ATECO 2025 è la classificazione delle attività economiche vigente anche nel 2026. È entrata in vigore il 1° gennaio 2025 ed è utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025 per gli adempimenti statistici, fiscali e amministrativi. Nel luglio 2026 l’ISTAT ha aggiornato le tabelle di corrispondenza con la vecchia classificazione, senza modificare struttura, livelli o descrizioni di ATECO 2025.
Cos’è ATECO 2025?
ATECO è la classificazione ufficiale italiana delle attività economiche, coordinata dall’ISTAT e coerente con la classificazione europea NACE.
ATECO 2025 ha sostituito ATECO 2007 – aggiornamento 2022 e viene utilizzata per identificare in modo uniforme le attività svolte da imprese, professionisti e altri operatori economici.
La documentazione ufficiale, le note esplicative, il Navigatore e le tavole di raccordo sono disponibili nella sezione ATECO 2025 dell’ISTAT.
Da quando si usa ATECO 2025?
Le due date da distinguere sono:
- 1° gennaio 2025: entrata in vigore della classificazione ATECO 2025;
- 1° aprile 2025: adozione operativa da parte dei sistemi statistici, fiscali e amministrativi.
Dal 1° aprile 2025 i codici ATECO 2025 devono quindi essere utilizzati negli atti e nelle dichiarazioni presentate all’Agenzia delle Entrate, salvo eventuali indicazioni specifiche contenute nelle istruzioni dei singoli modelli.
ATECO 2025 si usa anche nel 2026?
Sì. Nel 2026 la classificazione vigente continua a essere ATECO 2025.
Non esiste quindi una nuova classificazione chiamata “ATECO 2026”. Nel 2026 l’ISTAT ha avviato la propria strategia di aggiornamento più frequente della classificazione, ma l’aggiornamento pubblicato il 15 luglio 2026 ha interessato esclusivamente gli strumenti di raccordo con la classificazione precedente.
Cosa è cambiato con l’aggiornamento ATECO del luglio 2026?
Il 15 luglio 2026 l’ISTAT ha pubblicato nuove versioni delle relazioni teoriche di corrispondenza e della tabella operativa di riclassificazione tra ATECO 2025 e ATECO 2007 – aggiornamento 2022.
L’ISTAT precisa espressamente che l’aggiornamento:
- non modifica la struttura di ATECO 2025;
- non modifica i livelli della classificazione;
- non modifica le descrizioni dei codici;
- rende invece più precise alcune corrispondenze tra vecchi e nuovi codici.
Il riferimento ufficiale è l’aggiornamento 2026 delle tavole di raccordo ISTAT.
Chi apre una Partita IVA nel 2026 quale codice deve utilizzare?
Chi apre una nuova Partita IVA nel 2026 deve individuare l’attività secondo la classificazione ATECO 2025.
La scelta deve partire dall’attività che verrà realmente esercitata e non dalla convenienza fiscale associata a un determinato codice.
Per il metodo di scelta consulta come scegliere il codice ATECO corretto.
Chi aveva già una Partita IVA deve presentare una variazione?
Non automaticamente. Il semplice passaggio dalla precedente classificazione ad ATECO 2025 non ha comportato, da solo, l’obbligo di presentare una dichiarazione di variazione dati all’Agenzia delle Entrate.
La Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 24/E dell’8 aprile 2025 ha confermato che l’adozione di ATECO 2025 non comporta, da sola, l’obbligo di presentare una dichiarazione di variazione dati. Dal 1° aprile 2025, però, i nuovi codici devono essere utilizzati negli atti e nelle dichiarazioni presentati all’Agenzia delle Entrate, salvo diverse istruzioni previste per uno specifico modello.
Questo significa che non bisogna modificare la propria Partita IVA soltanto perché il vecchio codice è stato riclassificato.
Quando invece bisogna comunicare un nuovo codice?
Una variazione può essere necessaria quando il contribuente verifica che il codice risultante dalla riclassificazione non rappresenta correttamente l’attività effettivamente svolta oppure quando l’attività stessa cambia.
Le modalità dipendono dalla posizione:
- chi è iscritto al Registro delle Imprese comunica la variazione attraverso gli strumenti del sistema camerale e la Comunicazione Unica;
- chi non è iscritto al Registro delle Imprese utilizza il modello fiscale previsto per la propria posizione, ad esempio il modello AA9/12 per lavoratori autonomi, professionisti e imprese individuali nei casi in cui tale modello sia applicabile.
Le indicazioni operative sono riepilogate anche nella documentazione congiunta su ATECO 2025 pubblicata da Unioncamere.
Cosa è successo ai codici delle imprese già iscritte alla Camera di Commercio?
Per le imprese iscritte al Registro delle Imprese il sistema camerale ha effettuato nel 2025 una riclassificazione d’ufficio delle attività economiche dalla vecchia classificazione ad ATECO 2025.
Quando la corrispondenza tra vecchio e nuovo codice non era univoca, poteva essere necessario verificare quale nuova classificazione rappresentasse meglio l’attività effettivamente esercitata.
