Scegliere il codice ATECO corretto per aprire la Partita IVA significa partire dall’attività che svolgerai realmente e individuare la classificazione che la descrive nel modo più preciso possibile. Nel 2026 si utilizza ATECO 2025: il codice non va scelto in base alla tassazione più conveniente, perché può avere riflessi fiscali, previdenziali e amministrativi.
A cosa serve il codice ATECO?
Il codice ATECO è la classificazione utilizzata per identificare l’attività economica esercitata. Consente alle amministrazioni di ricondurre un’attività a una determinata categoria economica e viene utilizzato anche negli adempimenti fiscali e amministrativi.
Dal 1° gennaio 2025 è in vigore ATECO 2025, adottata operativamente dal 1° aprile 2025. La classificazione ufficiale e il relativo navigatore sono pubblicati dall’ISTAT.
Per capire cosa è cambiato rispetto alla classificazione precedente consulta anche ATECO 2025 e Partita IVA.
Come scegliere il codice ATECO corretto?
La scelta deve partire dalla domanda: che cosa farò concretamente per i miei clienti?
Non basta una definizione generica come “consulenza”, “servizi online”, “commercio” o “artigianato”. Bisogna descrivere l’attività effettivamente svolta, individuare le possibili voci della classificazione e confrontarne titoli e note esplicative.
Quando si confrontano due codici simili, non bisogna leggere soltanto il titolo della sottocategoria a sei cifre. Le note esplicative ufficiali ATECO 2025 dell’Istat comprendono descrizioni generali, inclusioni, esclusioni e indicazioni operative; inoltre le note collocate ai livelli superiori della classificazione possono avere validità anche per i codici gerarchicamente inferiori appartenenti allo stesso ramo.
Per questo, quando il titolo del codice sembra corretto ma rimane un dubbio, è utile risalire anche a classe, gruppo e divisione e verificare le relative note prima di effettuare la scelta definitiva.
Un metodo pratico è:
- scrivere in modo concreto quali servizi o prodotti offrirai;
- individuare nel Navigatore ATECO le attività più vicine;
- leggere la descrizione completa e le eventuali note della classificazione;
- verificare se svolgerai una sola attività oppure più attività differenti;
- controllare le conseguenze fiscali, previdenziali e amministrative dell’inquadramento;
- utilizzare infine il codice che rappresenta l’attività realmente esercitata.
Il Navigatore ATECO sceglie automaticamente il codice giusto?
No. Il Navigatore ATECO dell’ISTAT è lo strumento ufficiale per ricercare le attività e orientarsi nella classificazione, ma l’ISTAT precisa che il codice individuato attraverso il navigatore non ha di per sé valore legale.
È quindi uno strumento di ricerca molto utile, ma la scelta finale deve essere coerente con l’attività effettivamente esercitata e con gli adempimenti da effettuare presso le amministrazioni competenti.
Devo scegliere il codice ATECO più specifico?
In generale bisogna arrivare al livello della classificazione che descrive correttamente l’attività senza attribuirsi caratteristiche che in realtà non si possiedono.
ATECO 2025 è una classificazione gerarchica: parte dalle sezioni più ampie e arriva, al massimo dettaglio, alle sottocategorie a sei cifre.
Per comprendere questa struttura consulta come leggere un codice ATECO.
Posso scegliere un codice ATECO simile ma fiscalmente più conveniente?
No. Il codice ATECO non deve essere scelto partendo dal risultato fiscale desiderato.
Questo è particolarmente importante nel regime forfettario, perché il settore dell’attività è collegato al coefficiente di redditività utilizzato per determinare il reddito imponibile.
Non sarebbe corretto dichiarare un’attività diversa da quella realmente esercitata soltanto perché associata a un coefficiente più basso.
Il codice ATECO determina automaticamente i contributi INPS?
Non da solo. Il codice ATECO è un elemento utilizzato anche nell’inquadramento previdenziale, ma ciò che conta è la natura effettiva dell’attività e la disciplina applicabile al soggetto.
L’INPS ha adottato ATECO 2025 nei propri sistemi dal 1° aprile 2025 e, per l’inquadramento dei datori di lavoro, precisa che il codice costituisce un criterio di classificazione non esclusivo. Il riferimento ufficiale è la circolare INPS n. 71/2025.
