Il libro giornale e il libro degli inventari sono le principali scritture contabili civilistiche dell’imprenditore commerciale obbligato alla contabilità ordinaria. Dal 25 ottobre 2001 non sono più soggetti a bollatura o vidimazione obbligatoria iniziale, ma devono essere numerati progressivamente e restano soggetti alle regole di tenuta, conservazione e imposta di bollo.
Chi deve tenere il libro giornale?
L’articolo 2214 del codice civile prevede che l’imprenditore che esercita un’attività commerciale tenga il libro giornale e il libro degli inventari, oltre alle altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa.
La regola civilistica non si applica ai piccoli imprenditori nei termini previsti dal codice civile, ma gli obblighi fiscali devono comunque essere verificati in base al regime contabile concretamente applicato.
Per il quadro completo degli obblighi dell’impresa individuale consulta anche contabilità ordinaria della ditta individuale.
Cosa contiene il libro giornale?
Il libro giornale registra cronologicamente le operazioni relative all’esercizio dell’impresa. Serve quindi a ricostruire in modo ordinato i fatti amministrativi e contabili che incidono sulla situazione economica e patrimoniale.
Non è un semplice elenco delle fatture: comprende le registrazioni contabili necessarie a rappresentare le operazioni dell’impresa secondo il metodo adottato.
Cosa contiene il libro inventari?
L’inventario deve essere redatto all’inizio dell’esercizio dell’impresa e successivamente ogni anno. Deve rappresentare e valutare attività e passività secondo le regole applicabili e si coordina con il bilancio e con la determinazione del risultato dell’esercizio.
Il DPR 695/1996 ha inoltre previsto che l’inventario sia sottoscritto dall’imprenditore entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi.
Serve ancora la vidimazione?
No, non è più obbligatoria per libro giornale e libro inventari. La Legge 383/2001 ha soppresso l’obbligo di bollatura e vidimazione per questi libri e per diversi registri fiscali.
La norma vigente stabilisce che libro giornale e libro inventari devono essere numerati progressivamente ma non sono soggetti a bollatura né vidimazione obbligatoria. La fonte ufficiale è Normattiva – Legge 383/2001, articolo 8.
Le pagine devono essere numerate?
Sì. È rimasto l’obbligo di numerazione progressiva delle pagine. Le Camere di Commercio precisano che la numerazione viene effettuata direttamente dal soggetto obbligato prima dell’utilizzo delle pagine.
La Camera di Commercio Frosinone-Latina, in una pagina aggiornata nel 2026, conferma espressamente che bollatura e vidimazione non sono più obbligatorie per giornale, inventari e registri IVA.
Si paga l’imposta di bollo?
Sì. La soppressione della bollatura non ha eliminato l’imposta di bollo prevista per libro giornale e inventari. La Guida alla bollatura 2026 della Camera di Commercio di Frosinone-Latina indica 32 euro ogni 100 pagine o frazione per imprenditori individuali, società di persone e altri soggetti che non assolvono la tassa di concessione governativa in modo forfettario; per i soggetti che assolvono la tassa annuale forfettaria, come le società di capitali, l’imposta è 16 euro ogni 100 pagine.
Per i libri tenuti e conservati digitalmente bisogna applicare le modalità di assolvimento del bollo previste per i documenti informatici, senza copiare automaticamente la procedura cartacea.
Posso farli bollare volontariamente?
Sì. Anche se la bollatura non è obbligatoria, l’articolo 2218 del codice civile consente la bollatura facoltativa di altri libri e registri tenuti dall’imprenditore.
Contabilità semplificata: servono libro giornale e inventari?
Le imprese minori che applicano la contabilità semplificata seguono un sistema di scritture differente rispetto alla contabilità ordinaria e non devono essere trattate automaticamente come soggetti tenuti ai libri dell’ordinaria.
Consulta contabilità semplificata 2026.
E il regime forfettario?
Il regime forfettario prevede semplificazioni contabili e non comporta la tenuta del libro giornale e del libro inventari come un’impresa in contabilità ordinaria.
Restano però gli obblighi di conservazione dei documenti previsti e gli adempimenti specifici del regime.
Libero professionista: deve tenere questi libri?
Il professionista individuale non esercita normalmente un’impresa commerciale soggetta agli articoli civilistici sul libro giornale e inventari. Tiene invece le scritture previste dalla disciplina fiscale applicabile al lavoro autonomo.
Per la distinzione consulta reddito d’impresa o lavoro autonomo.
Libro giornale e registri IVA sono la stessa cosa?
No. Il libro giornale è una scrittura contabile generale dell’impresa; i registri IVA sono scritture fiscali dedicate alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
Consulta registri IVA.
Quanto tempo vanno conservati?
Le scritture contabili devono essere conservate per il periodo previsto dalla normativa civilistica e tributaria. In via generale il codice civile prevede la conservazione delle scritture e della corrispondenza per dieci anni, mentre ai fini fiscali bisogna considerare anche i termini di controllo applicabili.
Cartaceo o digitale?
I libri possono essere gestiti con strumenti informatici nel rispetto delle regole di formazione, tenuta e conservazione previste. La gestione digitale non elimina gli obblighi sostanziali di completezza, ordinata tenuta e immodificabilità dei documenti.
Checklist
- verifica se l’impresa è in contabilità ordinaria;
- predisponi libro giornale e libro inventari quando obbligatori;
- numera progressivamente le pagine;
- non richiedere vidimazione obbligatoria se non prevista;
- assolvi correttamente l’imposta di bollo;
- registra le operazioni nei termini;
- redigi e sottoscrivi l’inventario;
- conserva i libri per il periodo richiesto;
- se li tieni digitalmente applica le regole dei documenti informatici.