I codici tributo sono i codici che identificano imposte, contributi, sanzioni, interessi e altri versamenti nel modello F24. Scegliere il codice corretto è essenziale perché lo stesso importo può essere attribuito in modo diverso a seconda del tributo, del periodo e del tipo di pagamento.
Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un motore ufficiale di ricerca dei codici tributo, con ricerca guidata, ricerca per singolo codice, codici di recente istituzione e codici più ricorrenti. Per molti codici è disponibile anche un esempio di compilazione del modello F24.
Codici tributo: risposta rapida
- codice tributo = identifica la voce fiscale o contributiva da versare o compensare;
- anno di riferimento = indica il periodo cui si riferisce il pagamento;
- sezione F24 = cambia in base al tributo: Erario, INPS, Regioni, IMU e altre sezioni;
- causale contributo = è usata soprattutto nella sezione INPS e non coincide con il codice tributo;
- codice identificativo = può essere richiesto solo in casi specifici;
- codice sbagliato = può richiedere correzione anche se l’importo versato è corretto.
Cosa sono i codici tributo?
Ogni codice tributo permette al sistema fiscale di capire a quale imposta o voce deve essere imputato un pagamento effettuato con F24.
Un contribuente può versare nello stesso modello più importi, ciascuno associato al proprio codice. Per questo la corretta compilazione non dipende solo dalla somma pagata, ma anche dal codice, dall’anno di riferimento, dalla sezione e dagli altri campi richiesti.
Dove si trovano i codici tributo ufficiali?
La fonte primaria è il motore dell’Agenzia delle Entrate. È possibile cercare:
- per singolo codice;
- per descrizione;
- per sezione;
- per tipo di imposta;
- tra i codici più ricorrenti;
- tra i codici di nuova istituzione.
La ricerca guidata distingue, tra gli altri, IRPEF, IVA, IRES, IRAP, imposte sostitutive, crediti d’imposta e tributi comunali.
Perché non conviene copiare un codice tributo da un vecchio F24?
Perché il codice potrebbe riferirsi a un acconto anziché a un saldo, a un periodo diverso oppure a un tributo che nel frattempo non corrisponde più al pagamento da effettuare.
Prima di riutilizzare un vecchio modello bisogna almeno controllare:
- codice tributo;
- anno di riferimento;
- rata o mese;
- sezione del modello;
- importo a debito o credito;
- eventuali nuove istruzioni dell’Agenzia.
Dove si inserisce il codice tributo nell’F24?
Nell’F24 ordinario il codice tributo viene inserito nella sezione corrispondente alla voce da pagare. Per molte imposte nazionali si utilizza la sezione Erario.
Per contributi previdenziali, tributi regionali o locali si utilizzano invece le sezioni dedicate.
Per la struttura completa del modello consulta modello F24 e Partita IVA.
Codice tributo e causale INPS sono la stessa cosa?
No. Nella sezione INPS del modello F24 si utilizzano spesso causali contributo, matricole, sedi e periodi di riferimento.
Il principio è simile — identificare il debito corretto — ma non bisogna trattare una causale INPS come se fosse un normale codice tributo della sezione Erario.
Codice tributo e codice identificativo sono la stessa cosa?
No. In alcuni modelli o versamenti può essere richiesto anche un codice identificativo o un elemento identificativo aggiuntivo.
Questi campi servono a collegare il pagamento a un soggetto, un atto o una particolare fattispecie, ma non sostituiscono il codice tributo.
Quali sono i codici tributo IRPEF più usati?
Tra i codici più ricorrenti indicati dall’Agenzia delle Entrate ci sono:
- 4001 – IRPEF saldo;
- 4033 – IRPEF acconto prima rata;
- 4034 – IRPEF acconto seconda rata o acconto in unica soluzione;
- 1989 – interessi sul ravvedimento IRPEF;
- 8901 – sanzione pecuniaria IRPEF.
Il codice corretto dipende dal pagamento concreto: saldo, acconto, ravvedimento o altra fattispecie.
