e restituire quindi soltanto il 70% del finanziamento ricevuto.
La stessa agevolazione è stata estesa a determinate startup innovative localizzate nel Cratere sismico del Centro Italia secondo le condizioni della disciplina.
Questa regola non va confusa con Resto al Sud 2.0, che è un incentivo differente e rivolto anche a forme individuali quando ricorrono i requisiti.
Quali progetti sono ammessi?
Non basta usare software o vendere online per qualificare il progetto. Il piano deve avere almeno una delle caratteristiche richieste da Invitalia:
- significativo contenuto tecnologico e innovativo;
- sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nell’economia digitale;
- progetti in ambiti come intelligenza artificiale, blockchain o Internet of Things;
- valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica o privata.
Nel 2026 Invitalia ha inoltre pubblicato una guida specifica sui criteri con cui valuta business plan, team, innovatività, sostenibilità economico-finanziaria e fattibilità tecnologica.
Quali spese finanzia Smart&Start?
Tra gli esempi indicati nella pagina ufficiale Cosa finanzia Smart&Start Italia rientrano:
- impianti, macchinari e attrezzature tecnologiche nuove;
- hardware e software;
- brevetti, marchi e licenze;
- certificazioni, know-how e conoscenze tecniche;
- progettazione e sviluppo di soluzioni informatiche e impianti tecnologici;
- consulenze specialistiche tecnologiche;
- personale dipendente e collaboratori;
- servizi di incubazione e accelerazione;
- marketing e web marketing;
- materie prime e servizi necessari all’attività;
- hosting e housing;
- godimento di beni di terzi.
Le spese del piano devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.
Il finanziamento richiede garanzie?
La scheda operativa Invitalia indica un finanziamento a tasso zero senza bisogno di garanzie. Il rimborso avviene in dieci anni e inizia dal dodicesimo mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuta.
Cosa cambia con il decreto 13 luglio 2026?
Il MIMIT ha pubblicato sul proprio sito il 2 settembre 2026 il decreto ministeriale del 13 luglio 2026 che modifica la disciplina di Smart&Start Italia. L’aggiornamento serve, tra l’altro, ad adeguare la misura alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla Legge 193/2024, semplificare alcune procedure di valutazione e precisare aspetti relativi agli investimenti nel capitale di rischio e alla conversione di una parte del finanziamento agevolato in contributo.
Alla data del 4 settembre 2026, la pagina ufficiale del MIMIT relativa al decreto indica ancora che il comunicato è “in corso di pubblicazione” nella Gazzetta Ufficiale. Per questo, prima di presentare una domanda, è prudente verificare che le istruzioni operative Invitalia siano state aggiornate alle nuove disposizioni e non applicare automaticamente regole non ancora recepite dalla piattaforma.
Il riferimento ufficiale è la pagina MIMIT – Decreto Smart&Start Italia 13 luglio 2026.
Come si presenta la domanda?
La domanda si presenta online tramite la piattaforma Invitalia. La candidatura richiede un piano d’impresa coerente, documentazione societaria o relativa al team proponente e gli allegati previsti dalla procedura.
Nel 2026 Invitalia ha pubblicato una guida dedicata alla valutazione della domanda che evidenzia quattro aree centrali: competenze del team, innovatività, sostenibilità economico-finanziaria e fattibilità tecnologica e operativa. Il business plan deve quindi dimostrare non soltanto che l’idea è innovativa, ma anche che può diventare un’impresa sostenibile.
Le istruzioni sono nella pagina Come presentare la domanda Smart&Start Italia.
Smart&Start, ON o Autoimpiego?
| Misura | Destinatario principale | Progetto |
|---|---|---|
| Smart&Start Italia | startup innovativa | 100.000–1,5 mln € |
| ON | società a prevalenza giovani/donne | fino a 1,5 o 3 mln € |
| Autoimpiego Centro-Nord | under 35, anche attività individuale | voucher o investimento fino a 200.000 € |
| Resto al Sud 2.0 | under 35, anche attività individuale | voucher o investimento fino a 200.000 € |
Per orientarti prima della costituzione consulta anche cosa verificare prima di aprire la Partita IVA.
Errori da evitare con Smart&Start
- pensare che qualsiasi attività digitale sia automaticamente una startup innovativa finanziabile;
- presentare un progetto inferiore alla soglia minima di 100.000 euro;
- confondere il tetto del piano da 1,5 milioni con l’importo del finanziamento;
- presumere che il 90% spetti a qualsiasi startup con almeno un giovane o una donna;
- non distinguere il finanziamento dal 30% non restituito previsto per specifiche aree;
- sottovalutare competenze del team e sostenibilità economico-finanziaria;
- utilizzare informazioni sul nuovo decreto 13 luglio 2026 senza controllarne l’effettivo recepimento nelle istruzioni operative Invitalia.
Domande frequenti su Smart&Start Italia
Posso chiedere Smart&Start senza aver ancora costituito la società?
Sì. Possono presentare domanda anche persone fisiche che intendono costituire una startup innovativa. Il MIMIT indica un termine di 30 giorni dalla comunicazione di ammissione per costituire la società.
Smart&Start è a fondo perduto?
La forma principale è un finanziamento a tasso zero dell’80% o, nei casi previsti, del 90%. Per startup localizzate nelle regioni indicate del Mezzogiorno Invitalia prevede che il 30% del mutuo non debba essere restituito.
Smart&Start finanzia una normale Partita IVA professionale?
No. La misura è destinata alle startup innovative o ai team che intendono costituirne una, non a una normale attività professionale individuale priva dei requisiti di startup innovativa.
Serve essere under 35 per accedere?
No. L’età non è un requisito generale per accedere alla misura. Una compagine interamente composta da donne e/o giovani sotto i 36 anni può però ottenere la maggiorazione della copertura dal 80% al 90% secondo le regole operative Invitalia.
Il decreto 13 luglio 2026 è già operativo?
Il MIMIT lo ha pubblicato sul proprio sito il 2 settembre 2026, ma alla data del 4 settembre la stessa pagina ufficiale indica ancora il relativo comunicato come in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Prima della domanda va quindi verificato il recepimento nelle istruzioni operative Invitalia.