Aprire un home restaurant significa svolgere un’attività di preparazione e somministrazione di cibi e bevande in un’abitazione privata. Nel 2026 ATECO 2025 ha finalmente una classificazione esplicita: le note ISTAT includono l’home restaurant nel codice 56.21.01 – Attività di catering per eventi presso location dei clienti.
Non esiste però una legge nazionale unica che autorizzi automaticamente l’attività occasionale sotto 5.000 euro. Le regole amministrative e sanitarie dipendono anche dalla Regione e dal Comune, mentre l’obbligo di Partita IVA va valutato sulla reale abitualità e organizzazione dell’attività.
ATECO 56.21.01: dal 2025 include espressamente l’home restaurant
Le note ufficiali ISTAT definiscono il 56.21.01 come catering per eventi presso location dei clienti e precisano che nella sottocategoria rientra anche la preparazione e somministrazione al pubblico di cibi e bevande preparati presso cucine domestiche.
Questo codice è quindi il riferimento naturale per chi esercita un vero home restaurant. Non va confuso con un ristorante tradizionale aperto al pubblico né con il catering continuativo per mense o strutture, che possono avere classificazioni diverse.
Sotto 5.000 euro non esiste un’esenzione nazionale automatica
La soglia dei 5.000 euro compare spesso online come limite per fare home restaurant senza Partita IVA, ma non esiste una norma nazionale generale che trasformi automaticamente l’attività in occasionale sotto quell’importo.
Unioncamere stessa ricorda che i limiti di 5.000 euro o 500 coperti sono stati richiamati in proposte e prassi locali, ma non costituiscono una disciplina fiscale nazionale uniforme. Se il servizio viene pubblicizzato, organizzato e offerto con continuità, l’inquadramento d’impresa può essere necessario anche con ricavi inferiori.
Quando serve la Partita IVA
La Partita IVA deve essere valutata quando l’attività è abituale, organizzata e rivolta stabilmente al mercato. Prenotazioni ricorrenti, promozione online, calendario di cene, listino, acquisti organizzati e ripetizione del servizio sono elementi che fanno emergere una vera attività economica.
Una cena privata tra amici con semplice ripartizione delle spese è un caso diverso. Un servizio pubblicizzato sui social o su una piattaforma, con prezzo per persona e prenotazioni aperte al pubblico, presenta invece caratteristiche tipiche della ristorazione organizzata.
SCIA, SUAP e regole regionali
Il quadro amministrativo non è identico in tutta Italia. Alcune Regioni hanno introdotto una disciplina specifica; altre applicano le regole generali sulla somministrazione di alimenti e bevande.
Nel 2026 il Friuli Venezia Giulia, per esempio, disciplina espressamente l’home restaurant con SCIA al SUAP, requisiti HACCP e limiti regionali di coperti. Questi numeri non devono essere trasformati in limiti nazionali: in altre Regioni possono valere regole diverse. Anche il Piemonte ha ribadito che l’attività rientra nella somministrazione e richiede gli adempimenti di settore.
HACCP, notifica sanitaria e requisiti dell’abitazione
Preparare cibo per il pubblico comporta obblighi igienico-sanitari. HACCP, notifica sanitaria e requisiti dei locali vanno verificati con SUAP e ASL competente. Il fatto che la cucina sia domestica non rende irrilevante la sicurezza alimentare.
Le discipline regionali possono inoltre stabilire condizioni sull’utilizzo dell’abitazione, sull’accesso degli organi di controllo e sulla compatibilità urbanistica. Prima di investire in attrezzature è quindi utile ottenere il quadro locale completo.
Regime forfettario: coefficiente 40%
Il codice 56.21.01 appartiene alle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, per le quali il coefficiente di redditività del forfettario è 40%. Con 30.000 euro di ricavi il reddito forfettario lordo è quindi 12.000 euro prima della deduzione dei contributi previdenziali obbligatori.
Materie prime, utenze, attrezzature e commissioni delle piattaforme non si deducono analiticamente nel regime: sono assorbite dal coefficiente. L’accesso richiede comunque il rispetto di tutti i requisiti del forfettario.
Registro Imprese e INPS
Quando l’home restaurant è esercitato come impresa, l’apertura fiscale si accompagna normalmente agli adempimenti del Registro Imprese e alla posizione previdenziale del titolare. Per l’attività di somministrazione l’inquadramento è generalmente commerciale, con Gestione Commercianti INPS, salvo situazioni particolari da verificare.
La Comunicazione Unica può coordinare diversi adempimenti verso Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, INPS e altri enti. Sul lato previdenziale è utile consultare contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.
Esempio: cene su prenotazione ogni weekend
Una persona pubblicizza sui social un menu settimanale, accetta prenotazioni da sconosciuti e organizza due cene a pagamento ogni weekend. Anche se nel primo anno incassa soltanto 4.500 euro, il solo fatto di essere sotto 5.000 euro non basta a qualificare l’attività come occasionale: organizzazione e continuità indicano una vera attività economica.
Dovrà quindi verificare Partita IVA, 56.21.01, SCIA, requisiti sanitari, Registro Imprese, INPS e normativa regionale applicabile.
Checklist prima di aprire
- verifica la normativa della tua Regione e del Comune;
- contatta SUAP e ASL per requisiti sanitari;
- non usare 5.000 euro come soglia automatica;
- se l’attività è abituale, valuta Partita IVA e ATECO 56.21.01;
- predisponi HACCP e notifica sanitaria quando richiesti;
- verifica Registro Imprese e Gestione Commercianti;
- controlla requisiti morali e professionali per la somministrazione;
- valuta il regime forfettario e il coefficiente 40%.
ISTAT include espressamente l’home restaurant nelle note ATECO 2025. Per l’avvio operativo sono utili anche gli approfondimenti del Servizio Nuove Imprese di Unioncamere.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO dell’home restaurant?
ATECO 2025 include espressamente l’home restaurant nel 56.21.01.
Sotto 5.000 euro non serve Partita IVA?
Non esiste una soglia nazionale automatica di questo tipo. Conta se l’attività è abituale e organizzata.
Serve la SCIA?
In molte discipline regionali e nelle regole sulla somministrazione è prevista la SCIA al SUAP; va verificato il quadro locale.
Posso usare il forfettario?
Sì, se rispetti tutti i requisiti. Per il codice 56.21.01 il coefficiente di redditività è 40%.