Quali codici usa il regime forfettario?
Per l’imposta sostitutiva del regime forfettario i codici principali sono:
- 1790 – acconto prima rata;
- 1791 – acconto seconda rata o in unica soluzione;
- 1792 – saldo.
L’Agenzia conferma questi codici anche nello scadenzario 2026. Per la guida verticale consulta codici tributo del regime forfettario.
Quali codici tributo usa l’IVA?
Per l’IVA esistono molti codici, diversi in base a periodicità e tipo di versamento.
Tra quelli più ricorrenti:
- 6001–6012 – IVA mensile da gennaio a dicembre;
- 6013 – acconto IVA mensile;
- 6031 – IVA trimestrale primo trimestre;
- 6032 – secondo trimestre;
- 6033 – terzo trimestre;
- 6034 – quarto trimestre;
- 6035 – acconto IVA trimestrale.
Per l’acconto annuale consulta acconto IVA.
Quali codici si usano per l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche?
Per il versamento del bollo sulle fatture elettroniche l’Agenzia prevede codici distinti per trimestre:
- 2521 – primo trimestre;
- 2522 – secondo trimestre;
- 2523 – terzo trimestre;
- 2524 – quarto trimestre;
- 2525 – sanzioni;
- 2526 – interessi.
Come funzionano i codici tributo per il ravvedimento?
Il ravvedimento può richiedere codici distinti per:
- tributo principale;
- sanzione;
- interessi.
Non bisogna quindi usare un solo codice per tutto il pagamento. La composizione varia in base al tributo regolarizzato.
Cos’è l’anno di riferimento?
L’anno di riferimento indica il periodo cui si riferisce il tributo. È uno dei campi più importanti dell’F24 perché un codice corretto associato all’anno sbagliato può comunque generare un’imputazione errata.
Il formato e il significato dell’anno dipendono dal codice: per alcuni coincide con l’anno d’imposta, per altri con l’anno di versamento o con il periodo indicato dalle istruzioni specifiche.
Cosa significa “rateazione/regione/provincia/mese rif.”?
È un campo multifunzione della sezione Erario. A seconda del codice può indicare:
- numero rata e numero complessivo delle rate;
- mese di riferimento;
- regione o provincia;
- altri dati previsti dalle istruzioni del tributo.
Non va compilato automaticamente: bisogna seguire l’esempio ufficiale associato al codice.
Come capire se un codice va a debito o a credito?
La scheda ufficiale del codice indica se l’importo può essere utilizzato come debito, come credito oppure in entrambe le modalità.
Se un credito viene usato in compensazione, bisogna anche verificare le regole e i limiti previsti per quella specifica tipologia.
Per il quadro generale consulta crediti fiscali Partita IVA.
Come si usa un codice tributo in compensazione?
Nel modello F24 il credito viene indicato nella colonna degli importi a credito compensati e viene utilizzato per ridurre uno o più debiti.
La compensazione può richiedere l’uso dei canali telematici dell’Agenzia e, per alcuni crediti, condizioni ulteriori.
Consulta compensazione F24.
Cosa succede se uso il codice tributo sbagliato?
Il versamento può risultare attribuito a una voce diversa da quella corretta. Questo non significa sempre che il pagamento sia perso, ma può essere necessario correggere l’imputazione.
Prima di effettuare un secondo versamento conviene verificare:
- ricevuta F24;
- Cassetto fiscale;
- codice utilizzato;
- anno di riferimento;
- importo e sezione;
- eventuale possibilità di correzione del versamento.
Come correggere un codice tributo errato?
La procedura dipende dal tipo di errore. In alcuni casi l’Agenzia consente la correzione dei dati del versamento senza ripetere il pagamento.
La prima regola è quindi non pagare una seconda volta prima di aver verificato l’esito del primo F24.
Come verificare se il pagamento è stato acquisito?
Dopo l’invio bisogna controllare la ricevuta telematica e, quando il saldo è positivo, l’esito dell’addebito.
