Nel 2026 un professionista in regime ordinario può dedurre gli interessi passivi quando il finanziamento è realmente collegato all’attività professionale. Le istruzioni del modello Redditi PF 2026 indicano nel rigo RE13 gli interessi sostenuti per finanziamenti relativi all’arte o professione, compresi quelli per l’acquisto dell’immobile strumentale, e quelli dovuti per la dilazione nel pagamento di beni acquistati per l’attività. Non tutti gli interessi, però, sono deducibili: vanno esclusi quelli privi di inerenza e alcune categorie espressamente indicate.
Interessi passivi professionista: tabella rapida
| Tipo di interesse | Trattamento generale |
|---|---|
| Finanziamento destinato all’attività professionale | Deducibile se inerente e documentato |
| Mutuo per acquisto di immobile strumentale | Compreso tra gli interessi indicati nel rigo RE13 |
| Dilazione concessa per l’acquisto di beni professionali | Interessi deducibili se collegati al bene acquistato per l’attività |
| Finanziamento personale o spesa privata | Non deducibile dal reddito professionale |
| Interessi per versamento IVA trimestrale | Espressamente non deducibili |
| Interessi da ravvedimento speciale | Risposta Agenzia 56/2025: non deducibili nel caso del professionista esaminato |
| Regime forfettario | Nessuna deduzione analitica dei normali interessi passivi |
Qual è la regola generale per il lavoro autonomo?
Il punto di partenza è l’articolo 54 del TUIR. Il reddito di lavoro autonomo è determinato considerando le spese sostenute nell’esercizio dell’attività, salvo le disposizioni specifiche previste dagli articoli dedicati.
Per gli interessi passivi è quindi decisiva l’inerenza: deve esistere un collegamento funzionale tra il debito che genera gli interessi e l’attività professionale. Un prestito personale non diventa deducibile soltanto perché il debitore possiede una Partita IVA.
Cosa va indicato nel rigo RE13 del modello Redditi PF 2026?
Le istruzioni Redditi Persone Fisiche 2026 indicano nel rigo RE13 gli interessi passivi sostenuti nel periodo d’imposta per:
- finanziamenti relativi all’attività artistica o professionale;
- finanziamenti utilizzati per acquistare un immobile strumentale;
- dilazioni nei pagamenti di beni acquistati per l’esercizio dell’arte o professione.
L’Agenzia delle Entrate rende disponibile nel 2026 il modello Redditi PF anche per i contribuenti titolari di reddito di lavoro autonomo; la pagina ufficiale della dichiarazione Redditi Persone Fisiche 2026 riepiloga l’adempimento e le relative modalità.
Finanziamento per l’attività: quando gli interessi sono deducibili?
Il finanziamento deve essere destinato all’attività professionale. Può trattarsi, ad esempio, di liquidità ottenuta per acquistare attrezzature, sostenere investimenti nello studio o finanziare beni e servizi realmente inerenti alla professione.
La semplice intestazione del contratto al titolare di Partita IVA non basta se il denaro viene in realtà utilizzato per finalità personali. In caso di controllo deve essere possibile ricostruire la destinazione delle somme e il collegamento con l’attività.
Mutuo per lo studio professionale
Le istruzioni dichiarative includono espressamente gli interessi sostenuti per l’acquisto dell’immobile strumentale. È quindi essenziale distinguere lo studio utilizzato esclusivamente per la professione dall’abitazione personale o dall’immobile utilizzato promiscuamente.
Il trattamento dell’immobile e quello degli interessi devono essere coerenti con la destinazione reale del bene. Per canone, utenze, deposito e studio condiviso consulta affitto dello studio professionale.
Finanziamento per computer, attrezzature e beni strumentali
Se un professionista finanzia l’acquisto di un bene effettivamente utilizzato nell’attività, gli interessi possono essere inerenti al reddito professionale. Il trattamento del capitale e quello degli interessi sono però due questioni diverse.
Il bene può dover essere ammortizzato oppure, quando ricorrono i presupposti, dedotto secondo le regole dei beni strumentali; gli interessi derivano invece dal finanziamento e vengono indicati separatamente. Consulta beni strumentali e ammortamento.
Interessi per pagamento dilazionato al fornitore
RE13 comprende anche gli interessi dovuti per la dilazione nel pagamento di beni acquistati per l’esercizio della professione. È il caso in cui il professionista acquista un bene professionale e il prezzo viene pagato in più scadenze con un onere finanziario.
Anche qui bisogna distinguere il prezzo del bene dagli interessi della dilazione. La deducibilità degli interessi presuppone che il bene acquistato sia riferibile all’attività e che l’onere finanziario sia documentato.
Prestito personale usato solo in parte per l’attività
I finanziamenti a destinazione mista sono più delicati. Se una parte delle somme finanzia l’attività e un’altra parte spese private, non è corretto imputare automaticamente tutti gli interessi al reddito professionale.
Occorre poter individuare con criteri oggettivi la quota effettivamente riferibile all’attività. Se la destinazione delle somme non è ricostruibile, la prova dell’inerenza diventa molto più debole.
