I codici tributo del regime forfettario da usare per l’imposta sostitutiva sono 1790, 1791 e 1792. Il codice 1790 identifica il primo acconto, il 1791 il secondo acconto o l’acconto in unica soluzione e il 1792 il saldo. Vanno inseriti nel modello F24 con l’anno di riferimento corretto e, quando previsto, con i dati della rateazione.
Per capire invece come funzionano in generale i codici fiscali, dove cercarli sul sito dell’Agenzia e come distinguere codice tributo, causale INPS e altri identificativi, consulta codici tributo: guida completa.
Quali sono i codici tributo del regime forfettario
L’Agenzia delle Entrate individua tre codici principali per l’imposta sostitutiva del regime forfettario:
- 1790 – acconto prima rata;
- 1791 – acconto seconda rata o acconto in unica soluzione;
- 1792 – saldo.
Tutti e tre si riferiscono all’imposta sostitutiva prevista dall’articolo 1, comma 64, della legge 190/2014.
Codice tributo 1790: primo acconto
Il codice 1790 viene utilizzato per il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta sostitutiva del regime forfettario. È quindi il codice che ricorre quando l’acconto viene suddiviso in più versamenti secondo le regole applicabili.
Non va usato per il saldo dell’anno precedente e non va confuso con 1791, destinato alla seconda rata o all’acconto in unica soluzione.
Codice tributo 1791: seconda rata o unica soluzione
Il codice 1791 identifica il secondo acconto oppure l’acconto versato in unica soluzione. È normalmente collegato alla scadenza del secondo acconto, salvo differimenti o regole particolari previste per l’anno.
Il fatto che lo stesso codice serva anche per l’acconto in unica soluzione rende importante verificare sempre il calcolo dell’acconto prima di compilare l’F24.
Codice tributo 1792: saldo
Il codice 1792 viene utilizzato per il saldo dell’imposta sostitutiva dovuta sulla base della dichiarazione dei redditi. Il saldo riguarda l’anno d’imposta appena dichiarato e viene versato insieme, quando dovuto, al primo acconto dell’anno successivo.
Per esempio, nel 2026 il saldo relativo al periodo d’imposta 2025 viene versato con codice 1792 e anno di riferimento 2025.
Dove si inseriscono nell’F24
I codici tributo dell’imposta sostitutiva vengono indicati nella sezione Erario del modello F24. Oltre al codice, bisogna compilare correttamente anno di riferimento, importo a debito e, se il versamento è rateizzato, gli appositi campi previsti.
Il modello deve poi essere trasmesso con modalità telematica secondo le regole previste per i titolari di Partita IVA.
Anno di riferimento: la regola più importante
L’anno di riferimento non coincide sempre con l’anno in cui materialmente effettui il pagamento. Per il saldo, l’anno è quello dell’imposta cui il saldo si riferisce; per gli acconti, l’anno è quello per il quale l’acconto viene versato.
Questo è uno degli errori più frequenti: compilare correttamente il codice tributo ma indicare l’anno sbagliato, creando un versamento fiscalmente attribuito al periodo errato.
Esempio 2026: saldo 2025 e primo acconto 2026
Supponiamo che dalla dichiarazione Redditi PF 2026 emerga un saldo dell’imposta sostitutiva 2025 pari a 1.200 euro e un primo acconto 2026 pari a 600 euro.
- saldo: codice 1792, anno di riferimento 2025, importo 1.200 euro;
- primo acconto: codice 1790, anno di riferimento 2026, importo 600 euro.
I due importi possono comparire nello stesso F24 come righi distinti.
Esempio secondo acconto 2026
Se il secondo acconto dovuto per il 2026 è pari a 900 euro, il versamento viene effettuato con codice 1791 e anno di riferimento 2026.
Lo stesso codice viene utilizzato quando l’acconto è dovuto in unica soluzione, secondo le regole applicabili al contribuente.
Saldo e acconto possono stare nello stesso F24?
