Resto al Sud 2.0 nel 2026 è l’incentivo Invitalia per giovani under 35 che vogliono avviare una nuova attività nel Mezzogiorno. Può finanziare lavoro autonomo, libera professione, impresa individuale e società attraverso un voucher fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro nei casi previsti, oppure contributi a fondo perduto del 75% o del 70% per programmi di investimento fino a 200.000 euro.
Per chi vuole aprire una Partita IVA il punto più delicato non è soltanto l’importo del contributo, ma la data di avvio dell’attività: per lavoro autonomo e libera professione Invitalia considera come data di avvio proprio la data di apertura della Partita IVA. Aprire troppo presto può quindi rendere l’iniziativa non ammissibile.
Resto al Sud 2.0 è attivo nel 2026?
Sì. Resto al Sud 2.0 è attivo dal 15 ottobre 2025 ed è operativo anche nel 2026. La misura è gestita da Invitalia e dispone di una dotazione finanziaria di 356,4 milioni di euro.
Non bisogna confonderlo con il precedente Resto al Sud disciplinato dal DL 91/2017: lo sportello della vecchia misura è stato chiuso il 14 ottobre 2025. Dal giorno successivo sono state aperte le nuove misure Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord.
La scheda ufficiale aggiornata è disponibile su Invitalia – Resto al Sud 2.0.
Chi può chiedere Resto al Sud 2.0 nel 2026?
La misura è rivolta ai giovani che hanno compiuto 18 anni ma non hanno ancora compiuto 35 anni. Avere meno di 35 anni, però, non è sufficiente.
Il richiedente deve inoltre trovarsi in una delle condizioni previste dalla disciplina, tra cui inattività, inoccupazione o disoccupazione; possono rientrare anche i disoccupati inseriti nel Programma GOL e i cosiddetti working poor secondo i criteri applicabili alla misura.
Per una panoramica più ampia delle misure disponibili ai giovani consulta anche Partita IVA under 35: agevolazioni e incentivi 2026.
In quali regioni si può usare Resto al Sud 2.0?
Resto al Sud 2.0 finanzia nuove iniziative localizzate in:
- Abruzzo;
- Basilicata;
- Calabria;
- Campania;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia.
Per le regioni del Centro-Nord esiste invece la misura distinta Autoimpiego Centro-Nord, con importi e percentuali differenti.
Resto al Sud 2.0 vale anche per liberi professionisti e lavoratori autonomi?
Sì. Invitalia include espressamente tra le iniziative finanziabili il lavoro autonomo e le attività libero-professionali, sia in forma individuale sia, quando previsto, societaria.
La misura può quindi riguardare non soltanto una ditta individuale o una società, ma anche chi vuole iniziare un’attività professionale con Partita IVA. Prima di scegliere la forma corretta è utile distinguere tra libero professionista e ditta individuale, perché cambiano adempimenti, Registro Imprese e previdenza.
Quando bisogna aprire la Partita IVA per Resto al Sud 2.0?
Questo è uno dei controlli più importanti da fare prima di aprire la Partita IVA.
Le FAQ ufficiali Invitalia stabiliscono che possono essere agevolate le iniziative avviate nel mese di presentazione della domanda oppure nel mese immediatamente precedente, purché risultino inattive alla data della domanda.
Per le iniziative di lavoro autonomo e libero-professionali, l’avvio coincide con la data di apertura della Partita IVA. Per un’attività d’impresa, individuale o societaria, l’avvio coincide invece con la data di iscrizione al Registro delle Imprese.
Invitalia fornisce anche un esempio: se la domanda viene presentata il 31 ottobre, l’iniziativa non deve essere stata avviata prima del 1° settembre dello stesso anno.
La fonte da verificare prima dell’apertura è la pagina FAQ istruttoria Resto al Sud 2.0 di Invitalia.
Cosa significa che l’attività deve essere inattiva?
Non basta che l’attività sia nuova sulla carta. Alla data della domanda l’iniziativa deve risultare inattiva.
