Una SRL non può distribuire ai soci un acconto sui dividendi dell’esercizio in corso come se fosse una SPA. Nel 2026 il punto è particolarmente importante perché la giurisprudenza ha ribadito che, per le società a responsabilità limitata, gli utili possono essere distribuiti solo quando risultano da un bilancio regolarmente approvato.
Questo significa che una situazione contabile infrannuale positiva, un utile provvisorio di metà anno o una forte liquidità sul conto corrente non autorizzano la società a pagare ai soci somme qualificate come “acconto dividendi”.
Acconto dividendi SRL: risposta rapida
- nelle SRL gli acconti sui dividendi dell’esercizio in corso non sono ammessi;
- l’articolo 2433-bis disciplina un istituto previsto per specifiche SPA, non per la SRL ordinaria;
- la SRL distribuisce utili realmente conseguiti e risultanti da un bilancio approvato;
- una situazione contabile infrannuale non sostituisce il bilancio approvato;
- un pagamento illegittimo può dover essere restituito;
- la distribuzione corretta di utili già approvati resta possibile se esistono riserve/utili distribuibili e non vi sono ostacoli patrimoniali.
Perché nelle SRL l’acconto dividendi non è ammesso?
L’articolo 2478-bis del Codice civile richiede che possano essere distribuiti ai soci soltanto utili realmente conseguiti e risultanti da un bilancio regolarmente approvato. La regola tutela il patrimonio sociale e impedisce che vengano prelevati utili ancora provvisori.
La disciplina speciale degli acconti sui dividendi è invece contenuta nell’articolo 2433-bis, inserito nella parte del Codice civile dedicata alle società per azioni e soggetto a condizioni molto restrittive.
Articolo 2433-bis: perché non basta avere il revisore?
L’articolo 2433-bis consente gli acconti sui dividendi soltanto alle società che rientrano nello specifico perimetro previsto dalla norma, con bilancio soggetto per legge a revisione secondo il regime degli enti di interesse pubblico, statuto che ammette l’operazione, giudizio positivo sul bilancio precedente e ulteriori limiti.
La semplice presenza di un revisore in una SRL non trasforma quindi la società in un soggetto autorizzato a distribuire acconti. È proprio questo uno degli errori pratici più frequenti.
Cosa ha chiarito la giurisprudenza recente?
Il Tribunale di Cagliari ha affermato che gli acconti sui dividendi non sono consentiti nelle SRL e che somme pagate ai soci come anticipazione di utili non ancora risultanti da un bilancio approvato possono integrare un indebito oggettivo, con obbligo di restituzione.
La decisione è particolarmente utile perché distingue il normale dividendo da un pagamento anticipato privo del presupposto civilistico necessario.
Situazione contabile infrannuale: basta per distribuire?
No. Una situazione contabile al 30 giugno, al 30 settembre o a qualsiasi altra data può servire agli amministratori per controllare andamento, liquidità e patrimonio, ma non equivale a un bilancio d’esercizio regolarmente approvato dai soci ai fini della distribuzione degli utili.
E se l’utile è praticamente certo?
La certezza economica non sostituisce il requisito giuridico. Anche se la SRL ha già maturato ricavi elevati e prevede un utile importante a fine anno, fino all’approvazione del bilancio quel risultato resta soggetto a costi, rettifiche, svalutazioni, imposte e altri eventi che possono modificarlo.
Liquidità sul conto e utile distribuibile sono la stessa cosa?
No. Una SRL può avere molta liquidità e non avere utili distribuibili, oppure avere utili ma liquidità insufficiente. Il dividendo richiede un utile o una riserva distribuibile; il saldo bancario, da solo, non crea il diritto del socio a prelevare denaro.
Per questo il tema va collegato alla guida su dividendi SRL e a quella su distribuzione delle riserve SRL.
Si possono distribuire utili di esercizi precedenti durante l’anno?
Sì, è un caso diverso. Se esistono utili già risultanti da bilanci approvati e rimasti in riserva o portati a nuovo, i soci possono valutare una distribuzione successiva rispettando le regole societarie e patrimoniali.
Non si tratta di un “acconto” sull’utile dell’anno in corso: si tratta della distribuzione di utili già maturati e già emersi da bilanci approvati.
Cosa succede se la SRL paga comunque un acconto utili?