Scoperto di conto corrente e linea di credito
Per interessi addebitati su un conto o su una linea di credito non è sufficiente verificare che il conto venga utilizzato anche per l’attività. Bisogna capire quale debito ha generato l’onere e se la provvista finanziaria è stata effettivamente impiegata per esigenze professionali.
Un conto nel quale transitano insieme spese personali e professionali rende la prova più complessa. Per la gestione separata dei movimenti consulta conto corrente e Partita IVA.
Gli interessi IVA trimestrali sono deducibili?
No. Le istruzioni del rigo RE13 richiamano espressamente l’articolo 66, comma 11, del D.L. 331/1993: non sono deducibili gli interessi versati dai contribuenti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA.
Questi interessi non devono quindi essere confusi con quelli relativi a un finanziamento bancario utilizzato per acquistare beni professionali.
Interessi da ravvedimento: perché sono diversi?
Con la risposta n. 56 del 3 marzo 2025, l’Agenzia delle Entrate ha esaminato gli interessi versati da un professionista nell’ambito del ravvedimento speciale. Nel caso analizzato li ha ritenuti indeducibili.
L’Agenzia ha distinto questi interessi moratori da quelli inerenti a finanziamenti dell’attività: derivavano dal ritardato pagamento di imposte indeducibili e non erano funzionalmente collegati alla produzione del reddito professionale. Per il quadro completo consulta multe, sanzioni e interessi fiscali.
Non applicare al professionista le regole dell’articolo 96 per le società
Un errore frequente è leggere contenuti sulla deducibilità degli interessi passivi delle società e trasferirli automaticamente al lavoro autonomo. Le limitazioni dell’articolo 96 del TUIR e il meccanismo basato sul ROL appartengono alla disciplina del reddito d’impresa per i soggetti interessati e non rappresentano la regola ordinaria del professionista che compila il quadro RE.
Per il professionista persona fisica occorre partire dall’articolo 54, dall’inerenza e dalle istruzioni del quadro RE.
In quale anno si deducono gli interessi?
Il rigo RE13 considera gli interessi passivi sostenuti nel periodo d’imposta. Nel lavoro autonomo ordinario opera quindi la logica del principio di cassa, salvo le specifiche regole applicabili alla singola fattispecie.
Per capire quando una spesa si considera sostenuta consulta principio di cassa del professionista.
Quali documenti conviene conservare?
La deducibilità richiede una ricostruzione chiara del rapporto tra finanziamento e attività. È utile conservare:
- contratto di finanziamento o mutuo;
- piano di ammortamento;
- estratti conto e addebiti degli interessi;
- fatture dei beni o servizi finanziati;
- documentazione dell’immobile strumentale;
- contratti di dilazione con il fornitore;
- prova della destinazione professionale delle somme;
- eventuale criterio di ripartizione se il finanziamento ha uso misto.
Cosa cambia nel regime forfettario?
Nel regime forfettario i normali costi effettivi dell’attività non vengono dedotti analiticamente dal reddito imponibile. Di conseguenza gli interessi di un finanziamento professionale non vengono sottratti uno per uno come nel quadro RE del regime ordinario.
Il costo finanziario resta economicamente rilevante e può incidere sulla convenienza del regime, ma il reddito fiscale segue il coefficiente di redditività. Consulta spese deducibili nel regime forfettario.
Esempio pratico
Un professionista in regime ordinario ottiene un finanziamento di 30.000 euro per acquistare attrezzature destinate esclusivamente allo studio. Nel 2025 paga 1.800 euro di interessi. Se il finanziamento è documentato e le somme sono realmente destinate all’attività, gli interessi rientrano nella categoria prevista dal rigo RE13, mentre il costo delle attrezzature segue separatamente le regole dei beni strumentali.
Se lo stesso prestito finanziasse per metà l’attività e per metà spese personali, non sarebbe corretto imputare automaticamente tutti i 1.800 euro al reddito professionale.
Errori frequenti
- dedurre interessi di un prestito personale senza dimostrare la destinazione professionale;
- confondere capitale rimborsato e quota interessi;
- applicare al professionista il limite del 30% del ROL previsto in altri ambiti;
- dedurre gli interessi del versamento IVA trimestrale;
- trattare gli interessi da ravvedimento come un normale finanziamento professionale;
- non distinguere un finanziamento misto tra uso privato e professionale;
- nel forfettario sottrarre analiticamente gli interessi dal reddito.
Checklist interessi passivi professionista
- identifica il debito che genera gli interessi;
- verifica il collegamento funzionale con la professione;
- ricostruisci come sono state utilizzate le somme finanziate;
- separa quota capitale e quota interessi;
- controlla se l’interesse rientra nel rigo RE13;
- escludi gli interessi IVA trimestrali;
- tratta separatamente ravvedimento e altri interessi fiscali;
- conserva contratto, piano di ammortamento ed estratti conto;
- nel forfettario non applicare la deduzione analitica.
Per il quadro generale dei costi consulta spese deducibili del professionista e la sezione Costi della Partita IVA.