Secondo le FAQ Invitalia, la Partita IVA non deve essere movimentata né in attivo né in passivo. Sono ammesse alcune eccezioni per spese di modesta entità strettamente legate alla costituzione o formalizzazione dell’iniziativa oppure necessarie a consentirne la realizzazione tempestiva.
In pratica, aprire la Partita IVA e iniziare subito a fatturare prima della domanda può creare un problema di ammissibilità. La sequenza va quindi pianificata prima di emettere fatture o sostenere investimenti.
Quanto finanzia Resto al Sud 2.0?
Nel 2026 la misura prevede strumenti diversi in funzione del programma scelto.
| Strumento | Importo del progetto | Agevolazione |
|---|---|---|
| Voucher | fino a 40.000 € | 100% a fondo perduto |
| Voucher con maggiorazione | fino a 50.000 € | 100% a fondo perduto nei casi previsti |
| Programma di investimento | fino a 120.000 € | 75% a fondo perduto |
| Programma di investimento | oltre 120.000 € e fino a 200.000 € | 70% a fondo perduto |
La pagina ufficiale con gli importi è Invitalia – Agevolazioni Resto al Sud 2.0.
Quando il voucher può arrivare a 50.000 euro?
Il voucher base può arrivare a 40.000 euro. La maggiorazione di ulteriori 10.000 euro deve essere richiesta in domanda e richiede il rispetto delle condizioni previste.
Tra i casi indicati da Invitalia rientra un programma in cui almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni strumentali o servizi innovativi sotto il profilo tecnologico-digitale, della sostenibilità ambientale o del risparmio energetico. La disciplina contempla inoltre specifiche consulenze tecnico-specialistiche erogate da ETS iscritti al RUNTS.
Quali spese sono ammesse?
La pagina ufficiale Invitalia sulle spese ammissibili di Resto al Sud 2.0 comprende:
- opere edili di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, soltanto per i programmi di investimento e nel limite del 50% delle spese ammesse;
- macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
- programmi informatici, licenze e servizi ICT;
- progettazione e sviluppo di software, piattaforme digitali e app;
- immobilizzazioni immateriali legate allo sviluppo di prodotti, servizi e processi ad alto contenuto tecnologico;
- progettazione e sviluppo di portali web promozionali, visual o digital brand, marchi e denominazioni;
- specifiche consulenze tecnico-specialistiche rese da ETS, entro i limiti previsti.
Quali spese non sono ammesse?
Invitalia esclude espressamente diverse voci che spesso vengono considerate, erroneamente, normali costi di avvio finanziabili.
- acquisto di terreni;
- acquisto di immobili;
- consulenze per predisporre la domanda di agevolazione;
- consulenze legali, fiscali e tributarie;
- materie prime e semilavorati;
- personale;
- utenze;
- canoni di locazione;
- leasing;
- consulenze non tecnico-specialistiche.
Le spese sostenute prima della presentazione della domanda non sono normalmente ammissibili: la documentazione di spesa deve rispettare la sequenza temporale prevista dalla misura.
L’IVA è finanziabile per chi è in regime forfettario?
Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi apre una Partita IVA in regime forfettario.
Le FAQ operative Invitalia precisano che l’IVA può essere ammessa quando non è recuperabile secondo la normativa IVA, indicando espressamente come esempio il regime forfettario, purché la spesa sia coerente con il progetto approvato.
L’incentivo non rende però automaticamente applicabile il forfettario. I requisiti fiscali vanno verificati separatamente nella guida sui requisiti del regime forfettario 2026.
Quali attività possono essere finanziate?
Resto al Sud 2.0 può finanziare nuove attività in numerosi settori:
- industria e artigianato;
- trasformazione di prodotti provenienti da agricoltura, pesca e acquacoltura;
- servizi alle persone e alle imprese;
- turismo;
- commercio;
- lavoro autonomo e libera professione.
Sono escluse le attività di produzione primaria nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.
Come si presenta la domanda nel 2026?
La domanda si presenta esclusivamente online nell’area personale Invitalia. Per accedere servono SPID, CIE o CNS; sono inoltre richiesti firma digitale e PEC.
