I contributi INPS di Artigiani e Commercianti nel 2026 prevedono un minimale di reddito di 18.808 euro. Sul minimale il contributo annuo è pari a 4.521,36 euro per gli Artigiani e 4.611,64 euro per i Commercianti. Se il reddito d’impresa supera il minimale sono dovuti anche contributi percentuali sulla parte eccedente.
Chi deve versare i contributi INPS Artigiani e Commercianti?
Le Gestioni speciali INPS riguardano i soggetti che esercitano attività artigiane o commerciali e possiedono i requisiti previsti per l’iscrizione.
Il semplice possesso di una Partita IVA o di un codice ATECO non comporta automaticamente l’iscrizione: deve essere verificata la natura effettiva dell’attività e la presenza dei requisiti richiesti dalla gestione interessata.
Per il confronto con professionisti e Gestione Separata consulta INPS e Partita IVA: quale gestione previdenziale.
Quali sono le aliquote INPS Artigiani e Commercianti nel 2026?
La Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 stabilisce le seguenti aliquote:
| Reddito 2026 | Artigiani | Commercianti |
|---|---|---|
| fino a 56.224 € | 24% | 24,48% |
| oltre 56.224 € e fino al massimale | 25% | 25,48% |
Per i Commercianti lo 0,48% aggiuntivo finanzia l’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. A entrambe le gestioni si aggiunge inoltre il contributo per maternità, pari nel 2026 a 0,62 euro al mese, quindi 7,44 euro per un anno completo.
Qual è il minimale INPS 2026 e quanto sono i contributi fissi?
Il minimale di reddito 2026 è pari a 18.808 euro. Anche quando il reddito d’impresa effettivo è inferiore al minimale, o risulta negativo, l’iscrizione alla Gestione comporta normalmente la contribuzione calcolata sul minimale.
| Gestione | IVS e altre componenti | Maternità | Totale minimo 2026 |
|---|---|---|---|
| Artigiani | 4.513,92 € | 7,44 € | 4.521,36 € |
| Commercianti | 4.604,20 € | 7,44 € | 4.611,64 € |
Questi importi rappresentano la contribuzione minima annuale per un soggetto iscritto per l’intero anno, salvo riduzioni o agevolazioni effettivamente spettanti.
Cosa succede se il reddito supera 18.808 euro?
Sulla parte di reddito d’impresa eccedente il minimale di 18.808 euro sono dovuti ulteriori contributi percentuali.
Fino a 56.224 euro si applicano il 24% per gli Artigiani e il 24,48% per i Commercianti. Sulla quota superiore a 56.224 euro le aliquote aumentano di un punto percentuale, diventando rispettivamente 25% e 25,48%, fino al massimale contributivo applicabile.
Il contributo dovuto sull’eccedenza si aggiunge quindi alla contribuzione calcolata sul minimale.
Qual è il massimale INPS Artigiani e Commercianti nel 2026?
Il massimale non è uguale per tutti. Nel 2026 è pari a:
- 93.707 euro per chi era già iscritto alla Gestione con decorrenza anteriore al 1° gennaio 1996 oppure può far valere anzianità contributiva a quella data;
- 122.295 euro per chi è privo di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 ed è stato iscritto con decorrenza dal 1° gennaio 1996 o successiva.
Una volta raggiunto il massimale applicabile alla posizione non si continua a calcolare la contribuzione IVS sull’ulteriore reddito eccedente.
Su quale reddito si calcolano i contributi?
L’INPS precisa che il contributo IVS è determinato sulla totalità dei redditi d’impresa rilevanti ai fini contributivi prodotti nell’anno al quale la contribuzione si riferisce, e non soltanto sul reddito dell’attività che materialmente ha determinato l’iscrizione.
Per questo il calcolo definitivo può richiedere il conguaglio dopo che il reddito dell’anno è noto attraverso la dichiarazione fiscale.
Come funzionano i contributi per collaboratori e coadiuvanti?
Le regole riguardano anche gli eventuali collaboratori familiari, coadiuvanti o coadiutori che risultano iscritti alla gestione.
Il minimale di reddito e il relativo contributo devono essere riferiti a ciascun soggetto operante nell’impresa. Il titolare è inoltre responsabile del versamento dei contributi dovuti per i collaboratori secondo le regole della gestione.
Il nuovo simulatore INPS consente infatti di indicare anche il numero dei collaboratori per ottenere una stima orientativa della contribuzione complessiva.
Quando si pagano i contributi fissi nel 2026?
I contributi dovuti sul minimale vengono versati mediante modello F24 in quattro rate. La Circolare INPS n. 14/2026 indica le seguenti scadenze:
- 18 maggio 2026;
- 20 agosto 2026;
- 16 novembre 2026;
- 16 febbraio 2027.
I contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale seguono invece le scadenze collegate alle imposte sui redditi, con saldo e acconti secondo le regole applicabili.
Gli importi necessari per i pagamenti sono disponibili nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, nella sezione dedicata ai dati del modello F24.
Se non fatturo o ho una perdita devo comunque pagare INPS?