La somma può risultare priva di un valido titolo distributivo e la società può chiederne la restituzione. Il rischio aumenta quando successivamente emergono perdite, squilibri patrimoniali o una procedura concorsuale, perché il pagamento può essere analizzato con particolare attenzione.
Il socio in buona fede è sempre protetto?
La disciplina tutela in determinate condizioni i soci che abbiano riscosso dividendi in buona fede sulla base di un bilancio regolarmente approvato da cui risultino utili netti corrispondenti. Questo presupposto manca proprio quando si distribuiscono utili dell’esercizio ancora in corso senza bilancio approvato.
Acconto dividendi e prelievo del socio sono la stessa cosa?
No, ma entrambi possono creare problemi se manca un titolo corretto. Un socio non può trattare il conto della SRL come un conto personale e giustificare successivamente un prelievo come futuro dividendo. Per le alternative corrette vedi come prelevare soldi da una SRL.
Quali alternative legittime esistono?
- distribuire utili già approvati e rimasti disponibili;
- distribuire riserve effettivamente distribuibili;
- riconoscere un compenso amministratore se correttamente deliberato e dovuto;
- rimborsare spese reali e documentate;
- restituire finanziamenti soci quando ne ricorrono i presupposti;
- attendere l’approvazione del bilancio dell’esercizio in corso.
Come viene tassato un dividendo legittimamente distribuito?
Per una persona fisica residente che detiene la partecipazione fuori dall’attività d’impresa, il dividendo distribuito da una SRL è normalmente soggetto a ritenuta del 26% a titolo d’imposta. La società versa la ritenuta con il codice tributo 1035 secondo le scadenze applicabili.
L’Agenzia delle Entrate conferma nel calendario 2026 il versamento delle ritenute sui dividendi distribuiti dalle società di capitali.
Esempio: utile provvisorio di 100.000 euro a settembre
Una SRL presenta a settembre un risultato gestionale positivo di 100.000 euro. I soci vorrebbero distribuirne 40.000 come acconto. Anche se la società dispone di liquidità sufficiente, quell’utile appartiene ancora all’esercizio in corso e non risulta da un bilancio regolarmente approvato: il pagamento non va trattato come dividendo legittimamente distribuibile.
Esempio: utili 2025 rimasti a nuovo
Una SRL ha approvato il bilancio 2025 con 80.000 euro di utili e ne ha lasciati 50.000 a nuovo. Nel 2026 può valutare una distribuzione di quei 50.000 euro, se restano disponibili e non sono intervenute perdite o altri vincoli. Non è un acconto 2026: è distribuzione di un utile già approvato.
Checklist prima di pagare denaro ai soci
- identificare il titolo del pagamento;
- verificare se si tratta di utile già approvato, riserva, rimborso o altro rapporto;
- controllare perdite e patrimonio netto;
- evitare di distribuire utili dell’esercizio in corso come acconto;
- deliberare correttamente la distribuzione;
- applicare la tassazione prevista;
- registrare contabilmente l’operazione in modo coerente;
- conservare verbale e documentazione.
Il divieto per le SRL è stato ribadito dalla giurisprudenza delle imprese, che richiama l’articolo 2478-bis e la natura eccezionale dell’articolo 2433-bis.
Domande frequenti
Una SRL può distribuire acconti sui dividendi?
No, secondo la disciplina e la giurisprudenza attuali gli acconti sugli utili dell’esercizio in corso non sono ammessi per la SRL.
Se la SRL ha il revisore può distribuire acconti?
No per il solo fatto di avere un revisore. L’articolo 2433-bis non diventa automaticamente applicabile alla SRL.
Una situazione contabile infrannuale basta?
No. Non sostituisce un bilancio d’esercizio regolarmente approvato.
Si possono distribuire utili di anni precedenti durante l’anno?
Sì, se sono già risultati da bilanci approvati, sono ancora disponibili e non esistono vincoli o perdite che ne impediscano la distribuzione.
Se l’acconto è già stato pagato va restituito?
Può esserci un obbligo di restituzione, soprattutto quando il pagamento è privo di un valido titolo distributivo.
Quanto paga di tasse un dividendo corretto?
Per la persona fisica residente non imprenditore, in via ordinaria la ritenuta è del 26%.