Per la verifica dettagliata consulta quietanza F24.
Come cercare un codice tributo dal sito dell’Agenzia?
- apri il motore ufficiale dei codici tributo;
- scegli ricerca guidata o ricerca per singolo codice;
- se conosci la descrizione, inserisci una parola chiave;
- controlla la sezione F24 indicata;
- apri l’esempio di compilazione;
- verifica anno, rateazione e campi obbligatori;
- confronta il risultato con il tributo che devi realmente pagare.
Quali codici tributo cambiano più spesso?
Nuovi codici possono essere istituiti quando vengono introdotti nuovi bonus, crediti d’imposta, definizioni agevolate o altri adempimenti.
Per questo l’Agenzia mantiene una sezione dedicata ai codici tributo di recente istituzione. Per pagamenti non ricorrenti è sempre preferibile verificare la fonte ufficiale prima di compilare l’F24.
Codici tributo e dichiarazione dei redditi
Saldo e acconti risultanti dalla dichiarazione vengono versati con codici diversi in base all’imposta. Per esempio, IRPEF e imposta sostitutiva del forfettario utilizzano codici differenti.
Non bisogna quindi cercare un generico “codice tasse Partita IVA”: il codice dipende dal tributo effettivamente risultante dalla dichiarazione.
Codici tributo e contributi previdenziali
I contributi INPS non seguono sempre la stessa logica dei codici tributo fiscali. Nella sezione INPS assumono rilievo anche causale contributo, codice sede, matricola o posizione e periodo di riferimento.
Per evitare errori bisogna partire dalla gestione previdenziale effettivamente applicabile al contribuente.
Codici tributo e tributi locali
IMU e altri tributi locali possono richiedere codici specifici e l’indicazione del codice catastale del Comune.
Non bisogna trasferire automaticamente la logica della sezione Erario alla sezione dedicata ai tributi locali.
Codici tributo e F24 Elide
Nel modello F24 Elide il codice viene coordinato con elementi identificativi aggiuntivi. L’Agenzia pubblica esempi specifici per i codici che richiedono questo modello.
Se la scheda ufficiale indica “F24 Versamenti con elementi identificativi”, non bisogna utilizzare l’F24 ordinario come se fosse equivalente.
Errori frequenti con i codici tributo
- usare il codice dell’acconto al posto del saldo;
- indicare l’anno sbagliato;
- usare un codice IVA mensile al posto di quello trimestrale;
- confondere codice tributo e causale INPS;
- compilare la sezione sbagliata;
- omettere la rateazione quando richiesta;
- usare un codice trovato su una pagina non aggiornata senza verificarlo sul sito dell’Agenzia;
- pagare di nuovo senza aver prima verificato l’F24 errato.
Checklist prima di usare un codice tributo
- identifica esattamente il tributo;
- cerca il codice sul sito dell’Agenzia;
- verifica la sezione F24;
- controlla anno di riferimento;
- verifica eventuale rata o mese;
- controlla se l’importo è a debito o a credito;
- verifica eventuali elementi identificativi;
- apri l’esempio ufficiale di compilazione;
- controlla la ricevuta dopo l’invio.
Domande frequenti sui codici tributo
Dove trovo il codice tributo corretto?
Nel motore ufficiale di ricerca dei codici tributo dell’Agenzia delle Entrate.
1790, 1791 e 1792 a cosa servono?
Sono i codici principali dell’imposta sostitutiva del regime forfettario: primo acconto, secondo acconto e saldo.
4001, 4033 e 4034 a cosa servono?
Riguardano rispettivamente saldo IRPEF, primo acconto e secondo acconto o acconto in unica soluzione.
Codice tributo e causale INPS sono uguali?
No. La causale contributo della sezione INPS segue una logica previdenziale distinta dai normali codici tributo fiscali.
Se sbaglio codice devo pagare di nuovo?
Non automaticamente. Prima bisogna verificare il pagamento e valutare se l’errore può essere corretto senza duplicare il versamento.