I contributi INPS nel regime forfettario 2026 dipendono dalla gestione previdenziale applicabile all’attività. Un libero professionista senza Cassa può versare alla Gestione Separata, mentre Artigiani e Commercianti hanno regole diverse, con contribuzione sul minimale e contributi sulla quota di reddito eccedente. Il regime forfettario determina il reddito fiscale di partenza, ma non permette di scegliere liberamente la gestione INPS.
Quali contributi INPS paga chi è nel regime forfettario?
Essere nel regime forfettario non significa applicare un’unica aliquota INPS. Prima bisogna individuare il corretto inquadramento previdenziale.
- libero professionista senza Cassa professionale obbligatoria: normalmente Gestione Separata INPS;
- artigiano: quando ricorrono i requisiti, Gestione Artigiani;
- commerciante: quando ricorrono i requisiti, Gestione Commercianti;
- professionista con propria Cassa: si applicano le regole dell’ente previdenziale professionale e non automaticamente quelle INPS illustrate per la Gestione Separata.
Per stabilire quale previdenza si applica consulta INPS e Partita IVA e, per le professioni ordinistiche, Cassa professionale o Gestione Separata.
Quanto paga un professionista forfettario in Gestione Separata nel 2026?
La Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 prevede per i liberi professionisti:
- 26,07% se non sono pensionati e non risultano assicurati presso un’altra forma di previdenza obbligatoria;
- 24% se sono pensionati o assicurati presso un’altra previdenza obbligatoria e restano soggetti alla Gestione Separata.
Per il professionista in Gestione Separata non esiste un contributo minimo fisso annuale analogo a quello previsto per Artigiani e Commercianti. I contributi sono collegati al reddito effettivamente soggetto alla gestione.
Le regole tecniche sono approfondite nella guida sulla Gestione Separata INPS 2026.
Come si calcola il reddito previdenziale del professionista forfettario?
Nel regime forfettario il reddito viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività.
Su questo reddito vengono poi applicate le regole della Gestione Separata e l’aliquota previdenziale spettante. Non è quindi corretto applicare automaticamente il 26,07% all’intero fatturato.
Se, per esempio, un professionista incassa 30.000 euro e applica un coefficiente di redditività del 78%, il reddito forfettario lordo è pari a 23.400 euro. Con aliquota del 26,07%, i contributi calcolati su tale importo sono pari a 6.100,38 euro, prima di considerare eventuali elementi specifici della dichiarazione.
Per verificare il coefficiente consulta coefficiente di redditività nel regime forfettario.
Quanto pagano Artigiani e Commercianti forfettari nel 2026?
Per Artigiani e Commercianti il meccanismo è diverso dalla Gestione Separata. La Circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 fissa il minimale di reddito a 18.808 euro.
| Gestione | Aliquota ordinaria 2026 | Contributo sul minimale |
|---|---|---|
| Artigiani | 24% | 4.521,36 € |
| Commercianti | 24,48% | 4.611,64 € |
Se il reddito rilevante supera 18.808 euro, alla contribuzione sul minimale si aggiungono i contributi sulla parte eccedente. Oltre la fascia di 56.224 euro le aliquote aumentano di un punto percentuale, fino al massimale applicabile.
Importi, massimali e scadenze sono approfonditi nella guida sui contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Un forfettario paga contributi INPS anche se guadagna poco?
Dipende dalla gestione previdenziale.
- il professionista in Gestione Separata non ha il contributo minimo fisso tipico delle Gestioni speciali;
- l’Artigiano o Commerciante regolarmente iscritto è normalmente soggetto alla contribuzione sul minimale anche quando il reddito effettivo è inferiore a 18.808 euro, salvo agevolazioni o situazioni particolari applicabili.
Questo può produrre differenze molto rilevanti nel costo della Partita IVA anche tra contribuenti con lo stesso fatturato e lo stesso regime fiscale.
Come funziona la riduzione INPS del 35% nel forfettario?
Le persone fisiche che esercitano attività d’impresa in regime forfettario e sono iscritte alle Gestioni Artigiani o Commercianti possono, quando possiedono i requisiti, optare per il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%.
La riduzione riguarda la contribuzione dovuta alla Gestione speciale sia sul reddito entro il minimale sia sull’eventuale reddito eccedente, secondo le regole dell’agevolazione. È un regime opzionale e non si applica ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.
La riduzione contributiva può incidere anche sull’accredito previdenziale: il risparmio immediato deve quindi essere valutato insieme agli effetti sulla posizione pensionistica.
Procedura, requisiti e decorrenza sono trattati nella guida dedicata alla riduzione INPS del 35% per i forfettari.
Chi apre nel 2026 può avere la riduzione INPS del 50%?
Non in base alla misura straordinaria introdotta dalla Legge di Bilancio 2025. Quella riduzione del 50% è stata prevista per chi ha avviato l’attività e si è iscritto per la prima volta nel corso del 2025 alle Gestioni speciali Artigiani o Commercianti.
La Circolare INPS n. 83 del 24 aprile 2025 stabilisce infatti che l’agevolazione riguarda le prime iscrizioni effettuate nel 2025.