Sì. È normale che nello stesso modello siano presenti più righi, per esempio uno con 1792 per il saldo e uno con 1790 per il primo acconto. Ogni rigo deve però avere il proprio anno di riferimento e il proprio importo.
Il modello F24 è proprio progettato per consentire il versamento contestuale di tributi diversi o di componenti diverse dello stesso tributo.
Come funziona la rateazione
Quando il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati, il modello F24 deve riportare anche i dati della rata. Il codice tributo non cambia: resta 1792 per il saldo e 1790 per il primo acconto.
Quello che cambia è la compilazione del campo relativo alla rateazione e l’importo della singola rata, eventualmente maggiorato degli interessi previsti.
Il secondo acconto si può rateizzare?
La disciplina del secondo acconto segue regole diverse da saldo e primo acconto e può essere interessata da disposizioni specifiche approvate per determinati anni o categorie di contribuenti. Non va quindi applicata automaticamente la stessa rateazione prevista per i versamenti estivi.
Per il meccanismo dell’acconto consulta la guida su acconto regime forfettario.
Metodo storico e metodo previsionale
Il codice tributo non cambia in base al metodo scelto per calcolare l’acconto. Che l’acconto derivi dal metodo storico o dal metodo previsionale, il primo acconto utilizza 1790 e il secondo o unica soluzione utilizza 1791.
Cambia invece l’importo da versare. Il metodo previsionale richiede particolare prudenza perché un acconto sottostimato può generare un versamento insufficiente.
Come pagare l’F24
I titolari di Partita IVA effettuano i versamenti con modalità telematica. L’Agenzia delle Entrate consente l’utilizzo di F24 Web o F24 Online; nei casi ammessi è possibile utilizzare anche internet banking o un intermediario abilitato.
Per il quadro completo consulta modello F24 e Partita IVA.
F24 a saldo zero e compensazioni
Se utilizzi un credito fiscale che compensa integralmente il debito, il modello può chiudere a saldo zero. In questo caso l’F24 deve comunque essere trasmesso attraverso i canali previsti dall’Agenzia delle Entrate.
La presenza di crediti in compensazione può inoltre imporre l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia invece del normale home banking.
Da dove arrivano gli importi da versare
Saldo e acconti derivano dalla dichiarazione dei redditi. Per il forfettario il reddito e l’imposta sostitutiva vengono determinati nel quadro LM del modello Redditi PF.
Per comprendere il passaggio dai ricavi all’imposta consulta la guida sul quadro LM del regime forfettario.
1790, 1791 e 1792 non sono codici INPS
I tre codici riguardano esclusivamente l’imposta sostitutiva del regime forfettario. I contributi previdenziali utilizzano sezioni, causali e codici differenti in base alla gestione INPS interessata.
Non bisogna quindi usare 1790, 1791 o 1792 per pagare Gestione Separata, Artigiani o Commercianti.
Cosa controllare prima di inviare il modello
- codice tributo corretto;
- anno di riferimento corretto;
- importo del saldo;
- importo del primo o secondo acconto;
- eventuale rateazione;
- eventuali interessi;
- presenza di crediti in compensazione;
- canale telematico utilizzabile;
- data di addebito;
- disponibilità sufficiente sul conto.
Cosa controllare dopo il pagamento
- ricevuta di trasmissione;
- esito dell’addebito;
- assenza di scarti;
- coerenza tra F24 e dichiarazione;
- corretto anno attribuito al versamento;
- conservazione della ricevuta per la dichiarazione successiva.
Per verificare se il pagamento è stato realmente acquisito e distinguere F24A0, I24A0 e ricevuta dell’addebito consulta quietanza F24.
Cosa fare se hai usato il codice tributo sbagliato
Un errore nel codice tributo o nell’anno di riferimento non va corretto semplicemente pagando una seconda volta senza verifiche. Prima bisogna capire se il versamento può essere riallocato o corretto e quale procedura utilizzare.
Il rischio, altrimenti, è ritrovarsi con un credito su un codice e un debito ancora aperto su quello corretto.
