Il saldo IRPEF 2026 è l’importo che chiude definitivamente l’imposta dovuta sui redditi del 2025. Per i titolari di Partita IVA in regime ordinario si versa con modello F24, normalmente insieme al primo acconto IRPEF 2026. Il codice tributo del saldo è 4001.
Quando si paga il saldo IRPEF 2026?
La scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026. Lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate indica il versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026, senza maggiorazione.
Per determinati soggetti interessati dal differimento collegato agli ISA il termine 2026 è stato spostato al 20 luglio 2026 senza maggiorazione. Chi beneficia di tale differimento può inoltre utilizzare il termine successivo previsto dalla norma con la maggiorazione applicabile.
Qual è il codice tributo del saldo IRPEF?
Il codice tributo è 4001 – IRPEF saldo. Va indicato nella sezione Erario del modello F24 con l’anno di riferimento corretto.
Il primo acconto utilizza invece il codice 4033 e la seconda rata o l’acconto in unica soluzione il codice 4034. Consulta acconto IRPEF 2026.
Come si calcola il saldo?
Il saldo nasce dalla dichiarazione dei redditi. In termini semplificati, si confronta l’IRPEF dovuta per il 2025 con acconti, ritenute e crediti già riconosciuti.
Se l’imposta dovuta è superiore a quanto già versato o trattenuto emerge un saldo a debito. Se invece acconti e ritenute superano l’imposta, può emergere un credito utilizzabile secondo le regole della dichiarazione.
Saldo IRPEF e Partita IVA ordinaria
Il saldo IRPEF riguarda le persone fisiche che determinano il reddito secondo le regole ordinarie. Il reddito professionale confluisce normalmente nel quadro RE, mentre il reddito d’impresa può derivare dai quadri RG o RF in base al regime contabile.
Per il quadro generale consulta dichiarazione dei redditi Partita IVA 2026.
Il forfettario paga il saldo IRPEF?
No, sul reddito forfettario si applica l’imposta sostitutiva del 15% o, se spettante, del 5%. Il saldo del regime forfettario usa quindi i codici tributo dell’imposta sostitutiva e non il codice IRPEF 4001.
Se però il contribuente possiede anche altri redditi soggetti a IRPEF, può comunque emergere un saldo IRPEF personale distinto dall’imposta sostitutiva dell’attività.
Posso pagare il saldo in ritardo di 30 giorni?
La normativa consente in molti casi il versamento entro il trentesimo giorno successivo al termine ordinario con una maggiorazione a titolo di interesse corrispettivo. Per i contribuenti ordinari il riferimento classico è la maggiorazione dello 0,40%; nel 2026 per i soggetti destinatari del differimento ISA opera la specifica maggiorazione prevista per il termine successivo al 20 luglio.
Non bisogna confondere questa facoltà con il ravvedimento operoso: se si supera anche il termine differito senza pagare, entra in gioco una vera regolarizzazione del ritardo. Consulta ravvedimento operoso 2026.
Il saldo IRPEF si può rateizzare?
Sì. Saldo e primo acconto possono essere rateizzati secondo le regole dei versamenti risultanti dalla dichiarazione. Le rate successive maturano interessi e devono essere versate entro le scadenze previste per il piano scelto.
Consulta rateizzazione delle tasse della Partita IVA.
Posso compensare il saldo con un credito?
Sì, se possiedi un credito fiscale utilizzabile in compensazione e rispetti le relative condizioni. La compensazione può ridurre il saldo da versare o portare l’F24 a saldo zero.
Per i titolari di Partita IVA e per gli F24 con compensazioni valgono le regole telematiche previste. Consulta compensazione dei crediti in F24.
Saldo IRPEF e ritenute d’acconto
Per i professionisti ordinari le ritenute subite dai clienti sostituti d’imposta sono acconti di imposta già versati per conto del professionista. In dichiarazione riducono l’IRPEF residua.
Se le ritenute sono elevate rispetto all’imposta dovuta, il saldo può ridursi fino ad azzerarsi o trasformarsi in credito. Consulta ritenuta d’acconto del professionista.
Saldo IRPEF e perdite fiscali
Le perdite fiscali possono modificare il reddito imponibile e quindi l’IRPEF finale, ma devono essere utilizzate secondo la loro disciplina. Le perdite d’impresa e quelle professionali non seguono automaticamente le stesse regole.
Consulta perdite fiscali e Partita IVA.
Saldo IRPEF e addizionali
Il saldo IRPEF non comprende automaticamente le addizionali regionale e comunale, che vengono calcolate separatamente e utilizzano propri codici tributo. Per questo l’F24 può contenere più righe anche se tutti gli importi derivano dalla stessa dichiarazione.
Esempio
Dalla dichiarazione 2026 emerge un’IRPEF netta dovuta per il 2025 di 12.000 euro. Nel 2025 il contribuente ha già versato 8.000 euro di acconti e ha subito 2.000 euro di ritenute. Il saldo residuo è 2.000 euro, prima di considerare eventuali ulteriori crediti o compensazioni.
Checklist saldo IRPEF 2026
- chiudi correttamente Redditi PF 2026;
- verifica imposta netta, acconti e ritenute;
- controlla eventuali crediti disponibili;
- usa il codice 4001 per il saldo;
- verifica se hai diritto al differimento ISA 2026;
- decidi se pagare in unica soluzione o a rate;
- gestisci separatamente primo acconto e addizionali;
- trasmetti l’F24 con i canali consentiti;
- se paghi oltre i termini, verifica il ravvedimento.