Chi è entrato correttamente nel beneficio nel 2025 può continuare a usufruirne nel 2026 perché la riduzione ha una durata di 36 mesi dalla data di avvio dell’attività. Questo non significa però che una nuova prima iscrizione effettuata nel 2026 acceda automaticamente alla stessa riduzione.
La misura del 50% prevista per le iscrizioni 2025 è inoltre alternativa alle riduzioni di aliquota incompatibili, compreso il regime previdenziale forfettario del 35%, per il medesimo soggetto e periodo agevolato.
I contributi INPS si deducono nel regime forfettario?
Sì, i contributi previdenziali obbligatori deducibili effettivamente versati incidono sul reddito del regime forfettario secondo le regole fiscali applicabili.
Il meccanismo è importante perché l’imposta sostitutiva non viene semplicemente calcolata sul reddito ottenuto dal coefficiente senza considerare i contributi previdenziali deducibili.
In termini semplificati, il percorso è:
- ricavi o compensi rilevanti;
- applicazione del coefficiente di redditività;
- determinazione del reddito forfettario;
- deduzione dei contributi previdenziali obbligatori deducibili secondo le regole applicabili;
- applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% oppure del 5% quando ne ricorrono i requisiti.
Le istruzioni ufficiali sono contenute nel Quadro LM del modello Redditi PF 2026 dell’Agenzia delle Entrate.
Dove si dichiarano e calcolano i contributi INPS?
Il Quadro RR del modello Redditi PF è dedicato alla determinazione dei contributi previdenziali dovuti all’INPS.
- la Sezione I riguarda Artigiani e Commercianti;
- la Sezione II riguarda i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata.
La dichiarazione consente di determinare contributi dovuti, eventuali crediti e gli importi collegati a saldo e acconti.
Quando si pagano i contributi INPS nel forfettario?
Le scadenze non dipendono semplicemente dal fatto di essere forfettari, ma dalla gestione previdenziale.
I professionisti in Gestione Separata versano i contributi con modello F24 secondo il sistema di saldo e acconti collegato alla dichiarazione dei redditi.
Artigiani e Commercianti versano invece la contribuzione sul minimale in quattro rate durante l’anno e l’eventuale contribuzione dovuta sul reddito eccedente secondo le scadenze fiscali previste per saldo e acconti.
Il forfettario riduce automaticamente i contributi INPS?
No. Applicare il regime forfettario non riduce automaticamente l’aliquota della Gestione Separata e non elimina i contributi sul minimale di Artigiani e Commercianti.
L’eventuale riduzione del 35% per Artigiani e Commercianti è un regime previdenziale agevolato distinto, che deve essere applicabile alla posizione e richiede la relativa adesione.
Per questo non bisogna confondere il regime fiscale forfettario con le singole agevolazioni previdenziali.
Esempio: professionista forfettario in Gestione Separata
Consideriamo un professionista che nel 2026 incassa 30.000 euro, applica un coefficiente di redditività del 78%, non è pensionato e non possiede altra copertura previdenziale obbligatoria.
- compensi: 30.000 €;
- coefficiente di redditività: 78%;
- reddito forfettario lordo: 23.400 €;
- aliquota Gestione Separata: 26,07%;
- contributi calcolati sul reddito: 6.100,38 €.
I contributi previdenziali obbligatori deducibili versati entrano poi nel successivo calcolo fiscale secondo le regole del regime forfettario. L’esempio serve a mostrare il meccanismo e non sostituisce il calcolo della dichiarazione effettiva.
Cosa controllare prima di stimare INPS e tasse?
- attività effettivamente esercitata;
- gestione previdenziale corretta;
- eventuale Cassa professionale;
- coefficiente di redditività;
- aliquota Gestione Separata oppure Gestione Artigiani/Commercianti;
- presenza di contribuzione sul minimale;
- eventuale riduzione del 35% realmente spettante;
- eventuale agevolazione 50% già acquisita per una prima iscrizione del 2025;
- contributi effettivamente versati e fiscalmente deducibili;
- saldo e acconti risultanti dal Quadro RR.
Domande frequenti sui contributi INPS nel forfettario 2026
Un professionista forfettario può chiedere la riduzione INPS del 35%?
Non se è iscritto alla Gestione Separata come libero professionista. Il regime contributivo agevolato del 35% riguarda gli iscritti alle Gestioni Artigiani e Commercianti che possiedono i requisiti previsti.
Se apro come Artigiano o Commerciante nel 2026 ho lo sconto del 50%?
Non in base alla riduzione straordinaria introdotta dalla Legge di Bilancio 2025: quella misura riguarda chi ha avviato l’attività e si è iscritto per la prima volta alle relative Gestioni nel corso del 2025.
INPS e imposta sostitutiva sono la stessa cosa?
No. I contributi previdenziali e l’imposta sostitutiva sono due componenti differenti. Nel forfettario devono però essere calcolati in modo coordinato perché i contributi previdenziali obbligatori deducibili incidono sulla base fiscale secondo le regole applicabili.
Per gli altri approfondimenti consulta tutte le guide su previdenza e contributi della Partita IVA.