Nel 2026 una Partita IVA può rateizzare molte somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi, in particolare il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso. La scelta non elimina il debito: lo distribuisce in più versamenti F24 con l’applicazione degli interessi previsti sulle rate successive.
Quali tasse si possono pagare a rate?
La rateizzazione riguarda le somme che risultano dalla dichiarazione e per le quali la normativa consente il pagamento rateale. Per una persona fisica titolare di Partita IVA possono rientrare, a seconda della situazione:
- saldo IRPEF;
- primo acconto IRPEF;
- addizionali quando dovute;
- imposta sostitutiva del regime forfettario;
- altre imposte e contributi che seguono le scadenze della dichiarazione quando la relativa disciplina lo consente.
La rateazione va sempre verificata per il singolo tributo: non tutte le somme che compaiono in un F24 seguono automaticamente la stessa disciplina.
Quando scade la prima rata nel 2026?
Lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate per i lavoratori autonomi e professionisti indica il 30 giugno 2026 come termine ordinario per il versamento, in unica soluzione o come prima rata, del saldo 2025 e del primo acconto 2026 per i tributi interessati.
La fonte ufficiale è lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate del 30 giugno 2026.
Quando si pagano le rate successive?
Le rate successive seguono le scadenze previste per la rateazione e sono maggiorate degli interessi. Per esempio, lo scadenzario 2026 dell’Agenzia indica per i titolari di Partita IVA una seconda rata IRPEF al 16 luglio 2026, con gli interessi previsti.
Il calendario effettivo dipende dalla data scelta per il primo versamento e dal tributo. È quindi preferibile predisporre l’intero piano F24 fin dall’inizio invece di calcolare ogni rata a ridosso della scadenza.
Si può pagare la prima rata dopo il 30 giugno?
Per molti versamenti risultanti dalla dichiarazione è prevista la possibilità di effettuare il pagamento entro il termine successivo applicando la maggiorazione stabilita dalla legge. Questa scelta è diversa dalla rateizzazione: prima si determina l’importo dovuto con l’eventuale maggiorazione, poi si applica il piano rateale previsto.
Lo scadenzario 2026 dell’Agenzia riporta infatti anche rate di versamenti per i quali l’intero importo da rateizzare è stato preventivamente maggiorato dello 0,40%.
Come si calcolano gli interessi sulle rate?
La prima rata non contiene gli interessi di rateazione relativi alle rate future. Sulle rate successive vengono applicati gli interessi secondo il calendario previsto.
Nel 2026 lo scadenzario dell’Agenzia mostra, ad esempio, interessi dello 0,18% sulla seconda rata del 16 luglio per chi ha iniziato il piano al termine ordinario di giugno. Le percentuali cambiano nelle rate successive e in base al momento di avvio del piano.
Come si compila l’F24 rateale?
Ogni rata viene versata tramite modello F24 utilizzando il codice tributo del debito principale e, quando previsto, il codice per gli interessi di rateazione. L’Agenzia utilizza, tra gli altri, il codice tributo 1668 per gli interessi sul pagamento dilazionato delle imposte erariali.
Per le modalità di pagamento consulta modello F24 e Partita IVA.
Come funziona per il regime forfettario?
Anche il contribuente in regime forfettario può rateizzare le somme della dichiarazione che rientrano nella disciplina, compreso il saldo e il primo acconto dell’imposta sostitutiva.
Lo scadenzario 2026 dell’Agenzia riporta specificamente rate dell’imposta sostitutiva del regime forfettario. Per capire come si forma l’acconto consulta acconto del regime forfettario.
Saldo e primo acconto sono la stessa cosa?
No. Il saldo chiude il debito relativo all’anno precedente; il primo acconto anticipa una parte delle imposte dell’anno in corso.
Per questo, nell’estate 2026, un professionista può trovarsi a pagare nello stesso F24 saldo 2025 e primo acconto 2026. È uno dei motivi per cui il carico fiscale del secondo anno di attività può apparire più alto del previsto.
Per la dinamica complessiva consulta quando si pagano le tasse il primo anno di Partita IVA.
Rateizzare è la stessa cosa che pagare in ritardo?
No. La rateizzazione è una modalità di pagamento prevista dalla legge e viene impostata entro le scadenze. Il pagamento tardivo di una rata o di un tributo è invece un inadempimento che può richiedere sanzioni e interessi.
Se una scadenza è già stata saltata bisogna verificare il ravvedimento operoso, non semplicemente creare un nuovo piano rateale come se il termine non fosse trascorso.
Si possono compensare crediti e rate?
Quando il contribuente dispone di crediti fiscali utilizzabili in compensazione, il modello F24 può consentire di ridurre il saldo da versare nel rispetto dei limiti e delle procedure previste.
La compensazione va verificata prima di costruire il piano, perché può modificare l’importo effettivamente da rateizzare. Per l’IVA consulta credito IVA, rimborso e compensazione.
Esempio semplice
Supponiamo che dalla dichiarazione risultino 3.000 euro complessivi tra saldo e primo acconto rateizzabili. Il contribuente sceglie di non versare tutto il 30 giugno, ma di suddividere l’importo nelle rate consentite.
La prima quota viene pagata al termine iniziale; sulle quote successive vengono aggiunti gli interessi previsti dal calendario. Il totale finale sarà quindi leggermente superiore a 3.000 euro.
Checklist prima di rateizzare
- determina correttamente saldo e primo acconto;
- verifica quali tributi sono rateizzabili;
- scegli il numero di rate prima del primo F24;
- calcola gli interessi delle rate successive;
- controlla eventuali crediti compensabili;
- non confondere rateizzazione e pagamento tardivo;
- programma liquidità e scadenze fino alla fine del piano;
- conserva le quietanze di tutti gli F24.