Nel 2026, quindi, chi possiede già un’impresa dovrebbe verificare il codice risultante dalla propria posizione camerale, soprattutto se l’attività descritta dalla vecchia classificazione poteva essere ricondotta a più nuove voci.
Un vecchio codice ATECO corrisponde sempre a un solo codice ATECO 2025?
No. Il passaggio dalla vecchia alla nuova classificazione non è sempre una semplice sostituzione uno a uno.
Le tavole di raccordo ISTAT servono proprio a rappresentare le relazioni tra le due classificazioni: una vecchia voce può richiedere una verifica più precisa dell’attività per individuare il nuovo codice appropriato.
È quindi preferibile non affidarsi a una semplice ricerca automatica del “nuovo numero”, ma leggere la descrizione e le note esplicative della voce ATECO 2025 interessata.
Come verificare il proprio codice ATECO 2025?
Il riferimento principale è il Navigatore ATECO dell’ISTAT, insieme alle note esplicative e alle tavole di raccordo ufficiali. Per capire livelli, cifre e note della classificazione consulta anche come leggere un codice ATECO.
Per controllare invece quali codici attività risultano effettivamente registrati nella propria posizione fiscale, l’Agenzia delle Entrate indica l’area riservata del sito, seguendo il percorso Cassetto fiscale → Consultazioni → Anagrafica. È utile distinguere quindi la ricerca del codice corretto nella classificazione ISTAT dalla verifica del codice già presente in Anagrafe Tributaria.
La verifica dovrebbe seguire tre passaggi:
- controllare l’attività che risulta attualmente associata alla propria posizione;
- confrontarla con ciò che viene realmente svolto;
- verificare nella classificazione e nelle note ATECO 2025 se il codice utilizzato rappresenta correttamente tale attività.
ATECO 2025 modifica automaticamente il regime fiscale?
No. Il codice ATECO identifica l’attività economica, mentre regime forfettario e regime ordinario sono regimi fiscali.
Il cambiamento della classificazione non comporta quindi automaticamente l’uscita dal forfettario o il passaggio a un altro regime.
Nel forfettario il settore di attività è però rilevante per individuare il coefficiente di redditività.
Nel 2026 i coefficienti del forfettario sono già basati su ATECO 2025?
Non ancora secondo la disciplina transitoria attualmente applicabile. L’articolo 1 del Decreto legislativo 81/2025 stabilisce che, fino all’approvazione dei nuovi coefficienti elaborati sulla base di ATECO 2025, i contribuenti forfettari continuano a utilizzare i coefficienti vigenti individuando quello applicabile attraverso il codice corrispondente all’attività esercitata secondo ATECO 2007.
Questo punto è approfondito nella guida dedicata al coefficiente di redditività e non va confuso con la validità generale della classificazione ATECO 2025.
ATECO 2025 ha effetti anche previdenziali?
Sì, la nuova classificazione è stata recepita anche nei sistemi previdenziali. L’INPS ha adottato ATECO 2025 dal 1° aprile 2025 e ha progressivamente riallineato anche le posizioni preesistenti.
Il codice ATECO, tuttavia, non deve essere considerato l’unico elemento che determina l’inquadramento previdenziale: conta sempre la natura effettiva dell’attività e la disciplina applicabile.
Il riferimento è la documentazione INPS su ATECO 2025.
Devo cambiare codice per l’aggiornamento ISTAT del 2026?
Non esiste un obbligo generalizzato di cambiare codice per effetto dell’aggiornamento del luglio 2026.
L’ISTAT ha infatti chiarito che struttura, livelli e descrizioni di ATECO 2025 sono rimasti invariati. Sono state aggiornate le corrispondenze con la vecchia classificazione per renderle più precise.
La verifica diventa utile quando la precedente riclassificazione non rappresenta correttamente l’attività svolta o quando il nuovo raccordo chiarisce meglio la corrispondenza tra vecchio e nuovo codice.
Domande frequenti su ATECO 2025 nel 2026
Nel 2026 esiste ATECO 2026?
No. La classificazione vigente è ATECO 2025. L’aggiornamento pubblicato nel 2026 riguarda gli strumenti di corrispondenza con la classificazione precedente.
Devo chiudere e riaprire la Partita IVA per passare ad ATECO 2025?
No. L’adozione della nuova classificazione non comporta la chiusura e riapertura della Partita IVA. Occorre eventualmente comunicare una variazione soltanto quando la posizione deve essere aggiornata per rappresentare correttamente l’attività.
Posso continuare a usare un vecchio codice ATECO 2007?
Negli atti e nelle dichiarazioni per i quali è richiesta la classificazione vigente bisogna utilizzare ATECO 2025, salvo specifiche indicazioni delle istruzioni applicabili. La vecchia classificazione resta rilevante soprattutto per raccordi, confronti e alcune discipline transitorie.
Per gli altri approfondimenti consulta tutte le guide dedicate al codice ATECO.