Cosa succede se paghi in ritardo
Il versamento tardivo può comportare sanzioni e interessi. Se ricorrono le condizioni, la violazione può essere regolarizzata tramite ravvedimento operoso calcolando correttamente imposta, sanzione ridotta e interessi.
Non esiste però un unico importo valido per ogni ritardo: il calcolo dipende dalla data del pagamento e dalla violazione concreta.
Errori frequenti con 1790, 1791 e 1792
- usare 1790 per il saldo;
- usare 1792 per l’acconto;
- confondere primo e secondo acconto;
- inserire l’anno del pagamento invece dell’anno fiscale corretto;
- dimenticare la rateazione;
- duplicare un acconto già versato;
- pagare un importo diverso da quello risultante dalla dichiarazione senza aver scelto consapevolmente il metodo previsionale;
- confondere codici fiscali con causali INPS;
- non controllare la ricevuta dell’F24.
Tabella rapida dei codici
- 1790 — primo acconto; anno di riferimento: anno per cui versi l’acconto.
- 1791 — secondo acconto o unica soluzione; anno di riferimento: anno per cui versi l’acconto.
- 1792 — saldo; anno di riferimento: anno d’imposta del saldo.
Come leggere un F24 con saldo e primo acconto
Quando il contribuente versa nello stesso giorno saldo e primo acconto, è normale vedere due righi distinti nella sezione Erario. Il primo rigo può contenere il codice 1792 con l’anno del saldo; il secondo il codice 1790 con l’anno cui si riferisce l’acconto. Il fatto che entrambi siano pagati nel 2026 non significa quindi che debbano avere lo stesso anno di riferimento.
Questa lettura è utile anche quando si controlla una ricevuta F24 già trasmessa: prima di guardare il totale addebitato, conviene verificare riga per riga codice, anno e importo.
Rateazione: cosa non cambia
Se saldo e primo acconto vengono rateizzati, i codici tributo restano gli stessi. Non esiste un codice diverso per la seconda o terza rata del saldo: continua a essere utilizzato 1792 per il saldo e 1790 per il primo acconto, mentre la rateazione viene rappresentata negli appositi campi del modello.
Prima di trasmettere una rata successiva è quindi importante partire dal piano di rateazione effettivamente scelto e non ricostruire il modello copiando soltanto il codice del versamento precedente.
Se hai già pagato un acconto
Gli acconti già versati devono essere tenuti presenti nella dichiarazione successiva per evitare duplicazioni. La precompilata e il quadro LM possono riportare informazioni provenienti dai modelli F24, ma il contribuente deve comunque controllare che i versamenti risultino correttamente attribuiti.
Se un F24 non compare, presenta un anno errato o è stato scartato, il problema va risolto prima di assumere che l’acconto sia stato correttamente riconosciuto.
Codici 1790-1791-1792 e ravvedimento
Quando il versamento dell’imposta sostitutiva viene regolarizzato in ritardo, il codice dell’imposta resta collegato al tributo originario, mentre sanzioni e interessi seguono le regole e i codici previsti per il ravvedimento applicabile. Non è corretto aumentare semplicemente l’importo del rigo 1790, 1791 o 1792 senza distinguere le componenti dovute.
Il calcolo dipende dal tipo di violazione e dai giorni trascorsi, quindi va effettuato sulla situazione concreta.
FAQ sui codici tributo del forfettario
Quale codice uso per il saldo?
Il saldo dell’imposta sostitutiva del regime forfettario si versa con codice 1792.
Quale codice uso per il primo acconto?
Il primo acconto si versa con codice 1790.
Quale codice uso per il secondo acconto?
Il secondo acconto, o l’acconto in unica soluzione, si versa con codice 1791.
Nel 2026 quale anno metto per il saldo 2025?
Per il saldo relativo al periodo d’imposta 2025 si indica 2025 come anno di riferimento, anche se il pagamento viene effettuato nel 2026.