La cartella esattoriale, oggi chiamata cartella di pagamento, è l’atto con cui Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR) chiede il pagamento di somme iscritte a ruolo. Quando arriva, bisogna controllare subito da quale debito deriva, la data di notifica, l’importo, il termine di 60 giorni e le possibilità di pagamento, rateizzazione o sospensione. Non tutte le somme richieste da un ente arrivano però tramite cartella: alcuni debiti sono riscossi direttamente attraverso avvisi di accertamento esecutivi.
Questa guida spiega cosa contiene una cartella esattoriale, cosa fare quando arriva, come pagarla o rateizzarla e cosa succede se non si paga entro 60 giorni. Le regole sulla rateizzazione riportate sono quelle vigenti nel 2026.
Cartella esattoriale: cosa fare subito
- controlla data e modalità di notifica;
- individua l’ente creditore e il tipo di debito;
- verifica il dettaglio delle somme richieste;
- controlla il termine di 60 giorni;
- se il debito è corretto, valuta pagamento o rateizzazione;
- se ritieni il debito non dovuto, verifica subito sospensione e tutela prevista.
Cos’è una cartella esattoriale?
La cartella esattoriale, denominazione tradizionale, è la cartella di pagamento notificata da Agenzia delle Entrate-Riscossione per recuperare crediti affidati dagli enti creditori.
Può riguardare, per esempio, somme dovute all’Agenzia delle Entrate, all’INPS, ai Comuni o ad altri enti. Le somme vengono normalmente iscritte a ruolo dall’ente creditore e poi affidate ad AdeR per la riscossione.
Cartella esattoriale e cartella di pagamento sono la stessa cosa?
Sì. “Cartella esattoriale” è l’espressione tradizionale, mentre la denominazione ufficiale è cartella di pagamento.
Cosa contiene una cartella esattoriale?
Nella cartella trovi normalmente:
- numero identificativo del documento;
- dati del destinatario;
- ente o enti creditori;
- causale del debito;
- importi richiesti distinti per ente;
- diritti di notifica;
- totale da pagare;
- termine e modalità di pagamento.
Le pagine successive riportano inoltre le istruzioni per rateizzazione, sospensione e impugnazione.
Come leggere una cartella esattoriale?
Il primo controllo non dovrebbe essere soltanto l’importo finale. Occorre ricostruire chi chiede il pagamento, per quale motivo, a quale periodo si riferisce il debito e da quale atto deriva.
Se la cartella contiene debiti di più enti, ogni voce deve essere esaminata separatamente.
Come verificare la data di notifica?
La data di notifica è fondamentale perché da essa decorre il termine previsto per il pagamento e, a seconda del debito, per le eventuali iniziative di tutela. La cartella può essere notificata con modalità previste dalla legge, tra cui PEC e raccomandata.
Quanti giorni ci sono per pagare una cartella?
La cartella di pagamento deve essere pagata entro 60 giorni dalla notifica. Se il pagamento avviene oltre i 60 giorni, possono maturare gli interessi di mora secondo le regole applicabili.
Cosa fare entro i 60 giorni?
Se il debito è dovuto, puoi valutare il pagamento o la rateizzazione. Se ritieni invece che la somma non sia dovuta o sia già stata pagata, devi verificare tempestivamente la procedura di sospensione o la tutela giudiziaria prevista per la natura del debito.
Come si paga una cartella esattoriale?
AdeR mette a disposizione il servizio Paga online e altri canali, compresi quelli bancari, postali e dei Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti a pagoPA.
È importante utilizzare dati e importi aggiornati. Dopo i 60 giorni il debito può aumentare per gli interessi di mora.
Posso pagare una cartella a rate?
Sì. Nel 2026 le regole dipendono dall’importo della singola richiesta e dalla situazione economico-finanziaria del contribuente.
Per somme fino a 120.000 euro, per le richieste presentate nel 2025 e nel 2026, è possibile ottenere fino a 84 rate mensili con semplice richiesta e dichiarazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria.
Per ottenere da 85 a 120 rate, oppure per somme superiori a 120.000 euro, la situazione di difficoltà deve essere documentata secondo i criteri previsti.
Come si chiede la rateizzazione?
Per le richieste fino a 120.000 euro e fino a 84 rate, AdeR mette a disposizione il servizio online Rateizza adesso nell’area riservata. Per richieste documentate occorre seguire la procedura prevista in base all’importo e al soggetto richiedente.
Cosa succede se non pago entro 60 giorni?
Trascorsi 60 giorni senza pagamento, rateizzazione o sospensione efficace, AdeR può attivare le procedure cautelari o esecutive previste dalla legge. Tra le possibili procedure rientrano, secondo i presupposti di legge, fermo amministrativo, ipoteca e pignoramento.
La cartella può portare al pignoramento?
Sì, ma il pignoramento non è automaticamente il primo atto dopo i 60 giorni. Devono essere rispettati i presupposti e i passaggi previsti per la specifica procedura.
Per il conto corrente consulta pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia della riscossione.
Quando può scattare il fermo o l’ipoteca?
Fermo amministrativo e ipoteca sono misure cautelari distinte dal pignoramento. La loro applicazione dipende dai presupposti previsti dalla normativa e non è una conseguenza automatica di qualsiasi cartella scaduta.
Cosa fare se la cartella è sbagliata?