La pratica comprende il piano di impresa e gli allegati richiesti. Per impresa individuale, lavoratore autonomo e libero professionista la modulistica ufficiale prevede anche il certificato di attribuzione della Partita IVA quando la posizione è già stata costituita secondo le tempistiche ammesse.
Le domande vengono esaminate in ordine cronologico, entro 90 giorni, nei limiti delle risorse disponibili. Non è prevista una graduatoria con una data unica di chiusura: lo sportello resta disponibile finché vi sono fondi.
Resto al Sud 2.0 e NASpI: cosa controllare?
Essere disoccupati può essere rilevante per i requisiti della misura, ma Resto al Sud 2.0 e NASpI sono due discipline differenti.
Chi percepisce NASpI deve verificare separatamente le comunicazioni INPS, i limiti di reddito e l’eventuale anticipazione dell’indennità. Le regole sono approfondite nella guida NASpI e Partita IVA 2026 e nella guida su Partita IVA e disoccupazione.
Gli errori da evitare prima della domanda
- aprire la Partita IVA con troppo anticipo rispetto alla domanda;
- iniziare a fatturare e rendere attiva l’iniziativa prima della verifica dei requisiti;
- sostenere investimenti pensando che qualsiasi spesa precedente alla domanda sarà rimborsabile;
- confondere Resto al Sud 2.0 con la vecchia misura Resto al Sud chiusa nel 2025;
- considerare sufficiente il solo requisito di età;
- inserire nel piano costi non finanziabili come locazioni, utenze o normali consulenze fiscali;
- scegliere professionista o ditta individuale senza aver valutato Registro Imprese e previdenza;
- confondere il contributo Invitalia con le agevolazioni fiscali del regime forfettario.
Checklist prima di aprire la Partita IVA
- verifica di avere da 18 a 34 anni alla data rilevante;
- controlla la condizione lavorativa richiesta;
- verifica che la sede rientri nelle otto regioni ammesse;
- definisci se l’attività sarà professionale, autonoma o d’impresa;
- controlla che il settore sia finanziabile;
- costruisci il programma di spesa distinguendo costi ammessi ed esclusi;
- scegli tra voucher e programma di investimento in base al progetto;
- verifica la data corretta di apertura della Partita IVA o di iscrizione al Registro Imprese;
- mantieni l’iniziativa inattiva fino alla domanda secondo le regole Invitalia;
- predisponi SPID/CIE/CNS, PEC, firma digitale, piano di impresa e allegati.
Domande frequenti su Resto al Sud 2.0
Posso chiedere Resto al Sud 2.0 se ho già aperto la Partita IVA?
Può essere possibile soltanto se vengono rispettate le tempistiche della nuova iniziativa. Per lavoro autonomo e libera professione la data di apertura della Partita IVA coincide con l’avvio: l’iniziativa deve essere stata avviata nel mese della domanda o in quello immediatamente precedente e deve risultare inattiva alla data della domanda.
A 35 anni posso presentare domanda?
No, il requisito anagrafico riguarda chi ha compiuto 18 anni ma non ha ancora compiuto 35 anni. Chi ha già compiuto 35 anni non rientra nel requisito individuale previsto dalla misura.
Il voucher da 40.000 euro va restituito?
Il voucher previsto dalla misura è a fondo perduto, nei limiti delle spese ammesse e delle condizioni stabilite dal provvedimento. La maggiorazione può portarlo a 50.000 euro quando ricorrono i requisiti specifici.
Posso finanziare affitto e utenze?
No. Nella disciplina attuale di Resto al Sud 2.0 Invitalia indica tra le spese escluse utenze, locazioni e leasing.
Il regime forfettario impedisce di usare Resto al Sud 2.0?
Non automaticamente. Regime fiscale e incentivo seguono requisiti diversi. Invitalia chiarisce inoltre che l’IVA non recuperabile può essere agevolabile e cita espressamente il caso del contribuente forfettario, se la spesa è coerente con il progetto.