Quanto costa un commercialista per una Partita IVA ordinaria nel 2026? Il prezzo è normalmente superiore a quello di una gestione forfettaria perché aumentano contabilità, IVA, registrazioni, dichiarazioni e controlli periodici. Non esiste però una tariffa obbligatoria: il compenso dipende da volume dei documenti, tipo di attività, estero, dipendenti e livello di assistenza.
Prima di confrontare i prezzi bisogna chiarire anche un equivoco frequente: regime fiscale ordinario e contabilità ordinaria non sono sempre la stessa cosa. Molte persone fisiche fuori dal forfettario possono essere in contabilità semplificata se rispettano i relativi requisiti; la contabilità ordinaria in senso tecnico comporta ulteriori obblighi.
Quanto costa il commercialista per una Partita IVA ordinaria?
Le offerte di mercato variano molto: una posizione individuale semplice può partire da circa un migliaio di euro l’anno, mentre attività con numerosi documenti, IVA complessa, dipendenti o operazioni estere possono richiedere compensi sensibilmente più elevati. Il dato importante non è la media, ma quali attività sono comprese nel canone.
Nel nostro servizio la contabilità semplificata costa attualmente 989 € all’anno e comprende commercialista dedicato, app per gestione e fatture, dichiarazione dei redditi e F24. Per i dettagli aggiornati consulta Prezzi e pacchetti.
Partita IVA ordinaria e contabilità ordinaria: qual è la differenza?
Nel linguaggio comune “Partita IVA ordinaria” indica spesso semplicemente una posizione che non applica il regime forfettario. Sul piano contabile, però, bisogna distinguere tra contabilità semplificata e contabilità ordinaria. La forma corretta dipende dal soggetto, dall’attività e dalle soglie previste.
Questa distinzione incide direttamente sul prezzo del commercialista: una contabilità ordinaria completa richiede normalmente più registrazioni, libri e controlli rispetto a una posizione semplificata. Per approfondire consulta regime ordinario Partita IVA.
Perché costa più del forfettario?
Nel forfettario non si determinano analiticamente i costi e, nelle operazioni ordinarie, non si applica l’IVA in fattura. Fuori dal forfettario entrano invece in gioco registrazioni, costi deducibili, IVA, liquidazioni periodiche, LIPE e dichiarazioni più articolate. Il commercialista deve quindi elaborare più dati durante l’anno. Per confrontare il compenso del professionista nei due regimi, vedi anche quanto costa il commercialista nel regime forfettario.
| Voce | Forfettario | Ordinario/semplificato |
|---|---|---|
| IVA ordinaria | Normalmente no | Sì |
| Registrazione analitica costi | No per il reddito | Sì |
| Liquidazioni IVA | No | Sì |
| LIPE | No | Quando dovuta |
| Dichiarazione IVA | Normalmente no | Quando dovuta |
Quanto incide il numero di fatture?
Il numero di documenti è una delle variabili principali. Centinaia di fatture attive e passive richiedono più registrazioni e controlli rispetto a una posizione con poche operazioni. Alcuni studi prevedono scaglioni di prezzo o limiti di documenti inclusi nel canone.
Chiedi quindi sempre se il preventivo comprende un numero massimo di fatture e quale costo viene applicato in caso di superamento.
IVA mensile o trimestrale: cambia il costo?
Può cambiare, perché una gestione mensile comporta elaborazioni e scadenze più frequenti. Due attività con lo stesso fatturato possono quindi avere un carico amministrativo diverso se cambia la periodicità IVA o il numero di operazioni.
LIPE e dichiarazione IVA sono comprese?
Non va dato per scontato. Il preventivo dovrebbe indicare se nel canone sono incluse le liquidazioni, le comunicazioni periodiche e la dichiarazione IVA annuale. Un prezzo iniziale basso può diventare meno conveniente se questi adempimenti vengono fatturati separatamente.
Dichiarazione dei redditi e F24
Verifica se la dichiarazione dei redditi, il calcolo di saldo e acconti e la predisposizione degli F24 sono compresi. Per una posizione individuale fuori dal forfettario la dichiarazione può includere reddito dell’attività, altri redditi personali, contributi e detrazioni.
Per il costo della prestazione separata consulta costo dichiarazione redditi dal commercialista.
Professionista ordinario e ditta individuale: il costo è uguale?
No. Un libero professionista può non avere Registro Imprese, diritto camerale o gli stessi adempimenti amministrativi di una ditta. Una ditta individuale, invece, può richiedere gestione camerale, INPS Artigiani o Commercianti, eventuale INAIL e pratiche SUAP. Anche a parità di regime fiscale il perimetro del lavoro può quindi essere diverso.
