Le addizionali regionale e comunale sono imposte collegate all’IRPEF ma calcolate separatamente. Per un titolare di Partita IVA in regime ordinario possono comparire nello stesso F24 del saldo IRPEF, ma utilizzano codici tributo propri e dipendono dal territorio di residenza fiscale del contribuente.
Che cosa sono le addizionali IRPEF?
L’addizionale regionale e l’addizionale comunale sono imposte dovute dalle persone fisiche che risultano soggette a IRPEF e che possiedono i requisiti previsti dalle rispettive discipline territoriali. Non sono contributi previdenziali e non hanno relazione diretta con la gestione INPS.
Il loro importo deriva dalla dichiarazione dei redditi e varia in base alla Regione e al Comune di domicilio fiscale.
Addizionale regionale: come funziona
L’addizionale regionale all’IRPEF viene calcolata sul reddito imponibile secondo aliquote stabilite dalla Regione, entro i limiti previsti dalla normativa nazionale. Nel 2026 il versamento risultante da Redditi PF riguarda l’addizionale dovuta per il 2025.
Il codice tributo per l’autoliquidazione è 3801 – Addizionale regionale all’IRPEF. Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate conferma il codice e il versamento collegato alla dichiarazione 2026.
Addizionale comunale: saldo e acconto
L’addizionale comunale ha una struttura diversa. In dichiarazione possono emergere sia il saldo dell’anno precedente sia il primo acconto dell’anno corrente.
- 3843: addizionale comunale IRPEF – autotassazione – acconto;
- 3844: addizionale comunale IRPEF – autotassazione – saldo.
I codici sono confermati dalla ricerca ufficiale dei codici tributo dell’Agenzia delle Entrate.
Quando si pagano nel 2026?
Il termine ordinario dei versamenti risultanti dalla dichiarazione è il 30 giugno 2026. Per i soggetti interessati dal differimento 2026 collegato agli ISA il termine senza maggiorazione è il 20 luglio 2026.
È inoltre possibile utilizzare il termine successivo previsto dalla normativa con la relativa maggiorazione oppure scegliere la rateizzazione dei versamenti.
Le aliquote sono uguali in tutta Italia?
No. È proprio questo il motivo per cui non è corretto indicare una percentuale unica valida per tutti. Regioni e Comuni possono applicare aliquote, soglie di esenzione e scaglioni differenti nei limiti previsti dalla legge.
Per il calcolo bisogna utilizzare l’aliquota deliberata dall’ente competente per l’anno di riferimento e verificare la residenza fiscale rilevante.
Conta la sede dell’attività o la residenza?
Per la persona fisica le addizionali si collegano al domicilio fiscale del contribuente, non semplicemente all’indirizzo del negozio, dello studio o dell’unità locale.
Per distinguere i concetti consulta domicilio fiscale e Partita IVA.
Un professionista paga le addizionali?
Sì, se il reddito professionale confluisce nell’IRPEF ordinaria e risulta imposta dovuta secondo le regole applicabili. Le addizionali vengono calcolate nella dichiarazione insieme agli altri redditi personali rilevanti.
Le ritenute d’acconto subite possono ridurre il debito IRPEF complessivo, ma non bisogna confondere le ritenute con le aliquote delle addizionali.
Il forfettario paga addizionale regionale e comunale?
Sul reddito assoggettato all’imposta sostitutiva del regime forfettario non si applicano IRPEF e relative addizionali nello stesso modo del regime ordinario. Il forfettario versa infatti l’imposta sostitutiva del 15% o, quando spettante, del 5%.
Se però la persona possiede anche altri redditi soggetti a IRPEF, possono comunque emergere addizionali su tali redditi. Il fatto di avere una Partita IVA forfettaria non elimina quindi ogni possibile addizionale personale.
Addizionali e saldo IRPEF
Nello stesso F24 possono comparire il saldo IRPEF con codice 4001, l’addizionale regionale con codice 3801 e le righe dell’addizionale comunale con codici 3843 e 3844.
Consulta saldo IRPEF 2026.
Possono essere rateizzate?
Sì, quando rientrano nei versamenti risultanti dalla dichiarazione per i quali la normativa consente il pagamento rateale. Le rate successive maturano gli interessi previsti e utilizzano, quando necessario, specifici codici per gli interessi.
Per il piano generale consulta rateizzazione delle tasse.
Si possono compensare con crediti?
Sì, se il contribuente dispone di crediti utilizzabili in F24 e rispetta le condizioni previste. Per i titolari di Partita IVA la presentazione telematica e le regole di compensazione devono essere rispettate anche quando il saldo finale dell’F24 è zero.
Consulta compensazione F24 2026.
Esempio
Un professionista in regime ordinario presenta Redditi PF 2026. Dal modello emergono 1.500 euro di saldo IRPEF, 320 euro di addizionale regionale e 180 euro di addizionale comunale tra saldo e acconto. Nel modello F24 questi importi non vengono accorpati in un’unica riga: ogni imposta utilizza il proprio codice tributo.
Checklist addizionali 2026
- verifica domicilio fiscale e Comune competente;
- controlla aliquote e soglie territoriali dell’anno;
- calcola separatamente addizionale regionale e comunale;
- usa 3801 per la regionale;
- usa 3843 per l’acconto comunale e 3844 per il saldo;
- verifica il termine ordinario o l’eventuale differimento ISA;
- valuta rateizzazione e compensazione;
- non applicare le addizionali al reddito forfettario come se fosse reddito IRPEF ordinario.