Una comunione ereditaria non esclude automaticamente dal regime forfettario. Nel 2026 bisogna capire che cosa è stato ereditato e, soprattutto, che cosa fanno concretamente gli eredi dopo la successione.
La semplice comproprietà di un immobile è molto diversa dalla prosecuzione congiunta dell’azienda del defunto. È quest’ultima situazione che può trasformare la verifica fiscale e far emergere una partecipazione incompatibile con il forfettario.
Comunione ereditaria e forfettario: la regola di partenza
La causa ostativa prevista dall’articolo 1, comma 57, lettera d), della legge 190/2014 riguarda, tra l’altro, la partecipazione a società di persone, associazioni professionali e imprese familiari. La mera comunione ereditaria, in quanto tale, non è elencata come causa autonoma di esclusione.
Il problema nasce quando la situazione di fatto assume caratteristiche diverse dalla semplice comunione, per esempio perché gli eredi continuano insieme un’attività commerciale.
Ereditare immobili non significa costituire una società
Due fratelli che ereditano un appartamento e lo mantengono in comproprietà non diventano automaticamente soci di una società di persone. Il reddito dell’immobile segue le regole proprie dei redditi fondiari o della diversa fattispecie applicabile.
La quota di un immobile ereditato non si somma, come tale, ai ricavi o compensi della Partita IVA per verificare il limite di 85.000 euro del forfettario.
Azienda ereditata: cosa cambia se gli eredi continuano l’attività
Se gli eredi ricevono un negozio, un laboratorio o un’altra azienda e continuano insieme a gestirla, non siamo più davanti alla sola detenzione passiva di beni. Bisogna verificare la forma utilizzata per la prosecuzione, gli adempimenti effettuati e la natura del reddito prodotto.
Una gestione congiunta stabile può assumere i caratteri di una società di fatto o essere regolarizzata in una società di persone. In quel caso la partecipazione può diventare rilevante per la causa ostativa del forfettario.
Società di fatto e comunione: perché non sono sinonimi
La comunione presuppone la contitolarità di beni; la società presuppone invece l’esercizio in comune di un’attività economica con uno scopo condiviso. Non è quindi corretto concludere che ogni comunione ereditaria sia una società di fatto.
Se però gli eredi organizzano stabilmente mezzi e attività per proseguire l’impresa del defunto, la situazione va qualificata in base ai fatti. Se emerge una società di fatto che svolge attività commerciale, la disciplina fiscale può avvicinarsi a quella di una SNC, con conseguenze dirette sul forfettario.
Azienda ereditata e data in affitto
Affittare l’azienda a un terzo non equivale necessariamente a continuarne direttamente la gestione. Anche qui occorre distinguere la mera titolarità del bene dalla prosecuzione di un’attività d’impresa da parte degli eredi.
La risposta dipende dalla struttura concreta dell’operazione e dalla qualificazione dei redditi. Non è prudente applicare automaticamente la stessa conclusione prevista per gli eredi che continuano personalmente il negozio o il laboratorio.
Eredità di una quota societaria: verifica separata
Se ciò che viene ereditato non è direttamente l’azienda ma una quota di SNC, SAS o altra società, la verifica cambia. La partecipazione a una società di persone è una causa ostativa specifica e va analizzata secondo le regole del regime forfettario.
I chiarimenti dell’Agenzia richiamati nelle istruzioni al quadro LM prevedono una disciplina particolare anche per partecipazioni ricevute in corso d’anno per successione. Per approfondire leggi socio SNC o SAS e forfettario.
La quota di reddito ereditario entra negli 85.000 euro?
Non tutto ciò che l’erede dichiara si somma ai ricavi o compensi della Partita IVA. Il limite di 85.000 euro riguarda i ricavi e compensi rilevanti per l’attività esercitata in forfettario; redditi fondiari, redditi di capitale o altre categorie seguono regole proprie.
Se invece l’erede esercita personalmente una nuova attività economica con Partita IVA, i ricavi di quell’attività vanno naturalmente considerati secondo le regole del regime applicato.
Esempi pratici
Immobile ereditato. Due fratelli ereditano un appartamento e lo locano. La comproprietà non diventa automaticamente una società di persone e non esclude da sola il forfettario di uno dei fratelli.
Negozio ereditato. Tre eredi continuano insieme il commercio del genitore, acquistano merce e gestiscono clienti e fornitori. Qui occorre qualificare la prosecuzione dell’attività e verificare se si è formata una società o altra struttura incompatibile.
Quota SNC ereditata. L’erede riceve direttamente una partecipazione in una SNC: la verifica non riguarda più la semplice comunione ma una partecipazione societaria specificamente rilevante.
Checklist per l’erede che vuole usare il forfettario
- individua esattamente i beni o le quote ricevute;
- distingui la comproprietà dalla gestione comune di un’attività;
- verifica se l’azienda viene continuata, affittata o cessata;
- controlla se è nata o esiste già una società;
- classifica separatamente i redditi ereditari;
- se hai ereditato quote societarie, applica le regole specifiche del tipo di società;
- non sommare automaticamente tutti i redditi personali alla soglia di 85.000 euro.
Per il quadro generale consulta i requisiti del regime forfettario 2026.
Domande frequenti
Una comunione ereditaria esclude sempre dal forfettario?
No. La mera comunione non è automaticamente una società di persone.
Se eredito un immobile con mio fratello perdo il regime?
No, non per il solo fatto della comproprietà dell’immobile.
Se continuiamo insieme l’azienda del defunto cambia qualcosa?
Sì. La prosecuzione congiunta dell’attività richiede di verificare la forma assunta e l’eventuale presenza di una società di fatto o di persone.
La quota di affitto dell’immobile ereditato entra negli 85.000 euro?
Non come ricavo della Partita IVA forfettaria se si tratta di reddito appartenente a una diversa categoria fiscale.