Per una ditta il preventivo dovrebbe distinguere chiaramente contabilità fiscale e pratiche amministrative. Per il confronto specifico consulta costo commercialista per ditta individuale.
Clienti e fornitori esteri fanno aumentare il prezzo?
Possono aumentarlo. Operazioni UE ed extra-UE richiedono controlli su territorialità IVA, reverse charge, VIES, integrazioni e altri adempimenti. Se l’estero è una parte importante dell’attività, deve essere dichiarato prima di accettare il preventivo.
E-commerce e Partita IVA ordinaria
Un e-commerce può generare molti flussi: vendite, commissioni delle piattaforme, corrispettivi, pagamenti elettronici, resi e operazioni internazionali. Per questo il prezzo può essere superiore a quello di una semplice attività di consulenza con poche fatture.
Corrispettivi, POS e riconciliazioni
Le attività al dettaglio possono avere poche fatture ma molti corrispettivi e incassi tramite carte. In questi casi il lavoro del commercialista comprende anche il controllo dei flussi, l’allineamento con i dati disponibili e la corretta registrazione delle operazioni. Più punti vendita, più POS o piattaforme diverse possono aumentare la complessità.
Beni strumentali, ammortamenti e leasing
Macchinari, computer, arredi, veicoli e altri beni strumentali richiedono un trattamento fiscale coerente. Se l’attività effettua molti investimenti, il commercialista deve seguire acquisti, eventuali ammortamenti, cessioni e dismissioni. Anche leasing e finanziamenti possono richiedere controlli ulteriori.
Prima di scegliere il servizio chiedi se la gestione ordinaria dei cespiti è inclusa nel canone e se esistono costi separati per operazioni straordinarie.
Dipendenti e collaboratori: cosa resta fuori dal canone?
La gestione delle paghe e del personale è spesso distinta dalla contabilità fiscale e può essere affidata a un consulente del lavoro. Chiedi quindi se CU, 770, cedolini e altri adempimenti del personale sono compresi o fatturati separatamente.
L’apertura della Partita IVA è inclusa?
Dipende dall’offerta. L’attribuzione della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non comporta una tassa di apertura, ma il professionista può richiedere un compenso per inquadramento e pratica. Nel nostro piano annuale l’apertura fiscale è inclusa.
Esempio: professionista con poche fatture
Un consulente fuori dal forfettario, con clienti italiani, poche fatture e nessun dipendente, può avere una gestione relativamente lineare. Il costo dipende da registrazioni, IVA, dichiarazioni e assistenza, ma resta normalmente inferiore a quello di un’attività con molti flussi e operazioni internazionali.
Esempio: ditta con magazzino ed estero
Una ditta che acquista e vende beni, ha numerose fatture, opera con fornitori UE e gestisce beni strumentali richiede più registrazioni e controlli. In questo caso un preventivo sensibilmente più alto può essere giustificato da un carico amministrativo reale molto diverso.
Commercialista online o tradizionale?
Un servizio online può ridurre tempi di scambio documenti e automatizzare parte dei flussi. Uno studio tradizionale può offrire modalità di relazione diverse. La scelta va fatta sulla copertura degli adempimenti e sulla qualità dell’assistenza, non solo sul canale. Vedi commercialista online per Partita IVA.
Il costo è deducibile e l’IVA detraibile?
Quando il compenso è inerente all’attività e correttamente documentato, nei regimi analitici può concorrere alla determinazione del reddito secondo le regole applicabili. L’IVA segue le regole ordinarie di detraibilità della specifica posizione e dell’operazione.
Esistono tariffe obbligatorie?
No. Il compenso professionale deve essere concordato. Il riferimento generale è l’articolo 9 del decreto-legge 1/2012.
Come confrontare due preventivi
- costo annuale complessivo;
- numero di documenti compresi;
- liquidazioni IVA e LIPE;
- dichiarazione IVA e Redditi;
- F24 e rateizzazioni;
- operazioni estere;
- gestione beni strumentali;
- personale e adempimenti esclusi;
- consulenza compresa;
- rinnovo e recesso.
Domande frequenti
Quanto costa all’anno un commercialista per Partita IVA ordinaria?
Non esiste un prezzo unico. Una posizione individuale semplice può partire intorno a un migliaio di euro, mentre attività più complesse possono costare sensibilmente di più.
Partita IVA ordinaria significa sempre contabilità ordinaria?
No. Molte persone fisiche fuori dal forfettario possono rientrare nella contabilità semplificata. Regime fiscale e regime contabile vanno distinti.
La dichiarazione IVA è inclusa nel canone?
Dipende dal preventivo. Va verificata insieme a LIPE, liquidazioni e dichiarazione dei redditi.
Il numero di fatture incide sul prezzo?
Sì. Più documenti e registrazioni aumentano normalmente il lavoro contabile.