Se ritieni che il debito non sia dovuto, sia già stato pagato, sia stato annullato oppure presenti un’altra causa di non esigibilità, non conviene ignorare la cartella.
AdeR prevede la sospensione legale della riscossione nei casi stabiliti dalla legge, tra cui pagamento già effettuato, sgravio, prescrizione o decadenza già intervenute, sospensione o sentenza favorevole.
Come chiedere la sospensione della cartella?
La richiesta di sospensione legale può essere presentata ad AdeR entro 60 giorni dalla notifica quando ricorre una delle cause previste. La richiesta deve essere supportata dalla documentazione che dimostra il motivo della contestazione.
Cartella esattoriale e ricorso: sono la stessa cosa della sospensione?
No. La sospensione legale è una procedura amministrativa prevista in determinate situazioni; il ricorso è invece una tutela giudiziaria. Termini e autorità competente dipendono dalla natura del debito.
Cartella esattoriale e avviso bonario: differenza
L’avviso bonario è una comunicazione che può derivare dai controlli automatici o formali dell’Agenzia delle Entrate. La cartella di pagamento appartiene invece alla fase della riscossione affidata ad AdeR.
Per l’avviso bonario consulta avviso bonario e comunicazione di irregolarità.
Cartella esattoriale e accertamento esecutivo: differenza
Non tutti i debiti fiscali passano da una cartella. Per alcune entrate l’ente creditore può notificare direttamente un avviso di accertamento esecutivo, che può essere affidato ad AdeR senza una successiva cartella.
Cartella esattoriale e debiti INPS
Una cartella può contenere somme riferite all’INPS. La natura del credito può incidere sulle modalità di contestazione e sui termini di tutela.
Per un atto specificamente emesso dall’INPS consulta avviso di addebito INPS.
Cartella esattoriale e Partita IVA
Per un professionista o un’impresa individuale una cartella può riguardare imposte, contributi, tributi locali o altri debiti. Il fatto di avere una Partita IVA non modifica automaticamente il termine generale di 60 giorni, ma può incidere sulle procedure applicabili e sui beni o crediti coinvolti in fase esecutiva.
Se il problema riguarda l’apertura di una nuova attività nonostante debiti pregressi, consulta aprire Partita IVA con debiti e cartelle.
Cosa succede a una cartella già pagata?
Se una somma è stata già pagata prima della formazione del ruolo oppure il debito è stato annullato dall’ente creditore, esistono procedure per chiedere la sospensione della riscossione e far verificare la posizione. Conserva sempre ricevute, F24 e provvedimenti di sgravio.
Prescrizione e cartella esattoriale
La prescrizione non ha un unico termine valido per tutte le cartelle. Dipende dalla natura del credito e dalla sequenza degli atti notificati.
Non bisogna quindi applicare automaticamente un termine di 5 o 10 anni senza aver identificato il debito e ricostruito gli eventuali atti interruttivi.
Rottamazione e definizioni agevolate nel 2026
Le definizioni agevolate non si applicano automaticamente a ogni cartella. Nel 2026 la Legge di Bilancio ha previsto la Rottamazione-quinquies per determinati carichi affidati alla riscossione entro il 31 dicembre 2023, con domanda entro il 30 aprile 2026.
La finestra per presentare nuove domande è quindi già trascorsa. Per una cartella ricevuta successivamente non bisogna presumere che rientri nella misura: occorre verificare l’effettiva data di affidamento del carico e i requisiti della specifica definizione.
Cartella esattoriale: cosa controllare prima di pagare
- numero identificativo;
- data e modalità di notifica;
- ente creditore;
- origine e periodo del debito;
- importo richiesto;
- scadenza dei 60 giorni;
- possibilità di rateizzazione;
- eventuale motivo per chiedere sospensione o altra tutela;
- aggiornamento dell’importo se il pagamento avviene dopo la scadenza.
Errori frequenti quando arriva una cartella
- lasciarla scadere senza verificare l’origine del debito;
- confondere cartella e avviso bonario;
- confondere cartella e accertamento esecutivo;
- utilizzare un vecchio importo dopo i 60 giorni;
- chiedere la rateizzazione troppo tardi;
- ignorare una cartella che si ritiene errata;
- considerare automatico il pignoramento al 61° giorno.
Checklist dopo la notifica
- salva la cartella e la prova della notifica;
- identifica ente e debito;
- controlla il termine di 60 giorni;
- verifica l’importo;
- decidi se pagare, rateizzare o verificare una tutela;
- conserva ricevute e documentazione.
Domande frequenti sulla cartella esattoriale
Quanto tempo ho per pagare una cartella?
In generale 60 giorni dalla notifica.
Posso rateizzare una cartella?
Sì. Nel 2026, per richieste fino a 120.000 euro, la rateizzazione su semplice richiesta può arrivare a 84 rate mensili.
Cosa succede se non pago?
Dopo la scadenza possono essere applicate procedure cautelari o esecutive e possono maturare interessi di mora.
Posso contestare una cartella già ricevuta?
Dipende dalla natura del debito e dal motivo della contestazione. I termini e l’autorità competente non sono uguali per tutte le cartelle.
Cartella e avviso bonario sono la stessa cosa?
No. Sono atti diversi e appartengono a fasi differenti della gestione del debito fiscale.