In presenza dell’iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti, sì: normalmente resta la contribuzione sul minimale anche se il reddito effettivo è inferiore a 18.808 euro o negativo.
Questo distingue nettamente queste gestioni dalla Gestione Separata dei liberi professionisti, dove non esiste lo stesso contributo minimo fisso annuale.
Il fatto di non emettere fatture per un periodo non determina inoltre, da solo, la cancellazione automatica dalla Gestione: bisogna verificare se l’attività e i presupposti dell’iscrizione siano effettivamente cessati.
Come funziona la riduzione INPS del 35% per i forfettari?
Gli Artigiani e Commercianti che applicano il regime forfettario e possiedono i requisiti possono accedere al regime contributivo agevolato con riduzione del 35%.
L’agevolazione è facoltativa e richiede il rispetto della procedura INPS. Per chi intraprende una nuova attività nel 2026, la volontà di aderire deve essere comunicata con la massima tempestività rispetto alla ricezione del provvedimento di iscrizione.
La riduzione incide anche sull’accredito previdenziale e deve quindi essere valutata insieme al risparmio contributivo. Tutte le regole sono approfondite nella guida sulla riduzione INPS del 35% per i forfettari.
Esiste una nuova riduzione del 50% per chi si iscrive nel 2026?
No. La riduzione straordinaria introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda i lavoratori che hanno avviato l’attività e si sono iscritti per la prima volta nel corso del 2025 a una delle Gestioni speciali Artigiani o Commercianti.
Per chi è entrato correttamente nell’agevolazione nel 2025, il beneficio può continuare anche nel 2026 perché ha una durata prevista di 36 mesi dalla data di avvio dell’attività. Non costituisce però una nuova riduzione generalizzata per chi effettua la prima iscrizione nel 2026.
La misura 2025 è inoltre alternativa alle altre agevolazioni contributive incompatibili previste dalla normativa, tra cui il regime contributivo forfettario del 35%.
Quale riduzione spetta ai pensionati con più di 65 anni?
Nel 2026 continua ad applicarsi la specifica riduzione facoltativa del 50% dei contributi prevista per Artigiani e Commercianti con più di 65 anni già pensionati presso le gestioni dell’INPS, quando ricorrono i requisiti previsti.
Questa agevolazione non deve essere confusa né con il regime contributivo forfettario del 35% né con la riduzione straordinaria introdotta per le prime iscrizioni effettuate nel 2025.
Come usare il simulatore INPS Artigiani e Commercianti?
Dal 3 luglio 2026 l’INPS mette a disposizione un nuovo Simulatore per il calcolo dei contributi Artigiani e Commercianti, utilizzabile liberamente e senza credenziali.
È possibile indicare reddito, mesi di attività ed eventuali collaboratori. Lo strumento permette inoltre di simulare il regime ordinario, il regime forfettario e il caso dei pensionati over 65.
Il risultato ha però valore esclusivamente indicativo: non certifica né l’obbligo di iscrizione né la spettanza delle agevolazioni inserite nella simulazione.
I contributi INPS Artigiani e Commercianti sono deducibili?
I contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati possono avere rilevanza fiscale secondo le regole applicabili al contribuente.
Nel regime forfettario, in particolare, i contributi previdenziali obbligatori deducibili vengono sottratti dal reddito determinato forfettariamente prima del calcolo dell’imposta sostitutiva, nei limiti e secondo le condizioni previste.
Per il quadro complessivo consulta contributi INPS nel regime forfettario 2026.
Cosa controllare per calcolare i contributi 2026?
- corretta iscrizione alla Gestione Artigiani o Commercianti;
- mesi effettivi di iscrizione nell’anno;
- eventuali collaboratori familiari iscritti;
- minimale di reddito di 18.808 euro;
- reddito eccedente il minimale;
- superamento della fascia di 56.224 euro;
- massimale di 93.707 o 122.295 euro applicabile alla posizione;
- eventuale riduzione contributiva realmente spettante;
- rate sul minimale e saldo/acconti sull’eccedenza;
- corretta compilazione del Quadro RR della dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti sui contributi Artigiani e Commercianti 2026
Quanto paga almeno un artigiano nel 2026?
Per un’iscrizione relativa all’intero anno, il contributo calcolato sul minimale è pari a 4.521,36 euro, salvo agevolazioni o situazioni particolari applicabili alla posizione.
Quanto paga almeno un commerciante nel 2026?
Per un’iscrizione relativa all’intero anno, il contributo sul minimale è pari a 4.611,64 euro, salvo eventuali agevolazioni spettanti.
Chi apre nel 2026 ha automaticamente lo sconto del 50%?
No. La riduzione straordinaria del 50% prevista dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda le prime iscrizioni effettuate nel 2025. Chi avvia una nuova attività nel 2026 deve verificare le agevolazioni effettivamente disponibili per la propria posizione, compreso eventualmente il regime contributivo forfettario del 35%.
Per gli altri approfondimenti consulta tutte le guide su previdenza e contributi della Partita IVA.