Anche per il lavoratore autonomo bisogna quindi evitare automatismi del tipo “questo codice significa sempre Gestione Separata” oppure “questo codice significa sempre Commercianti”: va verificata l’attività concretamente esercitata e il relativo inquadramento.
Il codice ATECO determina anche autorizzazioni, SCIA o requisiti professionali?
Il codice può aiutare a identificare il settore dell’attività, ma gli obblighi amministrativi derivano dall’attività concretamente svolta e dalla normativa che la disciplina, non dalla semplice presenza di una sequenza numerica.
Prima dell’avvio bisogna quindi verificare separatamente se l’attività richiede, per esempio, iscrizione al Registro Imprese, requisiti professionali, SCIA, comunicazioni al SUAP, autorizzazioni o iscrizioni ad albi e registri.
Se svolgo più attività posso avere più codici ATECO?
Sì. Una stessa Partita IVA può comprendere più attività e quindi più codici ATECO quando le attività esercitate sono effettivamente differenti.
In questi casi occorre distinguere l’attività principale o prevalente dalle attività secondarie secondo le regole applicabili alla posizione.
Per le imprese, le istruzioni ufficiali del Registro Imprese individuano in via generale l’attività prevalente facendo riferimento al criterio del volume d’affari. Tra tutte le attività effettivamente esercitate deve essere individuata una sola attività prevalente, mentre le altre possono essere indicate come attività secondarie.
Consulta l’approfondimento su codice ATECO prevalente e attività secondarie.
Serve un codice diverso per ogni servizio che offro?
Non necessariamente. Il fatto di offrire più servizi non significa automaticamente dover indicare un codice per ciascuno.
Bisogna capire se si tratta di prestazioni comprese nella stessa attività economica oppure di attività autonome e differenti che richiedono una distinta classificazione.
Per questo è utile descrivere prima l’intero modello di attività e solo dopo individuare uno o più codici.
Quali errori evitare quando si sceglie il codice ATECO?
Gli errori più frequenti sono:
- scegliere il codice esclusivamente perché utilizzato da un concorrente;
- partire dal coefficiente di redditività più conveniente anziché dall’attività reale;
- utilizzare una descrizione troppo generica quando esiste una classificazione più adatta;
- dimenticare una seconda attività che viene svolta in modo autonomo e rilevante;
- confondere il codice ATECO con autorizzazioni o requisiti necessari per esercitare l’attività;
- non verificare l’inquadramento previdenziale collegato alla situazione concreta;
- continuare a utilizzare riferimenti alla vecchia classificazione senza verificare la corrispondenza con ATECO 2025.
Cosa succede se scelgo un codice ATECO sbagliato?
Un codice non coerente con l’attività effettivamente esercitata può creare disallineamenti tra la posizione fiscale, previdenziale e, per le imprese, camerale.
La conseguenza concreta dipende dal tipo di errore e dall’attività. Se l’attività cambia oppure il codice inizialmente indicato non rappresenta più correttamente ciò che viene svolto, la posizione può essere aggiornata.
Nel cluster trovi le guide specifiche per aggiungere un codice ATECO e per cambiare codice ATECO.
Esempio pratico di scelta del codice ATECO
Supponiamo che una persona voglia aprire la Partita IVA per offrire servizi digitali alle imprese.
“Servizi digitali” è una descrizione troppo ampia per scegliere correttamente il codice. Bisogna capire che cosa farà davvero: sviluppo di software, consulenza informatica, gestione di campagne pubblicitarie, produzione di contenuti oppure un’altra attività.
Solo dopo aver definito in modo concreto le prestazioni si può cercare la relativa voce ATECO, verificare eventuali attività secondarie e controllare le conseguenze fiscali, previdenziali e amministrative.
Domande frequenti sulla scelta del codice ATECO
Posso aprire la Partita IVA con più codici ATECO?
Sì, se vengono effettivamente svolte più attività differenti. Non è necessario aprire una Partita IVA distinta per ogni codice.
Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto la Partita IVA?
Sì. Se cambia l’attività esercitata o il codice non è più corretto, è possibile effettuare la relativa variazione attraverso la procedura prevista per la propria posizione.
Nel 2026 devo usare ATECO 2025?
Sì. ATECO 2025 è la classificazione vigente ed è utilizzata operativamente dal 1° aprile 2025. Per alcune specifiche discipline fiscali possono tuttavia esistere regole transitorie di raccordo con la classificazione precedente.
Per proseguire il percorso consulta tutte le guide dedicate al codice ATECO.